COMFORT FESTIVAL - live report 13 Luglio
Written by RobertoSATCHVAI @ COMFORT FESTIVAL
domenica 13 luglio @ Villa Casati Stampa – Cinisello Balsamo
by: Roby Comanducci
photo: Cristina Galeazzi
Eccoci dunque a spendere due paroline per la data finale - e forse la più attesa per molti – di questo festival che si è ”distribuito” su due settimane e cinque serate, Il Comfort Festival approda quindi a questa fantastica location, Villa Casarti Stampa di Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, e lo fa nel migliore dei modi con una organizzazione attenta, scrupolosa, dettagli mai lasciati al caso e un bill di artisti di assoluto rilievo. Diciamo che è stato il festival della musica intelligente ed allo stempo sanguigna e verace; non poteva essere altrimenti vista la partecipazione di band e musicisti tutti facenti parte - o con grosse affinità - al mondo dell'hard blues. La giornata di domenica vede iniziare Ned Evett con il suo particolare southern rock che, purtroppo, ci siamo persi causa problemi di congestione e traffico stradale e, al nostro arrivo, il bravo musicista aveva già terminato la sua esibizione. A seguito son saliti sul palco i Blues For Pino, progetto del chitarrista Osvaldo Di Dio che ripropone dal vivo le grandi canzoni del mai dimenticato Pino Daniele. Il suo show è stato di livello, accompagnato da una band di strumentisti di valore, che saputo scaldare il pubblico rivisitando i classici del mitico Pino!



Arriviamo quindi al momento con tutti aspettavamo, l'esibizione di due autentici mostri sacri del chitarrismo mondiale, due artisti cge hanno rivitalizzato, evoluto, manipolato e sviluppato il suono della sei corde divenendo autentici maestri e punto di riferimento per qualsiasi persona si accinga a strimpellare una sei corde. I due sono accompagnati dal vivo da una all stars band di musicisti: Marco Mendoza (Whitesnake, David Lee Roth ecc...) al basso, Pete Thorn alla terza chitarra e Kenny Aronoff alla batteria, turnista che segue Satriani già da parecchio tempo. Il sound che scaturisce da questo connubio di axe hero e artisti di prim'ordine è da paura. Vai e Satriani con modo intelligente si suddividono il palco proponendo tanti grandi classici estratti dai rispettivi album e duettano con sbalorditiva naturalezza in diverse song lasciando a bocca aperta le migliaia di fans estasiati sottopalco.
Si parte subito alla grande e si nota immediatamente la caratura e la differenza stilistica dei due maestri: uno, Satriani, più giocoso e coinvolgente, l'altro, Vai, più intimista e introspettivo. Due scuole differenti ma cariche di pathos e adrenalina la tempo stesso. Tutti abbiamo letteralmente saltato all'introduzione della mitica “Surfing With the Alien” che ha dato il vero colpo di grazia alla folla sottostante; da lì molti hanno iniziato letteralmente a “ballare” e saltare come grilli. Poi c'è stato il magico momento dell'avvento della chitarra a tre manici denominata “Hydra” con la quale Steve ha suonato, incantando tutti i presenti, il brano ‘Teeth Of the Hydra’, e l'atmosfera si è rarefatta quasi andando a trasmettere un impalpabile ma forte elettricità statica nei presenti. Fantastico! “Satch Boogie”, ma c'era da immaginarselo, ha fatto piazza pulita riportando il rock a pulsazioni elevate e adrenalina a mille, Satriani in questo è il numero uno al mondo. Poi ci siamo letteralmente commossi dal pathos di song quali “For the Love of God” con uno Steve Vai ispiratissimo e “Always With Me, Always With You” dove Satriani ci ha regalato un altro dei suoi cavalli di battaglia ricco di melodia e ammalianti eufonie. Per il finale ecco comparire il bravo Stef Burns, chitarrista di Vasco Rossi, che si inserisce perfettamente con Joe e Steve e parte quindi la cover di “Enter Sandman’ e ‘Born To Be Wild’ che mandano con visibilio il pubblico presente.
Cosa dire quindi? Inutile parlare di esecuzioni e tecnica, qui ce n'era da vendere, la cosa che ha colpito maggiormente è stata l'intesa perfetta dei musicisti che hanno saputo ritagliarsi i loro spazi mostrando però una grande capacità di dualismo in fase esecutiva e un forte feeling. Non ci resta quindi che aspettare il prossimo anno e la prossima edizione del Comfort Festival che, se mantiene tutto quanto proposto e realizzato in questa edizione, ci regalerà anche il prossimo anno un'altra stupenda “avventura” musicale.
SatchVai live setlist:
- I Wanna Play My Guitar, The Sea of Emotion, Pt. 1, Zeus in Chains, Little Pretty, Ice Machine, Flying in a Blue Dream, Surfing With the Alien, Sahara, Tender Surrender, Teeth of the Hydra, Satch Boogie, If I Could Fly, For the Love of God, Always With Me, Always With You, Crowd Chant + cover di Enter Saandman e Born to Be Wild.
COMFORT FESTIVAL - live report 11 Luglio
Written by RobertoCOMFORT FESTIVAL 2025
Venerdì 11 luglio
testo: Mark Panaia
photo: Katia D'Amato





Venerdì 11 Luglio, il Comfort Festival, nella splendida cornice di Villa Casati Stampa a Cinisello Balsamo, ospita i "nuovi" paladini del Southern Rock Blackberry Smoke, per gli appassionati del genere un'appuntamento imperdibile! Ad aprire le danze i giovanissimi napoletani The Sonic Rootz (purtroppo ce li siamo persi, ma credo ne sentiremo parlare!), e il sempre verde "Puma di Lambrate" Fabio Treves con la sua eccellente band, a proporre quell'intramontabile rock blues potente e raffinato allo stesso tempo, marchio di fabbrica di un'intera carriera per il bluesman Italiano.




Cala la sera in quel di Cinisello ed ecco entrare in scena i Blackberry Smoke. L'atmosfera diventa elettrica e da subito sembra di essere catapultati direttamente nei luoghi d'origine di quelle stesse sonorità, un'autentico viaggio tra Southern rock, country, rock blues e sfumature Floydiane. Esecuzioni impeccabili e molto gustose, testimoniano l'assoluta caratura della band Americana, dove a farla da padrone sono le tre chitarre, ben equilibrate tra loro, in grado di sfornare riff classici, assoli incisivi e l'immancabile tocco di slide, il tutto contornato da un'ottima sezione ritmica e da tastiere in stile vintage. Lo show di conseguenza scorre via piacevolmente tra una hit e l'altra, selezionate con cura tra gli 8 album attualmente all'attivo da quando, nell'ormai lontano 2000, la band georgiana venne fondata.



Da menzionare il siparietto, verso metà concerto, per festeggiare il compleanno del frontman Charlie Starr che ha suscitato l'apice affettuoso dei fans. Unica nota stonata della serata, a mio avviso, la scelta degli organizzatori di volere un "pubblico seduto", inopportuno pensare che quest'ultimo non volesse godersi uno show del genere in piedi per sentirsi pienamente coinvolto. Ciononostante, tutto intorno, i fans ballavano e cantavano a squarciagola e non è mancato il classico assalto finale alle transenne. Si giunge così al termine di una serata davvero elettrizzante dove per qualche ora l'America musicale ha fatto breccia nella provincia Milanese!



La setlist dei Blackberry Smoke: Shake Your Magnolia, Hammer and the Nail, Six Ways to Sunday, Good One Comin’ On, Payback’s a Bitch, Like It Was Yesterday, Let It Burn, Crimson Moon, Dig a Hole, Sleeping Dogs, Happy Birthday to You, The Whippoorwill, Little Bit Crazy, Too High, Ain’t Got the Blues, Till the Wheels Fall Off, Up in Smoke, One Horse Town, Holding All the Roses, Bonus: Dancing Days, Ain’t Much Left of Me
COMFORT FESTIVAL
mercoledì 9 Luglio 2025
live e photo report by Iven

![]()
Quando scopri un nuovo mondo, piccolo piccolo ma affascinante, non puoi che tesserne lodi. Già all'entrata si assapora aria di calma e tranquillità: nome azzeccatissimo! I food track sparsi un pò dappertutto regalano gusti e sapori da tutte le zone del bel paese mentre la musica sale notevolmente di livello. I LIFE IN THE WOODS aprono le danze in modo delicato ma energico, lasciando spazio ai DIRTY HONEY, che portano sul palco una grinta losangelina davvero incredibile, con una presenza sul palco e una potenza sonora d'altri tempi. Nonostante il pubblico non sia ancora arrivato del tutto e la luce solare toglie un po di atmosfera, i 4 ragazzi regalano una performance da Woodstock, con una voglia matta di suonare sopra ogni cosa, ma dimostrando anche una ottima attitude nell'organizzazione di uno show molto ben curato. Qualche parolina in italiano da parte di un cantante carismatico ma che sa perfettamente lasciare spazio ai suoi colleghi senza mai prenderne il sopravvento. Voce incantevole, senza mai esagerare ma regalando calcetti nel deretano a certe altitudini, autotune chi? Il buon cibo sgorga nell'esofago e viene aiutato a scendere da fiumi di birra, intanto il sole cala e l'atmosfera si fa più vibrante, la gente arriva e il parco si riempie.

Facciamo un giro tra gli stand del merchandising e la vendita di vinili e chitarre artigianali. Ormai è l'imbrunire e sul palco scricchiola il suono di una chitarra un po retrò, una batteria che sembra minuscola davanti a un omone in salopette e capelli alla beatles, inizia a scaldare i primi colpi, mentre un basso ricco di fuzz parte a tirare calci! Eccoli!

