Items filtered by date: Marzo 2026
Martedì, 31 Marzo 2026 22:48

XTASY “Phoenix”

XTASY
“Phoenix”
(Art of Melody Music / Burning Minds Music Groups)
release date: 10-04-2026
genere: melodic hard rock
voto: 8

Line up: Silvia Idoate - vocals, Jorge Olloqui - guitars, Carles Salse - guitars, David Zarzosa - bass, Javi Herrero - drums

Tracklist: Too Late, Can’t Get Enough, If I Fall, Good Enough, We Live and Die for Rock ‘n Roll, No One Like You, Time We Won’t Forget, Carry On, Save Me, One Heart, One Fire


La band spagnola di hard rock melodico XTASY torna più forte che mai con il suo nuovo esplosivo album in studio “Phoenix”, in uscita il 10 aprile 2026. Formatisi in Navarra (Spagna) nel 2011, gli Xtasy hanno trascorso l’ultimo decennio costruendosi un fedele seguito in Europa e in Giappone, grazie al loro potente songwriting, ai dinamici concerti dal vivo e alla costante collaborazione con il produttore Erik Mårtensson (Eclipse), che ha mixato e masterizzato tutte le loro uscite fino ad oggi. Gli Xtasy si sono formati nel 2011 e hanno pubblicato il loro cd di debutto, “Revolution”, presso i Blowout Studios di Stoccolma. L’album è stato pubblicato in tutto il mondo nell’ottobre 2014 dalla Melodic Rock Records, riscuotendo un grande successo a livello di critica internazionale. Nel 2014-2015, hanno tenuto 25 concerti in Spagna, come gruppo spalla di band come Eclipse, Helix, Dare o icone nazionali come Barón Rojo o Obús. Nel 2016, gli Xtasy sono tornati in studio e hanno registrato “Second chance”, con Erik Märtensson nuovamente al mixaggio e alla masterizzazione. L’album è stato pubblicato nel marzo 2017 tramite The Fish Factory in Spagna, Anderstein Music in Giappone e in tutto il mondo tramite l’etichetta tedesca “The Junction”. Nel loro “Second chance Tour” hanno girato l’Europa con Eclipse, Hardline o Ammunition, tra gli altri. Si sono esibiti anche a festival come “Leyendas del Rock”, concludendo il loro tour nel febbraio 2019 dopo 37 concerti. Nel 2019, la band ha scritto il suo terzo album, “Eye of the storm”, insieme a Erik Märtensson in qualità di co-compositore e ancora una volta responsabile del mixaggio e del mastering dell’album. Pubblicato in tutto il mondo il 6 marzo 2020 tramite Metalapolis Records e in Giappone tramite Bickee Music. A causa della pandemia globale, il loro “Eye of the Storm Tour” è stato rinviato al 2021-22-23, consentendo loro di registrare il loro primo album live alla fine del tour. “Live of the storm” è stato pubblicato nell’ottobre 2023 in formato cd/dvd ed è stato il culmine finale del loro ultimo tour, con oltre 30 concerti in Germania, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi e Spagna. “Phoenix” è il culmine di quel percorso, una raccolta audace e anthemica di dieci brani inediti, co-scritti da Silvia Idoate, Carles Salse, Jorge Olloqui e dallo stesso Erik Mårtensson durante sessioni creative in Svezia. Ancora una volta, Mårtensson si è occupato del missaggio e del mastering presso i suoi Mass Destruction Studios a Sölleron, conferendo all’album un caratteristico impatto ed una limpidezza scandinava veramente potente. Phoenix segna un nuovo capitolo per la band, non solo musicalmente ma anche in termini di formazione. Due nuovi membri si uniscono agli XTASY per questa uscita: Javi Herrero (Zenobia) alla batteria e David Zarzosa al basso. Sulla scia del successo del loro cd/dvd live “Live of the Storm”, che documenta un tour europeo di oltre 30 date, la band tornerà sul palco con il Phoenix Tour attraverso Spagna, Germania, Svizzera, Belgio e Francia. La pennellata di Erik Mårtensson si sente eccome nelle melodie e nei riff, che potrebbero stare benissimo in un album degli “Eclipse”, da me peraltro amatissimi. La voce femminile di Silvia conferisce però quel’alone epic/power sinfonico, senza però mai scadere nello stucchevole, dato che è una voce pulita ma graffiante nel medesimo istante. Un album equilibrato che si colloca a metà strada tra l’hard rock ed il melodic hard rock; la band mostra maturità e passione nella scelta e nell’esecuzione dei brani, svelando anche un lato intimista fatto di lati vulnerabili, conflitti interiori e capacità di resistenza alle peggiori tempeste emozionali. La scrittura dei brani è potente a livello di testi, a livello di melodia e di cori ma anche a livello vocale; non a caso in copertina abbiamo una fenice color fuoco, simbolo mitologico di rinascita, immortalità e resilienza che rappresenta la vittoria della vita e della vitalità sulla morte, il rinnovamento continuo, la speranza e la capacità di superare le avversità. “Post fata, resurgo”sembra dirci: “Dopo un destino avverso, torno a rialzarmi”. Gli Anni 80 non sono morti ma continuano a rivivere con le nuove leve che rinnovano quel sound da noi tanto amato; tra queste nuove leve possiamo annoverare sicuramente anche gli Xtasy, una band decisamente da tenere d’occhio, sperando in una loro performance live anche nel Belpaese.

