Items filtered by date: Settembre 2026
Domenica, 27 Settembre 2026 09:20

SHAKRA "Just Live Loud!"

SHAKRA
"Just Live Loud!"
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 04-09-26
genere: hard rock
voto: 9

Line up: Thom Blunier – lead guitars, Mark Fox – vocals, Thomas Muster – guitars, Cyril Montavon – bass, Roger Tanner – drums.

Tracklist: Let The Show Begin, Wasteland Warriors, Just Live Loud!, Left Outside Alone (Feat. Seraina Telli), Demon Of The Night, Legends Never Die, Lost Generation, When We Were Young, Another Day In The Universe, New Tattoo, High Above The Storm, Screaming Silence, Left Outside Alone (Solo Version).

Quando parliamo del rock più heavy della svizzera, il pensiero corre subito a loro: gli Shakra. I veterani svizzeri tornano sul mercato con il loro nuovo capitolo discografico intitolato Just Live Loud! Un lavoro che conferma nuovamente la caratura di questa band capace di mantenere accesa la fiamma dell'hard rock europeo. Il disco parte subito con il piede sull'acceleratore con brani come “Let The Show Begin” e “Wasteland Warriors” che chiariscono immediatamente le intenzioni: riff quadrati, sezione ritmica d'acciaio e la solita garanzia vocale offerta da Mark Fox. Fox ha registrato le parti vocali direttamente nel proprio studio casalingo durante un periodo di profonda introspezione personale, e questa urgenza espressiva si riflette chiaramente su tutta la scaletta. La title track “Just Live Loud!” è un vero e proprio inno da palcoscenico, pensato per far tremare i concerti della prossima stagione. In questo album troviamo una novità storica per la discografia degli Shakra, ovvero la loro primissima cover ufficiale in oltre trent'anni di carriera, e il primo vero duetto. Per l'occasione la band ha chiamato a raccolta la connazionale Seraina Telli e hanno scelto il brano “Left Outside Alone”, celebre successo pop firmato da Anastacia nel 2004. L'intreccio vocale tra la grinta graffiante di Fox e la carica espressiva di Seraina trasforma il pezzo originale in una bomba hard rock di rara potenza. La seconda metà del disco non cala di tensione, alternando brani dall'impatto frontale come “Demon Of The Night” e “Screaming Silence” a momenti più atmosferici e ragionati come “When We Were Young” e “Another Day In The Universe”. La produzione curata dal chitarrista Thom Blunier riesce a bilanciare la freschezza dei suoni moderni con l'impostazione analogica e ruvida che da sempre costituisce il marchio di fabbrica della formazione. In conclusione, Just Live Loud! si mostra un album maturo. Gli Shakra dimostrano di non aver perso un centimetro di grinta, firmando un lavoro che sa essere contemporaneamente un omaggio al proprio solido passato e un deciso passo in avanti nel circuito hard rock internazionale. Un ascolto obbligato per chiunque si nutra di riff potenti e melodie ad alto voltaggio.

Katia D'Amato

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Domenica, 27 Settembre 2026 09:15

GRAND “Guilty Pleasure”

GRAND
“Guilty Pleasure”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 21-08-26
genere: Aor
voto: 8

Line up: Mattias Olofsson – lead and backing vocals, Jakob Svensson – guitars and backing vocals, Maja Thorén – keyboards and backing vocals, Johannes Arvidsson – bass guitars, Axel Nilsson – drums and percussion.

Tracklist: Wild Heart, Guilty Pleasure, Have A Little Faith In Me, Coldhearted, Party Galore, Still So beautiful, I'm Ready, Undo, Amelie, Beggin', Love Me Or Leave Me.