I WOLFMOTHER, senza nemmeno uno striscione sul fondo (che i predecessori avevano), iniziano a colpire forte con alcune loro hit indiscusse, Andrew è in grande forma ma deve inchinarsi di fronte a una ritmica che gli permette di fare quello che vuole. Uno show davvero vecchio stile, fatto di jack attaccato ad un cavo, niente in ear, e accordature sistemate tra una canzone e l'altra. Ci si concede una sigaretta e un altra birra sul palco, noi facciamo lo stesso. Apoteosi finale con i cantanti di tutte e tre le band a regalarci camei di mostri sacri come AC DC e sopratutto LED ZEPPELIN.
Il concerto fila via liscio e deciso come un olio di oliva fatto in casa nel sole della calabria. Ma ci troviamo nel milanese più D.o.c. che esista. Conclusione? Beh che dire, ottimi gruppi, gente che ha ancora voglia di suonare, una piccola lode va fatta ai prezzi abbordabili sia del biglietto che della ristorazione: basta essere polli da spennare per sentire musica. Location perfetta. Non so che gruppi ci saranno l'anno prossimo ma non ho intenzione di mancare!
INTERVISTA A WARREN HAYNES
by: Roby Comanducci
photo: courtesy of Scream For Existence.
- Warren, è davvero un piacere poterti fare alcune domande prima di vederti dal vivo al Comfort Festival il 4 luglio. Ti informo che questa intervista sarà online sulla mia rivista web del progetto Cathouse Italy Rock'n'Roll (un progetto iniziato nel 1997 per la rivitalizzazione del rock and roll in Italia, WWW.CATHOUSE.IT)
*****************
- Sappiamo tutti delle tue mille collaborazioni e delle band con cui hai militato e suoni tuttora . Ma , prima di tutto, vorrei congratularmi con te per 'Million Voices Whisper' dell'anno scorso, che ho trovato molto introspettivo e pieno di pathos. Sei d'accordo?
Sono orgoglioso di “Million Voices Whisper“ come di qualsiasi altra cosa che abbia mai fatto. È stato molto gratificante realizzarlo ed è stato un onore essere in studio con musicisti così grandi a registrare questo album che era molto diverso in alcuni aspetti ma in altri versi un successivo passo logico per me.
- Ho notato che la tua composizione come “artista solista” è più introspettiva rispetto a - per esempio - quella con i Gov't Mule. Sei d'accordo? E se sì, cosa ti ha portato a questa scelta?
Faccio sempre una distinzione tra le canzoni che ho scritto, a seconda che siano destinate ai Gov't Mule o meno. I Gov't Mule hanno una personalità collettiva molto distinta e penso che le canzoni che scrivo per i Gov't Mule debbano corrispondere a quella personalità, sia musicalmente che liricamente.
- Il tuo background musicale è davvero vasto: Allman Brothers Band, Gov't Mule, la band di Matt, Phil Lesh & Friends, The Dead (ex Grateful Dead) e molti altri. Spiega un po' ai tuoi fan italiani da dove proviene questa grande forza creativa e questa capacità di passare da una band all'altra.
Sono cresciuto ascoltando ogni tipo di musica e suonando e cantando molti generi musicali, quindi per me è sempre stato naturale esprimermi in quante più maniere diverse possibili. Penso che alcuni artisti sentano che magari il loro pubblico non accetterebbe questo tipo di cosa, quindi mi considero fortunato di poterlo fare. Questo mi impedisce di sentirmi stagnante.
- Southern rock, blues rock, hard blues ma anche country e accenni di hard rock. Sei un grande paroliere ma soprattutto un musicista eccezionale. Raccontami come componi una canzone, come prende vita una delle tue canzoni e se preferisci costruire la canzone sulla chitarra o viceversa, se la chitarra deve "seguire" il testo e il sentimento e poi arriva la tecnica?
Ogni canzone nasce a modo suo. Alcune canzoni, di solito quelle più lente o a tempo medio, iniziano con un'idea di testo, mentre altre canzoni, di solito le più veloci, partono da qualche idea di chitarra.
- Oltre ai nomi storici e alle band, ci sono musicisti, chitarristi o gruppi blues rock (ma anche di altri generi) che apprezzi attualmente? Pensi con sia emersa qualche "nuova stella" ultimamente?
Mi piacciono molto Billy Strings e Lukas Nelson.
- Invece, chi è l'artista, il chitarrista, la band che ti ha ispirato fin da giovane?
Le mie prime influenze sulla chitarra sono state Eric Clapton, Jimi Hendrix e Johnny Winter. Dopo ho scoperto Jeff Beck, che è uno dei miei preferiti di sempre, e i grandi del blues come BB King, Freddy King e Albert King, e ovviamente Duane Allman e Dickey Betts. Amo anche Wes Montgomery, Grant Green e Django Reinhardt.
- Quindi (correggimi se sbaglio) so del tuo amore per i gruppi 'trio' degli anni sessanta (band rock composte principalmente da chitarra elettrica, basso e batteria) come i Cream, i James, e The Jimi Hendrix Experience. Cosa pensi che una band composta solo da tre membri abbia di “più” rispetto a una formazione regolare di quattro o cinque musicisti?
In un trio è fondamentale che la chimica sia ottima e ogni membro deve spingere costantemente la band. Il basso e la batteria in un trio devono lavorare di più per riempire lo spazio in modo significativo e raggiungere quell'equilibrio tra suonare la giusta quantità e suonare troppo.
- Come chitarrista, hai qualche 'segreto' o abitudine particolare prima di salire sul palco?
No. Di solito mi piace avere del tempo prima dello spettacolo per iniziare a isolarmi dal mondo, ma a volte non è possibile e funziona comunque.

- Seguo molto i chitarristi, sono un fan, chitarristi blues, heavy, fusion, jazz, e chiedo sempre a ciascuno (per i nostri lettori amanti della chitarra) info sull'attrezzatura che usano, le tecniche, gli effetti e con cosa prediligono concentrarsi quando compongono un pezzo per la loro chitarra e soprattutto quando fanno un solo, preferisci l'improvvisazione alla tecnica o viceversa?
Preferisco di gran lunga improvvisare assoli invece di comporli. Per me è molto più gratificante e appagante. In studio si suona ovviamente tutti insieme allo stesso tempo e quasi sempre mantengo gli assoli per le situazioni "dal vivo" su cui suono la traccia base con la band e poi improvviso.
- Stai attualmente lavorando a un nuovo album o – per il momento – sei semplicemente concentrato sulle performance dal vivo?
Dato che i Gov’t Mule hanno rilasciato due album in studio, “Heavy Load Blues” e “Peace…Like a River” e io ho appena pubblicato “Million Voices Whisper” attualmente non sto lavorando a un nuovo progetto anche se ho appena iniziato il processo di scrittura per ciò che verrà dopo.
- Non vedo l'ora di vederti dal vivo a luglio. Verrai come 'artista solista', chi porterai con te a suonare sul palco?
La band sarà composta da Kevin Scott al basso, Terence Higgins alla batteria, Matt Slocum alle tastiere, Greg Osby al sassofono, e io stesso.
- Farai un mix dei tuoi album da solista o presenterai anche materiale dei tuoi Gov't Mule e qualcosa delle altre band leggendarie di cui hai fatto parte?
Suoniamo un set list leggermente diverso ogni sera, anche se non varia tanto come con i Gov't Mule perché non abbiamo un repertorio così ampio tra cui scegliere. Di solito includiamo canzoni da ciascuno dei miei album da solista così come alcune canzoni dei Gov't Mule e degli Allman Brothers.
- Ok Warren, grazie mille per la tua disponibilità e....ci vediamo al tuo concerto
ENGLISH TRANSLATION
- Warren, it is truly a pleasure to be able to ask you some questions before seeing you live at the Comfort Festival on July 4th. I inform you that this interview will be online on my web magazine of the Cathouse Italy Rock'n'Roll project (a project that started in 1997 for the revitalization of rock and roll in Italy, here is the link WWW.CATHOUSE.IT)
- So, we all know about your thousand collaborations and active bands. First of all, I would like to congratulate you on 'Million Voices Whisper' from last year, which I found very introspective and full of pathos. Do you agree?
I am as proud of “Million Voices Whisper” as anything I’ve ever done. It was very gratifying to make and was an honor to be in the studio with such great musicians recording this record which was very different in some ways but in other ways a logical next step for me.
- I notice that your songwriting as a 'solo artist' is more introspective compared to – for example – that with Gov't Mule. Do you agree? And if so, what led you to this choice?
I always make a distinction between songs I’ve written as to whether they are meant for Gov’t Mule or not. Gov’t Mule has a collective personality that is very distinct and I think the songs I write for Gov’t Mule have to match that personality- both musically and lyrically
- Your musical background is truly vast: Allman Brothers Band, Gov't Mule, Matt's Band, Phil Lesh & Friends, The Dead (formerly Grateful Dead), and many others. Explain a bit to your Italian fans where this great creative force comes from and this ability to shift from one band to another.
I grew up listening to all types of music and playing and singing many types of music so to me it has always felt natural to express myself in as many different ways as possible. I think that some artists feel that maybe their audience wouldn’t accept that sort of thing so I consider myself to lucky to be able to do this. It keeps me from feeling stagnated.
- Southern rock, blues rock, hard blues but also country and hints of hard rock. You are a great songwriter but above all an exceptional guitarist. Tell me how you compose a song, how one of your songs comes to life and whether you prefer to build the song on the guitar or vice versa, does the guitar have to "follow" the lyrics and feeling and then comes the technique?
Every song comes about in its’ own way. Some songs, usually the slower or mid-tempo songs, start with a lyric idea whereas some songs, usually the more up-tempo ones, start with some sort of guitar idea.
- Besides the historical names and bands, are there any musicians, guitarists or blues rock bands (but also from other genres) that you currently appreciate? Do you think a "new star" has emerged?
I really like Billy Strings and Lukas Nelson.
- Instead, who is the artist, the guitarist, the band that inspired you since you were young?
My first influences on guitar were Eric Clapton, Jimi Hendrix, and Johnny Winter. After that I discovered Jeff Beck, who is one of my all time favorites, and the blues greats like BB King, Freddy King, and Albert King, and of course Duane Allman and Dickey Betts. I also love Wes Montgomery, Grant Green, and Django Reinhardt.
- So (correct me if I'm wrong) I know about your love for the 'trio' groups of the sixties (rock bands mainly composed of electric guitar, bass, and drums) like Cream, James, The Jimi Hendrix Experience. What do you think a band of just three members has that is 'more' compared to a regular line-up of four or five musicians?
In a trio it’s imperative that the chemistry is great and each member must be constantly pushing the band. The bass and drums in a trio have to work harder to fill up space in a meaningful way and achieve that balance between playing the perfect amount and playing too much.
- As a guitarist, do you have any particular 'secret' or habit before going on stage?
No. I usually like to have some time before the show to begin to block out the world but sometimes that’s not possible and it still works out fine.
- I follow guitarists closely, I'm a fan, blues, heavy, fusion, jazz guitarists, and I always ask each one (for our guitar-loving readers) about the equipment they use, techniques, effects, and what they normally focus on when composing a piece for their guitar and especially when they do a solo, do you prefer improvisation over technique or vice versa?
I much prefer improvising solos as opposed to composing them. For me it’s much more rewarding and fulfilling. In the studio we are all playing together at the same time and I almost always keep the “live” solos that I play on the basic track with the band.
- Are you currently working on a new album or – for the moment – are you just focused on live performances?
Since Gov’t Mule has released 2 studio albums, “Heavy Load Bluea” and “Peace…Like a River”, and I just released “Million Voices Whisper” I’m not currently working on a new project although I have just recently started the writing process for whatever is coming next
- I can't wait to see you live in July. So you've chosen to come as a 'solo artist'; who will you bring with you to play on stage?
The band will be Kevin Scott on bass, Terence Higgins on drums, Matt Slocum on keyboards, Greg Osby on sax, and myself.
- Will you do a mix of your solo albums or will you also present material from your Gov't Mule days and something from the other legendary bands you've been a part of?
We play a somewhat different set list every night although it doesn’t vary as much as with Gov’t Mule because we don’t have as large od a repertoire to choose from. We usually include songs from each of my solo albums as well as a few Gov’t Mule and Allman Brothers’ songs.
- Ok Warren, thank you very much for your availability and....see you at your concert
INTERVISTA: SERAFINO PERUGINO CEO-FONDATORE FRONTIERS MUSIC SRL
Written by RobertoINTERVISTA A SERAFINO PERUGINO CEO-FONDATORE FRONTIERS MUSIC SRL
intervista by: Roby Comanducci
Dopo tanti anni, tantissime e tuttora assidue collaborazioni, purtroppo, non ero mai riuscito a scambiare quattro chiacchiere con il “mamma santissima” del melodic rock in Europa ma, oserei dire, nel mondo: Mr. Serafino Perugino
Dopo esserci trovati all’ultimo Frontiers Festivals mi ero ripromesso di ricontattarlo e fare questa sacrosanta e meritatissima intervista
Bene Serafino, innanzitutto grazie per concedermi un pò del tuo prezioso tempo. Vorrei farti mille domande ma il tempo è sempre esiguo, quindi cercherò di riassumere in questa intervista le domande più interessanti…..
******************************************************
Per prima cosa Serafino, tu sei un grande fan del rock melodico: raccontami un poco la tua storia da teenagers, i primi vagiti rock, cosa ti ha fatto scattare la “molla”, cosa ti ha fatto “ardere”, avvicinare a questa musica e quindi (ovviamente) come sei arrivato all’idea di fondare la label Frontiers ?
Fin da giovane, sono stato un grande appassionato di musica melodic rock e AOR . Il mio sogno era lavorare nel settore musicale, e ho iniziato importando e distribuendo CD come attività part-time. Nel 1996, ho deciso di fondare Frontiers per dare una casa a questa musica che amavo. La scelta del nome è ispirata all'album dei Journey del 1983, simbolo di un suono che volevo rappresentare.
Se non erro la Frontiers nacque nel 1996 (correggimi se sbaglio). Sicuramente una grande scommessa, in un periodo dove dilagava il grunge e l’alternative rock. Eppure tu hai perseguito imperterrito la tua strada. Dove hai trovato tanta forza di volontà’?
Sì, è stato un periodo difficile, con il grunge che dominava la scena musicale. Tuttavia, ho creduto fermamente nel valore del rock melodico e ho perseguito la mia passione con determinazione. La forza di volontà è venuta dalla convinzione che ci fosse ancora un pubblico per questo genere musicale e credo che il fatto che dopo quasi trent’anni siamo ancora qui dimostri che non avevo torto.
Sempre se memoria non m’inganna, iniziasti con la prima pubblicazione by Frontiers di un disco dei mitici Ten. Giusto? Come mai quella scelta che, ovviamente, sarebbe dovuta essere fondamentale, un “biglietto da visita” per la neonata etichetta?
La scelta dei Ten come primo album pubblicato da Frontiers è stata certamente strategica. Volevo iniziare con una band che rappresentasse al meglio il nostro stile e che avesse una base di fan già consolidata. I Ten all’epoca erano al top della forma e con il loro sound distintivo, sono stati la scelta ideale per dare il via alla nostra etichetta.
Inutile dire che Frontiers Records, poi divenuta Frontiers Music Srl e’ un vero e proprio punto di riferimento mondiale per tutti gli amanti del melodic rock, del class rock. So che Frontiers si e’ sviluppata a tal punto da avere distribuzioni negli Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda ecc… mi spieghi come e’ avvenuto questo importantissimo sviluppo nel mondo?