Ayryn83

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La rock band finlandese The 69 Eyes è entusiasta di annunciare l'uscita del nuovo EP “I Survive”, disponibile dal 5 giugno 2026 tramite BLKIIBLK. Per celebrare l'annuncio, la band pubblica una cover dell'intramontabile successo dei Thin Lizzy “Cold Sweat”. Dopo il tour europeo di inizio anno con i D-A-D per il "Cowpunks & Glampires" e le successive date in Finlandia, il nuovo singolo propone una versione fresca e grintosa del brano, originariamente pubblicato nel 1983. La versione dei 69 Eyes è prodotta da Erno Laitinen e mixata da Barry Pointer (Ozzy Osbourne, Mötley Crüe). Il video del brano è stato girato a gennaio durante il recente tour europeo della band e vede la partecipazione della leggenda goth portoghese Fernando Ribeiro dei Moonspell.

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GLU, il progetto solista di Michael Shuman (Queens of the Stone Age, Mini Mansions) che mescola diversi generi musicali, torna oggi con un nuovo singolo contagioso e ricco di ritornelli, "Pony Boy". L'uscita segna la prossima tappa di un anno di attività entusiasmante, pubblicato su FLG (Skunk Anansie, Corella, As It Is). Il nuovo brano fonde riff incisivi con melodie accattivanti e ricche di sintetizzatori, trovando l'equilibrio che ha reso il sound di GLU così inconfondibile. Sotto la superficie melodica, si cela la storia di un ragazzo catapultato prematuramente sotto i riflettori, mentre una vita un tempo spensierata lascia il posto a pressioni, scrutini e un crescente bisogno di distanza.

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LIVE REPORT: AIRBOURNE @ ALCATRAZ - 14 Marzo 2026

 

report: Sofya D'Amato

photo: Katia D'amato

si ringrazia: MC2live

Sabato sera 14 marzo a Milano ci siamo ricordati quanto sia ancora vivo l'hard rock mondiale. Il pubblico era numeroso e pronto per la grande occasione, gli Airbourne sono saliti sul palco dell'Alcatraz e hanno tirato dritto per due ore: solo sudore, volumi folli e un'energia che ha travolto tutto il locale. La serata si è aperta sotto il segno del "motor-punk" viscerale degli inglesi Asomvel. Il quartetto ha martellato l’audience per quarantacinque minuti con un set sporco e pesantemente influenzato dall’eredità dei Motörhead. Un’apertura che ha acquisito un valore emotivo particolare quando la band ha interrotto la musica per rendere omaggio a Phil Campbell, scomparso il giorno stesso. Un tributo sincero a un amico e mentore che ha preparato il terreno per la generazione successiva. Quando le luci si sono spente e gli Airbourne sono saliti sul palco, l'energia nell'aria era elettrica. Hanno iniziato con il nuovo singolo, “Gutsy", brano che anticipa l’uscita del nuovo album, confermato dallo stesso Joel, e prevista per l'estate 2026. Il cuore dello spettacolo è stato, come sempre, l'energia e l'imprevedibilità di Joel, che durante “Raise The Flag", ha fatto il suo solito rituale: è sceso tra la folla sulle spalle di un addetto alla sicurezza e ha attraversato tutto il parterre dell'Alcatraz senza mai smettere di suonare, per poi concludere la cavalcata aprendo a testate una lattina di birra tra il boato dei fan. È stato un momento di pura celebrazione rock'n'roll, seguito da un altro omaggio a Phil Campbell, ricordando i tour passati insieme ai Motörhead. La scaletta è stata un mix perfetto tra passato e presente. Dai classici come “Too Much, Too Young, Too Fast” e “Diamond In The Rough”, fino alla doppietta finale composta da “Ready To Rock” e la travolgente “Runnin' Wild”, la band non ha concesso un attimo di tregua. Ryan O'Keeffe ha picchiato duro per tutto il set, dando il ritmo a un live che non ha mai scalato marcia. Uscire dall'Alcatraz con le orecchie che fischiano e i vestiti da buttare in lavatrice è il segno che gli Airbourne hanno fatto centro ancora una volta. Non c’è stata nessuna pretesa di inventare qualcosa di nuovo, solo la voglia di onorare un genere che si nutre di contatto fisico e volumi al limite della sopportazione.

