Mag 20

LIVE REPORT: FRONTIERS ROCK FESTIVAL 8 @ Live di Trezzo 1-2-3 maggio 2026

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LIVE REPORT: FRONTIERS ROCK FESTIVAL 8 @ Live di Trezzo 1-2-3 maggio 2026 photo by Ayryn83

FRONTIERS ROCK FESTIVAL 8 @ Live di Trezzo 1-2-3 maggio 2026

 

report/review by: Roby Comanducci & Ayryn83

photo by: Katia, Sofya, Ayryn83

 

un sentito ringraziamento a Serafino Perugino, Mario De riso, Martina Palermo e tutto lo staff della Frontiers Music srl.

 

Si è quindi conclusa anche l'ottava edizione del Frontiers Rock Festival. Ero talmente carico di adrenalina nell'aspettare la fatidica tre giorni che poi mi è volata via in un batter d'occhio. Un vero e proprio successo sotto ogni punto di vista. Numericamente parlando un vero e proprio sold out sin dal primo giorno, gente da ogni dove, moltissimi stranieri del nord europa ma anche da altre parti del globo; sembrava un meeting di mille etnie differenti di rockers di ogni nazionalità. Tutti molto coloriti, simpatici, gioviali e uniti dall'unico vero fattore traente e portante: la musica vera e artisticamente parlando....d'autore!

21 band che hanno dato il massimo sul palco per farci rivivere chi i momenti storici della nostra beneamata musica chi invece ha apportato novità e spirito moderno facendoci capire che ci sono ancora tantissime band in questo settore che aspettano solo di scrivere la storia futura. A livello di organizzazione abbiamo assistito al massimo della professionalità, anche in casi estremi e di urgente necessità: uno è stato il caso dell'infortunio del bassista dei Giant poco prima dell'esibizione che però non ha impedito l'esibizione, merito di un'attenta perizia e disinvoltura degli organizzatori nel risolvere problemi “a caldo” evitando inconvenienti ad artisti e pubblico. L'altro caso è stata la bravura della Frontiers di riuscire – a ridosso della data d'inizio del Fest – a rimpiazzare tre artisti del calibro di House of Lords, Frontline e Robin Beck (defezionari causa importanti problemi di salute) con altrettanto validi artisti quali Russ Ballard, Dan Byrne e Smoking Snakes. Anche questo dimostra come la label leader mondiale del melodic rock sia nell'olimpo dei grandi per merito e ben 30 anni di lavoro e incessante passione.

A questo punto non ci resta che scrivere un semplice ma “sentito” riassunto – senza alcuna pretesa "enciclopedica" - di quanto successo nella tre giorni, sperando che un anno passi alla svelta e ci si ritrovi tutti la prossima primavera a gioire della nona edizione.

Roby Comanducci

 

 

 

GIORNO 1 - VENERDÌ, 1 MAGGIO 


live report by: Roby Comanducci


Apertura Porte: 13:45

14:45 – Streetlight

La band a cui spetta il compito di aprire la kermesse musicale da sfoggio di un melodic rock edulcorato e lineare. Sono usciti a marzo del 2025 con l'album “Night Vision” con hanno riproposto qui in chiave live; reminiscenze di Toto, Journey aleggiano nel sound di Johannes Häger e soci e di sicuro hanno fatto felici i tantissimi fans del rock più melodico e molto keyboards oriented. Forse non il massimo come energia per una apertura di festival ma comunque la qualità si è sentita.


15:30 – Shiraz Lane

Con gli sleazer finlandesi il tasso di adrenalina cambia vertiginosamente alzando il tiro e puntando diritto ad uno street rock venato da punte sleazy e rock. La band capitanata dal bravo singer Hannes Kett già su disco ci ha saputo regalare frizzanti brani carichi di adrenalina ma è qui, in chiave live, che siamo riusciti a carpire e valorizzare ancor più la loro attitudine. Un mix tra brani tratti dall'ultimo “In Vertigo” e i precedenti lavori hanno acceso gli animi dei tanti rockers presenti al festival. Ottimo concerto.


16:25 – Dan Byrne

Una vera sorpresa per il sottoscritto. Chiamato all'ultimo momento (fa parte del trio di artisti/band arrivati per sostituire i defezionari House of Lords, Robin Beck e Frontline) il rocker Britannico ha mostrato grinta e carattere. Fresco del nuovissimo (e molto interessante!) debut album (in uscita il 22 maggio su Frontiers Music srl) il vocalist ha preparato una scaletta di rude hard rock con tinte bluesy e riff di chitarra corposi supportati da una sezione ritmica incisiva. Potente e melodico al tempo stesso. Buona presenza scenica e la giusta animal-rock- attitude che, unite ad un'ottima timbrica vocale (purtroppo a tratti rovinata da problemi all'impianto audio delle lead vocals) l'ha fatta da padrone conquistando la già folta massa di pubblico presente.

