Items filtered by date: Luglio 2026

La melodic heavy metal band finlandese Invincia pubblica “Unite”, il primo singolo tratto dal loro debut album, Echoes From the Past, programmato per la pubblicazione internazionale il 25 Settembre 2026 via Escape Music.

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La band progressive metal finlandese Oddland presenta oggi il suo nuovo singolo e il lyric video ufficiale, "Unilluminate", tratto dal prossimo album in studio, "Unilluminate To Illuminate", in uscita il 21 agosto 2026 per Frontiers Music Srl.

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I pionieri del thrash metal FORBIDDEN sono orgogliosi di annunciare il loro nuovo album omonimo, in uscita il 23 ottobre tramite BLKIIBLK, che segna il ritorno della band con un album completo dopo il 2010. Per celebrare l'annuncio e offrire ai fan un assaggio di ciò che li aspetta, i FORBIDDEN pubblicano il nuovo singolo "Psyclops" accompagnato da un video ufficiale, disponibile qui sotto.
 
 
 
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I Corella hanno pubblicato il nuovo singolo "Thunder Strike", l'ultimo brano tratto dal loro secondo album, "A Beautiful World To Lose", in uscita il 18 settembre per FLG. "Thunder Strike" è un brano indie rock minaccioso e incalzante, scritto in collaborazione con Kieran Shudall, frontman dei Circa Waves. I due talenti indie si sono uniti per creare una canzone che cattura il divertimento, il caos e gli imprevisti della vita in una band, e la passione che mantiene viva quella fiamma ardente. Il video, diretto dal pluripremiato Giles Edward-N (Coldplay, Bad Boy Chiller Crew), riflette questa eccitazione e questo caos, ricreando un'atmosfera spettrale e distopica dopo un concerto. Il video alterna una classica performance di balletto a un timelapse che attraversa diverse dimensioni, mentre la danza si contorce e si trasforma intorno ai Corella che si esibiscono nel desolato teatro.

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Live Report: Helloween + Wind Rose + Visions of Atlantis Ferrara Summer Festival, Piazza Ariostea – 18 luglio 2026

 

live report & photo: Ayryn83
si ringrazia MC2 LIVE

 

 

Il 2026 del Ferrara Summer Festival passerà alla storia come un'annata di quelle irripetibili: dall'addio dei Megadeth al ritorno degli A Perfect Circle, fino alla furia scenica di Marilyn Manson. Sabato 18 luglio è toccato alle "Zucche" più famose del metal mondiale prendersi Piazza Ariostea, in un trionfo di power metal che ha attraversato tre generazioni di band e quarant'anni di storia del genere. Cancelli aperti dalle 18:00, affluenza sostenuta ma più contenuta rispetto ad altre serate clou del festival: il golden pit più raccolto regala però un'atmosfera intima, quasi da club, nonostante le dimensioni della piazza.

 

Visions of Atlantis (19:00 – 19:40)

Ad aprire le danze sono gli austriaci, con un ingresso teatrale sulle note di un'intro strumentale prima di lanciarsi a capofitto in "Master of the Hurricane". Il combo, capitanato dal duo vocale Clémentine Delauney e Michele Guaitoli, punta tutto sull'estetica piratesca e sulla teatralità: l'abito rosso sangue di Clémentine, con lo strascico che si apre al vento durante l'esibizione, diventa uno dei momenti scenici più memorabili dell'intero pomeriggio. Scaletta pescata a piene mani da "Pirates", il disco che ha consacrato la band a livello internazionale, con momenti di grande partecipazione popolare — su tutti il "remare insieme" richiesto al pubblico durante "Pirates Will Return". Un set breve ma efficace, cresciuto di intensità sonora col passare dei minuti, che si chiude con "Armada" e un pubblico già scaldato per bene.
Setlist: Master of the Hurricane · Clocks · Legion of the Seas · Hellfire · Pirates Will Return · Melancholy Angel · Armada

 

Wind Rose (20:05 – 20:55)