 

 

English translation:

Last Saturday night in Milan reminded us how much world hard rock is still alive and well. The crowd was large and ready for the big occasion, Airbourne took the stage at Alcatraz and went straight for two hours: just sweat, crazy volumes and an energy that overwhelmed the entire venue. The evening opened under the sign of the visceral "motor-punk" of the English Asomvel. The quartet hammered the audience for forty-five minutes with a dirty set heavily influenced by Motörhead's legacy. An opening that acquired a particular emotional value when the band interrupted music to pay tribute to Phil Campbell, who passed away the same day. A sincere tribute to a friend and mentor who set the stage for the next generation. When the lights went out and Airbourne took the stage, the energy in the air was electric. They started with the new single, “Gutsy", a song that previews the release of the new album, confirmed by Joel himself, and scheduled for summer 2026. The heart of the show, as always, was Joel's energy and unpredictability. During “Raise The Flag”, he performed his usual ritual: he descended into the crowd on the shoulders of a security guard and walked across the Alcatraz parterre without stopping playing. He then concluded his ride by headbutting a can of beer to the roar of the fans. It was a moment of pure rock 'n' roll celebration, followed by another tribute to Phil Campbell, recalling past tours with Motörhead. The setlist was a perfect mix of past and present. From classics like “Too Much, Too Young, Too Fast” and “Diamond In The Rough”, to the final double of “Ready To Rock” and the rousing “Runnin' Wild”, the band gave no respite. Ryan O'Keeffe hit hard throughout the set, setting the pace for a live show that never really picked up speed. Leaving Alcatraz with ringing ears and clothes to throw in the washing machine is a sign that the Airbournes have hit the mark once again. There was no pretense of inventing anything new, only the desire to honor a genre that thrives on physical contact and volumes bordering on endurance

I rocker svizzeri King Zebra sono entusiasti di presentare il loro nuovo singolo e video ufficiale, "All I Want Is You", ora disponibile su Frontiers Music Srl. Scritto originariamente a New York alla fine degli anni '80 dal frontman dei King Zebra Eric St. Michaels (ex-China) e dall'acclamato cantautore John DeNicola – noto soprattutto per il suo lavoro sull'iconica colonna sonora di Dirty Dancing e vincitore di un Premio Oscar e un Golden Globe – il brano è rimasto inedito per quasi 40 anni.

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I glam rocker svedesi Lipz sono entusiasti di presentare il loro nuovo singolo e il video ufficiale, una nuova versione di "Straight Up" di Paula Abdul, disponibile ora su Frontiers Music Srl. I Lipz reinterpretano l'iconica hit di Paula Abdul, stravolgendola completamente. "Abbiamo spogliato la canzone fino all'essenziale e l'abbiamo ricostruita con chitarre ruggenti e un'energia da stadio, trasformando il classico pop in un inno rock audace e di grande impatto, mantenendo intatte le melodie indimenticabili", hanno commentato.