“Guilty Pleasure” è il terzo album in studio dei Grand, band svedese nata nella periferia di Stoccolma e protagonista della nuova scena AOR scandinava. Un elemento particolarmente importante di questo terzo capitolo è l’evoluzione della formazione: i Grand sono passati dalla configurazione iniziale a un quintetto. La presenza di tastiere, sezione ritmica e cori all’interno della nuova formazione contribuisce a dare una completezza maggiore al sound. Il punto forte di ”Guilty Pleasure” è sicuramente la cura della produzione. Il sound dei Grand si fonda su un equilibrio abbastanza preciso… le tastiere non sono semplicemente un elemento di accompagnamento ma costruiscono l’atmosfera dei pezzi e contribuiscono a dare al disco quella dimensione “cinematografica” tipica dell’AOR. Le chitarre di Jakob Svensson, invece, mantengono il legame con il melodic rock, evitando generalmente di trasformare l’album in un disco hard rock tradizionale. Un altro elemento importante è sicuramente la voce di Mattias Olofsson, caratterizzata da un timbro giovanile che dona all’album un tocco espressivo, appassionato e diretto. L’album si apre con “Wild Heart”, una scelta atipica e anche un po’ azzardata, ma vincente: un brano dai toni più morbidi e romantici. Si passa poi alla title track “Guilty Pleasure” che cambia immediatamente atmosfera. È più leggera, diretta e pop-oriented, con un ritornello costruito per essere ricordato al primo ascolto. Ma ci sono due pezzi in particolare che mi hanno colpita: “Still So Beautiful” con il suo fantastico assolo di sax e “Amelie” per il suo significato profondo che tocca tematiche anche attuali. “Guilty Pleasure” può essere considerato un album che non cerca di reinventare le regole dell’AOR, ma di giocare con esse nel modo più efficace possibile. Il suo punto di forza è la coerenza: dall’inizio alla fine il disco sa esattamente cosa vuole essere: grandi melodie, tastiere, chitarre morbide ma definite, cori e atmosfere romantiche costituiscono un’identità ben precisa. In sintesi è un disco che guarda apertamente agli anni Ottanta, ma lo fa con una produzione moderna e con una sensibilità melodica tipicamente scandinava.

Katia D'Amato

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Domenica, 27 Settembre 2026 09:02

PAUL LAINE “The Long Road Back”

PAUL LAINE
“The Long Road Back”
(Frontiers Music srl)
release date: 25-09-2026
genere: melodic rock, Aor
voto: 9

Line up: Paul Laine - lead vocals, Bruno Ravel - bass, Andrew Oye - keyboards and guitars, Michael Schau - guitars, Scotty “Hooch” Taylor - drums

Tracklist: Love Me Or Leave Me, Don't Let Me Go Tonite, Someday, Come Back To Me, Save Me Saturday Night, Her Name Is Trouble, Heaven And Earth Collide, Bad Habit, Kiss Me California, The Ones That Got Away, Now That You Don't Love Me Anymore.

