Items filtered by date: Aprile 2024
Domenica, 21 Aprile 2024 23:09

NEW HORIZON: nuovo singolo e album a giugno!

Jona Tee e Nils Molin pubblicano oggi "King of Kings", il nuovo singolo epico e il video tratto dal loro prossimo album, "Conquerors". Un esempio di finezza power metal, l'attesissimo album arriverà sugli scaffali il 14 giugno 2024 tramite Frontiers Music.

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Domenica, 21 Aprile 2024 22:58

PERSEUS "Into The Silence"

PERSEUS
"Into The Silence"
(Escape Music)
release: 19 – 04 – 2024
genere: power metal
voto: 4.5

Line-up: Antonio

Abate - vocals, Cristian Guzzo - guitars, Gabriele Pinto - guitars, Alex Anelli - bass, Andrea Mariani – drums.

Tracklist: The Clash of The Titans, Into The Silence, Strange House, The Kingdom, The Picture of My Time, Defenders Of Light, Il Labirinto Delle Ombre, Twilight, I Believe in Love, Warrior, Cruel Game.

A volte nella routine sonora che mi accompagna quotidianamente è bello inserire qualcosa di particolare e insolito per me. Sono ben felice che questo strappo alle mie abitudini sia stato dato da un incalzante gruppo italiano dai profondi tratti power metal come i Perseus. I Perseus sono appunto un gruppo power metal formatosi nel 2011 a Brindisi dalle ceneri di due gruppi locali, “Hastings” (prog-metal, opener per Athena ed Eldritch) e “Defenders of the Faith” (tributo ai Judas Priest). All'interno di un genere già ben esplorato, i Perseus si ritagliano un proprio spazio personale, ispirandosi alla vecchia scuola metal di band come Judas Priest, Manowar e Queensryche, senza disdegnare influenze da band più "Avant-Gardes" sia italiane che straniere. La tradizione melodica italiana del bel canto e le belle melodie si mescolano con riff potenti. I momenti più intimi delle canzoni vengono evidenziati utilizzando chitarre acustiche e tastiere. Passione, sofferenza, gioia, amore, dannazione, redenzione sono i temi predominanti espressi nei loro testi. Nell'ottobre 2013 i Perseus registrano il loro album di debutto dal titolo "The Mystic Hands of Fate", prodotto da Tommy Talamanca che ha registrato anche le tastiere per la band. Il primo album dà alla band la possibilità di aprire per band come Vision Divine, Queensryche e Hollow Haze. Nel 2016 i Perseus hanno pubblicato il loro secondo album, "A Tale Whispered in The Night" andando poi in tournée insieme ai DragonhammeR per supportare la band metal svedese Civil War nel loro tour europeo. Nel 2024 la band firma con l'inglese "Escape Music Ltd. e pubblica il terzo album "Into the Silence", un album Power Metal forte e ispirato. "Clash of the titans" carica già, anche solo come intro. Potente e mistica, fa da overture in modo perfetto a "into the silence" che mantiene un sottofondo potente e granitico. La voce si inserisce quasi timida per poi evolversi assieme alla canzone in un tripudio melodico. Doppia cassa tipica del genere e assolo moderato, tutto calibrato al centimetro. "Strange house" fa un gradino ancora, salendo di velocità e melodia. La chitarra entra decisa per poi sedersi a fianco agli altri strumenti e aspettare il suo turno per un assolo davvero interessante che da il giusto calcio alla canzone. Inizio celtico per "The kingdom" che sfocia comunque in un power metal da inno alla gioia! Canzone da cantare abbracciati a un boccale di birra. Un altro salto in avanti per la chitarra, con un assolo armonizzato e rientro sul celtic style. Canzone potente, divertente e ballereccia! Davvero top! Grande intensità vocale per "The picture of my time" dove la collaborazione di ugole porta a un ritornello coinvolgente e appassionato, che non lascia indifferente la chitarra e il proprio assolo, moderato, quasi a non voler disturbare l'amore crescente tra le due voci, come a guardarsi negli occhi appassionati mentre la nota sale fino al cielo. Basta amore e molto ritmo! Velocità trascinate per la canzone da automobile che ogni album dovrebbe avere! "Defenders of the light" é questo! Tempi ben scanditi, rapidità e una chitarra che adesso dice basta alla moderazione e si scatena in un escalation di note da brividi. Wow! "Il labirinto delle ombre" può essere definito un tributo al cantautorato italiano oltre che una splendida ballad, pur mantenendo un approccio power metal, regala momenti di nostalgia per un periodo in cui la musica di casa nostra era di altro livello. "Twilight" ha il riff più accattivante del disco! Dando alla voce un'ispirazione ritmica fino a qui mai sentita. La chitarra si incastra alla perfezione con i suoi compagni di viaggio inserendo anche sprazzi di distorsione più decisa! Notevole! La middle time che crea qualche di variazione alla batteria é "I believe in love"; ritornello profondo dove la voce regala veramente una gradevole performance, molto apprezzata l'idea di una seconda voce in italiano che si incastra con l'inglese! "Warrior" é alla stregua di un musical, per poi sfociare in un potente racconto ancestrale! Grande crescita del pezzo al momento dell'ingresso armonizzato delle chitarre durante l'assolo, come a dare a tutti un bel calcio nel sedere, così che anche la voce acquista più convinzione! Finale deciso e pronunciato! Chiusura dell'album col botto, veloce e aggressivo per "Cruel game": doppia cassa incalzante e synth che non si limitano a un tappeto melodico ma acquisiscono protagonismo duettando con la chitarra mentre le voci si abbracciano in una splendida scalata alla vetta più alta. Finale all'unisono tra voci e strumenti, come fosse un inchino su un gigantesco palco, a ringraziare il pubblico che si é appena goduto uno splendido spettacolo.