17:35 – Creye

Ottivo lavoro di questa Aor band svedese in auge dal 2015 e con all'attivo diversi album, tra cui l'interessante “IV:Aftermath” (recensito nella nostra sezione review da qualche settimana, nda) ed anche un nutrito stuolo di fans nel nord europa. Melodia dosata al punto giusto con quel pizzico di passaggi hard che contribuiscono a rendere il tutto, soprattutto in chiave live, un ottimo concerto. I nostri hanno proposto il loro stile basato su suoni tendenti all' hard rock con synth molto retrò e una precisione tecnica impeccabile. Una esibizione senza sbavature e sicuramente valida sotto tutti i punti di vista.


18:40 – Russ Ballard

Cosa dire? Un autentico mito, anche lui facente parte del trittico chiamato all'ultimo per sostituire le band defezionarie già menzionate; è stato un vero must per tutti coloro che hanno sempre amato le sue canzoni e soprattutto le sue mille collaborazioni come songwriter, autore, arrangiatore. Ovviamente il tripudio su “Voices” è stato unanime ma anche ascoltare song come 'Since You been gone' o altri brani storici come 'God gave rock'n roll to you' beh.....ci ha fatto scendere la lacrimuccia. Da notare, e questo non lo sapevo, anche la sua bravura e disinvoltura con la chitarra solista; a 81 anni ci sarebbe da fargli un monumento!!


20:10 – Giant

Molti sono venuti per loro e non c'era da stupirsi; i Giant sono una asutentica pietra miliare del pomp rock e Aor mondiale. Peccato per l'incidente del bassista originale Mike Brigardello – successo poco prima dell'esibizione e trasportato in ospedale facendo levitare i tempi di attesa per l'inizio del concerto che poi si è svolto ugualmente, gran merito all'eccezionale organizzazione dello staff del Frontiers! - e David Huff non presente per problemi di passaporto. In ogni caso Dan Huff con la sua sei corde ha dato a tutti una lezione di come si suona il rock dando la giusta adrenalina, confezionando solos da antologia e riff da incorniciare; menzione particolare all'esecuzione di “Innocent Days” song tra le più”granitiche” del loro repertorio ed anche l'altra “miccia” “No Way Out”. Concerto sicuramente al top


22:00 – Starship ft. Mickey Thomas

I veri mattatori del primo giorno. Michey Thomas e i suoi Starship, band derivativa dai precedenti Jefferson Starship a loro volta costola dei “mostri sacri” Jefferson Airplane, ci ha fatto rivivere momenti di pura storia targata anni ottanta e settanta. La mitica pop ballad 'Sara' ma anche 'We Built This City' e 'Nothing’s Gonna Stop Us Now' tratte dai primi due album degli Starship (anni 1985 e 1987) ci hanno fatto commuovere e cantare a squarciagola. Poi l'arzillo settantaseienne ci ha deliziato con chicche quali la mitica “White Rabbit” (Jefferson Airplane anno 1967!!) interpretata magistralmente dalla bravissima cantante Chelsee Foster (che ha retto con disinvoltura il confronto con il mito di Grace Slick) e l'altrettanto storica “Somebody To Love”. Una voce, quella di Thomas, che sembra non abbia subito il minimo danno “biologico”, spesso causato dall'età che infierisce sulle corde vocali dei vocalist. Niente di tutto questo. Una interpretazione vocale da dieci e lode, vette inarrivabili per molti suoi colleghi – anche più giovani- ed una padronanza di palco magnetica. Da lodare anche la band al seguito e l'ottimo guitar work del bravo axe man August Zadra. Per il sottoscritto, uno dei migliori concerti dell'intero festival!!!



GIORNO 2 – SABATO, 2 MAGGIO (prima parte)
live report by: Roby Comanducci


Apertura Porte: 13:45

14:45 – Fighter V

Eccoci dunque alla partenza del secondo giorno di questo sempre più magico festival. Questa volta ad aprire le danze tocca agli svizzeri Fighter V, anch'essi reduci da un recente nuovo full lenght album “Deja Vu” che hanno ben pensato di presentare al meglio in sede live. Il loro sound spudoratamente ottantiano di matrice hair metal con venature heavy rock su disco era valido ma è stata la versione “live” dei brani che mi ha letteralmente conquistato. Un'autentica macchina da guerra guidata dallo spericolato vocalist Emmo Acar – da incorniciare l'ingresso sul palco con capriola …..ehm...alcuni dicono che sia inciampato ma poi si sia “ripreso con gesto atletico” ma, in definitiva, ha provocato il famigerato effetto “wow”. Compatti e melodici al punto giusto, hanno incanalato nei loro circa quaranta minuti l'essenza del rock festaiolo e sgargiante dei famigerati eighties. Promossi a pieni voti.


