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JOURNAL // WORDS // ARTICLES (8)

LA MUSICA ROCK E' FEMMINA

 

Maria Brink (In This Moment), Netta Laurenne (Smackbound), Herma (Sick and Beautiful), Larkin Poe, Orianthi, Samantha Fish, Margarita Monet (Edge of Paradise), Chez Kane, Scarlet, Anette Olzon, Noora Louhimo (Battle Beast), Ines Vera Ortiz (Inner Stream), Rosa Lariccchiuta (Black Rose Maze), Rossella Moscatello (False Memories), Laura Cox (guitars&vocals), Ally Venable, Tezzi (Infinite & Divine), Heather Leoni (Nova Hawks), tanto per citare alcuni nomi di female singer o band con alla voce cantanti/strumentisti donne. E qui si va a "parare" su diversi stili, dal nu metal al crossover, dal metal sinfonico all'hard rock fino al root rock & blues. Ovviamente ci sono altri nomi -magari più famosi o maggiormente conosciuti, leggasi Lacuna Coil, Whitin Temptation, Nightwish eccetera - ma qui vado a trattare alcune 'new sensation' accoppiate a nomi più "gettonati" che però potrebbero non essere conosciuti a tutti.

Da sempre, lo sapete, il rock è considerato prevalentemente – sbagliando!!! - un genere maschile; io son sempre stato contrario a questa "ghettizzazione" e credo fortemente che senza l'apporto del mondo femminile questo settore sarebbe già andato ko. Lo dimostrano acts storici come Joan Jett, Vixen, Heart, Sass Jordan, Doro Pesh, Lee Aaron, Lisa Dominique (Femme Fatale), senza stare a scomodare Dee quali Patty Smith, Janis Joplin, Tina Turner et similia.

Ma adesso siamo in questo fantomatico quanto bistrattato e -abbastanza- asettico nuovo millennio. Di vere e proprie sonorità non ne sono nate; diciamo che il movimento crossover/nu metal è quello che ha dato/partorito più novità rispetto agli altri. Per il resto si sta verificando una sorta di "ritorno alle origini" un pò in tutti i settori; è tornata in auge la parola "vintage" per americanizzare e rendere 'figo' il concetto una volta bistrattato del "vecchio o obsoleto". Moda, trend e quindi anche la musica stanno strizzando l'occhiolino ai seventies, eighties e nineties. Ma non voglio finire "fuori tema", questo era solo un appunto. Qui si parla di donne, artisti, cantanti, strumentisti e band tutte al femminile o capitanate da una front woman che, soprattutto in questo ultimo decennio, stanno spopolando nel nostro beneamato settore musicale. E non hanno nulla da invidiare ai colleghi maschietti, anzi; spesso, l'energia e la potenza dell'heavy sound ma anche il rock anthemico o il root rock/blues, quando vengono accomunati ad una voce femminile, acquistano maggiore incisività, più carisma, anche più forza! Se notate ultimamente stanno uscendo tantissime band con una female singer alla voce; ok, è bello anche da vedere, magari sono succinte metal woman con look sgargiante che fa indubbiamente innamorare i fans ma, oltre all'abito, c'è la sostanza, e ce n'è tanta. Tecnicamente le donne non hanno nulla da invidiare ai maschietti come vocals e alcune, addirittura, riescono a creare uno "spettro sonoro" forse anche più ampio e multicolore, merito della tonalità più "fine" o aggraziata. Ma la goduria massima è nel poter asserire che il mix tra eufonia-grinta vocale della donna è spesso superiore a quella dell'uomo. Ascoltare vocalizzi suadenti che poi si trasformano in autentici assalti frontali a volte dediti a impennate verso ottave inarrivabili ed in altri casi verso un growl potente e assatanato (leggasi Arch Enemy), beh, questo non ha prezzo. Lo dimostra anche il successo delle suddette band, la popolarità e questo fenomeno che non sembra rallentare tuttaltro, continuano a nascere combi musicali così strutturati. In assoluto, su tutte, mi permetto di spezzare una lancia a favore della straordinaria vocalist e performer oltre che leader della band Maria Brink dei Californiani In This Moment. A mio modesto parere attualmente rappresenta il meglio in quanto a modulazione, espressione, incisività, tonalità unite a presenza scenica, look e performance live. Poi indiscutibilmente ce ne sono tantissime altre di ugole valide e superlative ma questo articolo non ha una mira antologica bensì è un punto d'opinione su questo fervido movimento. Non mi dilungo oltre e vi consiglio qualche album, li potete leggere elencati sotto, dischi recentissimi o usciti in questi ultimi due/tre anni, sicuramente validi e degni di un ascolto!

 

INNER STREAM “Stain The Sea” (Frontiers Music srl)

THE NOVA HAWKS “Redemption” (Frontiers Music srl)

ORIANTHI “O” (Frontiers Music srl)

BLACK ROSE MAZE “s/t” (Frontiers Music srl)

LARKIN POE “Self Made Man” (Tricki – Woo Records)

SMACKBOUND “20/20” (Frontiers Music srl)

SASS JORDAN “Rebel Moon Blues” (Stony Plain Records)

IN THIS MOMENT “Mother” (Atlantic Rec)

LAURA COX “Burning Bright” (Ear Music)

SICK N' BEAUTIFUL “Element of Sex” (Rosary Lane Records)

THE PRETTY RECKLESS “Death by Rock'n'Roll” (Century Media)

EDGE OF PARADISE “Universe” (Frontiers Music srl)

ALLY VENABLE “Heart of fire” (Ruf Records)

INFINITE & DIVINE “Silver Lining” (Frontiers Music srl)

 

Roby Comanducci

 

 



Hey ciao a tutti pseudo vacanzieri o pre-vacanzieri che siete o sarete a breve in procinto di caricare bagagli nella vostra automobile pulita e lucida, pronta ad affrontare le assolate autostrade italiane. (Ok, è stato un anno maledetto per questa fottuta pandemia e non discuto ma QUESTO articolo/storia NON vuole parlare di Covid, onestamente voglio soffermarmi anche su altre tematiche e me molto care.)