Iven

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Martedì, 16 Aprile 2024 16:04

BLUE ÖYSTER CULT “Ghost Stories”

BLUE ÖYSTER CULT
“Ghost Stories”
(Frontiers Music Srl)
release: 12 – 04- 2024
genere: classic rock
voto: 4.5


Band e line-up attuale:
Considerando la formazione di maggior successo (e storica): Eric Bloom (voce e “stun guitar” -ritmica-); Donald “Buck Dharma” Roeser (chitarra solista, cori); Albert Bouchard e Rick Downey (batteria, percussioni e cori) con sovraincisioni di Joe Bouchard (basso e cori), Allen Lanier (tastiere, chitarra ritmica e cori).
Gli attuali membri della band, oltre ai fondatori Roeser e Bloom, sono Richie Castellano (tastiere, chitarra e cori) – che “sostituisce” Allen Lanier – mentre Danny Miranda (basso e cori) che prende il posto di Joe Bouchard, e Jules Radino (batteria e percussioni) suonano oggi con i BÖC, ma non sono direttamente coinvolti nella realizzazione del disco.

Tracklist: Late night street fight, Cherry, So supernatural, We gotta get out of this place, Soul jive, Gun, Shot in the dark, The only thing, Kick out the jams, Money machine, Don’t come out running, If I fell