15:35 – Hell in the Club

Secondo gruppo della giornata sono i nostrani e bravissimi Hell In The Club. Una band che non ha bisogno di presentazioni dopo oltre quattordici anni di carriera e sette album all'attivo. Il loro street rock miscelato e dosato con un modern rock e sprazzi di heavy rock oramai ha fatto scuola ma c'è una novità: proprio con l'ultimo album uscito a fine 2025 il bravo lead singer e co-fondatore Dave Moras ha lasciato la band che però ha continuato imperterrita cambiando radicalmente la linea vocale con l'ausilio della brava, bella e affascinante vocalist svedese Terese "Tezzi" Persson (Infinite & Divine, Venus 5) . Il risultato è stato un ulteriore innesto di energia e la presenza on stage al Frontiers Fest ha dimostrato la capacita sia della band con della nuova cantante. Un set list carico di aggressività sempre e comunque dosata e un rock corposo e tagliente che strizza l'occhio al moderno senza però risultare asettico o minimale. Grande performance.


16:30 – Atlantic

Tocca quindi alla melodic rock band britannica, gli Atlantic. Gruppo che ingloba in pieno il concetto di Adult Oriented Rock, con il loro suono pulito, il guitar work presente ma mai invasivo e un keyboards sound sempre in primo piano che costruisce l'intelaiatura di tutti i pezzi. Ottima l'interpretazione in chiave live anche se, band di questo tipo, sono e vengono apprezzate di base per l'esecuzione musicale cristallina e la capacità di riproporre dal vivo le tante sfaccettaure presenti nei loro dischi in studio.


17:30 – Degreed

Siamo quindi a metà giornata ed è la volta degli svedesi Degreed. Band dall'appeal alternativo e dal deciso impatto scenico, capace di coniugare parti melodiche a fraseggi di puro hard rock e momenti di modern rock, Un mix esplosivo e anche molto originale che è stato capace di catturare l'attenzione della sala oramai strapiena del Live di Trezzo. Robin Eriksson e compagni hanno saputo gestire la situazione di questo importante palco per presentarci anche brani tratti dall'ultimo “Curtain Calls” ed hanno anche dato sfoggio di una buona dose di capacità tecnico esecutiva.


GIORNO 2 – SABATO, 2 MAGGIO (seconda parte)

live report by: Ayryn83

18.40 - Heavens Edge

E' l'ora degli Heavens Edge, vera chicca per intenditori: tornare dopo decenni con materiale nuovo e suonare ancora con quella classe è una roba che scalda il cuore di chi li conosce dal '90.
Mark Evans si è mosso molto bene, con una presenza scenica degna di un frontman glam metal: scatenatissimo e dominante la scena in modo ineccepibile e divertente anche se la performance vocale non è stata altrettanto impressionante. Del resto le band dei ruggenti ‘80 devono essere così, travolgenti e un po' grezze.


20.10 – H.E.A.T.


Gli H.E.A.T. sono semplicemente una delle migliori band rock in circolazione oggi, punto. Voce, tecnica, songwriting, presenza scenica. Gli Svedesoni, meravigliosi, sia per la vista che per l’udito, ci preparano ad una performance fantastica. Premesso che io sono di parte e letteralmente li adoro; questo mi ha permesso di passare oltre la delusione del mancato Meet&Greet: sono piombati sul palco con “Disaster” e da lì in poi la tempesta scandinava ha invaso il Live Club con le caratteristiche note in un crescendo di emozioni in Musica; sempre e comunque indimenticabili come ogni loro performance. Kenny si dimostra ancora una volta il nuovo Bruce Dickinson, sia nelle fattezze che nelle qualità vocali (è ancora in grado di commuoversi per l’affetto dimostrato dal pubblico), Don Crash perfetto in ogni tratto di batteria. Sono il futuro dello sleaze ma con grande raffinatezza. Adrenalina a mille che ha mantenuto alti livelli anche a seguire con i Night Ranger.


21.50 - Night Ranger


Night Ranger: Jack Blades, Kelly Keagy, Brad Gillis… quei nomi da soli bastano. Sister Christian, Don't Tell Me You Love Me, When You Close Your Eyes – il Live Club diventa un tempio degli anni '80 e nessuno vuole più uscire.

La band non necessita di presentazioni. Sono partiti con il loro inno,”(You Can Still) Rock In America” che ha dato l'innesco ad una performance divertente e memorabile. A seguire pezzi di altrettanto grande valore come ‘Sing Me Away’, ‘The Secret Of My Success’ e la struggente ‘High Enough’, eredità dei Dad Yankees. La commozione sia del pubblico che della band sono state notevoli: uno show al di fuori del tempo e dello spazio grazie alle voci di Jack Blades e Kelly Keagy, culminato con ‘Sister Christian’, ballatona in cui viene inserito anche l’espediente dell’assolo di batteria corale a cui ha preso parte tutta la band. Encomio assoluto alla seconda giornata!


