SHAKRA: la band svizzera si prepara a far uscire il nuovo album a settembre
Gli Shakra, veterani dell'hard rock svizzero, sono entusiasti di annunciare il loro ritorno con un nuovo album, "Just Live Loud!", in uscita il 4 settembre 2026 per Frontiers Music Srl. In concomitanza con l'annuncio, la band pubblica la title track, accompagnata da un videoclip ufficiale. La band ha descritto il nuovo singolo come "un brano potente per tutti coloro che hanno aspettato troppo a lungo, esitato troppo spesso e si sono trattenuti troppe volte. La canzone è un invito a uscire dal proprio guscio, a scrollarsi di dosso i dubbi e a smettere di rimandare la vita. Non si tratta semplicemente di fare rumore. Si tratta di vivere la propria libertà, sognare in grande e trovare il coraggio di fare il passo successivo, anche quando il momento perfetto non è ancora arrivato".
JARED JAMES NICHOLS: a giugno in uscita l'atteso nuovo album!
Frontiers Music Srl è orgogliosa di annunciare l'imminente uscita del quarto album in studio di JARED JAMES NICHOLS, "Louder Than Fate". In uscita il 5 giugno 2026, questo nuovo album rappresenta senza dubbio la dichiarazione artistica più potente e compiuta del chitarrista, cantante e cantautore fino ad oggi. Grezzo, senza compromessi e profondamente radicato nella tradizione dell'hard rock blues, l'album cattura un artista al culmine della sua sicurezza creativa, incanalando grinta, groove e anima con intensità implacabile.
LIVE REPORT: ROCK N'LOC FESTIVAL - 15 -05 -2026 Markt Wald (Unterallgau) - Germany
ROCK N'LOC FESTIVAL
15 -05 -2026
Markt Wald (Unterallgau)
report by: Katia D'amato & Mark Panaia
photo: Katia D'amato
Cathouse arriva anche in Germania! Cronache dal Rock n'Lock.
Cathouse sbarca in terra tedesca, raggiungendo la suggestiva cornice di Markt Wald per vivere da vicino la nona edizione del Rock n'Loc Festival (presumo fossimo l'unica testata giornalistica italiana presente all'evento...ndr). Un dettaglio curioso che aggiunge fascino a questo festival è la sua location: il Rock n'Lock infatti prende vita proprio accanto alla stazione ferroviaria di Markt Wald, in Bahnhofstraße. Questa vicinanza regala una atmosfera particolare all'evento, un punto d'incontro che sembra quasi fermo nel tempo, rendendo ancora più magico lo scenario bavarese dove la musica diventa la vera protagonista. Non è un segreto che questo evento sia diventato un appuntamento fisso per chi vive di pane e hard rock. Anche quest’anno, la macchina organizzativa si è dimostrata impeccabile: la location è gestita con una cura rara, garantendo un’esperienza fluida e piacevole nonostante le sfide logistiche che un festival all’aperto può presentare. E, a dirla tutta, il clima non è stato dei più clementi ma il tendone predisposto per il concerto era riscaldato e anche se all'inizio il freddo si è fatto sentire, è bastato il primo accordo lanciato dal palco per sciogliere ogni brivido e far salire la temperatura. La qualità delle band, come sempre, ha confermato perché il Rock n'Lock sia una meta imprescindibile. Poter vedere realtà come i Dare e gli FM dal vivo in un contesto così ben organizzato regala emozioni che restano impresse a lungo. L'atmosfera che si respira a Markt Wald è unica: c'è un senso di comunità e competenza che raramente si trova altrove. La giornata è stato un susseguirsi incessante di emozioni, a partire dall'apertura affidata ai Vour e ai IMKT, che hanno dato il via alle danze prima che Caroline Breitler portasse la sua energia sul palco. La carica è poi salita con i Galderia, seguita dalle sonorità decise dei CAVE e dalla grinta dei Violet. Man mano che la giornata avanzava, l'atmosfera si è fatta sempre più elettrizzante: i Midnite City hanno saputo scaldare gli animi prima dell'arrivo di Michael Bormann, la cui presenza scenica ha preparato il terreno per i