Cambio scena imponente: teschio cornuto gigante, rune, e sullo schermo la copertina dell'ultimo album "Trollslayer". I toscani del dwarf metal entrano uno alla volta tra il boato della folla e aprono con "Dance of the Axes", incendiando subito la piazza. Il pubblico, tra picconi e asce gonfiabili, risponde con un entusiasmo quasi da manuale: bambini, famiglie e metalhead di ogni età si ritrovano a cantare in coro. La title-track "Trollslayer" e i pezzi più recenti convivono senza attriti con i classici di fine set, "Diggy Diggy Hole" e "Rock and Stone", vero e proprio inno generazionale ormai remixato anche in versione outro. Show curato, energico, con largo uso di cryojet e fiamme a scandire i momenti clou: la conferma di una band che sta scalando rapidamente le gerarchie del metal europeo.
Setlist: Dance of the Axes · The Great Feast Underground · Army of Stone · Mine Mine Mine! · Trollslayer · Together We Rise · Diggy Diggy Hole · Rock and Stone

Helloween (21:25 – 23:10 circa)

Il palco si trasforma: sparisce la seconda batteria "di supporto", resta solo il kit mastodontico di Dani Löble — quattro casse, piatti Paiste neri, un impianto scenico che da solo vale il biglietto. Sipario nero, intro sulle note di "Let Me Entertain You", e la folla che intona "Happy Happy Helloween" ben prima che la band metta piede sul palco. L'ingresso è di quelli da pelle d'oca: "March of Time" cantata all'unisono da Andi Deris e Michael Kiske, con un pubblico già completamente fuori controllo. Da lì in avanti la scaletta scorre come un manuale di storia del power metal: "The King for a 1000 Years", "Future World", "This Is Tokyo", "We Burn" tra fuochi d'artificio, "Twilight of the Gods" con scenografie in perfetto stile anni Ottanta. Punto di svolta della serata è il momento in cui la band si presenta in formazione ridotta, con Kai Hansen al microfono per una scatenata "Ride the Sky", seguita da "Into the Sun" e "Hey Lord!", cantata per intero dalla piazza. Dopo un assolo di batteria coinvolgente, arriva "I Want Out", inno per antonomasia del genere. Il momento più intimo della serata è il breve set acustico di Deris e Kiske: tra una battuta su Simon & Garfunkel e un accenno a Elvis, i due regalano una toccante "In the Middle of a Heartbeat" e una "A Tale That Wasn't Right" che si trasforma gradualmente in versione elettrica, con il rientro di tutta la band. Il quartetto delle origini (Hansen, Weikath, Grosskopf, Löble) chiude il corpo centrale dello show con "Heavy Metal (Is the Law)", prima della travolgente "Halloween" in chiusura. Il pubblico non si accontenta e richiama a gran voce la band, che torna per un encore da manuale: "Eagle Fly Free" (con Kiske solista ma la piazza intera a fare da coro), "Power" con Deris, e la immancabile "Dr. Stein" a chiudere in festa, tra migliaia di palloncini gonfiabili con il "40" degli anniversari. Gran finale con l'ultimo ritornello di "Keeper of the Seven Keys", qualche lacrima tra il pubblico e i classici omaggi finali — plettri, bacchette e pelli della batteria lanciati tra la folla.

Setlist: Let Me Entertain You (intro) · March of Time · The Keeper (interludio) · The King for a 1000 Years · Future World · This Is Tokyo · We Burn · Twilight of the Gods · The Keeper (interludio) · Ride the Sky · Into the Sun · Hey Lord! · Universe (Gravity for Hearts) · Drum Solo · I Want Out · In the Middle of a Heartbeat (acustica) · A Tale That Wasn't Right (acustica/elettrica) · Heavy Metal (Is the Law) · The Keeper (interludio) · Halloween Encore: Invitation · Eagle Fly Free · Power · Dr. Stein · Keeper of the Seven Keys (ultimo ritornello) · The Keeper's Trilogy (outro)