Era dal lontano 1990, con l'uscita dell'album di debutto "Stick It In Your Ear" e successivamente con "Can't Get Enuff" (1996), che il cantante, musicista ed autore Canadese Paul Laine, non si cimentava in lavori solisti. Dopo aver militato, per i decenni successivi, in svariati gruppi della scena melodic rock e AOR, su tutti Danger Danger e The Defians, e vantato numerose collaborazioni, ecco l'atteso ritorno da assoluto protagonista con "The Long Road Back" in uscita per Frontiers. "The Long Road Back" si presenta come eccellenza del genere, un classico senza forzature che strizza l'occhio di continuo alle sonorità 80's dei Bon Jovi e degli stessi Danger Danger ma con una produzione inevitabilmente moderna e di grande spessore condotta dallo stesso cantante insieme all'amico Bruno Ravel (basso), che ne cura anche il mix, coadiuvati dal chitarrista Michael Schau, dal batterista Scotty "Hooch" Taylor e dal tastierista e chitarrista Andrew Oye. Ma entriamo nel dettaglio: l'album si apre con l'energica "Love Me Or Leave Me", un perfetto esempio per descrivere un brano di puro hard rock melodico. Segue "Don't Let Me Go Tonite", inno all'AOR, d'impatto e gradevole all'ascolto. Con "Someday" troviamo invece una prima ballad emozionale ed intima scritta in collaborazione con il tastierista Andrew Oye. "Come Back To Me", con le chitarre pulite in stile The Edge (U2), ci porta in una dimensione leggermente più moderna. "Save Me Saturday Night" è il classico brano che sembra nato apposta per i live, rock potente e arioso. "Her Name Is Trouble", il brano più sporco e graffiante di tutto l'album. La ballad "Heaven And Earth Collide" è un racconto emotivo e malinconico che narra il declino di una storia d'amore. Con "Bad Habit" si torna a graffiare con un rock assai potente. "Kiss Me California" è una power ballad di stampo decisamente Americano, dall'arrangiamento solido e cori finali pronti per essere eseguiti dai fans durante i live. In "The Ones That Got Away" si avverte tutto il DNA Danger Danger, un brano che scorre via in maniera molto fluida. L'album si chiude con l'intensa ballad "Now That You Don't Love Me Anymore" dal grande impatto emotivo. Un drammatico canto all'amore che non si può mai dare per scontato e nella quale Paul mette in mostra tutta la sua anima romantica con un'interpretazione da brividi. In conclusione "The Long Way Back" non arriva certo con la pretesa di stravolgere nulla di quanto proposto fino ad oggi dall'artista Canadese, è un'omaggio in più, di qualità, al classico AOR con giusto qualche sfumatura moderna, e contribuisce, semmai, a ribadire quanto il suo talento sopraffino rimanga inalterato nonostante il tempo passi anche per lui. Voce inossidabile e di riferimento, tra le più belle del panorama melodic rock. Un lavoro davvero ben riuscito che giunge al culmine di massima creativa del cantante e all'apice di una carriera sempre al top ponendone solide basi per quello che sarà il proprio futuro discografico.

Mark Panaia

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EUROPE LIVE @ ALCATRAZ MILANO

Gli EUROPE annunciano le celebrazioni per il quarantennale di “The Final Countdown”, loro album più famoso di sempre che contiene anche l’omonima hit dal successo globale. “The Final Countdown” ha superato nel 2022 il miliardo di visualizzazioni su YouTube ed è ancora oggi uno dei pezzi maggiormente riconoscibili della storia del rock. EUROPE saranno in concerto all’Alcatraz di Milano il 14 ottobre 2026, e proporranno dal vivo una scaletta che includerà anche l’esecuzione per intero dell’album “The Final Countdown”, che al suo interno annovera anche altri brani di successo come “Carrie”, “Rock The Night” e “Cherokee”. EUROPE confermano infine l’uscita di un nuovo disco di inediti che vedrà la luce nei prossimi mesi. In apertura di serata saliranno sul palco i canadesi The Damn Truth.

 
biglietti vendita generale su MC2Live.it e Vivaticket.com 
 
 
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JOE BONAMASSA
Mercoledì 4 Novembre 2026

Milano, Unipol Forum – via Giuseppe di Vittorio, 6
 
Inizio concerti h. 20:00
 
I biglietti saranno disponibili su Ticketone dalle 10 di venerdì 3 ottobre.
Poltronissima: € 120,00 + prev.
Poltrona: € 110,00 + prev.
Tribuna A parterre: € 100,00 + prev.
Tribuna gold: € 85,00 + prev.
Primo anello numerato: € 60,00 + prev.
 