Frontiers è cresciuta rapidamente, ma l’espansione in Nordamerica (gli USA soprattutto) ha richiesto tempo, determinazione e un set up specifico. Questo è stato possibile grazie a una combinazione di scelte strategiche, partnership solide e una visione chiara di portare un certo tipo di musica a un pubblico globale. Abbiamo lavorato duramente per costruire una rete di distribuzione e promozione efficace in questi territori e ora ne stiamo godendo appieno i frutti.
Il vostro “catalogo” di artisti è enorme….ne avete tantissimi. Lo so che è difficile ma ci sarà qualche artista, band, a cui sei più affezionato o che magari ti ha stupito con un successo inaspettato?
Ogni artista con cui abbiamo lavorato ha portato qualcosa di unico. Tuttavia, alcuni hanno avuto un impatto particolare. Ad esempio, l'album dei Toto “Falling in Between” è stato un progetto significativo per noi, sia per la sua importanza storica che per il successo che ha ottenuto. Uno spartiacque se vuoi, tra gli inizi e quella che poi si è andata profilando come la Frontiers che volevo. Potrei fare altri nomi, come ad esempio Giant, Journey, Survivor e più recentemente Whitesnake, Def Leppard, ELO, BOC, Lynyrd Skynyrd e Megadeth. Ognuno di questi ha rappresentato un obiettivo strategico di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo dell’azienda.
Ho visto che negli ultimi tempi vi state “allargando” andando ad abbracciare anche altre sonorità più heavy, più alternative ma anche più glamour (con mio sommo piacere …nda). Questo mi fa piacere in quanto è segnale di maturità da parte di un imprenditore evolversi sempre. Sei d’accordo ?
Sì, negli ultimi anni abbiamo ampliato il nostro catalogo per includere musica più heavy, alternative e in generale nuove sonorità. Credo che l'evoluzione sia naturale per rimanere rilevanti nel panorama musicale in continua evoluzione. Questa diversificazione ci permette di attrarre nuovi fan e di offrire una varietà di suoni ai nostri ascoltatori, pur mantenendo integra la visione originale di Frontiers.
Le uscite discografiche sono tantissime, lo so bene in quanto recensisco i vostri album da…quando siete nati (hehehe….). Questa cosa per me è fondamentale ed è una netta risposta a chi dice che questo genere non abbia più mercato di questi tempi o sia sorpassato.
Abbiamo sempre creduto nella qualità e nella quantità. Le numerose uscite discografiche testimoniano la vitalità del nostro genere musicale e l'interesse continuo da parte del pubblico. Contrariamente a chi pensa che il rock e il metal siano generi superati, le nostre uscite dimostrano che c'è ancora una domanda forte per questa musica.
Sai cosa penso….che il class rock ed il class metal, ma anche il pomp rock, Aor eccetera hanno ancora una forte linfa vitale e tantissimi fans (lo si può vedere ai vostri Frontiers Festivals!!!). Una cosa non ho mai capito: perché le radio (non tutte per fortuna), si ostinano a trasmettere sempre e solo generi più alternativi, crossover….ok il mercato di quel tipo “tira” ma se gente come Shakra, GATC, Sick N Beautiful, Eclipse, Cruzh, The End Machine (i primi nomi che mi sono saltati in mente….nda) venissero “pompati” a dovere magari anche i giovanissimi capirebbero che la vera musica esiste e non è seconda a nessuno…che dici?
È vero che molti generi alternativi dominano le radio, ma credo che ci sia ancora spazio per tutti. Eventi come il Frontiers Rock Festival mostrano che c'è un pubblico appassionato e fedele. Con maggiore supporto e promozione, anche le nuove generazioni potrebbero riscoprire e apprezzare questi suoni. Lavoriamo per questo, per dare un futuro al rock e alle nuove leve di questa grande musica.
Qual è la più grossa soddisfazione che la tua “creatura”, la Frontiers, ti ha regalato in queste - quasi - tre decadi di attività?
La più grande soddisfazione è vedere come Frontiers sia diventata una casa per molti artisti (sia giovani che senior) e una risorsa per tutti i fan del rock. Abbiamo creato una comunità globale che condivide la nostra passione per la musica. Ogni successo, ogni album che trova il suo pubblico, è una conferma che stiamo facendo la cosa giusta.
Come scegli le band da produrre e distribuire? Dovrai fare delle scelte tra le centinaia di proposte che vi arriveranno...
La selezione degli artisti è un processo accurato. Ascoltiamo attentamente ogni proposta, valutando non solo la qualità musicale ma anche l'affinità con la nostra visione e il potenziale di crescita. L'obiettivo è collaborare con artisti che condividano la nostra passione e che possano crescere con noi o aiutarci a crescere.
Ad oggi che sei un imprenditore rispettato ovunque nel music biz, quanto è ancora importante il tuo lato da “fan” di questa musica? Nelle tue decisioni c’è ancora una parte del teenager rockettaro che ti aiuta – magari – a fare delle scelte?
Assolutamente. Il mio amore, anzi la mia passione per la musica è alla base di ogni decisione che prendo. Anche come imprenditore, continuo a essere un fan appassionato, e questo mi aiuta a comprendere meglio le esigenze degli artisti e dei fan. Questa connessione emotiva è fondamentale per il nostro successo.
Andando a parlare di te, del tuo “io” interiore, come ti definiresti con l’ausilio di un singolo aggettivo come persona e come leader e presidente di una delle più grosse realtà musicali del nostro settore?
Mi definirei come una persona appassionata, determinata e visionaria. Come leader, cerco di ispirare il mio team e gli artisti con cui collaboro, creando un ambiente di lavoro positivo e produttivo. Credo nella comunicazione aperta e nella crescita reciproca.
Arriviamo invece al fatidico Frontiers Festivals, arrivato alla settima edizione. Purtroppo c’è stata una “pausa” di qualche anno….puoi dirmi il motivo di tale break?
La pausa, causata anche dal covid, è stata necessaria per riorganizzare e pianificare al meglio le future edizioni. Volevamo assicurarci di offrire un'esperienza ancora più coinvolgente e di alta qualità per i nostri fan. Come ha dimostrato il successo dell’ultima edizione, siamo riusciti a tornare con nuove energie e idee fresche. Le prossime edizioni non saranno da meno, promesso!
Sicuramente il Frontiers Festivals è il punto “clou” per migliaia di fans, l’ho visto anche in questa ultima edizione; rocker da tutta Italia e anche da tutta Europa!!!! Quando è nata l’idea del festival e ti saresti aspettato un tale successo di pubblico?
L’idea del Frontiers Rock Festival è nata dal desiderio di creare un momento di incontro reale tra gli artisti e i fan che da anni ci seguivano con passione da tutto il mondo. Volevamo offrire un’esperienza che andasse oltre la musica registrata, qualcosa che fosse autentico, vissuto. Il notevole successo della prima edizione ci ha davvero emozionati: vedere arrivare fan da tutta Europa, anzi da tutto il mondo, è stata una conferma che avevamo colto nel segno. Non era scontato, ma la risposta ci ha dato la forza per continuare per altri anni e successivamente riprendere il discorso che si è interrotto per qualche anno.
Una delle cose - oltre alle fantastiche band che suonano ovviamente – che mi hanno colpito al tuo Frontiers Festival è stata la “comunione d’intenti” che ha raggruppato migliaia di rocker, tutti insieme, con una verve e un’aurea di positività, amicizia, fratellanza che non vedevo da tempo. Sembrava un Festival dove tutti si conoscevano anche se, magari, uno era Tedesco e l’altro Italiano. Credo che il merito di questa sensazione sia dovuto al tuo grande amore che hai da sempre iniettato in ogni tuo lavoro e organizzazione musicale. Sei d’accordo?
Hai centrato perfettamente il punto. Quella che si respira durante il festival è un’energia speciale, fatta di passione condivisa, rispetto e unità. È un vero e proprio spirito di fratellanza rock. Credo che questo clima sia anche il risultato del fatto che noi diamo tutto in quello che facciamo, sempre con amore e rispetto per la musica e per chi la ama. Il pubblico lo percepisce e risponde in modo spontaneo e positivo. È una delle cose più belle del nostro lavoro e che ci motiva quotidianamente ad andare avanti.
sono curioso..... se tu dovessi creare una all stars band chi metteresti come musicisti?
Diciamo la lineup “classica” dei Journey, magari con Rolie e Cain insieme. Quello sarebbe davvero un sogno.
Immagino con sarete già all'opera per il prossimo Frontiers Festival, hai qualche curiosità che puoi già anticiparmi? Inoltre......pensavo; visto che, come dicevo sopra, la Frontiers abbraccia anche band come Sick 'N Beautiful, Smackbound, The Banishment (tanto per fare qualche esempio) hai mai preso con considerazione l'ipotesi di fare un secondo festival, magari più “contenuto” (anche un solo giorno...) che vada a proporre tutte queste sonorità?
Sì, stiamo già ragionando sulla prossima edizione, e posso già dire che ci saranno alcune sorprese in termini di lineup. Stiamo anche valutando modalità per rendere l’evento ancora più accessibile e coinvolgente. Per quanto riguarda l’idea di un secondo festival più “contenuto” e focalizzato sulle sonorità più moderne o alternative, ci stiamo già pensando. Frontiers oggi rappresenta un ventaglio più ampio di generi, e ci piacerebbe valorizzare anche questi artisti in un contesto dedicato.
ok carissimo siamo alla fine... vuoi aggiungere qualcosa, qualsiasi cosa....? Ti lascio “campo libero” :-)
Solo un grazie di cuore. A chi ci segue da anni, a chi ci ha scoperto da poco, agli artisti che collaborano con noi e a chi scrive di musica con passione come te. Sono quasi trent’anni che facciamo questo lavoro con l’entusiasmo del primo giorno, e continueremo a farlo finché ci sarà qualcuno là fuori pronto ad alzare le mani sotto un palco. Rock on!
Bene Serafino, è stato un vero piacere poter fare questa intervista. Ancora complimenti per tutto quello con fai e per la passione che ci metti
ENGLISH TRANSLATION
First of all Serafino, you are a big fan of melodic rock: tell me a little about your story as a teenager, the first stirrings of rock, what made you 'click', what made you 'burn', get closer to this music and then (of course) how did you come up with the idea of founding the label Frontiers?
Since I was young, I have been a great enthusiast of melodic rock and AOR. My dream was to work in the music industry, and I started importing and distributing CDs as a part-time activity. In 1996, I decided to found Frontiers to give a home to this music that I loved. The choice of the name is inspired by Journey's 1983 album, symbolizing a sound that I wanted to represent.
If I'm not mistaken, Frontiers was born in 1996 (correct me if I'm wrong). Certainly a big gamble, in a time when grunge and alternative rock were rampant. Yet you steadfastly pursued your path. Where did you find such willpower?
Yes, it was a difficult time, with grunge dominating the music scene. However, I firmly believed in the value of melodic rock and pursued my passion with determination. The willpower came from the conviction that there was still an audience for this musical genre, and I believe that the fact that we are still here after almost thirty years proves that I was not wrong.