Ciao a tutti voi. E se prendete l’aereo? Meglio, meno valigie, più velocità, no file ai caselli. Il traghetto per andare nell’oramai ‘modaiola’ Sardegna? E a casa? Tutto a posto? Tutto in ordine? Avete lasciato i “compitini” ai suoceri per passare ogni tanto davanti a casa e magari entrarci aprire le finestre far cambiare l’aria e poi richiudere? Vi siete muniti dell'ultimo modello di smartphone per postare su Instagram la vostra vacanza adorata? Il nuovo paio di occhiali da sole fashion talmente grandi che potrebbero essere usati come ruote per una bicicletta? Avete preso tutto e compresso la vostra sacca, valigia, zaino, all’inverosimile? Mi raccomando, prelevate anche qualche euro da tenere in tasca...non si esce solo con carte di credito e stop. Ok, siete pronti, non avete dimenticato nulla; alla fine basta che la casa, i parenti, gli amici (che ovviamente si devono salutare tutti, anche quelli che non si frequentano da tempo per ‘parlare’ della vostra imminente e lussureggiante meta), la macchina, i soldi da spendere in ‘cianfrusaglie’, il ‘kit del perfetto vacanziero’ bene… e il resto?  Nulla, non conta....ma quale “resto” poi....? Ahhh...si ...quei kg di peso messi insieme dei due esserini animati?!? Pippo e Tata. Due minuscoli ammassi di pelo presi alla bambina giusto dopo Natale, il maschio nocciola e la femmina colore bianco, entrambi superpaffuti; era da sola (la bambina), annoiata, la playstation non le piace ed è ancora troppo bimba per uscire con le amiche. “...si ...abbiamo fatto proprio bene a prenderli – tra l’altro non li abbiamo nemmeno pagati – che piccolini, adesso avranno sui cinque mesi....” (dice l’uomo). “ ....con quello che gli davamo da mangiare ti credo, vita da Re. Comunque che macello, sempre in tutte le stanze, la lettiera che sporca e poi d’estate col caldo, figuriamoci. Ma sì dai, i gatti sono comunque felini, animali selvatici, si abituano ad ogni situazione, cosa siamo noi l’Arca di Noe?......” (sempre l’uomo..).

Salgono tutti in macchina, stracarica e col pieno ed aria condizionata a palla e dietro mettono Pippo e Tata. Gli occhi dei micetti diventano grandi e spalancati, quasi terrorizzati ma al tempo stesso felici per questa nuova ‘avventura’. Loro si stanno divertendo – il viaggio intanto è cominciato- li dietro a fare la lotta tra i bagagli. Chissà perchè, ma Tata vince sempre, che bella, quando vuole fare la cattiva con il suo ringhio ‘feroce’. Ad un tratto incalza l'uomo “...accidenti, cara, fermiamoci all’autogrill, devo prendermi alcune cose che mi son dimenticato a casa.....”. I villeggianti quindi si fermano e mamma e figlia entrano nel bar. L’uomo, lui sì, il VERO UOMO coraggioso –perchè sempre lui deve fare le cose importanti -  mentre la famigliola è a fare compere, apre il bagagliaio: puff... una caduta rotolando per terra dei due ciuffoni di pelo che cominciano a correre all’impazzata intorno alla macchina. Che bello, pensano i micetti, un po d’aria... li dentro si soffocava. Torna la moglie e la bambina, l’uomo vero risale in auto, chiude, accende il motore e parte. Via verso le agognate vacanze...e pensa già allo sdraio, l’unto schifoso che si spalmerà sul petto da vero ‘macho’ abbronzato, per poi tornare a casa e farsi vedere da amici e colleghi (forse meglio colleghe giusto fighetto??). Pippo e Tata stanno ancora correndo ma ad un certo momento non capiscono più dov’è finita l’autovettura. Si, quella cosa grossa, che li teneva dentro per andare chissà dove...ma dov’è finita? Hey non scherziamo, abbiamo paura, siamo piccoli, qui c’è tanta gente è un macello. (il pensiero del micio). Tata si spaventa ancor più ed inizia a correre beccandosi anche una lattina di birra vuota lanciatale da un gruppo di turisti ai bordi delle loro auto intenti a consumare un frugale pasto. Cerca Pippo, lo trova, entrambi iniziano a correre e a spaventarsi e disorientarsi sempre più. Pippo corre verso l’interno dell’autogrill dove c’è del verde mentre Tata nella direzione opposta, la strada. Corre forte, coda dritta, occhi spalancati e cerca di raggiungere la colonnina di auto parcheggiate dalla parte opposta. Ad un tratto il buio. Un grosso muso di metallo senza nemmeno frenare (...e perchè mai uno dovrebbe consumare le pastiglie dei freni per così poco?? Suvvia…) la sovrasta. E’ la fine! Pippo non la vedrà mai più e lui stesso verrà ritrovato qualche giorno dopo tutto sporco e in fin di vita ai bordi di una piccola strada sterrata di periferia. Pippo e Tata, la vostra vita è finita. Perchè? Eravate piccoli e bisognosi d’amore.

Potevate regalare tanto affetto chiedendo nulla in cambio, forse qualche scatoletta o croccantino. Due vite abbandonate e spente nel giro di poco, per nessun motivo, due esserini che potevano donare pace e armonia a questo fottuto mondo. La FAMIGLIA BASTARDA intanto è già sul luogo delle vacanze. Belli e tranquilli (alla bimba viene detto che i mici son scappati in autogrill e pur cercandoli li avevano persi). Andate pure, divertitevi, fate la vostra vita, godetevi il sole che tanto avete sognato, mangiate e fate sesso come maiali, fatevi belli con il vostro look trash seguendo le mode dei vostri amati influencer. Continuate pure la vostra umile, insignificante, futile vita: BASTARDI!

Roby Comanducci 

 

MICK MARS: 70 anni, buon compleanno leggenda vivente!

 

Per il sottoscritto parlare di Mick Mars è un onore tanto quanto una gioia immensa. Sono letteralmente cresciuto a "pane e Motley Crue" e credo che la "Ciurmaglia Colorita" abbia avuto su di me l'effetto delle metanfetamine, quelle forti, che ti sollevano l'anima, il cervello e ti senti un petardo nel culo che sta per scoppiare!!!! Ma qui stiamo parlando del buon Mick, all'anagrafe Robert Alan Deal, nato a Terre Haute nell'Indiana il 4 Maggio 1951 che compie, appunto, ben SETTANT'ANNI in questi giorni. Non potevo quindi esimermi dallo scrivere un breve pensiero (correlato da qualche nota bio/discografica) su di lui. Lo sento come un dovere nei suoi confronti e, ovviamente, una goduria per il sottoscritto scribacchino.