pesi da novanta della serata. È stato un crescendo di puro melodic rock quello offerto dai Dare e dagli FM, band che hanno saputo incantare il pubblico con la loro classe inconfondibile, trasformando Markt Wald nel centro nevralgico dell'hard rock europeo. La chiusura di questa entusiasmante nona edizione è stata affidata ai Dynazty, che hanno suggellato con energia un evento gestito magistralmente in ogni suo aspetto, dalla logistica alla scaletta. Mentre lasciamo Markt Wald, la musica continua a risuonare nella mente, ma il pensiero è già proiettato in avanti. È importante segnare bene la data sul calendario per l’anno prossimo: il festival si prepara infatti a tagliare l’ambito traguardo della decima edizione. Sarà un evento celebrativo, un appuntamento storico che promette di essere ancora più memorabile di quello appena concluso, e che nessuno di noi vorrà assolutamente perdere.
Katia & Mark
ENGLISH TRANSLATION
report by: Katia D'amato & Mark Panaia
photo: Katia D'amato
Cathouse in Germany: Chronicles from Rock n'Lock Cathouse has landed on German soil, reaching the picturesque setting of Markt Wald to experience the ninth edition of the Rock n'Lock Festival firsthand (I assume we were the only Italian newspaper present at the event...). A curious detail that adds to the festival's charm is its location: the Rock n'Lock takes place right next to the Markt Wald train station on Bahnhofstraße. This proximity gives the event a unique atmosphere—a meeting point that feels almost frozen in time, making the Bavarian scenery where music becomes the true protagonist even more magical. It is no secret that this event has become a staple for those who live and breathe hard rock. Once again this year, the organizational machine proved impeccable: the venue was managed with rare care, ensuring a smooth and pleasant experience despite the logistical challenges an outdoor festival can present. To be honest, the weather was not exactly forgiving, but the marquee set up for the concert was heated. Even though the cold could be felt at first, it only took the first chord struck on stage to melt away every shiver and send the temperature rising. The quality of the bands, as always, confirmed why Rock n'Lock is an unmissable destination. Being able to see acts like Dare and FM live in such a well-organized setting provides emotions that stay with you for a long time. The atmosphere in Markt Wald is unique; there is a sense of community and expertise that is rarely found elsewhere. The day was an incessant succession of emotions, starting with the opening acts Vour and IMKT, who kicked off the festivities before Caroline Breitler brought her energy to the stage. The intensity then built with Galderia, followed by the decisive sounds of CAVE and the grit of Violet. As the day progressed, the atmosphere became increasingly electrifying: Midnite City knew how to warm up the crowd before the arrival of Michael Bormann, whose stage presence paved the way for the heavy hitters of the evening. It was a crescendo of pure melodic rock offered by Dare and FM, bands that managed to enchant the audience with their unmistakable class, turning Markt Wald into the nerve center of European hard rock. The closing of this exciting ninth edition was entrusted to Dynazty, who sealed the event—masterfully managed in every aspect, from logistics to the setlist—with great energy. As we leave Markt Wald, the music continues to echo in our minds, but our thoughts are already cast forward. It is important to mark the date well on the calendar for next year: the festival is preparing to reach the coveted milestone of its tenth edition. It will be a celebratory event, a historic appointment that promises to be even more memorable than the one just concluded, and one that none of us will want to miss.