If memory serves me well, you started with the first release by Frontiers of a record by the legendary Ten. Right?
What was the reasoning behind that choice which, obviously, should have been fundamental, a 'business card' for the newly established label?The choice of Ten as the first album released by Frontiers was certainly strategic. I wanted to start with a band that best represented our style and that already had a solid fan base. The Ten were at their peak at the time and with their distinctive sound, they were the ideal choice to launch our label.
Needless to say, Frontiers Records, now known as Frontiers Music Srl, is a true global reference point for all lovers of melodic rock and classic rock. I know that Frontiers has developed to the point of having distributions in the United States, Canada, New Zealand, etc... could you explain how this very important development in the world occurred?
Frontiers has grown rapidly, but the expansion into North America (especially the USA) took time, determination, and a specific setup. This was made possible through a combination of strategic choices, strong partnerships, and a clear vision of bringing a certain type of music to a global audience. We have worked hard to build an effective distribution and promotion network in these territories and are now fully reaping the rewards.
Your "catalog" of artists is huge... you have so many. I know it's difficult, but is there some artist, band, that you are more attached to or that perhaps surprised you with an unexpected success?
Every artist we have worked with has brought something unique. However, some have had a particularly significant impact. For example, the Toto album "Falling in Between" was a significant project for us, both for its historical importance and for the success it achieved. A turning point, if you will, between the beginnings and what then took shape as the Frontiers I wanted. I could mention others, such as Giant, Journey, Survivor, and more recently Whitesnake, Def Leppard, ELO, BOC, Lynyrd Skynyrd, and Megadeth. Each of these represented a strategically fundamental goal for the growth and development of the company.
I have seen that recently you are "expanding" by embracing other heavier, more alternative sounds but also more glamorous ones (to my utmost pleasure… nda). This pleases me as it is a sign of maturity from a businessman to always evolve. Do you agree?
Yes, in recent years we have expanded our catalog to include heavier music, alternative sounds, and generally new sonorities. I believe that evolution is natural to remain relevant in the ever-evolving music landscape. This diversification allows us to attract new fans and offer a variety of sounds to our listeners while keeping intact the original vision of Frontiers.
The record releases are countless, I know it well because I've been reviewing your albums since... when you were born (hehehe…). This is fundamental for me and it is a clear response to those who say that this genre no longer has a market these days or is outdated.
We have always believed in both quality and quantity. The numerous record releases testify to the vitality of our music genre and the continuous interest from the public. Contrary to those who think that rock and metal are outdated genres, our releases prove that there is still a strong demand for this music.
You know what I think... that classic rock and classic metal, but also pomp rock, AOR, etc. still have a strong lifeblood and many fans (you can see this at your Frontiers Festivals!!!). One thing I've never understood: why do radio stations (not all, thankfully) insist on only broadcasting more alternative, crossover genres... okay, that type of market is 'pulling,' but if bands like Shakra, GATC, Sick N Beautiful, Eclipse, Cruzh, The End Machine (the first names that came to my mind... note) were properly 'supported,' maybe even the youngest would understand that real music exists and is second to none... what do you think?
It is true that many alternative genres dominate the radios, but I believe there is still room for everyone. Events like the Frontiers Rock Festival show that there is a passionate and loyal audience. With more support and promotion, even new generations could rediscover and appreciate these sounds. We work for this, to give a future to rock and to the new talents of this great music.
What is the greatest satisfaction that your 'creature', Frontiers, has given you in these almost three decades of activity?
The greatest satisfaction is seeing how Frontiers has become a home for many artists (both young and senior) and a resource for all rock fans. We have created a global community that shares our passion for music. Every success, every album that finds its audience, is a confirmation that we are doing the right thing.
How do you choose the bands to produce and distribute? You will have to make choices among the hundreds of proposals that will come your way...
The selection of artists is an accurate process. We listen carefully to every proposal, evaluating not only the musical quality but also the affinity with our vision and the potential for growth. The goal is to collaborate with artists who share our passion and who can grow with us or help us grow.
Today, as a respected entrepreneur throughout the music business, how important is your 'fan' side for this music? Is there still a part of the rock-loving teenager in your decisions that helps you to make choices?
Absolutely. My love, indeed my passion for music is the foundation of every decision I make. Even as an entrepreneur, I continue to be a passionate fan, and this helps me better understand the needs of artists and fans. This emotional connection is essential for our success.
Talking about you, your inner 'I', how would you define yourself with a single adjective as a person and as a leader and president of one of the largest musical organizations in our industry?
I would define myself as a passionate, determined, and visionary person. As a leader, I strive to inspire my team and the artists I collaborate with, creating a positive and productive work environment. I believe in open communication and mutual growth.
Let’s instead arrive at the fateful Frontiers Festival, now in its seventh edition. Unfortunately, there has been a 'break' of a few years... can you tell me the reason for this break?
The break, also caused by COVID, was necessary to reorganize and better plan future editions. We wanted to ensure that we offered an even more engaging and high-quality experience for our fans. As shown by the success of the last edition, we managed to return with new energy and fresh ideas. The upcoming editions will be no less, we promise!
Surely the Frontiers Festivals is the highlight for thousands of fans, I saw it even in this last edition; rockers from all over Italy and even from all over Europe!!!! When was the idea for the festival born and did you expect such a huge public success?
The idea of the Frontiers Rock Festival was born from the desire to create a real moment of meeting between artists and fans who had been passionately following us from all over the world for years. We wanted to offer an experience that went beyond recorded music, something that was authentic, lived. The remarkable success of the first edition truly moved us: seeing fans arrive from all over Europe, in fact from all over the world, was a confirmation that we had hit the mark. It wasn't a given, but the response gave us the strength to continue for more years and subsequently resume the discussion that had interrupted for a few years.
One of the things - besides the fantastic bands that played, of course - that struck me at your Frontiers Festival was the "communion of intents" that gathered thousands of rockers together, with a spirit and an aura of positivity, friendship, and brotherhood that I haven't seen in a long time. It felt like a festival where everyone knew each other even if, perhaps, one was German and the other Italian. I believe that the credit for this feeling is due to your great love that you have always injected into every one of your works and musical organizations. Do you agree?
You perfectly hit the point. The energy that is felt during the festival is a special one, made of shared passion, respect, and unity. It is a true spirit of rock brotherhood. I believe that this atmosphere is also the result of the fact that we give our all in what we do, always with love and respect for music and for those who love it. The audience feels it and responds in a spontaneous and positive way. It is one of the most beautiful things about our work and motivates us daily to move forward.
I'm curious..... if you had to create an all-stars band, who would you choose as musicians?
Let's say the "classic" lineup of Journey, maybe with Rolie and Cain together. That would really be a dream.
I imagine you are already working on the next Frontiers Festival; do you have any news you can share with me? Also... I was thinking; since, as I mentioned above, Frontiers also embraces bands like Sick 'N Beautiful, Smackbound, The Banishment (just to name a few), have you ever considered the idea of having a second festival, perhaps more 'focused' (even just one day...) that showcases all these sounds?
Yes, we are already thinking about the next edition, and I can already say that there will be some surprises in terms of lineup. We are also considering ways to make the event even more accessible and engaging. As for the idea of a second, more 'focused' festival centered on more modern or alternative sounds, we are already thinking about it. Frontiers now represents a broader range of genres, and we would like to highlight these artists in a dedicated context.
ok dear, we are at the end... do you want to add something, anything...?
I'll give you a "free field" :-) Just a heartfelt thank you. To those who have been following us for years, to those who have discovered us recently, to the artists who collaborate with us, and to those who write about music with passion like you. We have been doing this job for almost thirty years with the enthusiasm of the first day, and we will continue to do it as long as there is someone out there ready to raise their hands under a stage. Rock on!
Well Serafino, it has been a real pleasure to do this interview. Congratulations again for everything you do and for the passion you put into it.
INTERVISTA: JOHN CORABI - THE DEAD DAISIES
Written by RobertoINTERVISTA JOHN CORABI – THE DEAD DAISIES
by: Roby Comanducci
photo: courtesy of Kizmaiaz srl Edizioni Musicali
Abbiamo raggiunto John Corabi, lead vocalist dei The dead Daisies per fare due chiacchiere a seguito dell'uscita (prevista per il 30 maggio) del nuovo album di cover blues, “Lookin' For Trouble”