Parliamoci chiaro: i quattro Motley sono una delle pochissime band sul pianeta dove ogni membro è indispensabile alla band (anche se ci sono state separazioni, dischi solisti, dischi con l'assenza di qualche membro....che comunque non hanno MAI ottenuto un successo adeguato, anche se qualitativamente validi - leggasi "Motley Crue" o New Tattoo"). Sono una 'gang' come citato nell'ultimo e unico - e bellissimo oserei dire - bio pic movie uscito due anni fa 'The Dirt', una gang di pazzi dementi che però hanno avuto la maestria di cucirsi addosso il music world creando mode, stili, tendenze; come loro nessuno mai, come loro pochissimi artisti sono entrati nel costume e nel modo di essere e pensare dei ragazzi (e non solo). Vince, il biondo cantante "strappa mutande" non propriamente “dotato” di una grande ugola ma un frontman d'eccezione. Nikki Sixx, bass player e vero mentore della band nonché principale songwriter e compositore. Tommy Lee, funambolico e tecnico nonché istrionico batterista e, per finire lui, Mick, colui che per ogni band rock che si rispetti è da sempre il cardine: il chitarrista. Eh si, la chitarra; lo strumento cardine nel mondo hard'n'heavy. Non importa se il musicista è un guitar hero o un normale esecutore, l'importante è che ci metta il cuore e sia originale. Ed è questo il caso di Mr. Deal, la sua grande capacità di trasmettere forti emozioni e creare riff taglienti pur non avendo una particolare tecnica sopraffina o essere il Malmsteen,Vai o Satriani della situazione. Il suo sound è stramaledettamente inconfondibile; dalla sua Kramer - chitarra da sempre preferita del nostro- ha cesellato migliaia di riff che sono entrati nella storia e nel collettivo comune di tanti rockers. E ve lo dice un vero appassionato di chitarra, uno che ha seguito con spasmodica voglia l'epopea Mike Varney negli eighties e l'avvento dei funamboli della sei corde. Però c'è un però (scusate il giro di parole); tecnica, velocità ok, ma in assoluto il vero 'summa' di un chitarrista è l'originalità, la timbrica sonora, la capacità di riempire il cuore dell'ascoltatore e creare in riff-rama che ti entri nel cervello e non va più' via. Questo è il caso del bravissimo Mick! Il nostro amato settantenne ha da sempre avuto la capacità di ammaliare il pubblico con pochi accordi, senza masturbazioni sonore dello strumento. Attenzione. Con questo non voglio assolutamente sminuire il guitar work del nostro che comunque si attesta su ottimi livelli ed è capace di stupire in più di una situazione. Sua è l'innata capacità di suonare la sei corde con un sound così compresso, saturo e pieno che rende quasi inutile l'esecuzione del classico solos all'interno del singolo brano. Ecco quindi che si spiega il perché della riuscita di album quali “Girls, Girls, Girls” nei quali è praticamente assente del tutto (o quasi) il classico solos di chitarra dopo il secondo ritornello e la chorus line; mi ricordo (quando comprai quest'album) che alla fine dell'ascolto ero estasiato dalla bellezza e dall'energia del sound pur costatando che non aveva mai eseguito un vero e lungo solos di chitarra in nessuna traccia. Prendete l'esempio più classico per Mick, “Wild Side”, brano dal tiro pazzesco divenuto hit single mondiale e sorretto semplicemente da un grande riff di chitarra. La cosa interessante dello stile di Mars è la capacità di eseguire una sequenza di mini-solos di pochi secondi ripetuti magari più volte all'interno della stessa song che vanno a fare da contorno alla struttura portante del granitico riff. In ogni caso il nostro ha da sempre avuto la capacità di creare un guitar work diretto come un pugno in faccia basta ascoltarsi capolavori quali 'Bastard', 'Looks that Kill', 'Live Wire', 'Shout at the Devil', 'Primal Scream', 'Use it or Lose it', 'Red Hot', Wild Side', 'Kickstart my Heart', 'All in the name of...', 'Dr. Feelgood”....ma potremmo andare ancora avanti. Un grande maestro del suo strumento quindi ma, indiscutibilmente, un grande uomo. Una persona intelligente che ha saputo far fronte ad una malattia degenerativa qual'è la spondilite anchilosante lottando a denti stretti sempre nel rispetto della sua privacy, facendosi vedere poco e facendo poco parlare di se. Dei quattro Crue è sempre stato quello più introspettivo e schivo ma, attenzione, solo per il mondo esterno, poiché il buon Mick è una persona dal forte humour e capace di stravaganti trovate in grado di far allibire anche i suoi compagni di mille avventure. Mi auguro veramente di riuscire a rivederlo dal vivo: dopo il tour d'addio avevano ben preparato il loro tritorno questi 'quattro ceffi' e devo ammettere che sarebbe stato un successo planetario ma......questa maledetta pandemia ci ha messo lo zampino e quindi è stato bloccato tutto, tour compreso. Viste le sue condizioni di salute e l'età non proprio da teenager spero che, quando ripartirà il tutto, il buon Mick riesca a regalarci ancora qualche eccelsa performance dal palco. Lo ammetto, non credo di essere solo un loro fan, io voglio bene a questi ragazzi ed in particolar modo trovo in Robert un esempio di forza, di tenacia e di energia vitale fortissima.

Ancora tanti auguri mitico Mick!

Roby Comanducci

 

Breve riassunto di partecipazioni e collaborazioni di Mick Mars fuori dal contesto Motley Crue.

 

1985 - Stars – Hear 'n Aid, 1991 - Alice Cooper – Hey Stoopid, 1992 - Glenn Hughes – L.A. Blues Authority Volume II, 1999 - Humanary Stew: A Tribute to Alice Cooper, 2006 - Welcome to the Nightmare: An All Star Salute to Alice Cooper, 2008 – Hinder – Take It to the Limit, 2008 – Crashdïet – The Unattractive Revolution, 2009 - Papa Roach – Into the Light, 2011 - James Durbin – Memories of a Beautiful Disaster, 2012 - Pop Evil – Boss's Daughter

 

Il mondo della musica è in fermento. Lo è da anni direte voi....ed avete anche ragione, però in questo nuovo millennio (con oramai due decadi già archiviate) che tanti cambiamenti ha portato anche la musica sembra averne preso parte. Non voglio intessere un discorso su cosa eravamo, come eravamo e cosa/dove andremo/diventeremo. No, no. Sto solo pensando, siccome la musica va avanti a cicli, quale sarà il prossimo (...e importante) ciclo musicale a venire. Quale? Molti dubbi s'infiltrano nella mia mente e, sinceramente, non saprei rispondervi; eppure nel 'giro della musica' ci sono oramai da diverso tempo, e la mia età non è certamente delle più giovini.... Onestamente pensavo che questo fosse un periodo di transizione, ma 'rimangio' tutto. Non credo che sia così: troppi cambiamenti che poi - effettivamente - non apportano nulla di nuovo, non supportano niente che possa divenire un qualcosa di concreto e soprattutto duraturo. Questo music biz è basato su una sorta di 'hungry music': tutto e subito senza compromessi. Non esiste più la band che crea un movimento, che crea una carriera longeva, il tutto inizia-finisce nell'arco di poco tempo, pochi album e via. Una musicalità usa e getta che non fa ben sperare, magari può piacere ai teenager che vivono una vita 'day by day' e soprattutto riflessa da solo quello che viene proposto con meticolosa e quasi aberrante iniezione mediatica. Se valutiamo quest'ultima ipotesi allora sì che il mondo della musica è in fermento, ma non per appoggiare solamente l'arte, ma specificatamente per fare crescere l'offerta di un prodotto chiamato musica, che quando verrà ben sfruttato manterrà sempre lo stesso nome cambiando però i soggetti. La qualità è molto scarsa, musicalmente parlando. Musicalmente scarsa quella che noi sentiamo continuamente, quella che la gente, la massa, percepisce. L'underground invece è ricchissimo di talenti, ma anche se si continua a parlare di ritorni alle origini, di nuove sensazioni musicali, di generi musicali dai nomi alquanto 'assurdi', il tutto si chiude e si infossa perchè probabilmente "deve " essere così. Ci vorrebbe una grossa scossa, non so da chi, come e quando: qualcuno che capisca che, ben venga la musica 'usa e getta' ma accompagnata - anche se in modo minore - da una situazione artistica più forte e delineata, dove si possa ancora discutere e assaporare quest'arte nel vero senso della parola.