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La superstar del blues-rock Joe Bonamassa è uno dei musicisti più acclamati del panorama attuale: quattro nomination ai GRAMMY e quindici ai Blues Music Awards (di cui quattro vinte). Il suo più recente album in studio, Breakthrough è il suo ventinovesimo lavoro a raggiungere il primo posto nella classifica Billboard.
La carriera e il percorso musicale di Bonamassa si sono evoluti costantemente nel tempo, continuando a guadagnare sempre più slancio e riconoscimenti. Ha girato il mondo diverse volte ed è, senza dubbio, uno dei più grandi chitarristi, cantanti e musicisti blues in circolazione. Nonostante sia solo sulla quarantina, Bonamassa è già una leggenda vivente, con un incredibile catalogo musicale che spazia in diversi generi. Ha pubblicato oltre cinquantuno album, tra i quali numerosi live e collaborazioni con i suoi progetti paralleli più sperimentali come Black Country Communion e Rock Candy Funk Party. Durante la sua lunga carriera il bluesman ha aperto i concerti di band leggendarie tra i quali quelli degli Who allo United Center di Chicago e dei Rolling Stones al Lumen Field Stadium di Seattle.
Autore prolifico sempre alla ricerca di nuovi orizzonti musicali, Bonamassa è instancabile nel lavoro in studio, in tour o nelle collaborazioni con altri artisti. Negli ultimi anni ha prodotto un gran numero di album per illustri colleghi come Joanne Shaw Taylor, Marc Broussard, Larry McCray, Jimmy Hall e molti altri, attraverso le sue etichette indipendenti Journeyman Records e KTBA Records. Ha anche fondato Journeyman LLC, una compagnia di management artistico, etichetta discografica, promozione di concerti e marketing, con l’obiettivo di far crescere la visibilità degli artisti indipendenti in tutto il mondo.
 
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La melodic heavy metal band finlandese Invincia torna con “Tonight We Ride”, terzo singolo estratto dall’album di debutto “Echoes From The Past”, uscito in tutto il mondo il 25 settembre 2026 su Escape Music.

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La potente hard rock band olandese 7 MILES TO PITTSBURGH, che annovera membri di Sleeze Beez, Elegy, Komatsu, The Gathering e Headless, pubblica l’atteso nuovo album Beyond Repair. Conosciuti per la loro riuscita fusione tra la grinta dell’hard rock classico e la forza del progressive contemporaneo, questi veterani di lungo corso fanno seguito ai due singoli “Half Way There” e “Pacific Coast Highway” con un album completo che conferma la reputazione costruita dalla band grazie alle loro melodie ed una lettura contemporanea del classic heavy rock.

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Venerdì, 25 Settembre 2026 15:33

EUROPE “Come this Madness”

EUROPE
“Come this Madness”
(Silver Lining Music)
release date: 25-09-26
genere: hard rock
voto: 9

Line up: Joey Tempest - lead vocals, John Norum - guitars, John Levén - bass, Mic Michaeli - keyboards, Ian Haugland – drums.

Tracklist: One on One, The Cult of Ignorance, Come This Madness, This Time of Year, In a Different World, Scandinavian Eyes, Takin' It Back, In the Absence of Grace, The Angels Must Have Flown, The Devil's Back, Nothing Can Follow This.