Mark & Katia....relax time

bozza locandina 2027!

BOY’S FROM HEAVEN “The Wanderer”
BOY’S FROM HEAVEN
“The Wanderer”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 22-06-2026
genere: AOR
voto: 9.5
Line up: Chris Catton - lead vocals, Jonas Klintström Larsen – saxophone, Mads Noyé – keyboards, Mads Schaumann – guitar and backing vocals, Søren Viig Mathiesen – drums.
Tracklist: I’ll Wait, Hotline, Hold Your Heart, Street Life, Say Goodbye, How Long, Eileen, I Will Never Let You Down, Time Is On Our Side, Till The Bitter End.
Hai presente gli anni 80? Sto parlando degli anni 80 eleganti, rilassati e morbidi… Ecco quest’album ti porta esattamente lì. Già, perché i Boys From Heaven tornano con un nuovo e attesissimo album da me personalmente consacrato come l'album più sexy del 2026! Nuovo traguardo per i nostri danesi che con "The Wanderer" debuttano per Frontiers Music che come ormai sappiamo non sbaglia un colpo. Per chi non conoscesse i Boys From Heaven vi dico che arrivano da Copenaghen, si distinguono per una cura maniacale delle melodie, tastiere atmosferiche e il sax: un vero e proprio marchio di fabbrica. Hanno debuttato nel 2020 con "The Great Discovery" che effettivamente è stata una grande scoperta, non è una band che si limita a essere una banale riproduzione, hanno una loro identità ben definita. Nel 2023 hanno alzato l'asticella con "The Night is Young", é un album più sofisticato del primo con un certo sentore dei Journey e dei Boston. E ora arriviamo finalmente al 2026 con questa nuova uscita che conferma che il rock melodico non ha bisogno di essere "vecchio" per essere classico. La voce di Chris Catton continua a essere il collante perfetto sempre così pulita ed espressiva, anche questo album richiama il sound senza tempo dei Toto. L’album è stato prodotto dal frontman insieme alla band e mixato e masterizzato da un signore della scena scandinava che noi tutti conosciamo bene: Erik Martensson (Eclipse, WET). Il primo singolo lanciato è stato "I'll Wait" descritto dalla band come il successore spirituale di "Sailing On" (singolo dell'album precedente). C’è poi “Hold Your Heart" accompagnata anche da un video ufficiale, è il pezzo che sigilla l'eleganza del disco con arrangiamenti lussuosi e un equilibrio perfetto tra melodia e potenza. Ma ci sono tracce anche più profonde come “How Long", un brano dove l'ispirazione dichiarata arriva dritta da album storici dei Toto come “Isolation” o “The Seventh One”. Insomma, queste tracce scorrono via che è un piacere, tra ballad che scaldano il cuore e pezzi più ritmati che ti fanno venire voglia di guidare nella notte verso l'orizzonte. Se cercate un disco che sappia di classe, nostalgia e freschezza, i Boys From Heaven sono oggi la risposta più elegante che il mercato possa offrire.
Katia
MICHAEL SWEET “The Master Plan”
MICHAEL SWEET
“The Master Plan”
(Frontiers Music S.r.l)
release date: 10-04-2026
genere: heavy rock
voto: 7
Line up: Michael Sweet - voce solista, chitarre e testi, Michael Kelly - basso e mandolino, Tom Diehl - batteria e percussioni.
Tracklist: The Master Plan, Lord, Stronger, Eternally, You Lead I’ll Follow, Desert Stream, Believer, Again, Faith, Worship You
Michael Sweet, meglio conosciuto come frontman della band christian metal “Stryper, peraltro vincitrice multi-platino, fresca fresca di successoni discografici, è uscito con il suo attesissimo nuovo album da solista, “The Master Plan”, coprodotto da Sweet stesso insieme a Jeff Savage (TobyMac, Jars of Clay, Natalie Imbruglia). Progetto profondamente personale e di ampio respiro sonoro, l’album segna un netto distacco dal caratteristico sound hard rock di Sweet, mettendo in luce un mix eclettico di influenze che riflettono le sue radici musicali e le ispirazioni che lo hanno accompagnato nel corso della vita. A differenza di qualsiasi altro lavoro del suo vasto repertorio, “The Master Plan” offre agli ascoltatori una nuova prospettiva sull’arte di Sweet. «È completamente diverso... Non è un disco rock-metal. È un mix eclettico di tutto ciò con cui sono cresciuto», spiega. «Non volevo seguire nessuna regola: volevo semplicemente fare quello che mi andava di fare». Effettivamente molto melodico, con venature folk e southern rock ed un pizzico di soft rock (fa un po’ “ABBA” in effetti) l’album, oltre alla sua varietà musicale, trasmette un forte messaggio di fede, perseveranza e incoraggiamento, tratti distintivi della carriera pluridecennale di Sweet. Ricordiamo la malattia