Ciao John, prima di tutto è un vero piacere poterti fare alcune domande. Ti seguo dai tempi dei Motley Crue (sono un vecchio rocker hehe) e quindi questa intervista è ancora più interessante per me. L'intera intervista sarà pubblicata sul nostro sito ufficiale www.cathouse.it
1) Iniziamo con la domanda sul tuo ritorno nella formazione. So che sei stato con loro, poi te ne sei andato, e ora sei di nuovo qui... cosa ha causato tutti questi cambiamenti? È stato a causa di impegni personali o qualcos'altro?
A) Sì, si trattava davvero di questioni personali. Nel 2015, quando ho iniziato a far parte dei The Dead Daisies, avevo già una band da solista con mio figlio Ian alla batteria e stavamo andando piuttosto bene. I Daisies mi hanno contattato per chiedere se volevo fare metà anno con loro, il che mi avrebbe lasciato l'altra metà per le mie attività da solista. Ma una volta registrato l'album "Re-volucion", le cose sono migliorate un po per i Daisies, e mi sono ritrovato in tour piuttosto spesso. Quando non eravamo in tour, ci stavamo preparando per un nuovo album. Quindi, dopo 4 anni di costante tour, registrazioni, ecc., ho deciso di trascorrere un po' di tempo con la mia nuova moglie (che ho sposato subito prima di unirsi ai Daisies) e i miei figli. Tuttavia, tutto sembrava andare per il meglio, poiché subito dopo la mia partenza è arrivato il Covid e ha bloccato tutto. Dopo che Glenn Hughes ha deciso di tornare a fare le sue cose dei "Deep Purple", David Lowy ha chiamato e mi ha chiesto se volevo tornare. Ed eccomi qui!!! È come se non fossi mai andato via.
2) Questo nuovo album è stata una bella sorpresa, un album di cover di grandi canzoni blues rock. Un tributo, quindi, a questa musicalità. Di chi è stata l'idea e perché optare per un album di cover invece di scrivere un nuovo album con le proprie canzoni?
A) Bene, abbiamo fatto un nuovo album di materiale originale. Il disco è uscito alla fine dell'anno scorso. Si chiama "Light Em' Up." Ma abbiamo deciso di fare un po' di scrittura in uno studio leggendario a Muscle Shoals, Alabama, chiamato "FAME." Mentre eravamo lì a scrivere, facevamo delle pause per cena e, dopo, abbiamo iniziato a "improvvisare" per divertimento, suonando un paio di jam blues come "Crossroads." Marti Frederiksen ha registrato tutto e, quando lo abbiamo ascoltato, abbiamo pensato che suonasse piuttosto bene, così abbiamo deciso di fare due dischi contemporaneamente. "Light Em' Up" durante il giorno, e "Looking For Trouble" di notte.
3) Quali criteri hai usato per scegliere le canzoni incluse? Sai... nel blues ci sono milioni di canzoni. Spiegami perché hai scelto esattamente quelle
A) Bene, come sai, il Blues è stato per molto tempo una forma d'arte americana sottovalutata. L'America bianca mainstream non era pronta per questa "musica del diavolo" afroamericana. Così, è servito ai grandi gruppi britannici degli anni '60 e '70 interpretare questa musica e reintrodurla al pubblico americano. Quindi, abbiamo deciso (dato che nessuno di noi è un esperto di Blues) di fare le canzoni che i nostri "eroi" ci hanno presentato. Ad esempio, ho sentito per la prima volta "Crossroads" attraverso i gruppi Cream e Lynyrd Skynyrd.
4) A mio parere, il blues rock è un genere che si interpreta vocalmente in modo ottimale. Come cantante, quindi in termini di "tecnica" vocale, preparazione e impegno, quale differenza trovi nel cantare una canzone blues rispetto a una canzone heavy?
A) Bene, per essere completamente onesto con te, penso che il Blues sia il "Nonno" di ogni genere musicale, ad eccezione della musica classica. Quindi qualsiasi canzone, per me, deriva da questo! Perciò, per me, si tratta semplicemente di essere se stessi e cantare come si sa cantare! Queste sono davvero ottime canzoni oneste, quindi non abbiamo riflettuto troppo sul nostro approccio e le abbiamo registrate in modo autentico e dal vivo. Difetti e tutto.
5) Ho sempre apprezzato la tua voce, ruvida e potente ma anche capace di ottime armonizzazioni. So anche che suoni la chitarra e altri strumenti, ma, diciamo, sei fondamentalmente un cantante. Nel rock, in particolare, i frontman sono sempre stati considerati l'immagine e la pietra angolare della band. Come ti vedi e credi che oggi la figura del frontman sia ancora essenziale e fondamentale?
A) Onestamente, anche dopo oltre 40 anni di attività musicale, ho ancora difficoltà a vedere me stesso come un "frontman" o una "rockstar", se vuoi. Nella mia testa, sono ancora John, il ragazzo della porta accanto, che ha fatto la fila sotto la pioggia e la neve per ore per comprare un biglietto per vedere gli Aerosmith, i Sabbath, i KISS, i Zeppelin, ecc. Ho sempre sognato, e lo faccio ancora, di scrivere quel disco "monumentale" come "Sgt. Pepper" o Zeppelin IV, e per quanto mi riguarda non riesco a collocarmi in quella categoria dei veri frontman che ho visto crescere, come Robert Plant, Mick Jagger, David Bowie e Steven Tyler. Mi sento semplicemente estremamente fortunato di fare qualcosa che mi piace!!! E forse, un giorno, scriverò quel disco monumentale e sarò considerato un musicista apprezzabile…
6) Nell'interpretazione delle canzoni di questo album, c'è stata qualche canzone che è stata più difficile da cantare, e se sì, perché?
A) Poiché abbiamo realmente registrato questo dal vivo, vorrei avere un po' più di tempo con "Thrill Is Gone" e "Little Red Rooster". Penso che ci siano alcune cose che avrei potuto cantare meglio se avessi avuto più tempo. Ma volevamo un'atmosfera grezza e dal vivo, quindi si va con il flusso. Ma è solo me che penso troppo come al solito...