I Blue Öyster Cult, nati nel 1967 a New York, non possono che essere rappresentanti del classic rock con contaminazioni heavy metal, ma anche di blues e del buon vecchio, caro rock ‘n’ roll e pizzichi southern rock, che spesso aggiunge un tocco di groove. La band negli anni ’70 e ’80 vive il periodo d’oro, di nostro interesse perché, dopo il successo del loro 50° anniversario – celebrato con un album con 24 tracce di live del tour dello scorso anno – fa uscire un disco molto interessante: “Ghost stories”. Semplicemente frutto della contingenza di un’occasione e dell’entusiasmo, come affermano Richie Castellano e Steve Schenck (anche produttori del progetto), questo album riesamina e riprende canzoni mai finite e registrazioni incomplete del periodo compreso tra il 1978 e il 1983, ma anche cover portate sul palco e in studio in quegli anni. L’unica eccezione è costituita dall’ultima traccia “If I fell”, del 2016: una bellissima cover dei Beatles, resa in acustico, asciugata rispetto all’originale, con meno chitarre, ma con una scelta interessante per quanto riguarda le percussioni. Ovviamente, vengono mantenute le armonizzazioni dei cori del quartetto di Liverpool. Il lavoro fatto su questo disco è impressionante: vengono sbobinate le tracce originali (comunque multitraccia), anche con l’aiuto dell’ingegnere del suono di allora: George Geranios, ma il materiale spesso è da rieditare, recuperare, sovra-incidere, risuonare, ricostruire, regolare di nuovo… e alcune canzoni incomplete devono essere concluse, ma alla fine il mixaggio avviene, come in un qualsiasi disco editato oggi. Le influenze che si sentono in questo album sono inerenti alla musica contemporanea agli anni di riferimento: c’è il rock classico – e possiamo citare indifferentemente sia i Beatles che i Rolling Stones – da cui vengono ripresi sia il rock ‘n’ roll, sia il groove del blues, ma anche i cori; c’è il blues rock in tutto il suo splendore e poi troviamo suoni e voci che riconducono a band come gli Who e gli Yes e cori che si avventurano nelle voci graffianti e sregolate e l'attitudine del punk degli MC5, per tornare a un rock più misurato come quello degli Animals e sprazzi di sound anni ’80. È un disco divertente da scoprire con curiosità anche per quanto riguarda le cover, a mio parere i pezzi più interessanti dell’album. Troviamo allora “Kick out the jams” degli MC5 e “We gotta get out of this place” degli Animals. Fa parte delle mie predilette anche “Soul jive”, inizialmente “Jungle fever” (di cui esiste una bellissima cover dei The Brain Surgeons di cui ha fatto parte Albert Bouchard). Che dire? È un equilibrio di ostinati e di stop e riprese, oltre che botta e risposta tra ostinati vocali e musicali che si tuffano in progressioni che si concludono con il riff che domina il brano e un solo niente male. Non mi fanno impazzire i due singoli pubblicati in attesa dell’uscita dell’intero album, ma visto che siamo in dirittura di arrivo, direi che non è più un problema. Comunque, se “So supernatural” e “Don’t come running to me” non vi avessero entusiasmato, io comunque a queste “Ghost stories” riesumate dal passato, una possibilità la darei. Certamente è interessante ascoltare come tutto il lavoro di “restauro”, “campionamento”, sovra incisione, editing e mixaggio delle tracce ha portato a un risultato piacevole e coinvolgente, ma, tecnicismi a parte, è un album sicuramente da ascoltare e, se vi piace il rock “vecchio stile”, probabilmente da acquistare.


Vittoria Montesano

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Mercoledì, 10 Aprile 2024 20:30

CRUZH “The Jungle Revolution”

CRUZH
“The Jungle Revolution”
(Frontiers Music srl)
release: 22 - 03 - 2024
genere: street – glam metal
voto: 3

Line up: Alex Waghorn – lead vocals, Anton Joensson - guitar, background vocals, Dennis Butabi Borg - bass, background vocals, Johan Öberg – guitar, Matt Silver – drums, background vocals

Tracklist: The Jungle Revolution, Angel Dust, FL89, Killing In The Name Of Love, SkullCruzher, At The Radio Station, Split Personality, Sold Your Soul, From Above, Winner, Gimme Anarchy

Un altro combo di glam rocker sempre dalla prolifica Svezia. Oramai è più di un ventennio che la culla dello sleaze, dello street e glam metal è di casa nei paesi nordici. Quello che una volta viveva e prolificava a Sunset Boulevard oramai è diventato di dominio Europeo. Ma va bene comunque! Se l'America ( a parte alcune eccezioni …) non da più linfa vitale al nostro beneamato genere che siano altri paesi a farlo, l'importante è ascoltare buona musica. E' questo, quindi, il caso dei Cruzh, band formata nel 2013 da ex membri dei TrashQueen e arrivati in questo periodo con la presentazione del loro nuovo e fiammante album “The Jungle Revolution” sempre per l'attenta e prolifica label Frontiers. L'ho ascoltato ripetutamente e per diversi giorni consecutivi e ammetto che questo disco a tratti mi ha esaltato mentre ha qualcosa da affinare sulle linee vocali. Il sound è corposo e frizzante al punto giusto in song quali l'opener “The Jungle Revolution”, oppure più “sostenuto” nel roccioso street metal di “Split Personality”, “Angel Dust” e “Gimme Anarchy” ed invece glamour venato da tinte pop metal su “FL89”. Purtroppo non riesco a promuovere il lavoro del lead singer Alex Waghorn, dotato di una timbrica monocorde e senza colore che, in alcune song riesce a tenere il passo dell'arrangiamento generale ma in altri casi come la lenta “From Above” mette in mostra tutti i suoi limiti. Peccato, sicuramente un album quale “The Jungle Revolution” coadiuvato da lead vocals differenti sarebbe stato un'altra cosa. Album, comunque ed in definitiva, piacevole per gli amanti del genere che però faticherà a trovare nuovi fans.