dell’artista, con cui ha dovuto recentemente combattere; la Fede, insieme alla Musica, gli hanno sicuramente dato una spinta positiva; infatti l’abbiamo visto molto in forma e carico al Frontiers Rock Festival VIII, a chiudere l’ultima giornata come headliner. «Spero che le persone possano sentirsi sollevate, incoraggiate, ispirate... Se riesco ad aiutare qualcuno attraverso una canzone, ho fatto il mio dovere», racconta Sweet. «Per me è stato terapeutico, e vorrei che lo fosse anche per gli altri». Ed effettivamente lo sto ascoltando in un momento un po’ impegnativo, abbastanza fitto di ansie e preoccupazioni che il vivere a volte ci regala; in effetti ha avuto un effetto di calma energica che mi ha permesso di staccare e di dare una boccata d’ossigeno alla mente e all’anima. Sweet ha sempre una voce grintosa e non gorgheggia troppo, i testi sono pregni di spinta e vigore, seppur nella delicatezza melodica, che però non risulta mai né eccessiva né stucchevole. In particolare Again, traccia 8, mi ricorda le sonorità di "Carrie" degli Europe e ciò è un gran bene. Grazie Michael! Diciamolo, riesci a commuovere anche i cuori di metallo duri e puri. Non sarà un caso che abbia il nome di un Arcangelo... :-D
Ayryn83
JOHN DIVA & THE ROCKETS OF LOVE: a ottobre l'atteso nuovo album, ascoltate il singolo appena uscito!
Gli acclamati rocker John Diva & The Rockets Of Love sono lieti di annunciare l'uscita del loro attesissimo nuovo album, "Your Favorite Drug", disponibile dal 16 ottobre 2026 tramite Frontiers Music Srl.
LYNCH MOB: a fine maggio esce l'album live!
LIVE REPORT: FRONTIERS ROCK FESTIVAL 8 @ Live di Trezzo 1-2-3 maggio 2026
FRONTIERS ROCK FESTIVAL 8 @ Live di Trezzo 1-2-3 maggio 2026
report/review by: Roby Comanducci & Ayryn83
photo by: Katia, Sofya, Ayryn83
un sentito ringraziamento a Serafino Perugino, Mario De riso, Martina Palermo e tutto lo staff della Frontiers Music srl.
Si è quindi conclusa anche l'ottava edizione del Frontiers Rock Festival. Ero talmente carico di adrenalina nell'aspettare la fatidica tre giorni che poi mi è volata via in un batter d'occhio. Un vero e proprio successo sotto ogni punto di vista. Numericamente parlando un vero e proprio sold out sin dal primo giorno, gente da ogni dove, moltissimi stranieri del nord europa ma anche da altre parti del globo; sembrava un meeting di mille etnie differenti di rockers di ogni nazionalità. Tutti molto coloriti, simpatici, gioviali e uniti dall'unico vero fattore traente e portante: la musica vera e artisticamente parlando....d'autore!
21 band che hanno dato il massimo sul palco per farci rivivere chi i momenti storici della nostra beneamata musica chi invece ha apportato novità e spirito moderno facendoci capire che ci sono ancora tantissime band in questo settore che aspettano solo di scrivere la storia futura. A livello di organizzazione abbiamo assistito al massimo della professionalità, anche in casi estremi e di urgente necessità: uno è stato il caso dell'infortunio del bassista dei Giant poco prima dell'esibizione che però non ha impedito l'esibizione, merito di un'attenta perizia e disinvoltura degli organizzatori nel risolvere problemi “a caldo” evitando inconvenienti ad artisti e pubblico. L'altro caso è stata la bravura della Frontiers di riuscire – a ridosso della data d'inizio del Fest – a rimpiazzare tre artisti del calibro di House of Lords, Frontline e Robin Beck (defezionari causa importanti problemi di salute) con altrettanto validi artisti quali Russ Ballard, Dan Byrne e Smoking Snakes. Anche questo dimostra come la label leader mondiale del melodic rock sia nell'olimpo dei grandi per merito e ben 30 anni di lavoro e incessante passione.
A questo punto non ci resta che scrivere un semplice ma “sentito” riassunto – senza alcuna pretesa "enciclopedica" - di quanto successo nella tre giorni, sperando che un anno passi alla svelta e ci si ritrovi tutti la prossima primavera a gioire della nona edizione.
Roby Comanducci
GIORNO 1 - VENERDÌ, 1 MAGGIO
live report by: Roby Comanducci
Apertura Porte: 13:45
14:45 – Streetlight
La band a cui spetta il compito di aprire la kermesse musicale da sfoggio di un melodic rock edulcorato e lineare. Sono usciti a marzo del 2025 con l'album “Night Vision” con hanno riproposto qui in chiave live; reminiscenze di Toto, Journey aleggiano nel sound di Johannes Häger e soci e di sicuro hanno fatto felici i tantissimi fans del rock più melodico e molto keyboards oriented. Forse non il massimo come energia per una apertura di festival ma comunque la qualità si è sentita.