7) Hai scelto "Boom Boom" come singolo, c'è un motivo speciale per questa scelta?
A) ”Boom Boom” ha un'atmosfera completamente diversa dall'originale, ed è proprio ciò che volevamo. Ci piace molto come è venuto fuori! Ognuno ha le proprie preferenze su questo brano, ma l'etichetta discografica lo ha davvero apprezzato fin dall'inizio!!
8) I The Dead Daisies sono una band di star, hanno incluso decine di musicisti nella loro formazione e tu hai cantato in quattro album, incluso questo ultimo. C'è qualche musicista con cui hai lavorato che ti è piaciuto particolarmente, che ti ha colpito per qualche motivo?
A) Adoro scrivere con tutti i ragazzi!! Sono stato fortunato ad aver scritto musica con alcuni grandi talenti! Ma lavorare con nomi come Doug Aldrich, David Lowy, Michael Devin, Marco Mendoza, Richard Fortus, Dizzy Reed, Deen Castronovo e Marti Frederiksen è stato davvero un onore!!!!

9) Questa è in realtà una domanda specifica. Sei un grande artista, potresti definirti con un solo aggettivo sia come artista che come persona?
A) Sono chi sono... quindi immagino che l'aggettivo sarebbe "onesto". Non farò qualcosa che non sento sia giusto, a volte a discapito degli altri. Semplicemente scrivo musica che mi piace, e se "si connette" è fantastico, altrimenti... provo di nuovo. Rifiuto di essere qualcosa che non sono, e quando sono a casa con la mia famiglia sono un tipo piuttosto noioso e semplice che ama i comfort del suo ambiente, e non è lì per "impressionare" nessuno.
10) Dopo questo album di cover, hai intenzione di rimanere con la band a lungo e magari registrare un album con le tue canzoni?
A) Come tutti sapete, David Lowy ha fondato questa band 12 anni fa. Quindi, finché David vorrà continuare, io rimarrò finché lui potrà sopportare le mie "frivolezze". Per quanto riguarda le registrazioni soliste, sto lavorando a un disco solista con Marti Frederiksen per un'uscita futura. Sono davvero entusiasta che tutti possano ascoltare come suona la musica. Ma per ora, si tratta tutto di "LOOKIN’ FOR TROUBLE" e The Dead Daisies!!!
11) Quando partirai per la promozione e il tour? Hai qualcosa da dire ai tuoi fan italiani?
A) Inizieremo la prossima tappa del tour a Bilbao, in Spagna, il 14 giugno. Puoi visitare www.thedeaddaisies.com per le date e i biglietti. Ma a tutti i fan italiani non posso dire "Grazie" abbastanza, per avermi accolto e mostrato amore, supporto e ospitalità per oltre 30 anni!!!
Grazie per tutto John e congratulazioni ancora!
ENGLISH TRANSLATION
Hello John, first of all it's a real pleasure to be able to ask you some questions. I've been following you since the days of Motley Crue (I'm an old rocker hehe) and so this interview is even more interesting for me. The entire interview will be published on our official website www.cathouse.it
1) Let's start with the question about your return to the lineup. I know you were with them, then you left, and now here you are again... what caused all these changes? Was it due to personal commitments or something else?
A) Yes it was really about personal issues. Back in 2015 when I first joined The Dead Daisies I already had a solo band with my son Ian on drums, and we were doing quite well. The Daisies approached me about maybe doing half the year with them, which would leave me the other half for my solo ventures. But once we did the “Re-volucion” record, things took a bit of an upswing for The Daisies, and I found myself on tour quite a bit. When we weren’t on tour, we were preparing for a new record. So, after 4 years of constant tour- ing, recording, etc., I decided to spend some time with my new wife, (that I married right before joining The Daisies) and my kids. Everything seemed to work out though, as right after my departure, Covid hit and shut everything down. After Glenn Hughes decided to go back and do his “Deep Purple” stuff again, David Lowy called and asked if I wanted to come back. And here I am!!! It’s like I never left
2) This new album was a nice surprise, a cover album of great blues rock songs. A tribute, therefore, to this musicality. Whose idea was it and why opt for a cover album instead of writing a new album of your own songs?
A) Well we did do a new album of original material. The record came out late last year. It’s called “Light Em’ Up.” But we chose to do some writing at a legendary studio in Muscle Shoals, Alabama
called “FAME.” While we were there writing we would take dinner breaks, and after we started “jamming” for fun, and played a couple of blues jams like “Crossroads.” Marti Frederiksen recorded everything, and when we listened back we thought it sounded pretty cool, so we decided to do two records at the same time. “Light Em’ Up” during the day, and “Looking For Trouble” at
night.
3) What criteria did you use to choose the songs included? You know... in blues there are millions of songs. Explain to me why you chose exactly those.
A) Well as you know, The Blues was an under-appreciated American art form for a long time. Mainstream White America wasn’t ready for this African American “Devil’s music.” So, it took the
great British bands of the 60’s, and 70’s to interpret this music, and reintroduce it to American audiences. So, we decided (as none of us are aficionados of The Blues) to do the songs that our “heroes” introduced us to. For example, I first heard Crossroads through bands Cream and Lynyrd Skynyrd.
4) In my opinion, blues rock is a genre that you interpret vocally in an optimal way. As a singer, therefore in terms of vocal "technique" and preparation and commitment, what difference do you find in singing a blues song compared to a heavy song
A) Well to be quite honest with you, I feel the Blues is the “Grand- father” to every genre of music, with the exception of Classical. So any song really to me is derived from this! So for me, it’s just being yourself, and sing the way you sing! These are really great honest songs, so we didn’t overthink our approach and recorded them in a live honest way. Blemishes and all.
5) I have always appreciated your voice, gritty and powerful but also capable of excellent harmonizations. I also know that you play guitar and other instruments but, let's say, you are fundamentally a singer. In rock, especially, frontmen have always been considered the image and
the cornerstone of the band. How do you see yourself and do you believe that today the figure of the frontman is still essential and fundamental?
A) Honestly even after 40+ years of playing music, I still have difficulty seeing myself as a “frontman” or “rockstar” if you will. In my head, I’m still John, the kid from next door, that stood in line in the rain and snow for hours to buy a ticket to see Aerosmith, Sabbath, KISS, Zeppelin etc. I’ve always dreamed, and still do, of writing that “monumental” record like “Sgt. Pepper” or Zeppelin IV, and as far as I’m concerned I can’t put myself in that category of the real frontmen that I grew up watching, like Robert Plant, Mick Jagger, David Bowie and Steven Tyler. I just feel extremely blessed to do something I enjoy doing!!! And maybe, someday I’ll write that
monumental record and be considered an OK musician…lol
6) In the interpretation of the covers on this album, is there any song that was more difficult to sing, and if so, why?
A) As we really recorded this live off the floor, I kind of wish I had a little more time with “Thrill Is Gone” and “ Little Red Rooster.” I feel now there are some things I may have sung better given more time. But, we wanted a raw, live feel, so you just go with the flow. But that’s just me overthinking as usual…
7) You chose "Boom Boom" as the single, is there a special reason for this choice?
A) ‘Boom Boom’ has a completely different vibe than the original, which is what we wanted. We love the way it came out! Everybody has different favourites on this thing, but the record label really dug that one from the beginning!!!
8) The Dead Daisies are an all-star band, they have included dozens of musicians in their lineup and you have sung on four albums including this last one. Is there any musician you felt particularly good working with, who impressed you for any reason?
A) I love writing with all the guys!! I’ve been blessed to have written music with some great talent! But working with the likes of Doug Aldrich, David Lowy, Michael Devin, Marco Mendoza, Richard
Fortus, Dizzy Reed, Deen Castronovo, and Marti Frederiksen has been truly an honor!!!!
9) This is actually a specific question. You are a great artist, could you define yourself with a single adjective both as an artist and as a person?
A) I am, who I am…so I guess the adjective would be “honest.” I won’t do something I don’t feel is right, much to the chagrin of others sometimes. I just write music I like, and if it “connects” great, if not,…try again. I refuse to be something I’m not, and when I’m home with my family I’m a pretty boring, simple guy that enjoys the comforts of his surroundings, and isn’t out to “impress” anyone
10) After this cover album, do you plan to stay with the band for a long time and perhaps record an album of your own songs?
A) As you all know, David Lowy started this band 12 years ago. So, as long as David wants to continue, I’ll stay as long as he can put up with my “antics.” As far as solo recordings, I am working on a solo record with Marti Frederiksen for a future release. I’m really excited for everybody to hear what the music sounds like. But for now, it’s all about “LOOKIN’ FOR TROUBLE” and The Dead Daisies!!!
11) When will you leave for the promotion and the tour? Do you have anything you want to say to your Italian fans?A) We’ll we start the next leg of the tour in Bilbao, Spain on June 14th. You can go to www.thedeaddaisies.com for the dates and tickets. But to all the Italian fans I cannot say “Thank You” enough, for embracing me, and showing me love, support and hospitality
for the last 30+ years!!!
Thank you for everything John and congratulations again!
FRONTIERS ROCK FESTIVIIAL
25-26-27 Aprile @ Live Music Club – Trezzo sull'Adda (Milano)
report by Roby Comanducci
photo by: Cristina Galeazzi
E quindi siamo arrivati al termine di questi tre giorni a dir poco palpitanti e fantastici. Una lunga e succosa kermesse di hard rock come non se ne sentivano..... dall'ultimo Frontiers (hehe...) purtroppo fermatosi per sei anni. Ne avevamo bisogno noi rockers, dai più giovani che si affacciano a questo fantastico mondo e che quindi hanno tutto da "imparare" e "immagazzinare" ai vecchietti come il sottoscritto con vivono di aria e rock'n'roll, la cui linfa vitale sono le note che, in questo caso, queste eccezionali ventuno (21!!!!) band ci hanno regalato. Un autentico successo e il merito va tutto alla volontà del boss Serafino Perugino, del grande Mario De Riso e poi tutto lo staff, sempre precisi, gentili e accomodanti che hanno riportato in auge il mitico Fest https://www.facebook.com/frontiersmusicsrl (un merito va anche all'ottima location e organizzazione dell'oramai impeccabile Live Music Club di Trezzo https://www.facebook.com/LIVEMUSICCLUB). Lo han fatto nel migliore dei modi ottenendo, manco a dirlo, un meritatissimo SOLD OUT! Tre giorni di abbracci, urla, inni, calore, amicizia, sudore, strette di mano, ammiccamenti, risate, eccitazione, euforia, gioia, musica. Questa è la MUSICA che l'oramai longeva e inossidabile Frontiers Music srl ci regala da decenni ed è un onore essere stato partecipe di questa festa, aver lavorato a questo reportage col mio staff e i miei più cari amici affianco. Tutti aspettavano il ritorno del festival del melodic rock per eccellenza, e questa edizione è stata assai varia, lode in più quindi agli organizzatori, poiché ha portato in Italia band di pomp rock, Aor, pop metal, class metal, hard rock, sleaze rock insomma, quanto di meglio il music world possa proporre ai suoi fans. Da mostri sacri come Asia, Winger, Mike Tramp's White Lion, Harem Scarem, FM, Robin McAuley che hanno fatto la storia ad acts come Crazy Lixx, sicuramente tra le band top del settore street/sleaze rock e tante nuove proposte come Fans Of The Dark, Cassidy Paris, GATC, The Big Deal. Dire o dare una classifica è assolutamente riduttivo e impossibile; non c'è stato un vero vincitore, una band cardine, al Frontiers ha vinto la VERA MUSICA suonata con l'amore, col cuore e la voglia di artisti che non si sono piegati a certe regole di mercato e continuano imperterriti dopo una vita, a proporre la loro musica senza tempo. E' stato anche il festival delle nuove proposte dimostrando che non è vero che il mondo musicale oramai viva solo di "nu" metal estremo e voci "growl" (con tutto il rispetto, io stesso ascolto anche molte di queste ban...nda) ma l'hard'n'roll è ancora vivo e vegeto e tante giovani band hanno scelto questa strada per farcelo amare ulteriormente. Tre giorni al cardiopalma dove la nostra Cristina ha immortalato tutti sottopalco con la sua macchina fotografica e il photo report lo potete vedere qui nell'articolo mentre il sottoscritto ha spalancato orecchie ed occhi per carpire ogni minimo momento, coadiuvato dagli amici carissimi Mark, Katia, Sofia e Luca che ci hanno accompagnato in questa goduria musicale. Come dicevo ho apprezzato tutte le esibizioni e dopo spenderò qualche parola per ognuna ma, se vogliamo proprio riassumere le band che mi han fatto venire la "pelle d'oca" beh.....vediamo....
momenti di pausa con la "truppa Cathouse & Friends"
Una bella sorpresa me l'hanno data gli Shakra (la band "cuginetta dei Gotthard") che, tra l'altro, avevano anche molti supporter con le loro t-shirt tra il pubblico. Una band comunque attiva dal 1997 con 10 album pubblicati; bravi, diretti, un hard rock elegante e grintoso, un cantante Mark Fox, dalla presenza scenica coinvolgente. Poi gli indiani GATC che oramai si stanno facendo apprezzare in lungo ed in largo per il mondo con il loro heavy metal e la stupenda voce del leader Girish. Gli sleazers Crazy Lixx, che hanno mantenuto le promesse di band prima della classe, il vocalist dei veterani FM, che mi ha letteralmente stregato con la sua voce, ha una timbrica e modulazione vocale come pochi. Winger, autentico marpione del palco, accompagnato dalla sua band originale e da uno "sfortunato" Reb Beach (ha interrotto due volte lo show causa problemi della sua amata sei corde, nda) che però ci ha regalato momenti di autentica euforia. Ronnie Romero invece ci ha fatto capire come il sound di R.J Dio e Rainbow sia sempre intramontabile e ci ha regalato una prestazione vocale paurosa con una band che ha schiacciato tutti i presenti con tonnellate di watts e un hard rock potente come un macigno. Mike Tramp beh....la sua esibizione mi ha fatto scendere una lacrimuccia; song senza tempo che ci fanno capire il perchè il class metal - hair metal americano sia stato uno dei generi più rinomati e famosi del decennio d'oro, quello ottantiano.
La cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la forte "comunione e fratellanza" delle migliaia di rockers presenti da ogni dove: tanti italiani si....ma tantissimi stranieri, Svizzeri, Tedeschi, Spagnoli, Greci, Svedesi! Mi è sembrato di tornare "ai miei tempi" quando ci si trovava e ci si chiamava tutti "fratelli", quando non c'era bisogno del cellulare per organizzarsi e ci si trovava nei posti conosciuti da tutti e, sovente, ci si andava anche da soli poiché....soli....non lo si era MAI! Ecco, questo concetto caro alla mentalità rocker è, a mio parere, un po diminuito in questi ultimi tempi ma nella kermesse rockettara del Frontiers l'ha fatta da padrone. Eravamo tutti fratelli, c'era un bel clima, c'era elettricità positiva nell'aria.
La musica ha vinto ancora una volta e il merito va in primis a questi musicisti che hanno dato il "sangue" sul palco e si sono fermati - sovente- nella zona "living" del bar e della cucina a parlare coi fans, come se ci si conoscesse da una vita.....nessun atteggiamento da rockstar! FANTASTICO!
Ok, adesso facciamo un brevissimo sunto band by band, una sorta di mio "personalissimo" punto di vista. Non troverete le scalette dei brani suonati bensì il mood che il vostro "scribacchino" ha percepito nell'istante di ogni gig....
Giorno 1
25 Aprile 2025
FANS OF THE DARK: da inizio alle "danze" - tra l'altro con una sala già strapiena! - questa band svedese capitanata dall'androgino ed eclettico frontman Alex Falk. Bravi nell'esecuzione dei brani dai loro primi due album ma soprattutto valorizzati dalla bella voce di Alex. Peccato per i suoni....probabilmente il "sound" stava ancora "regolandosi" e la loro performance è stata leggermente penalizzata.

ART NATION: seguono quindi questi rockers svedesi anch'essi penalizzati dai suoni, infatti ad un certo momento si sentiva solo la batteria. Poi hanno sistemato il tutto e la band ha dato sfogo al suo sound, un mix tra melodic rock e heavy rock, ben dosato e dal giusto appeal

SHAKRA: una delle band top dell'intero festival. Io li definisco i cuginetti dei Gotthard, vuoi anche per la provenienza elvetica, ma tale definizione risulta riduttiva. Anche se per molti sembrano una band "nuova" questi ragazzi fanno dischi dal 97 e hanno un tiro ancora più heavy degli stessi Gotthard. Un plauso al singer Mark Fox, autentico frontman dall'ugola potente e ammaliante. Bravi!



BONFIRE: ed eccoli qua...li aspettavo a braccia aperte essendo (lo dico senza remore) una delle band che ho sempre seguito assiduamente. Purtroppo della formazione storica è rimasto solo uno dei fondatori, il chitarrista Hans Ziller che, vuoi il caso, purtroppo non ha potuto presenziare al festival!! Quindi la band era senza un membro originale (si parla di artisti di "Fireworks" e "Point Blank"...i due loro capolavori, nda) e con il nuovo singer. Ammetto che dopo la dipartita del mitico vocalist Claus Lessman il loro sound ha subito qualche cedimento ma tantè, sono riusciti a deliziarci con una buona prova live e, nonostante il nuovo singer Dyan Mair sia dotato di un'ugola portentosa e una buona presenza scenica, qualcosina si è perso, soprattutto come feeling. In ogni modo ottima gig da sufficienza piena .



HONEYMOON SUITE: arriva il turno dei canadesi Honeymoon Suite, quelli del bellissimo "Racin After Midnight” targato 1988 tanto per intenderci. Il loro pop/fm rock spruzzato da tinte Aor e accenni heavy rock è sempre attuale e lo hanno dimostrato in sede live. Un plauso speciale va al bravo chitarrista/tastierista/back vocalist Derry Grehan che ci ha regalato un paio di momenti di solismo della sua sei corde lodevoli.



PRIDE OF LIONS: li aspettavano in molti poiché sono attualmente tra il meglio con si possa ascoltare in campo Aor! La band del longevo Jim Peterik (co-fondatore dei The Ides of March, autore per 38 Special e Sammy Hagar tra gli altri e membro dei Survivor per molti anni), con il talentuoso singer Toby Hitchcock hanno dato vita ad uno show tra i migliori (insieme ai già menzionati Shakra) della prima giornata. Hanno iniziato con "Eyes Of the Tiger" ed è stato tripudio generale, come anche il momento di "Burning Heart" ma c'era da immaginarsi che i Survivor facessero "capolino" nella tracklist dei nostri. Show carico di pathos e feeling da vendere!