Roby Comanducci

Mar 27

Basta! Basta voyeurismo finto e fasullo, persone finte e compiacenti. Basta avere sanguisughe all'interno del nostro mondo. Forse qualcuno non ha ancora ben capito – oppure l'ha capito benissimo ma non gli conviene esprimersi- che lo spirito di essere rocker è qualcosa di particolare. Fondamentalmente è una continua lotta per portare avanti certi valori: valori che si sono persi o sono stati soffocati. “...non siamo più nel 1968...”, direbbero alcuni, oppure “...che cosa stai dicendo....sei impazzito forse?...”. La gente è ora che apra gli occhi, che sappia e venga ‘indottrinata' bene su cosa scegliere, su dove andare, ma soprattutto su cosa ‘essere e seguire'. Deve FINIRE la teoria del “branco” che ahimè vige anche nel mondo rock. Dobbiamo finirla di dare adito e lasciare spazi visivi, televisivi, radiofonici, strutturali a persone che, onestamente, non fanno niente. Pseudo rockettari idealmente pari ad un impiegato di banca o inutili e ridicole “pin-porn up” della domenica che solo perché scandalizzano dei poveri ‘maschi vogliosi’ gli viene data loro ragione di esistere. Attenzione: non sto inneggiando alla guerra, alla rivolta, non ne ho i mezzi, i soldi (soprattutto!!) e probabilmente (e questo mi addolora) la gente non è ancora pronta. Anzi, non vuole essere pronta perché è comunque comodo prendere a piene mani solo quello che ci viene proposto, così, come pecore, senza guardare dietro al telo nero di un sipario sempre più tetro e cupo, capace di nascondere tutto facendo godere ugualmente gli incauti spettatori. Molti – lo so – mi considerano solo un pazzo idealista ma a volte, a volte ripeto, una “pazzia controllata” caricata da un vero ideale può fare molto, è come un colpo in canna di una pistola puntata.

 

Roby Comanducci 

 

 

STAKK ATTAKK!!!!!!!

Ciao a tutti ragazzi e benvenuti in questa nuova sezione JOURNAL del nuovo sito CATHOUSE; cosa vi aspettavate dunque da un titolo del genere, da una retropsettiva in un sito chiamato CATHOUSE, appunto? Un titolo che altri non è che il moniker del più celeberrimo hard’n’roll club di Los Angeles? Beh, certamente andremo a trattare quella frangia di rock che, attualmente, sembra stia vivendo una nuova giovinezza e stia cercando, gradatamente, di tornare alla ribalta dopo circa un decennio di totale black out! Ebbene si, su questo spazio che, voglio subito precisarlo, non ha seriose pretese enciclopediche e neppure assolutistiche, andremo a trattare tutto il rock’n’roll nelle sue svariate sfaccettature. Ci saranno svariati argomenti, articoli, recensioni storiche (per queste però dovete andare su “RELICS”) e non, retrospettive, e pensieri e parole che, mi auguro, faranno di CATHOUSE, un veritiero contenitore di notizie. News che saranno appetibili sia dai vecchi rockers (…come il sottoscritto scribacchino!!) sia da coloro che, per plurimi motivi, non hanno potuto avvicinarsi e conoscere questo infuocato genere che ha indubbiamente influenzato la storia del rock duro nel successivo prosieguo degli anni. Cosa pensavate? Il rock’n’roll è stato l’araldo del rock viscerale e duro, il sentiero sul quale sono state scritte canzoni intramontabili, il luogo dove artisti di fama mondiale hanno suonato e dato il loro sangue, il loro sudore, la loro passione e, purtroppo in taluni casi, la propria vita per questa fantomatica, distruttiva ma ammaliante e fascinosa macchina che è il vero, il puro rock’n’roll!! Ovviamente il mondo cambia, ed anche la musica in quanto fenomeno sia culturale sia di costume segue le mode e cambia col passare del tempo. Infatti gli anni novanta hanno decretato la nascita di nuovi generi musicali e il tramonto dell’hard rock e del rock’n’roll; tutto questo è avvenuto per ovvii motivi di interesse pubblico ed i giovani hanno spostato i loro bacini di utenza musicale verso un rock più introspettivo, più “ipnotico” quale il grunge e l’alternative rock. Che male c’è? Nessuno, ci mancherebbe (il sottoscritto possiede numerosi album di giunge e alternative), il rock ha seguito quello che la decade in questione proponeva a livello di status sociale e si è trasformato in questa nuova forma di ribellione, che poi si è diramata sotto svariate forme di rock alternativo più o meno aggressivo sino ad arrivare ai giorni nostri dove si è riusciti persino a coniare l’etichetta di nu-metal!! Nonostante l’incedere di tutte queste nuove sonorità, attualmente sembra che molti giovani, merito anche di molte new band soprattutto dalla Svezia, stiano accorgendosi che, in definitiva, il buon “vecchio rock” non era poi tanto male… Tutto questo è testimoniato da nuovi acts musicali quali Nashville Pussy, Hardcore Superstars, Backyard Babies, Shameless, Hellacopters, ma anche dal come back di gloriose formazioni come Poison, Cinderella, Faster Pussycat e tante altre. Che il rock’n’roll stia per rivivere una seconda giovinezza? Mah…in queste pagine sicuramente andremo a verificarlo.

Facciamo quindi un piccolo punto della situazione sulla storia del rock duro cercando, nei limiti del possibile, di essere più stringati possibile e dare spazio anche ad altri articoli futuri…

LET THE MUSIC DO THE TALKING…

Quanti di voi avranno ascoltato questa frase (il titolo di una loro song) dei celeberrimi Aerosmith, che esemplifica al meglio – questo possiamo affermarlo senza indugi- l’essenza della musica. Una frase che mi sembra accattivante ed appropriata per intitolare questo breve riassunto dell’epopea rock… Per adesso comincerei il mio “riassunto” partendo dal genere glitter & glam rock dei sixties/seventies per poi proseguire con il rock sudista ed il true hard’n’roll ed il glam rock/metal/street degli anni ottanta. 