15:30 – Shiraz Lane
Con gli sleazer finlandesi il tasso di adrenalina cambia vertiginosamente alzando il tiro e puntando diritto ad uno street rock venato da punte sleazy e rock. La band capitanata dal bravo singer Hannes Kett già su disco ci ha saputo regalare frizzanti brani carichi di adrenalina ma è qui, in chiave live, che siamo riusciti a carpire e valorizzare ancor più la loro attitudine. Un mix tra brani tratti dall'ultimo “In Vertigo” e i precedenti lavori hanno acceso gli animi dei tanti rockers presenti al festival. Ottimo concerto.
16:25 – Dan Byrne
Una vera sorpresa per il sottoscritto. Chiamato all'ultimo momento (fa parte del trio di artisti/band arrivati per sostituire i defezionari House of Lords, Robin Beck e Frontline) il rocker Britannico ha mostrato grinta e carattere. Fresco del nuovissimo (e molto interessante!) debut album (in uscita il 22 maggio su Frontiers Music srl) il vocalist ha preparato una scaletta di rude hard rock con tinte bluesy e riff di chitarra corposi supportati da una sezione ritmica incisiva. Potente e melodico al tempo stesso. Buona presenza scenica e la giusta animal-rock- attitude che, unite ad un'ottima timbrica vocale (purtroppo a tratti rovinata da problemi all'impianto audio delle lead vocals) l'ha fatta da padrone conquistando la già folta massa di pubblico presente.
17:35 – Creye
Ottivo lavoro di questa Aor band svedese in auge dal 2015 e con all'attivo diversi album, tra cui l'interessante “IV:Aftermath” (recensito nella nostra sezione review da qualche settimana, nda) ed anche un nutrito stuolo di fans nel nord europa. Melodia dosata al punto giusto con quel pizzico di passaggi hard che contribuiscono a rendere il tutto, soprattutto in chiave live, un ottimo concerto. I nostri hanno proposto il loro stile basato su suoni tendenti all' hard rock con synth molto retrò e una precisione tecnica impeccabile. Una esibizione senza sbavature e sicuramente valida sotto tutti i punti di vista.
18:40 – Russ Ballard
Cosa dire? Un autentico mito, anche lui facente parte del trittico chiamato all'ultimo per sostituire le band defezionarie già menzionate; è stato un vero must per tutti coloro che hanno sempre amato le sue canzoni e soprattutto le sue mille collaborazioni come songwriter, autore, arrangiatore. Ovviamente il tripudio su “Voices” è stato unanime ma anche ascoltare song come 'Since You been gone' o altri brani storici come 'God gave rock'n roll to you' beh.....ci ha fatto scendere la lacrimuccia. Da notare, e questo non lo sapevo, anche la sua bravura e disinvoltura con la chitarra solista; a 81 anni ci sarebbe da fargli un monumento!!
20:10 – Giant
Molti sono venuti per loro e non c'era da stupirsi; i Giant sono una asutentica pietra miliare del pomp rock e Aor mondiale. Peccato per l'incidente del bassista originale Mike Brigardello – successo poco prima dell'esibizione e trasportato in ospedale facendo levitare i tempi di attesa per l'inizio del concerto che poi si è svolto ugualmente, gran merito all'eccezionale organizzazione dello staff del Frontiers! - e David Huff non presente per problemi di passaporto. In ogni caso Dan Huff con la sua sei corde ha dato a tutti una lezione di come si suona il rock dando la giusta adrenalina, confezionando solos da antologia e riff da incorniciare; menzione particolare all'esecuzione di “Innocent Days” song tra le più”granitiche” del loro repertorio ed anche l'altra “miccia” “No Way Out”. Concerto sicuramente al top
22:00 – Starship ft. Mickey Thomas
I veri mattatori del primo giorno. Michey Thomas e i suoi Starship, band derivativa dai precedenti Jefferson Starship a loro volta costola dei “mostri sacri” Jefferson Airplane, ci ha fatto rivivere momenti di pura storia targata anni ottanta e settanta. La mitica pop ballad 'Sara' ma anche 'We Built This City' e 'Nothing’s Gonna Stop Us Now' tratte dai primi due album degli Starship (anni 1985 e 1987) ci hanno fatto commuovere e cantare a squarciagola. Poi l'arzillo settantaseienne ci ha deliziato con chicche quali la mitica “White Rabbit” (Jefferson Airplane anno 1967!!) interpretata magistralmente dalla bravissima cantante Chelsee Foster (che ha retto con disinvoltura il confronto con il mito di Grace Slick) e l'altrettanto storica “Somebody To Love”. Una voce, quella di Thomas, che sembra non abbia subito il minimo danno “biologico”, spesso causato dall'età che infierisce sulle corde vocali dei vocalist. Niente di tutto questo. Una interpretazione vocale da dieci e lode, vette inarrivabili per molti suoi colleghi – anche più giovani- ed una padronanza di palco magnetica. Da lodare anche la band al seguito e l'ottimo guitar work del bravo axe man August Zadra. Per il sottoscritto, uno dei migliori concerti dell'intero festival!!!