A quarant’anni da “The Final Countdown”, gli Europe arrivano al loro dodicesimo album in studio con “Come This Madness”, primo release di inediti a ben nove anni di distanza dal precedente “Walk the Heart”. Un disco che sembra voler chiarire una cosa fin dalle prime battute: la band svedese non ha alcuna intenzione di limitarsi a celebrare il proprio passato. In questo album gli Europe sono riusciti a bilanciare la loro maturità sonora, in cui la matrice classic rock degli anni settanta sfuma in un suono potente scuro e profondo. Il primo elemento che colpisce è l’equilibrio tra riff robusti, grandi melodie e aperture atmosferiche. John Norum ha uno spazio importante e i suoi assoli rappresentano uno dei punti di forza del disco. Le tastiere di Mic Michaeli continuano a essere fondamentali per la costruzione del loro sound, che spazia tra imponenti arrangiamenti orchestrali fino a sonorità progressive. La voce di Joey Tempest è sempre posata, espressiva e forte di un'emotività cresciuta negli anni, capace di reggere ritornelli di grande impatto e di calarsi in liriche meno legate all'evasione del passato e più attente alle tensioni del mondo contemporaneo. In questo disco, la collaborazione con Tobias Forge (Ghost) e Mikael Åkerfeldt (Opeth) ha destato molta curiosità. I due musicisti svedesi intervengono come ospiti speciali principalmente nella parte conclusiva e più atmosferica del disco. Brani come “The Cult of Ignorance” e “Come This Madness” guardano alla società contemporanea, alla disinformazione, alla polarizzazione e alla difficoltà di orientarsi in un mondo sempre più rumoroso. Non è quindi un disco costruito soltanto sulla nostalgia degli anni Ottanta. Gli Europe utilizzano la propria esperienza per parlare del presente. Tra i brani già presentati c’è “Scandinavian Eyes”, terzo singolo dell’album. Il pezzo mette in evidenza il lato più epico della band, con un ruolo particolarmente importante per John Norum grazie a riff più duri e assoli più estesi rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare da una produzione rock contemporanea. Inoltre si distingue per le sue evidenti atmosfere vicine al sound dei Deep Purple. “This Time of Year” rappresenta uno dei momenti più intimi dell’album, con piano, atmosfera malinconica e una dimensione più emotiva. È proprio questa alternanza fra aggressività e momenti più riflessivi a impedire all’album di diventare monotono. “Come This Madness” si presenta come un disco nel quale convivono melodia, hard rock, atmosfere epiche, riff pesanti e riflessioni sul presente. La vera forza del progetto sembra essere proprio questa: gli Europe possono permettersi di guardarsi indietro, ma scelgono di guardare anche davanti a loro. È un disco di una band che porta con sé oltre quarant’anni di storia e prova ancora a trasformarli in musica nuova. E, soprattutto, sembra voler ricordare che gli Europe non sono soltanto la band di una canzone del 1986: sono ancora una band capace di scrivere, suonare e rischiare.

Katia D'Amato

 

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Mercoledì, 23 Settembre 2026 16:44

NIGHT RANGER “Best Of”

NIGHT RANGER
“Best Of”
(Frontiers Music S.r.l)
release date: 28-08-2026
genere: AOR
voto: 7

Line up: Jack Blades - lead vocals, bass guitar, Brad Gillis - lead guitars, Kelly Keagy - lead vocals, drums, Keri Kelly - lead guitars, Eric Levy - keyboards 

Tracklist: Don't Tell Me You Love Me (2026), (You Can Still) Rock in America (2026), Sister Christian (2026), When You Close Your Eyes (2026), Four in the Morning (2026), Breakout, Tomorrow, Growin' Up in California, Time of Our Lives, High Road, No Time to Lose, Somehow Someway, Truth, Don't Let Up, Only for You Only, Wasted Time (Sweetwater Studios) (Bonus Track), Feliz Navidad (Live) (Bonus Track), Hole in the Sun (Bonus Track, edizione giapponese)