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Venerdì, 20 Marzo 2026 13:28

HOT ROD “Harder Faster Glitter”

HOT ROD
“Harder Faster Glitter”
(Street Symphonies Records / Burning Minds Music Group)
release date: 13 -03-2026
genere: street/glam rock
voto: 7+

Line up: Giuseppe Costa – vocals, Christian Balsamo – guitars, Mirko Di Bella – guitars, Valeria Caudullo – bass, Cristina Settembrino - drums

Tracklist: Wild Wheels, Wasted, Little Dirty Blonde, Clandestine, HeadbanGirl, Shot Of Love, Turning Blue, Don’t Wanna Be Like You, Jenny, Rock The House, Bullet Speed

Ulteriore proposta discografica della sempre attenta Street Symphonies Records / Burning Minds Music Group. Infatti il debut di questi ragazzi – che comunque sono in attività dal 2006 – è una scarica di elettricità di spessore, sicuramente il summa di tanti anni di concerti in italia e all'estero e anche dei due precedenti demo pubblicati. La band ha dalla sua una coppia di ottimi guitar player, un cantante dotato di una voce rauca e graffiante in stile Joel O'Keeffe e la sezione ritmica, tutta al femminile, pesta come un martello compressore ed è precisa come un metronomo. Il sound è fortemente incanalato nel periodo anni '80 e anni '90 con iniezioni della prima decade del nuovo millennio; troviamo stilemi glam rock, street rock ma anche hard rock. Un eccellente mix tra Airbourne, Skid Row, Jetboy, un incontro tra il passato e il rock più attuale, sempre e comunque stemperato da una vena di party rock e anche da momenti più veloci, quasi heavy. L'opener "Wild Wheels" è un veloce up-tempo che presenta la band al meglio del suo potenziale, mentre la seconda, "Wasted", è un brano quasi anthemico, incalzante e potente che rimembra gli Airbourne. "Little Dirty Blonde" ripesca invece l'attitudine party song dell'hair metal ottantiano, mentre "Clandestine" si attesta su discreti stilemi hard rock. Altro discorso invece per la corrosiva e veloce " HeadbanGirl"; ottimo riff di chitarra e guitar work, per una song in chiaro street metal style che strizza l'occhio a Skid Row et similia. Si prosegue sempre su una buona media qualitativa con "Shot Of Love", " Turning Blue" e " Don't Wanna Be Like You" di chiara impostazione glam rock; energiche, ammiccanti e ruffiane al punto giusto. È il turno di "Jenny", rock song che alterna parti più lente ad altre hard senza però colpire nel segno. Di altro spessore "Rock The House" che ci fa saltare sulla sedia con il suo street metal grintoso e ficcante. L'album si chiude con un'altra song speedy "Bullet Speed", dal sound granitico che sarà sicuramente un cavallo di battaglia ai loro show live. In definitiva, un lavoro sopra la media che ci fa rivivere la golden age dell'hair metal stemperando il tutto, però, con arrangiamenti attuali e l'energia giusta. Un plauso particolare va fatto alla coppia di axe men Christian e Mirko che, sovente, come nell'appena menzionata "Bullet Speed", si cimentano in assoli a due chitarre, alternandosi nelle parti per un risultato veramente ottimo.

Roby Comanducci

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In questi giorni i CODY PARKS AND THE DIRTY SOUTH di Nashville sono orgogliosi di annunciare di aver firmato ufficialmente con Frontiers Label Group tramite BLKIIBLK. Per celebrare l'annuncio, la band pubblica il nuovo singolo "Snake Shaker", che mette in mostra appieno il loro stile Country Metal. A proposito della firma, Cody Parks ha dichiarato: "Sono incredibilmente emozionato e onorato di far parte della famiglia BLKIIBLK/Frontiers. L'opportunità di lavorare con veterani del settore come Jeff Stevenson, Tom Lipsky e Bob Chiappardi era imperdibile. Avere un team che condivide la mia visione del Country Metal rende questa etichetta la casa perfetta per la mia musica e non vedo l'ora che il mondo ascolti quello che abbiamo in serbo."

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GIL MINONI & MATT MALAVASI reinterpretano Alice Cooper con la cover di “IDENTITY CRISIS”  feat. Alteria.