GIORNO 2 – SABATO, 2 MAGGIO (prima parte)
live report by: Roby Comanducci
Apertura Porte: 13:45
14:45 – Fighter V
Eccoci dunque alla partenza del secondo giorno di questo sempre più magico festival. Questa volta ad aprire le danze tocca agli svizzeri Fighter V, anch'essi reduci da un recente nuovo full lenght album “Deja Vu” che hanno ben pensato di presentare al meglio in sede live. Il loro sound spudoratamente ottantiano di matrice hair metal con venature heavy rock su disco era valido ma è stata la versione “live” dei brani che mi ha letteralmente conquistato. Un'autentica macchina da guerra guidata dallo spericolato vocalist Emmo Acar – da incorniciare l'ingresso sul palco con capriola …..ehm...alcuni dicono che sia inciampato ma poi si sia “ripreso con gesto atletico” ma, in definitiva, ha provocato il famigerato effetto “wow”. Compatti e melodici al punto giusto, hanno incanalato nei loro circa quaranta minuti l'essenza del rock festaiolo e sgargiante dei famigerati eighties. Promossi a pieni voti.
15:35 – Hell in the Club
Secondo gruppo della giornata sono i nostrani e bravissimi Hell In The Club. Una band che non ha bisogno di presentazioni dopo oltre quattordici anni di carriera e sette album all'attivo. Il loro street rock miscelato e dosato con un modern rock e sprazzi di heavy rock oramai ha fatto scuola ma c'è una novità: proprio con l'ultimo album uscito a fine 2025 il bravo lead singer e co-fondatore Dave Moras ha lasciato la band che però ha continuato imperterrita cambiando radicalmente la linea vocale con l'ausilio della brava, bella e affascinante vocalist svedese Terese "Tezzi" Persson (Infinite & Divine, Venus 5) . Il risultato è stato un ulteriore innesto di energia e la presenza on stage al Frontiers Fest ha dimostrato la capacita sia della band con della nuova cantante. Un set list carico di aggressività sempre e comunque dosata e un rock corposo e tagliente che strizza l'occhio al moderno senza però risultare asettico o minimale. Grande performance.
16:30 – Atlantic
Tocca quindi alla melodic rock band britannica, gli Atlantic. Gruppo che ingloba in pieno il concetto di Adult Oriented Rock, con il loro suono pulito, il guitar work presente ma mai invasivo e un keyboards sound sempre in primo piano che costruisce l'intelaiatura di tutti i pezzi. Ottima l'interpretazione in chiave live anche se, band di questo tipo, sono e vengono apprezzate di base per l'esecuzione musicale cristallina e la capacità di riproporre dal vivo le tante sfaccettaure presenti nei loro dischi in studio.
17:30 – Degreed
Siamo quindi a metà giornata ed è la volta degli svedesi Degreed. Band dall'appeal alternativo e dal deciso impatto scenico, capace di coniugare parti melodiche a fraseggi di puro hard rock e momenti di modern rock, Un mix esplosivo e anche molto originale che è stato capace di catturare l'attenzione della sala oramai strapiena del Live di Trezzo. Robin Eriksson e compagni hanno saputo gestire la situazione di questo importante palco per presentarci anche brani tratti dall'ultimo “Curtain Calls” ed hanno anche dato sfoggio di una buona dose di capacità tecnico esecutiva.
GIORNO 2 – SABATO, 2 MAGGIO (seconda parte)
live report by: Ayryn83
18.40 - Heavens Edge
E' l'ora degli Heavens Edge, vera chicca per intenditori: tornare dopo decenni con materiale nuovo e suonare ancora con quella classe è una roba che scalda il cuore di chi li conosce dal '90.
Mark Evans si è mosso molto bene, con una presenza scenica degna di un frontman glam metal: scatenatissimo e dominante la scena in modo ineccepibile e divertente anche se la performance vocale non è stata altrettanto impressionante. Del resto le band dei ruggenti ‘80 devono essere così, travolgenti e un po' grezze.
20.10 – H.E.A.T.