Roby Comanducci

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TROLLFEST su "20 Years in the Wrong Lane"
"Dopo vent'anni di oscurità, i Trollfest celebrano questo evento pubblicando alcune tracce oscure by RTN Touring. Dopo aver governato i margini per un paio di decenni, i trollfest hanno ora oscurato la loro immagine così completamente che non riconoscono nemmeno se stessi. La traccia è stata pubblicata su Picture Disc limitata vinili alla fine del 2023, e finalmente saranno tutti disponibili sulla vostra piattaforma digitale preferita". Unisciti al kaos mentre i signori della guerra competono con impazienza per la supremazia globale, i loro scontri sono accompagnati da una sinfonia di armonie folk e fragorosi riff metal. Con una produzione così incontaminata, è come immergersi nelle onde sonore più pure, trasportandoti dalle inquietanti profondità delle foreste norvegesi al caos esuberante del folk balcanico. Questa non è solo musica: è un viaggio selvaggio e indimenticabile attraverso regni di caos e conquista!

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Mercoledì, 03 Aprile 2024 23:18

SCAREFIELD “A Quiet Country”

SCAREFIELD
“A Quiet Country”
(Independent Self Release)
release date: 9 – 02 – 2024
genere: thrash metal
voto: 4

Line up: Simone Manuli, Markus Kristoffersson

Tracklist: Ancient Evil, Dead Center , Altar of Fear, Spectre , Child of the Corn, God of Terror, Primitive Shadows, Dream, Shiver, Always, Goodbye.

“Nemo profeta in patria” si diceva in latino giusto qualche decennio fa. È vero purtroppo, Simone Manuli, il fondatore degli Scarefield, si è lasciato alle spalle le pianure dell'alta Italia, per raggiungere il gelido circolo polare artico, nel nord della Svezia, dove è entrato in contatto con il cantante Markus Kristoffersson. La loro musica, prodotta da Simone, è stata scritta e composta dai due ragazzi, fondendo i loro stili e influenze in una nuova originale interpretazione del metal classico, del thrash e del power metal. La musica contiene un'atmosfera forte e pesante, riff veloci, synth e batterie belle veloci. Le voci sono un mix di melodia pulita e potenza, molto moderna, ma con ampio margine alle classiche voci dell'heavy metal anni 80 e soprattutto 90, nonché le voci in stile death metal più aspro dei giorni nostri. I testi contengono argomenti come storie personali e ovviamente il sempre apprezzato tema horror! La prima cosa che salta all'orecchio sono i suoni estremamente curati e potenti, già da "Ancient Evil" la doppia cassa titaneggia dando potenza ma senza mai primeggiare. Le armonizzazioni di chitarra ricordano gli ultimi Metallica ma con una freschezza e un energia nuova. "Dead Center" enfatizza ancora di più doppia cassa e le armonizzazioni, dando una spinta alla voce sui ritornelli. Decisa e melodica, forse a volte fin troppo precisa (in senso buono) Torniamo un po' più 80 con "Altar of Fear", un inizio sempre in doppia ma rallentato per dare più aria e delle chitarre ancora all'unisono, sfociano in un ritornello molto melodico, quasi pop. Parte finale intensa e potente. Notevole! Rallentiamo nelle dinamiche con "Spectre" lasciando però alcuni segni di thrash metal ben evidenti qua e là, come a dire: "ok melodia, scansati un secondo che mi devo sfogare". Canzone da singolo, molto moderna e incisiva, prende per mano il passato e lo porta ottimamente nel presente. Arriva la ballad metal per antonomasia, arpeggione deciso e voce alla guida per "Child of the Corn". E poi no! Cambio repentino di ritmo e doppia cassa a mille all'ora, la voce si eleva in un escalation di crunch e acuti davvero notevoli. Ritornello comunque melodico ma ricco di intensità; da cantare mentre ci si lancia in un pogo. Ritorno lento quasi in stile pantera. "God of Terror" é il thrash per antonomasia, ma con una modernità vocale e di suoni che la fa entrare nel nuovo millennio: inizio aggressivo con doppia cassa prorompente, ritornello melodico e voce calda x contrastare con la freddezza e cattiveria iniziale e per strizzare un po' l'occhio alle nuove generazioni; il solo segue questa filosofia e di inserisce in vari punti senza mai esasperare. Parte finale pronta per il live! Continuiamo sulla stessa linea con "Primitive Shadows", dove la linea melodica viene ancora più enfatizzata da voce e chitarra quasi malinconica nel ritornello, passando ad alcuni passaggi punk e hardcore nella strofa. Il solo armonizzato ricorda a tutti quali sono le caratteristiche principali degli Scarefield. A volte basta il titolo per sapere dove stiamo navigando: "Dream" e il suo arpeggio iniziale ci porta in un lungo sogno fatto di voce pulita e piena di calore, alternata a una sana rabbia danzante nel buio della notte con la sua amata chitarra. Ripartiamo subito con una granitica middle time dai suoni profondi ritmati: il suo nome é "Shiver" e apre il ritornello in modo arioso e melodico rispetto alla strofa; canovaccio ormai sentito per l'assolo, anche se mantiene un ottimo impatto sonoro: garanzia! "Always" inizia quasi pop, con un leggero richiamo a quel rock primi anni 2000 come Creed e simili: la voce appare suadente e leggera. Canzone significativa per poter dire: "sappiamo uscire dagli schemi", anche se appare un po' fuori da tutto il contesto. Chiudiamo tornando alle sonorità classiche con "Goodbye", che più che un addio suona come un arrivederci, al prossimo album. Le chitarre tornano cariche e melodiche, la doppia cassa regna sovrana: ottima chiusura. Davvero un album ben costruito dove si eleva il concetto di qualità sapendo che è auto-prodotto. Il dispiacere per artisti di casa nostra che devono lasciare lo stivale nella sola speranza di essere quantomeno considerati resta agghiacciante, quindi auguro a questi ragazzi tutto il bene che meritano di fronte a quest'album di pregevole fattura che meriterebbe davvero grandi palcoscenici e una sacrosanta quantità di rimpianto nei confronti del nostro paese: la terra di santi, poeti e naviganti che ormai non sanno più andare oltre le pagine rosee dei quotidiani sportivi. Ce ne andassimo tutti a fa...re un bel viaggio in Svezia!