Conclusioni

Quarant'anni di carriera e non sentirli: gli Helloween confermano ancora una volta di essere un punto di riferimento assoluto del power metal mondiale, capaci di alternare classici intramontabili a momenti di rara intimità (il segmento acustico su tutti), senza mai perdere la connessione con il pubblico. Qualche imperfezione nel mix in alcuni momenti non scalfisce minimamente il giudizio su una prova tecnica ed emotiva di altissimo livello. Se le Zucche di Amburgo rappresentano la vecchia scuola — suonata nota per nota, senza basi — Wind Rose e Visions of Atlantis incarnano la faccia più contemporanea del genere: immediatezza, identità visiva fortissima e un rapporto quasi ludico col pubblico. Il salto generazionale tra le due filosofie è evidente, ma la serata dimostra che nel 2026 il power/symphonic metal europeo gode di ottima salute su entrambi i fronti. Una data da ricordare per il Ferrara Summer Festival, che chiude così un'edizione 2026 di altissimo livello. Horns up!

 

Helloween

Visions of Atlantis

Wind Rose 

 

 

Tinker Toyz, una realtà tutta italiana che ha sede nel milanese e promette molto bene. Qui sotto troverete tutti i link, dall'Ep di debutto al nuovissimo singolo. 

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Sabato, 18 Luglio 2026 16:06

DRACONIA: pubblicazione di due nuovi EPK

Il viaggio nell'universo di Draconia prosegue con la pubblicazione di due nuovi EPK che accompagnano il pubblico dietro le quinte del progetto, questa volta dedicati a due dei personaggi chiave della rock opera: Göran Edman, interprete dello Storyteller, figura centrale che accompagna l'intera narrazione, e Stefan Nykvist, che veste i panni di Mohdrai, il feroce signore dei rettili e principale antagonista della storia. Creata da Nikolo Kotzev, l'acclamato compositore già autore della leggendaria rock opera Nostradamus, Draconia è una rock opera sinfonica in quattro atti composta da 22 brani per oltre 120 minuti di musica. Pensata come un autentico film in musica, l'opera unisce orchestra, coro, rock band e un cast internazionale di assoluto livello per raccontare un'epica vicenda fatta di amore proibito, corruzione, sacrificio e dell'eterna lotta tra il bene e il male.

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Ian Parry’s Consortium Project VI – il nuovo capitolo del progetto guidato dal rinomato cantante heavy metal – presenta oggi il nuovo singolo e il video ufficiale “A Kingdom For Heroes”, in anteprima rispetto all'album “Legacy Of Empires”, la cui uscita è prevista per il 14 agosto 2026 tramite Frontiers Music.

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Venerdì, 17 Luglio 2026 11:43

SPREAD EAGLE “The Brutal Divine”

SPREAD EAGLE
“The Brutal Divine”
(Frontiers Music s.r.l.)
release: 12-06-2026
genere: street metal
voto: 7.5

Line up: Ray West - lead vocals, Gianmaria “Jommy” Puledda - guitars and vocals, Rob De Luca - bass and vocals, Rik De Luca - drums

Tracklist: Flat Earth Vultures, Street Noise, Gunflower, Jail Rat, Forbidden Local Honey, Pushed To The Limit, Ant Farm, Scars In Our Eyes (City Kids), Inside A Shrunken Head, Makebeliever

