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LIVE REPORT: Helloween + Wind Rose + Visions of Atlantis @ Ferrara Summer Festival

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LIVE REPORT: Helloween + Wind Rose + Visions of Atlantis @ Ferrara Summer Festival Ayryn83: courtesy of MC2live

Live Report: Helloween + Wind Rose + Visions of Atlantis Ferrara Summer Festival, Piazza Ariostea – 18 luglio 2026

 

live report & photo: Ayryn83
si ringrazia MC2 LIVE

 

 

Il 2026 del Ferrara Summer Festival passerà alla storia come un'annata di quelle irripetibili: dall'addio dei Megadeth al ritorno degli A Perfect Circle, fino alla furia scenica di Marilyn Manson. Sabato 18 luglio è toccato alle "Zucche" più famose del metal mondiale prendersi Piazza Ariostea, in un trionfo di power metal che ha attraversato tre generazioni di band e quarant'anni di storia del genere. Cancelli aperti dalle 18:00, affluenza sostenuta ma più contenuta rispetto ad altre serate clou del festival: il golden pit più raccolto regala però un'atmosfera intima, quasi da club, nonostante le dimensioni della piazza.

 

Visions of Atlantis (19:00 – 19:40)

Ad aprire le danze sono gli austriaci, con un ingresso teatrale sulle note di un'intro strumentale prima di lanciarsi a capofitto in "Master of the Hurricane". Il combo, capitanato dal duo vocale Clémentine Delauney e Michele Guaitoli, punta tutto sull'estetica piratesca e sulla teatralità: l'abito rosso sangue di Clémentine, con lo strascico che si apre al vento durante l'esibizione, diventa uno dei momenti scenici più memorabili dell'intero pomeriggio. Scaletta pescata a piene mani da "Pirates", il disco che ha consacrato la band a livello internazionale, con momenti di grande partecipazione popolare — su tutti il "remare insieme" richiesto al pubblico durante "Pirates Will Return". Un set breve ma efficace, cresciuto di intensità sonora col passare dei minuti, che si chiude con "Armada" e un pubblico già scaldato per bene.
Setlist: Master of the Hurricane · Clocks · Legion of the Seas · Hellfire · Pirates Will Return · Melancholy Angel · Armada

 

Wind Rose (20:05 – 20:55)

Cambio scena imponente: teschio cornuto gigante, rune, e sullo schermo la copertina dell'ultimo album "Trollslayer". I toscani del dwarf metal entrano uno alla volta tra il boato della folla e aprono con "Dance of the Axes", incendiando subito la piazza. Il pubblico, tra picconi e asce gonfiabili, risponde con un entusiasmo quasi da manuale: bambini, famiglie e metalhead di ogni età si ritrovano a cantare in coro. La title-track "Trollslayer" e i pezzi più recenti convivono senza attriti con i classici di fine set, "Diggy Diggy Hole" e "Rock and Stone", vero e proprio inno generazionale ormai remixato anche in versione outro. Show curato, energico, con largo uso di cryojet e fiamme a scandire i momenti clou: la conferma di una band che sta scalando rapidamente le gerarchie del metal europeo.
Setlist: Dance of the Axes · The Great Feast Underground · Army of Stone · Mine Mine Mine! · Trollslayer · Together We Rise · Diggy Diggy Hole · Rock and Stone

Helloween (21:25 – 23:10 circa)

Il palco si trasforma: sparisce la seconda batteria "di supporto", resta solo il kit mastodontico di Dani Löble — quattro casse, piatti Paiste neri, un impianto scenico che da solo vale il biglietto. Sipario nero, intro sulle note di "Let Me Entertain You", e la folla che intona "Happy Happy Helloween" ben prima che la band metta piede sul palco. L'ingresso è di quelli da pelle d'oca: "March of Time" cantata all'unisono da Andi Deris e Michael Kiske, con un pubblico già completamente fuori controllo. Da lì in avanti la scaletta scorre come un manuale di storia del power metal: "The King for a 1000 Years", "Future World", "This Is Tokyo", "We Burn" tra fuochi d'artificio, "Twilight of the Gods" con scenografie in perfetto stile anni Ottanta. Punto di svolta della serata è il momento in cui la band si presenta in formazione ridotta, con Kai Hansen al microfono per una scatenata "Ride the Sky", seguita da "Into the Sun" e "Hey Lord!", cantata per intero dalla piazza. Dopo un assolo di batteria coinvolgente, arriva "I Want Out", inno per antonomasia del genere. Il momento più intimo della serata è il breve set acustico di Deris e Kiske: tra una battuta su Simon & Garfunkel e un accenno a Elvis, i due regalano una toccante "In the Middle of a Heartbeat" e una "A Tale That Wasn't Right" che si trasforma gradualmente in versione elettrica, con il rientro di tutta la band. Il quartetto delle origini (Hansen, Weikath, Grosskopf, Löble) chiude il corpo centrale dello show con "Heavy Metal (Is the Law)", prima della travolgente "Halloween" in chiusura. Il pubblico non si accontenta e richiama a gran voce la band, che torna per un encore da manuale: "Eagle Fly Free" (con Kiske solista ma la piazza intera a fare da coro), "Power" con Deris, e la immancabile "Dr. Stein" a chiudere in festa, tra migliaia di palloncini gonfiabili con il "40" degli anniversari. Gran finale con l'ultimo ritornello di "Keeper of the Seven Keys", qualche lacrima tra il pubblico e i classici omaggi finali — plettri, bacchette e pelli della batteria lanciati tra la folla.

Setlist: Let Me Entertain You (intro) · March of Time · The Keeper (interludio) · The King for a 1000 Years · Future World · This Is Tokyo · We Burn · Twilight of the Gods · The Keeper (interludio) · Ride the Sky · Into the Sun · Hey Lord! · Universe (Gravity for Hearts) · Drum Solo · I Want Out · In the Middle of a Heartbeat (acustica) · A Tale That Wasn't Right (acustica/elettrica) · Heavy Metal (Is the Law) · The Keeper (interludio) · Halloween Encore: Invitation · Eagle Fly Free · Power · Dr. Stein · Keeper of the Seven Keys (ultimo ritornello) · The Keeper's Trilogy (outro)

Conclusioni

Quarant'anni di carriera e non sentirli: gli Helloween confermano ancora una volta di essere un punto di riferimento assoluto del power metal mondiale, capaci di alternare classici intramontabili a momenti di rara intimità (il segmento acustico su tutti), senza mai perdere la connessione con il pubblico. Qualche imperfezione nel mix in alcuni momenti non scalfisce minimamente il giudizio su una prova tecnica ed emotiva di altissimo livello. Se le Zucche di Amburgo rappresentano la vecchia scuola — suonata nota per nota, senza basi — Wind Rose e Visions of Atlantis incarnano la faccia più contemporanea del genere: immediatezza, identità visiva fortissima e un rapporto quasi ludico col pubblico. Il salto generazionale tra le due filosofie è evidente, ma la serata dimostra che nel 2026 il power/symphonic metal europeo gode di ottima salute su entrambi i fronti. Una data da ricordare per il Ferrara Summer Festival, che chiude così un'edizione 2026 di altissimo livello. Horns up!

 

Helloween

Visions of Atlantis

Wind Rose 

 

 

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