C'è qualcosa di curioso nel pubblicare, nel 2026, un "Best Of" per una band che di greatest hits ne aveva già sfornati a bizzeffe negli anni. Ma i Night Ranger, formazione storica dell'AOR e dell'hard rock melodico americano, hanno scelto di farlo a modo loro: remixando e rimasterizzando i classici della loro carriera, affiancandoli a brani scelti dalla produzione più recente. Il disco è anticipato da un nuovo remaster del successo del 1982 "Don't Tell Me You Love Me", un biglietto da visita perfetto per capire la direzione dell'operazione: non un semplice repack nostalgico, ma un tentativo di far suonare "oggi" pezzi che hanno più di quarant'anni. Nelle parole del bassista e voce storica Jack Blades, questo Best Of è una celebrazione non solo dei classici, ma anche di quanto la band ha creato negli ultimi vent'anni — dichiarazione che fotografa bene lo spirito del progetto. La prima metà è quella che ci si aspetta da un greatest hits: "(You Can Still) Rock in America" nella sua perfezione power-pop, la balladry sincera di "When You Close Your Eyes" e lo slancio quasi cinematografico di "Four in the Morning", oltre naturalmente all'intramontabile "Sister Christian". Sono i brani che hanno costruito l'identità sonora della band, qui rinfrescati con una produzione più moderna senza tradirne l'anima anni Ottanta. La seconda parte è quella più interessante per chi conosce il gruppo solo per i vecchi singoli: tracce come "Time of Our Lives", "High Road", "No Time to Lose", "Somehow Someway" e "Truth" dimostrano che la scrittura della band non si è fermata al 1989, e che negli ultimi due decenni i Night Ranger hanno continuato a sfornare materiale solido, anche se meno noto al grande pubblico. Chiudono il disco due bonus track che aggiungono valore per i collezionisti: una nuova versione di "Wasted Time" registrata dal vivo agli Sweetwater Studios, accompagnata da un video musicale esclusivo, e un'esecuzione live natalizia di "Feliz Navidad" che mostra il lato più scanzonato della band.  Musicalmente, la band attuale — Jack Blades al basso e voce, Kelly Keagy a batteria e voce, Brad Gillis alle chitarre, Eric Levy alle tastiere e Keri Kelli alle chitarre — suona con un'energia e una precisione niente male per un gruppo che macina scena da oltre quarant'anni. I nuovi remaster restituiscono più corpo e brillantezza ai classici senza snaturarli, mentre le bonus track live regalano un tocco di autenticità e spontaneità che in un cofanetto celebrativo fa sempre piacere. Pregi: ottima selezione che bilancia iconici classici e materiale recente sottovalutato; remaster curati; bonus track live come valore aggiunto per i fan di lunga data. Difetti: per chi possiede già le raccolte precedenti, l'operazione può apparire come l'ennesima ristampa; l'assenza di inediti veri e propri limita l'appeal per chi cerca qualcosa di realmente nuovo. In definitiva, l’album non reinventa nulla, ma è un buon biglietto da visita per chi si avvicina per la prima volta ai Night Ranger, e un piacevole aggiornamento sonoro per chi li segue da sempre. 

Ayryn83

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Mercoledì, 23 Settembre 2026 16:30

TRIOSPHERE "Oceans Above, Stars Below"

TRIOSPHERE
"Oceans Above, Stars Below" 
(Frontiers Music S.r.l)
release date: 28 – 08 - 2026
genere: heavy metal/power metal/symphonic metal
voto: 8

Line up: Ida Haukland – bass and vocals, Marius Bergesen – guitars, Tor Ole Byberg – guitars, Kenneth Tårneby – drums

Tracklist: Premonition, Of Tyrants, Oceans Above, Stars Below, Monster's Ball, Through The Phantom Wall, Shorelines, Lightning In A Bottle, Encore, Embers, Orpheus' Bane, Cadence Of Chaos, Gjenklang

Una piccola presentazione per chi non li conoscesse: la solida qualità della band, sia in studio che sul palco, le ha fatto conquistare un pubblico fedele in tutto il mondo, e il suo tanto atteso nuovo album incarna perfettamente l’essenza dei Triosphere, resistendo alla prova del tempo. Nel corso degli anni, la band ha avuto il privilegio di andare in tour con alcuni dei nomi davvero più importanti del genere rock e metal: i loro primi tour, nel 2006 e nel 2007, sono stati con i W.A.S.P., mentre negli anni successivi hanno girato l’Europa con Arch Enemy, Sonata Arctica, Kamelot, Timo Kotipelto, Jorn, Crimson Glory e Sirenia. Hanno avuto la fortuna di aprire i concerti di Dio e Nightwish e si sono esibiti in festival come il Wacken Open Air, il Progpower USA, il 70 000 Tons of Metal, il Tons of Rock e il Metaldays, solo per citarne alcuni. Dodici anni di silenzio sono tanti, per qualsiasi band. Per i norvegesi Triosphere — capitanati dall’androgina bassista e cantante Ida Haukland, affiancata dai chitarristi Marius Bergesen e Tor Ole Byberg e dal batterista Kenneth Tårneby — il ritorno con "Oceans Above, Stars Below" arriva dopo "The Heart Of The Matter" del 2014, e si sente tutto il peso (positivo) dell'attesa. Il quartetto si muove ancora una volta nel territorio ibrido che li ha sempre contraddistinti: hard rock, power metal progressivo e thrash, tenuti insieme da melodie vocali fortissime. Secondo quanto raccontato dalla band stessa, l'album punta a un'intensità superiore rispetto al passato, sia nell'atmosfera che nella velocità. La produzione è di livello internazionale: batteria e voci registrate da Alexander Backlund ai Fascination Street Studios, mix affidato a Jens Bogren — garanzia di pulizia e potenza nel suono. 