Da dove iniziamo? Beh il mondo del rock glamour è molto ampio e vasto e spazia in ben tre decenni di storia, però noi che in questa sede vogliamo solo fare un’infarinatura generale narriamo solo le fasi salienti e gli artisti basilari. Tutto incomincia nei bellissimi anni sessanta o meglio, nel decennio tra inizio e fine anni sessanta per proseguire per i “famigerati” seventies. Gli artisti che hanno dato l’embrione iniziale e l’input dal quale è partito tutto il movimento glamour si possono identificare nelle ambigue, viziose e perturbanti figure di Marc Bolan, Gary Glitter e David Bowie, tre artisti dalla portata storica che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo del rock’n’roll e che, a parte il Duca Bianco ancora in vetta alle classifiche all’uscita di ogni suo album, (anche se ha cambiato genere, ma lui è sempre stato così, dal glamour allo space rock, dal rock al pop), sono immortalati nella nostra memoria.
Gary Glitter ha letteralmente coniato il termine di glitter sound da glitter ovvero luccichio, paillettes e lustrini; il nostro infatti amava presentarsi in scena completamente cosparso di lustrini ed è stato il primo, con il suo primordiale ma eccitante rock’n’roll, ha dire al mondo che il glitter rock avrebbe dato tanto alla musica a venire, ricordiamo due suoi album “Glitter” e Touch Me” usciti se non ricordo male nel lontano 1972 ma è doveroso citare che il nostro, sotto una miriade di nomi “d’arte” ha iniziato la sua carriera ben dieci anni prima. Da ricordare il suo primo album inciso per la Decca Rec. nel 1960 “Alone In The Night” dove si faceva chiamare ancora Paul Raven. Tutto questo made GB e sempre dalla prolifica Inghilterra ecco un’altra pietra miliare del glam/glitter rock, Marc Bolam coi suoi Tyrannosaurus Rex poi trasformatisi in T-Rex. Purtroppo il grande Bolan morì nel 1977 ma prima della sua “dipartita” ha costellato la sua carriera di successi tra cui “Unicorn” 1969 e poi “A Beard Of Stars” coi riformati T-Rex. David Bowie invece col suo “The Rise And Fall of Ziggy Stardust“ in data 1972 è il terzo tassello fondamentale per la nostra storia ed il suo ambiguo travestitismo lo consacrerà anche nel tempo a venire come uno dei più grandi cantanti e songwriters che la storia del rock ricordi. Proseguiamo quindi in modo molto riassuntivo (beh, ci vorrebbe un numero intero di FLASH e forse non basterebbe neanche…) in questo breve riassunto che, vorrei precisare, continuerà sul prossimo numero e andiamo a rendere omaggio a due grandissime band quali Slade e Sweet. Beh, quanti di voi avranno sentito dai bravissimi Quiet Riot la cover di “Cum On feel the Noize..” che ha fatto la fortuna di Kevin Du Brown e soci diventando un grande hit, magari non sapendo di chi era originariamente? Ebbene gli Slade sono gli autori di quella bellissima canzone ma anche di molte altre. Il loro rock energico e poderoso accompagnato sempre da una presenza scenica indubbiamente glamour ha lasciato il segno e vi consiglio di andare ad ascoltarli nel loro Live “Slide Alive” datato 1972; pensate che la band di Noddy Holder (vocals) iniziò addirittura con un sound skinhead per poi trasformarsi in glam rock sempre dalla patria Inghilterra. Formatisi nel 1968 ecco quindi gli alfieri del glam rock made in England, gli Sweet. Lustrini, tute aderenti, chorus line ammiccanti ed un rock’n’roll easy ma al contempo ammaliante e di facile assimilazione hanno fatto di album quali “Sweet Fanny Adams” ma anche “Desolation Boulevard” degli autentici masterpieces e la band del bravo ed egocentrico Brian Connolly (vocals) e del guitar player Andy Scott ha partorito grandi hit single come l’intramontabile “Set Me Free” (se memoria non m’inganna , tra i tanti, rifatta anche da un’altra grande band glamour degli eighties i London nel loro bellissimo “Don’t Cry Wolf”). Assolutamente da non dimenticare, anche se non hanno avuto molto successo ed i loro album sono di difficile reperibilità, i Silverhead dell’androgina e sconvolgente figura di Michael De Barres che con il loro torrido rock’n’roll conquistarono parecchi cuori all’epoca. Passiamo dunque a coloro che hanno trasformato il glamour in fenomeno più di massa addentrandosi appieno nel concetto di rockstars e di ambiguità al massimo dell’espressione visivo artistica; stiamo parlando dei famigerati, ribelli, trasformisti, ambigui New York Dolls. Le Bambole di N.Y sono state, a detta di molti ed anche del sottoscritto, l’apice, il vertice assoluto in fatto di glamour rock. Come non rimanere estasiati dal sound ribelle estrapolato dall’omonimo album del 1973 che portò Johnny Thunders e Sylvain Sylvain (guitars players) e David Johansen (vocals) all’affermazione mondiale? Loro hanno contribuito a stravolgere il concetto di rock’n’roll stars con il loro look esageratamente effeminato, androgino (sembravano delle vere donne ragazzi..), la loro vita fatta da continui eccessi, party after show e…non andiamo oltre. Praticamente basilari per chiunque ami il glam, la sua storia ed il glamour-life-style, e musicalmente copiati da tantissimi musicisti a venire in quanto autentici pionieri del genere e tra i primi a provenire dall’America. Nello stesso periodo, anche se in attività dal 1969 sono i Mott The Hoople, sempre dall’Inghilterra “of corse”; Ian Hunter e Mick Ralphs (rispettivamente voce e chitarra) probabilmente sono stati la risposta inglese ai New York Dolls, con il loro look vistosamente glam, il loro stage show contornato da bambole di pezza ed altre “stranezze varie” ma con un sound lievemente più hard rock oriented rispetto ai “rivali” Americani. Da avere il loro “Live” del 1974, per costatare di persona la potenza del loro sound dal vivo!
Chiuderei questa prima parte dedicata espressamente al glitter e glamour rock dei 60/70 (anche se ci sarebbero molte altre band da citare..) con i seminali Kiss!! Come non prendere in considerazione chi, più di tutti quelli appena citati, è riuscito a capitalizzare in un’autentica macchina macina riffs e soldi, della band di Paul Stanley e Gene Simmons?! Nessuno! Considerate il fatto che fra tutti gli artisti (a parte David Bowie indirizzatosi però verso un genere più commerciale) loro sono ancora qua nel nuovo millennio a fare show bellissimi, pubblicare ottimi album e a truccarsi nuovamente come un tempo, dopo la parentesi “senza trucco” partita con “Lick It Up”. Il loro travestitismo ha assunto un autentico concetto di teatralità, stupore e il massimo per quanto concerne effetti speciali e live show (eguagliati solo dal grande Alice Cooper…). Difficilissimo se non quasi impossibile estrapolare dalla loro infinita discografia dei “best” album; quello che vi consiglio è di ascoltarvi l’intramontabile primo “Alive” monumentale ed anche “Dressed To Kill” con il poderoso hit single “Rock’n’roll All Nite” ma anche i superlativi “Destroyer” e Love Gun” (1976 e 1977). Per ultimo, ma non certo per importanza citerei il papà dello shock rock, in altre parole Alice Cooper; certamente non si può annoverare il nostro nel filone glamour come stile musicale, poiché decisamente hard rock-oriented ma, a livello di live show e considerato il suo personaggio, l’eterna ambiguità tra male e bene possiamo inserirlo in questa parte. Quali album avere? Tutti! Beh, se proprio non potete farlo però è d’obbligo ascoltarsi almeno una volta “Welcome To My Nightmare” (1975) ”School’s out” (1972) e “Billion Dollar Babies” del 1973.