ASIA: ecco dunque gli headliner, pomp rock band che ha segnato la storia con dischi memorabili. In sede live Geoff Downes e soci hanno saputo ricreare bene il feeling che si respira nei loro album. Una performance eccelsa anche se lo show è stato piuttosto statico, d'altronde la loro musica è senza tempo e va ascoltata attentamente nelle sue mille sfaccettature. Dal vivo si apprezza indiscutibilmente la caratura tecnica dei membri ed il perché, adesso dopo decenni, siano ancora sul podio delle band storiche del settore.



Giorno 2
26 Aprile 2025
CASSIDY PARIS: siamo arrivati al secondo giorno e l'onore di aprire le "danze2 spetta alla giovanissima female singer australiana Cassidy Paris. Il suo pop rock risulta valido anche in sede live, anzi, qui si percepisce un leggero indurimento del sound che, viceversa, su album è più edulcorato. Ha rifatto brani dell'album appena uscito mostrandosi all'altezza di questo importante festival


GIRISH AND THE CHRONICLES: la band indiana era veramente molto attesa e non ha smentito le aspettative. Il loro potente sound heavy metal sempre stemperato dalla giusta melodia l'ha fatta da padrone e ha contribuito a dare il "quid metallico" al bill del secondo giorno. Precisi, potenti, tecnicamente validi e con quel pizzico di originalità che non guasta mai, i nostri hanno tenuto uno show ad altissimi livelli merito anche della possente e bellissima voce del lead singer e frontman Girish Pradham.






CHEZ KANE: dopo gli indiani arriva l'inglese Chez Kane, female singer dal forte carattere e dalla voce possente che ci ha ammaliato (a parte il "look"....nda) con il suo sound molto anni ottanta; un hair / pop metal che strizza l'occhio a Bon Jovi, Poison e risulta assai radiofonico su disco. In veste live, invece, coadiuvata da ottimi musicisti, la brava singer ha indurito il suono con un risultato di tutto rispetto!


CRAZY LIXX: li aspettavo anche loro, non avendoli mai visti e considerandoli musicalmente una tra le band top del movimento sleaze mondiale. Essendoci dal 2002 (quindi con un ventennio di storia alle spalle) la band del singer Danny Rexon e del batterista Joel Cirera ha regalato l'unico momento glam dell'intera kermesse musicale. Questo per la gioia dei tanti fans venuti -anche- per loro. Presenza scenica da primi della classe, ottimo impatto sonoro, sezione ritmica top, forse un poco penalizzata la chitarra solista, ma onestamente non ho ben capito se si trattasse di un fatto voluto o causato da problematiche di sound check. Tantè... siamo rimasti soddisfatti e non vediamo l'ora di rivederli dal vivo!








FM: altro combo musicale atteso dai fans del Frontiers; la band del vocalist Steve Overland, alla faccia dei quarant'anni di storia sulle spalle, ci ha regalato uno show di altissimo livello, tecnicamente ineccepibile con la reinterpretazione di tanti loro eccelsi hit ma, soprattutto, la vera padrona è stata l'ugola di Steve, in assoluto, tecnicamente parlando, una delle migliori voci ed interpretazioni vocali dell'intero festival. Una goduria per chi li ha sempre amati ma anche per chi, magari, li avrà visti per la prima volta.




TREAT: dopo il sound più melodico degli FM si elettrizza l'aria con il pomp/hard/heavy rock sound del longevi svedesi Treat capitanati dall'istrionico vocalist Robert Ernlund. La band non ha lesinato in energia, capacità tecniche e presenza sul palco. Hanno rispolverato anche vecchi classici e nell'insieme hanno mantenuto le aspettative.




WINGER: eccoli dunque....con la formazione originale di un tempo. I grandi Winger (tra le band più attese dei tre giorni!!) hanno veramente stregato la folla accalcatasi sottopalco. Un Live Club strapieno ha cantato a squarciagola quasi tutti i brani proposti dal sempre bravo frontman e leader Kip e i pezzi storici hanno fatto letteralmente saltare tutti (compreso il sottoscritto!). Un grosso peccato sono stati i problemi tecnici alla chitarra del guitar hero Reb Beach, che ha dovuto fermare lo show per ben due volte causa cambio di chitarra e check del suono. In ogni caso si sono fatti perdonare dai fans per il grande spessore artistico e il carisma che li contraddistingue da sempre. Indubbiamente un altro dei momenti migliori di questi primi due giorni.







Giorno 3
27 Aprile 2025
SEVENTH CRYSTAL: siamo dunque all'apertura del terzo (e ultimo sigh!...nda) giorno del festival, ed il compito viene dato ad un'altra band svedese, gli heavy rockers Seventh Crystal. Il loro show, pur non entusiasmandomi molto, è stato ben eseguito; il loro genere fa capolino su una base heavy stemperata però da momenti di melodia e i membri della band ci sanno fare on stage avendo dalla loro un forte appeal verso il pubblico.


THE BIG DEAL: ero curioso di vedere questa band proveniente dalla Serbia e creata dal chitarrista, produttore e compositore Srdjan e l'avvenente pianista e cantante accademica Nevena che, in compagnia dell'altra bellissima e bravissima co-lead vocalist Ana Nikolic, hanno stregato l'audience che, nei primi momenti, sembrava abbastanza disinteressata, un poco "distratta" da questo inizio di live show. Invece, col passare dei brani, le due female singers hanno saputo conquistare il pubblico in primis con la loro superlativa prova vocale e poi con il sound d'insieme molto sinfonico e metal al tempo stesso. Una prova decisamente interessante.



RONNIE ROMERO: attenzione, fermi tutti. Qua, probabilmente, abbiamo toccato una delle vette musicali dell'intero festival. La performance del dotato e carismatico Romero ( Ritchie Blackmore's Rainbow, Michael Schenker Group, Lords of Black, The Ferrymen, Sunstorm, Vandenberg, Gotus ed Elegant Weapons) ha zittito tutti....in senso metaforico ovvio (haha). Ha dato il vigore portentoso del sano ed incontaminato hard rock come se sul palco fossero presenti mister RJ Dio o i Rainbow del grande Ritchie. La sua è una voce portentosa ma al contempo modulabile, una presenza scenica da fare scuola e un carisma come pochi. Inutile dire che con "Rainbow in the Dark", "Kill the king" e "Stargazer" stava "venendo giù" il Live Club dalle urla delle migliaia di fans. Superlativo!







STORACE: dopo la "botta" Romero il compito di mantenere alto il wattaggio sembrava arduo ma Mr. Storace (dai più conosciuto come l'ugola degli storici svizzeri Krokus) reduce dal recentissimo (ed interessante...nda) album "Crossfire" si è impadronito del palco forte di una presenza scenica carismatica e del suo stile molto Ac/Dc oriented. Nulla da eccepire, è riuscito nell'intento di ammaliare una platea già estasiata (anche in questo caso molti erano venuti anche per lui....nda) con brani vecchi e nuovi. Particolare la cover di "American Woman" fatta insieme a Romero che per l'occasione è salito on stage a duettare con Marc. Ottimo.






ROBIN MCAULEY: il buon Robin è come il vino, più invecchia e più è buono. Lo aspettavo assiduamente, viste le ottime prove in studio (che potrete leggere nella nostra sezione review) dove la voce sembra quella di trent'anni fa. Beh....non ci ha smentito, la sua ugola è indiscutibilmente ancora forte, chiara, modulabile e dai mille "colori" come un tempo; il suo segreto (ha detta sua) è un costante allenamento ma per me qui è la natura che è stata benevola. Lo show è stato decisamente di altissimo livello. Tra i classici l'indimenticabile singolo tratto da un album dei Mcauley - Shenker Group, "Anytime", che ha mandato in visibilio la folla. Sempre e comunque bravo Robin e un plauso ai musicisti con lo stanno accompagnando nella sua avventura.






MIKE TRAMP's WHITE LION: un altro gruppo tra i più attesi è stato quello dell'istrionico Mike Tramp che in questa occasione ha ridato vita alla creatura White Lion, una delle band protagoniste dell'hair metal statunitense anni ottanta. Unico membro rimasto della storica line up ma attorniato da superlativi musicisti Mike ci ha fatto piangere dalla gioia con l'interpretazione di song quali "Lady of The Valley", l'indimenticabile "Broken Heart", "Wait", la fantastica "El Salvador" (per il sottoscritto uno dei momenti clou dell'intero Frontiers Festival!!), la suadente "When the Children Cry"...insomma, ci ha fatto rivivere un momento della nostra vita bellissimo (per chi come me lo ha vissuto) e ai più giovani ha mostrato cosa vuol dire e come si deve suonare hard rock col piglio dei tempi d'oro. Inoltre la sua voce ha tenuto abbastanza bene, il passare degli anni si sente (non è il caso di McAuley...hehe) ma il biondo Tramp riesce ancora a calibrare bene l'ugola che, anche attestandosi su tonalità più basse e "rotonde", le vette di un tempo sono proibitive, riesce a regalare forti emozioni. Lode speciale per la sua presenza scenica che, ma forse non c'è bisogno di dirlo, non deve niente a nessuno. Top!









HAREM SCAREM: arriviamo dunque all'ultima gig del fest, quella dei maestri dell'Aor canadesi, al secolo Harem Scarem. Anche loro attesissimi dai tanti fans presenti, hanno dato vita ad uno show perfetto, meno d'impatto visivo e più' da ascolto, un po' come lo è stato per gli altri pomp gods Asia il primo giorno. Anche loro reduci da un recente album (recensito sempre nella nostra sezione review) hanno creato il giusto mood col pubblico che li ha supportati a gran voce per la maggior parte dell'intero show. Harry Hess e Pete Lesperance sono una autentica garanzia di qualità, chorus line accattivanti e song dal vastissimo airplay. Tutto questo è stato riproposto senza sbavatura in sede live contribuendo a chiudere un festival che ci ha regalato fortissime emozioni.





SHORT INTERVIEW
ANDREA SEVESO guitar player Robin McAuley
by Roby Comanducci
photo: Cristina Galeazzi
girovagando nel backstage e zona bar abbiamo incontrato il giovane guitar hero Andrea Seveso che ha contribuito non poco alla realizzazione del nuovo album di Robin McAuley e....lo abbiamo sottoposto a poche, brevi ma interessanti domande!!!