Tracce chiave

  • "Of Tyrants" vira più decisamente verso il thrash, con un ritornello incisivo e assoli taglienti; testo che riflette sulla storia umana come sequenza di distruzioni autoinflitte guidate da pochi tiranni.

  • "Monster's Ball", primo singolo, dà il tono aggressivo al disco.

  • "Oceans Above, Stars Below", la title track, è forse il brano più stratificato: nasce da temi di cambiamento radicale, inganno e ricerca di una nuova direzione.

  • "Shorelines" rompe lo schema: un'incursione nel melodic rock, quasi spudoratamente orecchiabile, che alleggerisce la tensione del resto del disco.

  • "Encore", ballata al piano, mette in mostra il lato più intimo e vulnerabile della voce di Haukland.

  • "Cadence Of Chaos" chiude in crescendo, con chitarre armonizzate e un botta e risposta di assoli tra Bergesen e Byberg — un finale degno di questo ritorno.

Il finale con una traccia strumentale, “Gjenklang”, ovvero una fusione a livello di sound, tra “Epica” e “Apocalyptica” è un degno omaggio al filone symphonic nordico, seppur costituisca uno stacco netto dal resto dell’album. Chi conosce la storia della band sa che "The Road Less Travelled" (2010) resta un disco sottovalutato nel panorama power/thrash melodico. "Oceans Above, Stars Below" non tradisce quella eredità: è un album compatto, ben prodotto, che alterna momenti di grande densità a aperture più liriche senza mai perdere identità. Il passaggio a Frontiers Music potrebbe finalmente dare ai Triosphere la visibilità internazionale che il loro songwriting merita da anni. La band ha commentato: “È stato un percorso lungo, mooooolto lungo! Ma siamo felici e orgogliosi di poter dire che, ancora una volta, sentiamo di aver realizzato un album forte e strepitoso, e siamo entusiasti di aver collaborato con la grande Frontiers Music per farlo conoscere al mondo! È un album più intenso, sia nell’atmosfera che nel ritmo, con ritornelli e melodie più accattivanti che mai, e speriamo e crediamo profondamente che gli ascoltatori ritengano che ne sia valsa davvero la pena aspettare!» «Come per il nostro album precedente, sapevamo di volere il leggendario Jens Bogren dei Fascination Street Studios per il mixaggio dell’album. All’epoca lo studio poteva offrire strutture nuovissime e di altissimo livello, quindi abbiamo deciso di registrare lì anche la batteria e le parti vocali insieme all’eccellente ingegnere del suono e produttore Alexander Backlund”, hanno proseguito. “Questo ha portato la qualità audio dei nostri album a un nuovo livello, e siamo davvero entusiasti di poter finalmente condividere tutto questo con il resto del mondo!”. Inoltre, hanno aggiunto: “Siamo anche entusiasti di presentarvi ufficialmente la copertina dell’album realizzata da Giannis Nakos di Remedy Art Design! Conoscevamo bene la qualità del lavoro di Giannis quando lo abbiamo contattato per la prima volta e, sulla base delle nostre discussioni sul titolo dell’album e sui testi, ha creato un’opera d’arte davvero intrigante e accattivante!” Decisamente un ritorno maturo, aggressivo quanto basta e melodicamente solido, che premia la pazienza dei fan storici e può conquistarne di nuovi.

Ayryn83



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