GIORNO 3 – DOMENICA, 3 MAGGIO
live report by: Ayryn83

Apartura porte 13.30

14.15 - IT'sALIE

La band friulana, che ho avuto l'onore di recensire, si è saputa difendere bene e ha aperto dignitosamente la terza giornata: Giorgia Collecuori è un'ottima cantante, potente e umile al medesimo tempo, sostenuta da ottimi musicisti; la performance è stata ricca di potenza ed energia femminile in ogni singolo momento 


15.05 - Transatlantic Radio

Altra band che ho avuto il piacere di recensire ed ascoltare e altra bella sorpresa: buon concerto, paragonabile al disco, godibile e ben eseguito, con immediatezza e semplicità e senza troppi fronzoli. Orecchiabili e divertenti.


16.00 - Smoking Snakes

Al posto dei Frontline, arrivano questi sleazettoni svedesi che ricordano molto gli WASP in salsa nord europea, sia nelle fattezze sia nelle sonorità. Personalmente li ho trovati molto coinvolgenti, pur nella grezzezza leggermente mitigata.


17.00 – Confess

Le aspettative per i guerrieri scandinavi erano alte e non sono state affatto disattese: grande spettacolo e grande performance, oltre a un'ottima prestanza scenica per una band che non è da molto sulla scena ma che promette davvero bene; i ragazzi sono spigliati e molto alla mano (l'ho verificato personalmente durante il Meet&Greet). Mi sono ammazzata un ginocchio per prendere un loro plettro e il chitarrista me ne ha regalato un altro dopo, ricordandosi di noi, quasi in prima fila sotto il palco.


18.10 - John Corabi


John Corabi è un gigante: la sua carriera tra Motley Crüe, Union e il lavoro solista lo ha reso un personaggio amato dal pubblico rock a 360°, e dal vivo lo dimostra ogni volta. Il songwriter non ha bisogno di presentazioni. Ha tirato fuori una carica venata di southern rock e blues senza dimenticare i grandi classici per cui si è distinto nel tempo come solista e in varie band, come i Mötley Crue.


19.40 – Nelson


Nelson è la sorpresa emotiva: Matthew e Gunnar portano sul palco quel pop-rock levigato e melodioso degli anni '90 che ti riporta indietro nel tempo con un sorriso. Sulla scia country e southern, i caschetti biondi dei gemelli si sono ben coordinati tra di loro. Ho assistito sia all'acustic che al main concert e devo dire che sono risultati molto piacevoli ed apprezzati, pur nelle sonorità soft rock molto delicate ma incisive allo stesso tempo


21.10 – Stryper


Stryper, i paladini del christian metal, sono una macchina da guerra live. Michael Sweet sulla chitarra e alla voce è ancora in forma eccellente, e la band chiude il festival con una scarica di hard rock potente e compatto che lascia tutti soddisfatti. Headliner molto attesi per la terza giornata che avevo già avuto modo di vedere live a Barcellona. Devo dire che stavolta, nonostante i problemi seri di salute di di Michael Sweet e Oz Fox la band è stata in ottima forma, con le caratteristiche sonorità heavy metal in primo piano: suoni accurati e performance molto coinvolgente che ha mandato il pubblico in visibilio. Commovente e toccante.

 


Streetlight: photo Ayryn83


Shiraz Lane: photo Ayryn83


Dan Byrne: photo Ayryn83


Creye: photo Katia


Russ Ballard: photo Roby


Giant: photo Katia


Starship: photo Katia


Fighter V: photo Ayryn83


Hell In The Club: photo Ayryn83


Atlantic: photo Ayryn83


Degreed: photo Katia


Heavens Edge: photo Sofya

H.E.A.T: photo Sofya

Night Ranger: photo Sofya


ITsAlie: photo Sofya


Transatlantic Radio: photo Ayryn83


Smoking Snakes: photo Sofya

Confess: photo Sofya


John Corabi: photo Sofya

Nelson: photo Sofya

Stryper: photo Sofya

 

Cathouse staff

meet & greet and moments......

 Katya, Mark, Cris & Roby

Mark, Sofya, Katia

Cassidy Paris e Katia

Stryper & Katia e Sofya

Ayryn83 al meet & greet Confess

relax time: Roby e Cris

Ayryn83 al meet & greet Hell In The Club

Smoking Snakes & Katia e Sofya

Ayryn83 al meet & greet Nelson

 

 

 

 

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Read 428 times Last modified on Giovedì, 21 Maggio 2026 19:41

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