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Da martedì 17 marzo è disponibile sulle maggiori piattaforme di streaming e download digitale il singolo “Identity Crisis”, prima release ufficiale per il nuovo progetto a due che vede protagonisti il musicista milanese Gil Minoni e il cantante e autore modenese Matt Malavasi. Il brano è una reinterpretazione oscura e dirompente del classico di Alice Cooper, tratto dalla colonna sonora del film horror cult del 1984 Monster Dog, diretto da Claudio Fragasso. Plasmata dalle differenti matrici stilistiche che caratterizzano il sodalizio Minoni-Malavasi, “Identity Crisis” è una scarica di corrente alternata in cui si intrecciano le atmosfere notturne e torbide della darkwave e l'adrenalina del punk. La trama sonora, forgiata su un ritmo narrativo, è un viaggio nell'immaginario underground anni ’80, arricchito dal cameo di Alteria, che interviene con un breve inserto parlato in stile breaking news nel climax della traccia. A rafforzare il richiamo all'estetica anni ’80 contribuisce anche l'artwork del singolo, realizzato da Gil Minoni insieme a Vincenzo Salvia, compositore e produttore che ha firmato, tra gli altri, il brano “Italian Gigolo”, incluso nella colonna sonora della terza stagione della serie Stranger Things.

Il commento di Gil Minoni e Matt Malavasi: « “Identity Crisis”è il brano che rappresenta perfettamente l’incontro delle nostre identità: l’horror-dark da un lato, la furia punk dall’altro. Un autentico rock’n’roll crime. Uno squarcio di rock nel buio».

Gil Minoni (Milano, 1985) è un artista, compositore, autore e produttore italiano, con influenze che spaziano dal glam rock e dal blues fino alla musica elettronica. Leader del progetto Gil and the Electric Vampires, ha sviluppato negli anni un immaginario sonoro sempre più cinematico anche nel suo percorso solista, culminato con "Ghosthouse" (2024), soundtrack elettronica dalle reminiscenze dark ispirata alla horror culture anni ’80. Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti e professionisti quali Simulakrum Lab, Cody Carpenter (Ludrium, John Carpenter), Ron Cannon, Marco Barusso (Lacuna Coil, Thirty Seconds to Mars), Thomas Festa (Laura Pausini), Nicola Iazzi (Achille Lauro), Luca Princiotta (Doro Pesch, Hardline), Paul Del Bello (Dobermann) e la cantante multiplatino Cristina D’Avena.

Matt Malavasi (Modena, 1981) è un cantante e autore dal solido background rock, attivo nel settore dell’horror entertainment. Frontman di BOB e Constrictors, ha collaborato con vari artisti internazionali, tra cui Jack Endino (Nirvana, Soundgarden, Bruce Dickinson) per l’ultimo album dei Cobra, "Fuga dalla città fantasma". È fondatore della label Oblivion, autore del programma TV Caffè da Brivido (Sky) e curatore della community Facebook La Cripta di Matt, punto di riferimento per migliaia di appassionati di cinema thriller e horror.

CREDITI

Gil Minoni: Voce, cori, chitarre, sintetizzatori

Matt Malavasi: Voce

Alteria: Voce nella sezione Breaking News 

Paul del Bello: Basso

Roberto Gallo Salsotto: Batteria

 

Cover Art: Gil Minoni e Vincenzo Salvia

 Visualizer: Gil Minoni

Art Direction: Gil Minoni

Foto: Stefano Longo

Mix e Master: Marco Barusso presso il BRX Studio di Milano

Produzione: Gil Minoni

Un ringraziamento speciale ad Alteria, Vincenzo Salvia, Cantiere 40/3, Marco Colombo, Camilla Moda

GIL MINONI 

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https://www.tiktok.com/@gilminoni

https://www.youtube.com/user/rocketgil

 

MATT MALAVASI

 

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Lunedì, 16 Marzo 2026 14:22

FIRESKY “Firesky”

FIRESKY
“Firesky”
(Art Of Melody Music - Burning Minds Music Group)
release date: 13 – 03 – 2026
genere: Aor, pomp rock
voto: 8.5

Line up: Davide Merletto - vocals, Mika Brushane – drums, chorus, Samuli Federley – guitars, chorus, Time Schleifer – bass, chorus, Saal Richmond – keyboards, synth, programmaing, chorus. Guests: Davide "Dave Rox" Barbieri chorus on "A Stone In Time" e "Can You Feel Me?", Alessandro Del Vecchio chorus on "Chasing The Dawn"

Tracklist: Run Into The Storm, Out Of Range, I’m Not Broken, A Stone In Time, Can You Feel Me?, Chasing The Dawn, One Last Time, Like Brothers, Together, I Am Fire