Iven

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E' quindi giunto il momento di festeggiare e la festa sarà doppia poiché in apertura serata suoneranno due tra le più quotate tribute band in circolazione:
EISERNMANN (tribute Rammstein) e REVENGA (tribute S.O.A.D)
Il live si terrà quindi in sala principale con anche un nostro breve pre-serata dj e poi....LA FESTA CONTINUERA' IN PISTA 3 FINO A CHIUSURA!
 
 
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Fate attenzione per l'ingresso!!!!
CI SONO DIVERSE MODALITA'/PREZZI quindi CONTROLLATE BENE quanto riportato sotto e TENETE PRESENTE CHE PRENOTANDO L'INGRESSO ONLINE ENTRO
IL MERCOLEDI' 17/4 acquistabile fino alle 23:59 ENTRERETE A SOLI 5 EURO!!!!!
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La presenza di MARTY FRIEDMAN nel mondo della musica, nel mondo della chitarra e nella cultura pop giapponese è mistificante, bizzarra e a dir poco stimolante. Ha appena condiviso il suo nuovo singolo “Illumination”, tratto dal suo prossimo album DRAMA, in uscita su Frontiers Music il 17 maggio. Dai suoi inizi rivoluzionari con Cacophony, insieme al leggendario Jason Becker, al suo ruolo chiave nel portare i Megadeth al suo apice di popolarità con la sua estensione mozzafiato e il suo senso melodico non ortodosso, MARTY ha consolidato il suo status di icona della chitarra unico. Oggi, MARTY annuncia con orgoglio il suo ultimo album solista, "Drama", in cui rivisita solo leggermente gli elementi atmosferici della sua acclamata pubblicazione del 1992 "Scenes", elevandoli a una raccolta moderna ed esotica di mini-sinfonie epiche, stravaganti ed emotive. Registrato in Italia, dove MARTY ha avuto accesso a un tesoro di chitarre vintage insieme ai suoi modelli moderni, "Drama" è un vero piacere per chiunque apprezzi la musica che suscita emozioni.
(proprietà media kit file and photo Paolo D'alessandro and Motion Agency)

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