Gli Spread Eagle sono tornati, e se qualcuno sperava in una svolta matura, riflessiva o acustica, farebbe meglio a girare al largo. Con “The Brutal Divine”, la band newyorkese dimostra che il passare degli anni non ha minimamente scalfito quella rabbia metallica e l’attitude urbana che li aveva resi un piccolo oggetto di culto nei primi anni '90. Questo è un album che fa esattamente ciò che promette: colpisce duro. The Brutal Divine è un disco "viscerale e sporco". Gli Spread Eagle non cercano la modernità a tutti i costi, ma preferiscono raddoppiare la scommessa sul loro marchio di fabbrica: quell'ibrido tra lo sleaze metal più pesante e il thrash straccione della East Coast. La voce di Ray West è l'autentica colonna portante dell'album, capace di graffiare l'asfalto oggi esattamente come trent'anni fa, il suo timbro infonde a ogni traccia una minaccia costante. Il drumming di Rik De Luca (e la sua direzione) tiene insieme i pezzi con una sezione ritmica che è una vera e propria macchina da guerra. La produzione è secca, priva di fronzoli digitali, focalizzata sulla pura potenza d'impatto. I riff di Jommy Puledda sono distorti e decisi. Non c'è spazio per le power ballad qui. Quest’album è una tempesta di riff implacabile. Gli Spread Eagle hanno preso il lato più oscuro di New York e l'hanno infilato in un amplificatore al massimo del volume. La band ha pianificato di portare questa scarica di adrenalina direttamente sui palchi con il “The Brutal Divine Tour 2026”. I concerti sono partiti già in primavera negli Stati Uniti e proseguiranno durante l'estate e l'autunno toccando anche l'Europa e il Regno Unito. Un'occasione d'oro per vedere come queste nuove tracce, così fisiche e stradali, sappiano infiammare la dimensione live. Per concludere “The Brutal Divine” è un album crudo, fiero e sfacciato. È la colonna sonora ideale per un viaggio in una metropoli degradata e non fa prigionieri. Non rivoluzionerà il genere, ma per i puristi del rock duro e puro è una scarica di adrenalina. I re dello street metal più pesante sono tornati, e hanno ancora i denti affilati.

Sofya

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LIVE REPORT: Scorpions + Saxon @Ama Music Festival, Romano d'Ezzelino (Vi) – 11/07/2026

Report by: Mark Panaia
Photo by: Sofya Simone e Katia D'Amato
Si ringrazia: MC2 LIVE


Serata prestigiosa per gli amanti italiani dell'Heavy Metal e dell'Hard Rock, quella di sabato 11 Luglio all'ormai consolidato Ama Music Festival di Romano d'Ezzelino, in terra veneta. Ospiti dell'eccellenza Saxon e Scorpions, un connubio perfetto per esaltare quelle sonorità che ad oggi sembrano sempre più distanti dalla proposta rock di moderna concezione. Tutto pronto all'interno nell'immenso parco di Villa Negri, quand'ecco che l'atmosfera si fa elettrizzante, nel vero senso della parola, infatti, non solo per l'attesa crescente dei tanti fans presenti, ma soprattutto per via di un temporale che si sta per abbattere con perfetto tempismo sopra le nostre teste tanto da fare temere il peggio anche per la riuscita dell'evento. Per fortuna con lo stesso tempismo con il quale si è presentato, ovvero poco prima dell'orario previsto per l'inizio show da parte dei Saxon, tutto si dissolve con qualche scroscio di pioggia rilasciando altresì una piacevole frescura, tale da quietare le roventi temperature di questi giorni! Il tempo di dare una asciugata veloce alla superficie del palco e si comincia! Dicevamo spetta dunque ai mitici Saxon l'onore di aprire la serata e fin dalle prime note di “Hell, Fire and Damnation" si intuisce che per i pionieri della New Wave Of British Heavy Metal il tempo sembra essersi letteralmente fermato! Biff, nonostante i recenti acciacchi, è in grande spolvero e il graffio della sua voce rimane potente e vigoroso come un tempo, quasi da non credere come possa riuscirci, mentre i classici riffoni "sporchi" dei due chitarristi Doug Scarratt e Brian Tatler, assieme alla solita poderosa sezione ritmica composta dall'inossidabile Nigel Glockler alla batteria e dall'energia pura di Nibbs Carter al basso, riportano a quel tipico sound Hard&Heavy marchio di fabbrica della band britannica dai primi lavori fino a ridosso degli anni 2000. La setlist è un viaggio tra brani di recente concepimento passando per autentici manifesti della NWOBHM come "Motorcycle Man” e “Heavy Metal Thunder" fino a giungere al gran finale affidato ai soliti ed immancabili classici "Wheel Of Steel" "Crusader" e "Princess Of The Night" per mandare definitivamente in visibilio la folla. Saxon, sinonimo di garanzia e punto fermo del panorama metal!