Superlativo. Questo è il primo aggettivo che mi è venuto in mente dopo un paio di ascolti del debutto omonimo di questa band internazionale fondata dal drummer finlandese Mika Brushane (Imperium). Prima di passare alla musica facciamo il punto della situazione: oltre al fondatore troviamo eccellenti musicisti quali il cantante italiano Davide Merletto (Lace, ex-Planethard), il chitarrista Samuli Federley (Mirka Rantanen's Circus Of Rock), il bassista Time Schleifer (King Company, ex-Mirka Rantanen's Circus Of Rock) e il tastierista/produttore/ingegnere del suono Saal Richmond (In-Side). Inoltre, troviamo due guest che non hanno bisogno di presentazioni come Davide "Dave Rox" Barbieri e Alessandro Del Vecchio. Nati nel 2025 i Firesky omaggiano il melodic rock nella sua forma più importante e sfarzosa, il pomp rock e Aor! Si rifanno molto ad artisti del calibro di Journey, Foreigner, qualcosina dei Toto ma, soprattutto, sostengono ampiamente e senza timidezze il paragone coi monumentali Giant!! Eh si....questo omonimo debut non avrebbe sfigurato nella discografia dei fratelli Huff e credo proprio che questo disco possa già rientrare (con largo anticipo) nella mia futura lista di top album 2026. Ma veniamo a noi in senso più diretto, parliamo di "Firesky". Si parte con la magia strumentale (2 minuti e mezzo circa) di " Run Into The Storm" dove, su una calda atmosfera di syth e tastiere, si scatena il guitar solo del bravissimo Samuli Federley che mi ha ricordato subito frangenti del fantasmagorico "III" dei Giant. L'inizio è quindi un biglietto da visita di enorme importanza per l'intero disco che viene seguito dall'ottimo Adult Oriented Rock di "Out Of Range". È il turno della stupenda "I'm Not Broken" che, da sola, potrebbe valere l'acquisto dell'album; inizio con programming e tastiere in puro eighties style e sviluppo dell'arrangiamento con un guitar work sostenuto e l'interpretazione di Davide assolutamente degna di nota che raggiunge l'apice nelle chorus line e ritornello, talmente carichi di pomposità che fanno venire voglia di spalancare le finestre e far sentire al mondo (con lo stereo a "palla") la loro musica. Il tutto cesellato da un altro lodevole solo di chitarra! Si rallenta con l'elegante rock di "A Stone In Time" per arrivare a un'altra chicca, la lenta e ammaliante "Can You Feel Me?". Brano che rimembra Foreigner ma anche Loverboy. Un incedere edulcorato ma sapientemente dosato e ricco di un'atmosfera che si apre solare nel refrain con un magnetismo che si conficca nel cervello e ti fa canticchiare il pezzo subito dopo aver schiacciato il tasto stop. Stupenda! Si torna a un rock sostenuto con "Chasing The Dawn" che strizza l'occhio all'hard rock ma sempre stemperato da un keboards/programming sound da antologia e impreziosito da un guitar riff work raffinato e al contempo aggressivo. "One Last Time" rallenta nuovamente e ci culla con le suadenti eufonie in puro Toto-style mentre si riapre l'universo pompous in "Like Brothers" con ancora Davide Merletto in gran spolvero. La penultima "Together" è un'altra perla "radiofonica" che inizia già a farci pensare all'estate, al cielo, a un mondo ricco di colori e sensazioni. "Firesky" si congeda con l'hard rock di "I Am Fire" dal ritmo sostenuto ma sempre accompagnato da un arrangiamento sopraffino e un supporto di keys – work fantastico. Questo full lenght album è un autentico concentrato di classe, energia, pomposità e feeling coadiuvato da strumentisti di prim'ordine; su tutti Samuli Federley con il suo importantissimo apporto di stile e tecnica chitarristica che, unito all'immenso lavoro di Saal Richmond con con keyboards, synth and programmaing, conferiscono il marchio di fabbrica a questo lavoro, senza dimenticare l'importante supporto ritmico di basso e batteria (sempre precisi, tecnici e pulsanti) e, ovviamente, la bella voce di Merletto capace di interpretare la sua musica facendoci sognare. Disco imperdibile.

Roby Comanducci

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