GLITTER-GLAMOUR ROCK
GARY GLITTER ‘Glitter’ - ‘Touch Me’ 1972-73 GB
T-REX/MARC BOLAN ‘A Beard Of Stars’ 1970 GB
SLADE “Slade Alive” 1972 GB
DAVID BOWIE "The Rise And Fall of Ziggy Stardust“ 1972 GB
SILVERHEAD “Silverhead” 1972 GB
SWEET “Sweet Fanny Adams” 1974 GB
NEW YORK DOLLS “New York Dolls” e “Too Much Too Soon” 1973 – 1974 USA
MOTT THE HOOPLE “Live” 1974 GB
KISS “Dressed To Kill” 1975 - “Alive!” 1975 - “Destroyer” 1976 USA

GLAM ROCK- METAL
HANOI ROCKS “Oriental Beat” e “Back To Mystery City” 1981 – 1983 (FINLANDIA)
WRATHCHILD “Stakk Attakk” 1984 GB
MOTLEY CRUE “Theatre of Pain” 1985 - “Girls, Girls, Girls” 1987 USA
STRYPER “The Yellow and Black Attack” 1984 USA
RATT “Out Of The Cellar” 1984 USA
POISON “Look What the Cat Dragged In” 1986 USA
LONDON “Don’t Cry Wolf” 1986 USA
CINDERELLA “Night Songs” 1986 – “Long Cold Winter” 1988 USA
TIGERTAILZ “Young And Crazy” 1987 GB
ROXX GANG “Things you’ve never done Before” 1988 USA
PRETTY BOY FLOYD “Leather Boyz With Electric Toyz” 1989 USA

ROCK- ROCK’N’ROLL- HARD’N’ROLL- STREET
MC5 “Kick Out The James” 1969 USA
THE STOOGES “Fun House” 1970 USA
THE LITTER “Emerge” 1969 USA
AEROSMITH “Toys In the Attick” - “Live Bootleg” - “Permanet Vacation” 1975-78-87 USA
AC/DC “Let There Be Rock” - “Highway To Hell” “Back In Black” 1977-79-80 (Australia)
ALICE COOPER “School’s Out” 1972 - “Welcome To My Nightmare” 1975 USA
CHEAP TRICK “In color” 1977 USA
WASP “W.A.S.P” 1984 – “Inside The Electric Circus” 1986 USA
TWISTED SISTER “Stay Hungry” 1984 USA
MOTORHEAD “Overkill” – “Bomber” - “Ace of Spades” 1979 – 79 - 1980 GB
GUNS N ROSES “Appetite for Destruction” 1987 USA
LA GUNS “LA Guns” 1988 USA
FASTER PUSSYCAT “Faster Pussycat” 1987 USA

BLUES ROCK-SOUTERN ROCK
LYNYRD SKYNYRD “Second Helping”- “Gimme Back My Bullets” 1974 – 76 USA
ALLAMAN BROTHERS “Live At Fillmore East” 1971 USA
ZZ TOP “Fandango” 1975 - “Eliminator” 1981 USA
BLACKFOOT “Marauder” 1981 USA
GRAND FUNK RAILROAD “Survival” 1971 - “We’re An American Band” 1973 USA
38 SPECIAL “38 Special” 1977 - “Rockin’ into The Night” 1979 USA
OUTLAW “Playin’ To Win” 1979 USA
MOUNTAIN “Flowers Of Evil” 1972 USA
TEN YEARS AFTER “Ssssht” 1969 USA
MOLLY HATCHET “Flirtin’ With Disaster” 1979 USA

TO BE CONTINUED……

Bene, andiamo avanti e proseguiamo quindi imperterriti il nostro viaggio esplorativo, biografico e curioso all’interno del grande ed istrionico carrozzone del rock’n’roll!!!