Gli H.E.A.T. sono semplicemente una delle migliori band rock in circolazione oggi, punto. Voce, tecnica, songwriting, presenza scenica. Gli Svedesoni, meravigliosi, sia per la vista che per l’udito, ci preparano ad una performance fantastica. Premesso che io sono di parte e letteralmente li adoro; questo mi ha permesso di passare oltre la delusione del mancato Meet&Greet: sono piombati sul palco con “Disaster” e da lì in poi la tempesta scandinava ha invaso il Live Club con le caratteristiche note in un crescendo di emozioni in Musica; sempre e comunque indimenticabili come ogni loro performance. Kenny si dimostra ancora una volta il nuovo Bruce Dickinson, sia nelle fattezze che nelle qualità vocali (è ancora in grado di commuoversi per l’affetto dimostrato dal pubblico), Don Crash perfetto in ogni tratto di batteria. Sono il futuro dello sleaze ma con grande raffinatezza. Adrenalina a mille che ha mantenuto alti livelli anche a seguire con i Night Ranger.
21.50 - Night Ranger
Night Ranger: Jack Blades, Kelly Keagy, Brad Gillis… quei nomi da soli bastano. Sister Christian, Don't Tell Me You Love Me, When You Close Your Eyes – il Live Club diventa un tempio degli anni '80 e nessuno vuole più uscire.
La band non necessita di presentazioni. Sono partiti con il loro inno,”(You Can Still) Rock In America” che ha dato l'innesco ad una performance divertente e memorabile. A seguire pezzi di altrettanto grande valore come ‘Sing Me Away’, ‘The Secret Of My Success’ e la struggente ‘High Enough’, eredità dei Dad Yankees. La commozione sia del pubblico che della band sono state notevoli: uno show al di fuori del tempo e dello spazio grazie alle voci di Jack Blades e Kelly Keagy, culminato con ‘Sister Christian’, ballatona in cui viene inserito anche l’espediente dell’assolo di batteria corale a cui ha preso parte tutta la band. Encomio assoluto alla seconda giornata!
GIORNO 3 – DOMENICA, 3 MAGGIO
live report by: Ayryn83
Apartura porte 13.30
14.15 - IT'sALIE
La band friulana, che ho avuto l'onore di recensire, si è saputa difendere bene e ha aperto dignitosamente la terza giornata: Giorgia Collecuori è un'ottima cantante, potente e umile al medesimo tempo, sostenuta da ottimi musicisti; la performance è stata ricca di potenza ed energia femminile in ogni singolo momento
15.05 - Transatlantic Radio
Altra band che ho avuto il piacere di recensire ed ascoltare e altra bella sorpresa: buon concerto, paragonabile al disco, godibile e ben eseguito, con immediatezza e semplicità e senza troppi fronzoli. Orecchiabili e divertenti.
16.00 - Smoking Snakes
Al posto dei Frontline, arrivano questi sleazettoni svedesi che ricordano molto gli WASP in salsa nord europea, sia nelle fattezze sia nelle sonorità. Personalmente li ho trovati molto coinvolgenti, pur nella grezzezza leggermente mitigata.
17.00 – Confess
Le aspettative per i guerrieri scandinavi erano alte e non sono state affatto disattese: grande spettacolo e grande performance, oltre a un'ottima prestanza scenica per una band che non è da molto sulla scena ma che promette davvero bene; i ragazzi sono spigliati e molto alla mano (l'ho verificato personalmente durante il Meet&Greet). Mi sono ammazzata un ginocchio per prendere un loro plettro e il chitarrista me ne ha regalato un altro dopo, ricordandosi di noi, quasi in prima fila sotto il palco.
18.10 - John Corabi
John Corabi è un gigante: la sua carriera tra Motley Crüe, Union e il lavoro solista lo ha reso un personaggio amato dal pubblico rock a 360°, e dal vivo lo dimostra ogni volta. Il songwriter non ha bisogno di presentazioni. Ha tirato fuori una carica venata di southern rock e blues senza dimenticare i grandi classici per cui si è distinto nel tempo come solista e in varie band, come i Mötley Crue.
19.40 – Nelson
Nelson è la sorpresa emotiva: Matthew e Gunnar portano sul palco quel pop-rock levigato e melodioso degli anni '90 che ti riporta indietro nel tempo con un sorriso. Sulla scia country e southern, i caschetti biondi dei gemelli si sono ben coordinati tra di loro. Ho assistito sia all'acustic che al main concert e devo dire che sono risultati molto piacevoli ed apprezzati, pur nelle sonorità soft rock molto delicate ma incisive allo stesso tempo
21.10 – Stryper
Stryper, i paladini del christian metal, sono una macchina da guerra live. Michael Sweet sulla chitarra e alla voce è ancora in forma eccellente, e la band chiude il festival con una scarica di hard rock potente e compatto che lascia tutti soddisfatti. Headliner molto attesi per la terza giornata che avevo già avuto modo di vedere live a Barcellona. Devo dire che stavolta, nonostante i problemi seri di salute di di Michael Sweet e Oz Fox la band è stata in ottima forma, con le caratteristiche sonorità heavy metal in primo piano: suoni accurati e performance molto coinvolgente che ha mandato il pubblico in visibilio. Commovente e toccante.