Setlist Saxon: Hell, Fire And Damnation Power And The Glory Solid Ball Of Rock Motorcycle Man Heavy Metal Thunder Dallas 1 PM Strong Arm Of The Law And the Bands Played On Denim And Leather Wheels Of Steel Crusader Princess Of the Night

 

La notte che scende e i fulmini in lontananza, creano lo sfondo perfetto per ciò che sta per avvenire sul palco dell'Ama Music Festival. È il momento degli Scorpions, in quella che sarà l'unica data italiana del loro tour mondiale "Coming Home 2026 – Over 60 Years Of Scorpions" in celebrazione, appunto, dei 60 anni di onorata carriera della band teutonica. L'inizio con l'intro di "Coming Home" è da brividi e fa ben sperare in quanto i dubbi sulle condizioni vocali di Klaus Maine sono tanti ed infatti si palesano da lì a poco con il susseguirsi dei brani della setlist: la voce c'è, ma è giusta giusta ed ancor più evidenti sono le difficoltà di movimento del frontman. Detto ciò l'impegno massimo e la gestione delle parti (spesso con l'aiuto del pubblico!) è assolutamente da lodare. Qualche sbavatura si avverte anche nelle parti di chitarra, ma qui finisco con le note "dolenti", del resto cosa vuoi dire di più a dei ragazzi di quasi 80 anni con 60 di musica e palchi alle spalle, sempre a tutta, se non levarsi il cappello e celebrarli a dovere?? Ogni brano proposto in scaletta è una hit, un susseguirsi incredibile di capolavori memorabili quali "Make It Real", "The Zoo" e la strumentale "Coast To Coast" prima del Medley 70's, e ancora la grintosa "Bad Boys Running Wild" per poi passare alle emozioni forti con la struggente "Send Me An Angel" e la sempre verde "Wind Of Change". Al centro l'immancabile assolo di batteria di Mikkei Dee introdotto dal groove di basso del buon Pawel Mąciwoda, entrambi sempre più valori aggiunti della band tedesca nonché degnissimi eredi dei compianti ma mai dimenticati Kottak e Buchholz, per poi tornare a far ruggire le chitarre di Rudolf Schanker (sempre in splendida forma!), e di Matthias Jabs che con i suoi iconici assoli incanta i tanti amanti della 6 corde presenti tra il pubblico. Poche pause e tanta musica, segno che la voglia di dimostrarsi ancora all'altezza c'è tutta, e così facendo ci si avvicina spediti al gran finale: "Big City Nights", la meravigliosa "Still Loving You", "Blackout" con il consueto urlo psicotico di Rudolf e ovviamente "Rock You Like An Hurricane" a salutare il caloroso pubblico di Romano d'Ezzelino che lascia il parco di Villa Negri con tante certezze ma una domanda dal retrogusto malinconico: Sarà stata l'ultima volta? Non sappiamo rispondere, dipenderà solo da loro, gli Scorpions, dalla loro voglia di stare ancora sulla cresta dell'onda nonostante l'età ed aimé dalla perseveranza che metteranno nell'affrontare gli acciacchi fisici che il tempo inevitabile ti presenta. Per il momento restiamo ancorati alla certezza, gli Scorpions spaccano ancora il culo!

Setlist Scorpions: Coming Home Gas In The Tank Make It Real The Zoo Coast To Coast Medely 70's: Top Of the Bill, Steamrock Fever, Speedy’s Coming, Catch Your Train Bad Boys Running Wild Delicate Dance (with Ingo Powitzer) Send Me An Angel Wind Of Change Loving You Sunday Morning I’m Leaving You New Vision Tease Me Please Me Big City Nights Still Loving You Blackout Rock You Like An Hurricane

 

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