Dove eravamo rimasti?…..umh ah sì, ai grandi Kiss ed Alice Cooper. Beh più che semplici “grandi band” loro sono autentici mostri sacri per il mondo del rock, questo è indiscutibile però il viaggio continua e noi, in questa sede, ci affacciamo ai viziosi anni ottanta e più precisamente al “filone” glam rock/metal che, praticamente, è il figliol prodigo del glitter glam rock della decade precedente (ovviamente sia Kiss che A.Cooper hanno inciso album eccellenti in questa nuova decade, ma adesso ci occuperemo più specificatamente del “glam metal”).
Senza ombra di dubbio gli anni ottanta hanno avuto il merito fondamentale di proseguire il discorso musicale dei seventies, enfatizzando certi concetti musicali e visivi portandoli talvolta all’estremismo puro anche strizzando l’occhio a classifiche e commerciabilità. Due sono le band basilari che hanno aperto le porte degli eighties, presentando il biglietto da visita del new glam rock leggermente venato di punk e chitarre più “metal” e raccogliendo al massimo tutto quanto fatto precedentemente dai maestri New York Dolls, Mott The Hoople e Sweet; stiamo parlando dei Finlandesi Hanoi Rocks dell’androgina figura del vocalist Michael Monroe e dei britannici Wrathchild una delle ultime grandi glam band partorite dalla terra d’albione insieme ai Girl del vocalist Phil Lewis, poi negli LA Guns, usciti nel 1980 con Sheer Greed in piena epopea NWOBHM, purtroppo non hanno ottenuto un grande successo.
Due acts musicali che hanno saputo capitalizzare il massimo dell’eccentrico, del vizioso, del party sound malato che solo il glam rock dei seventies poteva insegnare. Loro hanno preso tutte queste caratteristiche e le hanno esponenzialmente elevate alla massima potenza; dal punto di vista musicale il loro glam-anthem-rock è stata la scuola di molti gruppi che si sarebbero poi formati nel prosieguo degli anni ottanta, e per quanto concerne il look nessuno, preciso NESSUNO, è mai più riuscito a eguagliarli, neanche i Motley Crue più shockanti del periodo di “Theathre of Pain” oppure i Poison del debut “Look What the Cat Dragged in”. Per capire la maestosità di queste band dovete farvi vostri gli album “Oriental Beat” e “Back To Mystery City” (1981 e 1983) degli Hanoi Rocks e l’impareggiabile “Stakk Attakk” (1984) degli inglesi Wrathchild. Tre album impedibili che trasudano vizioso e turbolento rock’n’roll, semplice e diretto, senza virtuosismi fini se stessi (ma poi c’è bisogno di tanta tecnica nel rock’n’roll???), ma ridondanti feeling, pathos e soprattutto tanta, tantissima voglia di divertirsi, stravolgersi e vivere la vita come un ossessionante e sublime party live. Questo, d’altronde era anche il life-style autodistruttivo di questi musicisti che hanno sempre, o quasi, anteposto la vita sregolata e le follie da rockstar ad altri concetti magari più importanti. Ma loro erano fatti così, il glam era ed è in effetti così; uno stile di vita oltre che una musica…certamente non bisogna seguire alla lettera tutto quello che fanno i nostri idoli altrimenti siamo tutti fritti!!! (..anche perché di artisti come loro si contano sulle diyta e, soprattutto, non abbiamo la loro “disponibilità economica”!!)
Purtroppo, infatti, soprattutto per la band di Mike Monroe e Andy McCoy la vita è sempre stata una scaletta di momenti esaltanti ma anche tragici, come la morte del batterista Razzle, per opera di un Vince Neil ubriaco alla guida di un auto sportiva …mega incidente e il povero Razzle che era passeggero ci lasciò subito le penne. Vince passò guai seri con la giustizia e pagò tra carcere e multe la sua disgraziata avventura…pensate che erano anche molto amici! Ebbene sì, ricollegandoci a quanto appena detto possiamo parlare dei Motley Crue, la “Ciurmaglia Colorita” più importante, famosa e conosciuta di tutto questo filone musicale. Prima non ho evidenziato questa cosa, ma anche i Motley sarebbero da annoverare a fianco di Wrathchild e Hanoi R. in quanto il loro primo, ruvido e autoprodotto “Too Fast For Love” è targato 1981. Però I Motley hanno avuto il loro boom commerciale con il successivo “Shout At The Devil” che li ha consacrati come una delle più importanti glam metal band di sempre per poi decretare il loro successo commerciale mondiale con il pluripatinato “Theatre Of Pain” (’85). Cosa dire di Tommy Lee, Mick Mars, Vince Neil e Nikky Sixx? Fiumi di parole andrebbero scritti e loro sono stati, ma lo sono tutt’ora, troppo importanti per tutto il movimento glam di quegli anni. Ogni loro disco era diverso e non hanno mai copiato se stessi presentandosi sempre all’appuntamento vinilico con originalità, malizia e grande senso artistico. La dimostrazione è stato quel piccolo capolavoro di “Girls, Girls, Girls” uscito nel “clou” della “street rock scene” Losangelena (era il 1987) e capace di fare esaltare anche I Thrashers più incalliti (ebbene si gente, molti miei amici fans di black & thrash metal, lodavano comunque I Motley Crue….)!! Memorabili i loro show con la batteria rotante dove, il maestro batterista Tommy Lee si elevava con la sua drum machine ed iniziava a roteare, esibendo la sua eccelsa tecnica artistica (un vero peccato che il suo nome, adesso, venga associato spesso alle sue disavventure private come la love-story Pamela Anderson, oppure alla sua attuale militanza nei Methods of Mayem…dimenticando tutto il suo grande passato. Ultima fatica prima dello split e l’arrivo del vocalist John Corabi è l’interessante “Dr. Feelgood”, album maturo e con canzoni sempre sopra la media in quanto a qualità compositiva. Un consiglio? Dei Motley non comprate nessun “best” ma prendetevi tutti questi album!!! Sono fondamentali!
Il fenomeno Motley, come tutti saprete, è stato un punto di riferimento ma anche le due band che sto per elencarvi hanno contribuito non poco a galvanizzare la scena glam rock nel mondo; stiamo parlando dei Ratt e degli Stryper. I primi, da sempre in diretta concorrenza “passiva” coi Motley, hanno dato alle stampe ottimi album, su tutti il celeberrimo “Out Of The Cellar” (’84) ed anche il successivo “Invasion of your Privacy” (1985) ammiccante e vizioso ed impreziosito dall’originale ugola di Stven Pearcy a dal “metallico guitar work” dei due axe man Robbin Crosby e Warren De Martini. I secondi, gli Stryper, sono stati la band Cristiana più famosa del music –biz che, con il loro look sgargiante giallo-nero, il forte make –up e la completa devozione a Dio (lanciavano durante I loro show delle copie della sacra Bibbia ai fans delle prime file…) hanno indubbiamente creato un vero precedente! Di sicuro il loro sound non si deve definire glam, poiché il guitar riffing, la parte ritmica e certi arrangiamenti erano molto più class metal oriented, però la loro attitudine a shockare, ma anche numerose ballad e song più mielose coadiuvate dalla stupenda voce di Michael Sweet, li fanno integrare di diritto in questo movimento musicale: consigliati i primi due album, in special modo “The Yellow And Black Attack” (1984). Eccoci dunque alla seconda metà degli eighties che vede il debut di due tra le più amate band da tutti i glamsters del pianeta; Poison e Cinderella. Entrambe all’esordio con due veri “masterpieces” come “Look What The…” (1986) per I primi e “Night Songs” (’86) per i secondi. Successo e milioni ci copie vendute hanno portato queste due autentiche glam band all’apice del successo. I Poison, dal look esageratamente androgino ma perfetto per il genere hanno saputo conquistare i cuori di milioni di ragazzi e ragazze, merito anche del loro frizzante escanzonato sound. I Cinderella, meno “appariscenti”, ma sempre glamour, hanno ammaliato per il sound più grezzo, con accenni ai maestri Ac/dc e la voce rauca ma originalissima di Tom Keifer. Consigliabile anche il loro secondo album “Long Cold Winter” datato 1986. Sempre nel lontano 1986 esce un album che, credetemi, trattasi di un piccolo gioiellino di glam metal, “Don’t Cry Wolf” degli americani London (band in cui avevano suonato anni addietro sia Nikki Sixx sia Blackie Lawless). Purtroppo il successo non ha mai baciato questo ottimo combo di musicisti che, onestamente, non aveva nulla da invidiare alle band sopracitate; memorabile la loro ballad “Oh, darling”! Proseguiamo spediti questo breve “riassunto”, poiché ce ne sarebbero di cose da dire, e quindi arriviamo al 1987. Come precisato all’inizio, vorrei tralasciare il fenomeno street melal/rock, sviluppatosi in questo periodo, per concludere con il glam metal; la prossima puntata, don’t worry, sarà esplicitamente dedicata all’hard’n’roll e allo street metal! Il 1987 giusto? Bene, quest’anno propone l’uscita, dopo anni di egemonia americana, di una band anglosassone, I Tigertailz; il loro sound che miscela Poison, Whrathchild con un guitar work più tagliente e reminiscenze quasi punk, vedi songs quali “City Kidz” si è fatto ben apprezzare dai fans europei senza però raggiungere una popolarità esagerata. Stesso discorso per I bravissimi Roxx Gang, che l’anno successivo, escono con un debut – bomba, il superlativo “Thing You’ve Never Done Before”. Spudoratamente glam, ricco di anthem songs, chorus lines ammalianti, songs allegre, frizzanti ma tutte concepite con arrangiamenti maturi ed una porduzione di priom’ordine, fanno di quest’alub uno dei “best” della seconda meta degli eighties. Da avere assolutamente. Per concludere, cito l’esordio dei Pretty Boy Floyd targato 1989. Il loro debut “Leather Boyz With Electric Toyz” deriva direttamente dalla scuola di Poison, Motley e, probabilmente, sono stati tra gli ultimi alfieri del movimento glam Rock/metal degli anni ottanta insieme ad un altro debut “doc” (1989), quello degli americani (provenienti da S.Francisco, la patria del tecno thrash) Vain con il sorprendente “No Respect”, sleaze, glam rock di ottima caratura! Ok per adesso mi fermo….cosciente di avere tralasciato moltissimi nomi e band ma, come potete immaginare, CATHOUSE deve raccogliere anche altri articoli per presenrtare “a tutto tondo” il fantomatico mondo del rock’n’roll. In futuro, sicuramente, affronteremo ed analizzeremo anche le band non menzionate, alla priossima quindi, con il viscerale rock’n’roll dei Twisted Sister (da molti considerati erroneamente glam ed invece autentici precursori del fenomeno street rock/metal), il grande rock dei maestri Aerosmith, il selvaggio hard’n’roll dei gloriosi Wasp e lo street di LA Guns, Faster Pussycat, Guns’n’Roses e tanto altro ancora….Stay Hard!!!!