Streetlight: photo Ayryn83

Shiraz Lane: photo Ayryn83

Dan Byrne: photo Ayryn83

Creye: photo Katia

Russ Ballard: photo Roby

Giant: photo Katia

Starship: photo Katia

Fighter V: photo Ayryn83

Hell In The Club: photo Ayryn83

Atlantic: photo Ayryn83

Degreed: photo Katia

Heavens Edge: photo Sofya

H.E.A.T: photo Sofya

Night Ranger: photo Sofya

ITsAlie: photo Sofya

Transatlantic Radio: photo Ayryn83

Smoking Snakes: photo Sofya

Confess: photo Sofya

John Corabi: photo Sofya

Nelson: photo Sofya

Stryper: photo Sofya
Cathouse staff
meet & greet and moments......
Katya, Mark, Cris & Roby

Mark, Sofya, Katia

Cassidy Paris e Katia

Stryper & Katia e Sofya

Ayryn83 al meet & greet Confess

relax time: Roby e Cris

Ayryn83 al meet & greet Hell In The Club

Smoking Snakes & Katia e Sofya

Ayryn83 al meet & greet Nelson

VON GROOVE "Born To Rock”
VON GROOVE
"Born To Rock”
(Frontiers Music S.r.l)
release date : 15 – 05 - 2026
genere: melodic hard rock/AOR
voto: 8
Line Up: Mladen — guitars, Michael Shotton — drums, vocals, Matthew Gerrard — bass
Tracklist: Born To Rock, Fearless, Champion, Adrenaline, Angela, Undefeated, Do It All Over Again, Heart Of Forgiveness, Dreams, Waiting For The Sky To Fall, Always Endlessly
Fondati nel 1990, i Von Groove si sono rapidamente affermati sulla scena del melodic hard rock. Il loro album di debutto omonimo del 1992, prodotto da Richie Zito e con Deen Castronovo (in seguito membro dei Journey) alla batteria in qualità di turnista, rimane una pietra miliare del genere. Nel corso degli anni, hanno pubblicato album molto amati dai fan come “Mission Man” (“Chameleon” in Europa), “Test of Faith” e “The Seventh Day”. Nonostante la pausa nel 2001, i membri sono rimasti attivi, collaborando con leggende del rock e contribuendo a importanti progetti relativi a diversi generi musicali. Oggi, dopo oltre vent'anni di silenzio, i Von Groove tornano trionfalmente con un nuovo album mozzafiato che riunisce la classica formazione originale: Mladen alla chitarra, Michael Shotton alla batteria e alla voce e Matthew Gerrard al basso. Non si tratta solo di un ritorno, ma di una vera e propria resurrezione! Come una fenice pronta a rockeggiare rinvenendo dalle proprie ceneri. Primo album in studio dal 2001, questo disco sembra nato dallo stesso fuoco del loro leggendario album di debutto del 1992. Il brano di apertura, “Born To Rock”, esplode con la stessa urgenza e spavalderia del loro iconico “Once Is Not Enough” — citandolo persino con un sottile cenno che farà venire i brividi lungo la schiena ai fan di lunga data. Ancora più emozionante è sapere che i Von Groove torneranno sul palco nel 2026, riportando il loro rinnovato fuoco e il loro sound senza tempo davanti al pubblico dal vivo per la prima volta a distanza di 25 anni. Sebbene non siano molto conosciuti, fatta eccezione per i cultori del genere che hanno ben presente l’energia dei rockers canadesi, i Von Groove come dice anche il loro nome, sono ancora in grado di emozionare e di “lasciare il segno”, di produrre vibrazioni e di mantenere un bel tiro AOR, come se gli anni non fossero mai passati. Davvero tanta roba!
Ayryn83
CONFESS “Metalmorphosis”
CONFESS
“Metalmorphosis”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 15 – 05 – 2026
genere: sleaze metal
voto: 7.8
Line up: John Elliot - vocals, Ludwig Nordlander - guitars, Asser Hakala - guitars, Lucky - bass, Samuel Samael - drums.
Tracklist: Colorvision, The Warriors, Wicked Temptations, Metalmorphosis, Beat Of My Heart, Pursuit Of The Jenny Haniver, The Other Side, Running To My Death, Plague Of Steel, Silverman.
I Confess, alfieri dello Sleaze Metal svedese nati a Stoccolma nel 2008, tornano finalmente sulla scena musicale dopo sei anni di silenzio. La band è guidata da John Elliot, un frontman carismatico che i fan dei Crashdïet conoscono bene. Nonostante i cambi di line-up e la pandemia, i Confess sono riusciti a creare un nuovo album che rappresenta il punto più alto della loro carriera in termini di scrittura e dinamismo. Il genere proposto è un potente Sleaze Metal ma che non dimentica mai la melodia, e che in questo nuovo album appare più robusto e moderno. Se dovessimo fare dei paragoni, i Confess si muovono agilmente tra l'attitudine sporca degli storici Shotgun Messiah e la professionalità delle band contemporanee come gli Eclipse. Non a caso l’album è stato prodotto da Erik Mårtensson, che ha dato alle tracce una pulizia sonora e una potenza di fuoco impressionanti, elevando la band oltre i confini del genere di nicchia. Entrando nel merito delle canzoni l'album si apre con l'energia esplosiva di “Colorvision” e “The Warriors", che chiariscono subito l'intento della band: riff pesanti e ritornelli pensati per le arene. La vera punta di diamante è però la title-track “Metalmorphosis", un brano strutturato e coraggioso che parte con un arpeggio melodico per poi esplodere in una progressione travolgente. Anche il primo singolo “Wicked Temptations” è molto convincente, un classico inno sleaze che sprizza adrenalina e sicurezza da ogni nota. Nel complesso, l'album scorre tra momenti più oscuri e riff taglienti come in “Plague Of Steel", fino a tracce più orecchiabili e dirette come “Beat Of My Heart". “Metalmorphosis” è sì un ritorno, ma che spinge i Confess ai vertici della scena Hard Rock contemporanea, regalando ai fan un lavoro maturo, compatto e privo di punti deboli. I Confess hanno fatto un ottimo lavoro e sono pronti a tornare sulla scena musicale con un album che sicuramente piacerà ai fan del genere. Noi fan italiani non vediamo l’ora di vederli live on stage al frontiers festival!
Sofya