Roberto Comanducci

 

 

Stupiti? Stupiti dal titolo? Ma no dai... non scherziamo. Sono esagerato, pazzo, schizofrenico? Massì dai, se la cosa viene percepita o meglio recepita da qualcuno in questa’ ottica sono contento della sua capacità e pienezza di se nell’aver capito chi sono. Non continuo invece a capire, cari miei, alla soglia dei quarantadue anni, il gene ‘mutante’ che provoca il repentino cambiamento e stato d’umore di una persona nei confronti dell’altra. Conoscendo molta gente ho capito... di non conoscerla per nulla. Il sapere ‘...di qualcosa o qualcuno’ è inversamente proporzionale al conoscere veramente quel ‘...qualcosa o qualcuno’. Continuo sempre a non capire la facilità e la superficialità con la quale falsi amici, falsi conoscenti cambiano opinione senza nemmeno ascoltarti. Ok, capisco che il mondo attuale gira attorno e viene ‘motorizzato’ da schemi banali e fondati sulla superficialità e comodità atte solo allo sfruttamento del singolo soggetto, ma a tutto dovrebbe esserci un limite! Io odio le persone che si adeguano, si sottomettono, accondiscendono e per qualsiasi motivo cambiano parere, non ti parlano più, fanno i superiori senza giusta causa, o peggio, solo perché qualcuno gli ha imposto questo. Esiste molta gente così, molta povera gente. Persone che credono di conquistare il mondo solo perché fanno un lavoro – per loro e dal loro punto di vista- importante. Tutti pensano di essere e/o divenire intoccabili, di essere i manipolatori del cervello umano soltanto nel momento in cui un becero qualsiasi gli dona un ‘pizzico’ di “potere dirigenziale” in più. Ma cosa crediamo di dirigere noi tutti, semplici e comuni mortali alla ricerca di chissà quale eldorado, di chissà quale beatitudine. Si cambia come fuscelli, siamo soggetti che possono apparire e scomparire in un millesimo di secondo; quanta gente ho visto fare ‘fortuna’ e poi cadere nell’oblio. Essere o sentirsi importanti solo perché il prossimo ti acclama è da vigliacchi e presuntuosi. Il prossimo non è in grado di giudicarti se non solo per la momentanea apparenza ma però è in grado di plasmare i giudizi: la gente ora ti parla e ti mostra (falso) rispetto, subito dopo ti evita, ti schernisce alle spalle. Normale senso della vita direte voi. Certo. Ma bisognerebbe soffermarci a pensare....ogni tanto. Non siamo ne unici, ne inimitabili ne tanto meno i migliori, bensì siamo tutti uguali con una sola cosa che ci differenzia: il credo. Infatti, chi gestisce la sua vita e cambia il suo giudizio solo perché influenzato da persone o eventi, non ha un credo, non è nulla.

Roby Comanducci 



La voglia di andare avanti. Voi tutti sapete che per vivere non bisogna mai lasciarsi ‘trasportare’ dal prossimo, dagli eventi, bensì bisogna attaccare la vita, essere tigri e non prede. Un mondo di prede, ecco cosa sto vedendo in questi anni. Credo di conoscere tigri, ma stanno nel loro mondo, non si mischiano perché altrimenti succederebbe la catastrofe. Le tigri spezzano i soliti corroboranti e vomitevoli (lasciatemi passare il termine) schemi preimpostati. In questo periodo, nel quale ho parecchio su cui riflettere e pensare, sto prendendo alcune decisioni; probabilmente tra le più importanti della mia umile vita. Umile vita ma non plagiata dall’autocommiserazione, dal pessimismo (quello ‘storico’ lo lascio al grande Leopardi, quello mondano lo lascio a chi si crogiola in questo...), bensì dalla forza interiore, dalla rabbia, forse –direte voi- da un pizzico di cattiveria. Beh, che c’è di male? Tutti dicono di essere buoni, di ‘porgere l’altra guancia’, di amare il prossimo, di andare ‘incontro’ agli altri. Falsi e ipocriti predicatori. Io non sono così. Anzi, forse sono l’opposto. Sono una bestia quindi? Si...una bestia. Anche perché se dicessi animale offenderei la razza animale in quanto unica realtà ‘veramente intelligente e rispettosa’ sul nostro pianeta.

Non si può spaccare il mondo, anche perché siamo dentro determinati schemi. Gelosia, invidia, cattiveria, arrivismo la fanno da padrone e tutta la spazzatura circostante, dai falsi amici, dalla moda, dai media, dai falsi amori, non fanno altro che imbruttire questa esistenza. Si è scritto parecchio su queste cose ed io torno sull’argomento? Chissenefrega!!! E’ il mio pensiero. Tutti parlano di amicizia e amore. Io non riesco a guardare negli occhi più nessuno: o meglio, io guardo sempre negli occhi ma non vi trovo nulla. Falsità ed egocentrismo allo stato puro. Certe volte mi fa schifo essere ‘uomo’, vorrei essere un animale, con grandi istinti e senso del rispetto reciproco. Probabilmente, dentro di me, non sono un essere umano, ma qualcosa di differente....non riesco a capire chi potrà seguirmi da adesso al futuro prossimo venturo. Bisogna essere un po tigri, avere la forza e nobiltà della tigre: essere feroci ed attaccare prima di essere sopraffatti, perché noi tutti stiamo solo sopravvivendo, altro che vivere la propria vita.

Eppure esistono alcune realtà, minuscole, nel mondo, dove si respira gioia e amore...veri! Non so ....mi piacerebbe andare a trovare le persone di questi posti, scambiare parole, intrattenere discorsi. Guardandomi allo specchio vedo un quarantenne anomalo, strano. Non dovevo nascere- probabilmente - in questo periodo ed in questo mondo. Domanda? No forse è una risposta. Mah....L’altra sera ho visto un film in dvd, ‘I Due Fratelli’, la storia di due cuccioli di tigre...andate a noleggiarlo, è veramente bello. Estrapola il massimo concetto di rispetto, lealtà, umiltà ed orgoglio che solo gli animali hanno insito nel proprio essere. Vorrei essere una tigre sì, ho sempre cercato di esserlo. Chissà se un giorno ci riuscirò.

Roby Comanducci