Ciao Andrea e grazie del tuo tempo e della tua disponibilità. Ne approfitto quindi per farti qualche veloce domanda prima che tu salga più tardi sul palco del Frontiers Festival. La prima cosa è sapere da te come è avvenuto l'incontro con il grande Robin e come è stato iniziare e poi continuare a lavorare con lui...
Beh...che dire, iniziare a lavorare con Robin innanzi tutto è stato un vero onore; sin da piccolino ascoltavo i suoi dischi e lo seguivo come artista e poi ho avuto questa grande fortuna di conoscerlo. Abbiamo quindi iniziato quasi da subito a lavorare, comporre e scrivere musica in studio e, credimi, dovesi riassumere con un'unica parola quello che mi è successo direi "surreale"! Questo perché partire da bambino e considerare un artista come una vera icona, la sua voce il suo carisma e poi vederlo interpretare qualcosa con ho scritto io è ...fantastico!!
Quindi, da quanto mi dici, le song presenti nell'ultimo full length album le avete scritte insieme?
Si si certo, abbiamo lavorato insieme e scritto entrambi, io in particolare ho contribuito su sette brani dell'intero album.
Hai composto le parti musicali o il songwriting dei testi?
Musica, musica....ho composto e arrangiato le parti musicali delle canzoni mentre Robin ha scritto tutte le parti vocali. Diciamo che io ho messo le "fondamenta" del disco e lui ha inserito la "magia"!
Cosa ha di segreto il buon Robin che a 72 anni ha l'ugola identica come quarant'anni fa?
Guarda....lui si prende tanto, tantissimo cura della sua voce. Alla fine è il suo "strumento" e si è creato negli anni una tecnica che segue scrupolosamente e di routine.
Parlando del vostro ultimo disco...così, adesso, dopo che è stato ultimato ed è uscito, cambieresti qualcosa? Pensi che si poteva migliorare qualcosa o sei pienamente soddisfatto?
Domanda difficile. In realtà il disco suona come ci eravamo imposti e si è cercato di dargli un approccio, un aspetto, una produzione più incisiva e grezza rispetto magari agli album precedenti, più guitar oriented direi. Robin mi ha proprio chiesto di scrivere e "buttar fuori le chitarre". Così ho fatto poi c'è stata la collaborazione del produttore, altri songwriter e quindi, alla fine, è uscito il prodotto che avete ascoltato tutti.
Tu sei italiano e ammetto che per me è un piacere vedere musicisti italiani che accompagnano e formano line up insieme a grandi big stranieri. Raccontami brevemente la tua storia musicale...
Io già a due anni e mezzo con l'appoggio dei miei genitori maneggiavo una chitarrina poi con età adolescenziale iniziai a suonare la chitarra elettrica seriamente e da li suona una cover, suonane un'altra, suona in giro, conosci persone eccetera ... la "macchia d'olio si espande" e, nel mio caso, mi ha portato addirittura a conoscere un artista come Robin col quale è dal 2021 che lavoriamo insieme...esattamente da "Standing on the Edge"
Quindi sei nella band anche i sede live da allora?
In realtà quella di stasera è la prima data come Robin McAuley, un po' il battesimo del fuoco (risate...nda)
Benissimo ed io e i ragazzi saremo sotto palco a inneggiarvi, Ok Andrea....ti lascio andare e ci si rivede tra un paio d'ore on stage. Grazie e complimenti per tutto!|
Grazie a te Roby a dopo!!!
****************************
bene siamo arrivati alla fine del nostro report e vi salutiamo tutti aspettandovi quindi al prossimo Frontiers e, ovviamente, a tanti altri eventi live e vi salutiamo con la foto della new entry del Cathouse Italy, la nostra mascotte che ci ha accompagnato in questa "calda" tre giorni di rock duro: signore e signori ....Pingu!!!!! :-)
Grazie di cuore a tutti
Stay rock
Roby Comanducci & Cathouse Italy RnR Project
INTERVIEW: LUPONERO
by: Roby Comanducci
website: www.cathouse.it
photo: courtesy of Scream For Existence
per leggere recensione clicca qui
**********************************

Ciao Marco, sono Roby Comanducci, fondatore del Cathouse Italy Rock'n'Roll Project, un progetto che organizza eventi in tutta Italia, dj set e ha anche un'intensa attività giornalistica dal 1997 (questa intervista sarà pubblicata sul nostro sito ufficiale WWW.CATHOUSE.IT, La recensione dell'album è già online a questo link https://www.cathouse.it/albums/item/1042-luponero-luponero con un punteggio di 4 su 5, quasi il massimo! ). È un piacere fare due chiacchiere con te.
Ciao Roby, il piacere è mio. Ho appena letto la tua recensione. Grazie, è scritta meravigliosamente!
Prima domanda: parlando di questo nuovo "Luponero", puoi raccontarmi come è nato, il processo di composizione e scrittura delle canzoni?
Circa due anni fa, poco dopo aver pubblicato l'ultimo album con la band Marco Luponero & The Loud Ones, ho iniziato a scrivere nuovo materiale. Dopo il processo con quell'album inizialmente pensavo che non avrei avuto nuova musica dentro di me per molto tempo, ma quella sensazione è durata circa un mese. Ben presto mi sono ritrovato di nuovo in piena modalità di scrittura. Questa volta, però, ho notato che il mio modo di scrivere era cambiato in un certo senso. Sapevo che dovevo avvicinarmi a questa nuova arte che stavo creando in un modo diverso. Avevo conosciuto il produttore Daniel Strang quando lavorava ad alcune registrazioni dal vivo per noi. Gli ho suggerito di provare a lavorare sul mio nuovo materiale e l'idea gli è piaciuta. Così, durante l'autunno del '23, eravamo impegnati a ridurre le mie 30-40 demo a 13 tracce. Nel gennaio del '24, abbiamo tenuto le nostre sessioni di registrazione della batteria. Dopodiché abbiamo passato più di un anno e mezzo a lavorare su quella roba. Il processo è stato quello di cercare di rimanere il più aperti possibile a tutti i tipi di impulsi artistici e di giocare con tutti i tipi di idee nello studio di Daniel a Helsinki. Jim ha registrato le sue cose nel suo studio di casa nella città di Jyväskylä. Tutto sommato, è stato un processo creativo molto bello.
Una cosa in particolare che mi ha colpito è l'originalità del tuo suono. Mescoli diversi generi, dal rock all'hard rock, passando per l'alternative rock, il punk e il rock moderno. A cosa dobbiamo questo ricco background musicale?

Immagino che molto abbia a che fare con il mio approccio alla creazione. Non ho intenzione di registrare un album "metal" o "punk". Invece cerco piuttosto di sentire cosa l'arte intorno a me mi sta dicendo che deve diventare, se questo ha un senso? Come tutti noi, mi porto dietro tutti questi diversi aspetti del mio rapporto soggettivo con la musica. Personalmente, sono nato in una famiglia con un solo genitore e un solo figlio. Eravamo solo io e mia madre, la maggior parte del tempo. Così sono cresciuto ascoltando la musica che lei mi ha fatto conoscere: Edith Piaf, l'opera italiana, Elvis... Penso che “Bad” di Michael Jackson sia stata la mia prima cassetta. L'ho amato, lo amo ancora, penso che sia uno dei migliori album di sempre (sagge parole Marco!!! nda!). Mi sono appassionato alla musica più pesante nella mia prima adolescenza, sono diventato un vero ragazzo di MTV. Poi mi sono innamorato dei Motörhead, dei Thin Lizzy... Tutto sommato, sono un grande consumatore di musica e fondamentalmente cerco di trovare il valore in tutto ciò che ascolto
Su "Luponero" si spazia da momenti più easy listening come "Bipolaroids" ad altri assolutamente corrosivi e quasi punk come la ballabilissima "Helsinki Intersection Mindfunk". Possiamo davvero dire che il vostro album è molto vario.... Non credi?
Oh, assolutamente, non è sicuramente un album facile da compartimentalizzare. In realtà penso che questo sia ciò che manca a molta musica nel mondo di oggi. Non voglio ascoltare una band che suona esattamente come centinaia di altre band di un genere simile, ma sfortunatamente succede abbastanza spesso. L'accessibilità di tutti questi incredibili strumenti tecnici ha reso possibile a chiunque di suonare come chiunque altro... che è l'esatto opposto di ciò per cui penso che gli artisti dovrebbero lottare. È una cosa bellissima essere sorpresi dall'inaspettato. Non mi dispiace che il nostro suono sia imprevedibile. Certo, c'è sicuramente anche una certa qualità nel riuscire a costruire un'intera carriera generazionale attorno allo stesso suono, come gli AC/DC sono riusciti a fare così magistralmente, ma questo richiede un tipo di mentalità che io non ho. Sono più... beh, dappertutto, haha!
Nel tuo songwriting: c'è qualche messaggio particolare al suo interno che vuoi dare al tuo pubblico?
Ogni ascoltatore ovviamente decide cosa porta con sé della nostra musica, non c'è giusto o sbagliato o modo per farlo. Alcuni vogliono solo godersi un buon rock 'n' roll pulito, altri preferiscono indulgere più profondamente nel significato delle canzoni. Dal mio punto di vista di artista, credo di cercare di porre domande piuttosto che dare risposte facili su un piatto. In questo momento, dove si trova la razza umana, penso che sia importante avere speranza. Sono felice se riusciamo a dare alla gente un po' di speranza attraverso la nostra musica. Speranza, gioia... e anche l'ispirazione.
Parlando del tuo album, qual è l'aspetto più importante, la caratteristica migliore che trovi in esso?

L'onestà di tutto ciò. Penso che siamo riusciti a creare qualcosa di genuino, qualcosa che sono orgoglioso di sostenere.
Alla fine del lavoro sei contento o vorresti cambiare qualcosa di questo disco?
Non credo che un artista possa mai essere soddisfatto al 100%, almeno so che non posso. Ma non cambierei nulla in particolare, quel pacchetto specifico è diventato esattamente quello che doveva diventare. La prossima volta sarà qualcosa di diverso.
Da decenni ormai, la vostra terra, il Nord Europa, è diventata il fulcro della maggior parte delle band rock e metal, un po' come lo erano Los Angels o Seattle negli anni '80 e '90. Qual è, secondo te, il motivo principale che ha dato vita a questa forte scena rock nel tuo paese?
Ci sono molti fattori diversi. Risale a molto tempo fa, credo... C'erano così tante cose interessanti che accadevano nei paesi nordici negli anni '90 e penso che molto di ciò che stiamo vedendo oggi abbia a che fare con ciò che è successo allora. Ad esempio, i norvegesi hanno dato vita a un'enorme scena black metal, in Svezia c'era tutto questo fantastico death metal che veniva creato, e poi c'è stata questa sorta di rinascita del rock 'n' roll con gli Hellacopters e quei ragazzi, mentre in Finlandia c'era molta attenzione sull'heavy metal melodico, sul power metal, ma anche su roba più brutale
Uno dei culmini più importanti dal punto di vista commerciale di tutto questo è stato quando Lordi ha vinto l'Eurovision nel 2006. Dopo di che l'hard rock e l'heavy metal sono stati accettati a un nuovo livello, direi. Quando gli artisti hanno questo tipo di base culturale su cui costruire, penso che molti dei nuovi artisti abbiano il coraggio di credere di più in se stessi, sai?
Una domanda particolare. Come ti definiresti con l'aiuto di un solo aggettivo come artista e come persona.... E perché?

Wow, questa è una domanda difficile... "Energico", forse. O "ispirare", penso – o, beh, spero – di poter essere in grado di ispirare le persone... Forse "pazzo", haha! Non lo so... Sarebbe bello sapere che faccio sentire bene le persone.
Hai altri progetti imminenti oltre alla promozione del disco. Tour dal vivo o qualcos'altro? Andrai in Italia??
Partiremo per un tour di due settimane lunedì prossimo, in realtà. Suoneremo in Svezia, Germania, Lussemburgo, Polonia e Lituania. A giugno saremo a un festival qui in Finlandia, e probabilmente faremo un altro paio di concerti nazionali durante la fine dell'estate. Abbiamo alcuni piani per l'autunno, ma dovrò tornare su quelli più tardi. Stiamo davvero lavorando anche per fare un tour nel sud dell'Europa, ma non posso dire con certezza quando sarà. Sono per metà italiano, quindi ovviamente devo venire a suonare lì presto!
beh.... è stato un piacere... Hai qualcosa da dire ai tuoi fan italiani???
Grazie. Ragazzi, spero che il nostro nuovo disco vi piaccia e spero di rivedervi presto. Siate gentili l'uno con l'altro, rockeggiate!
ENGLISH TRANSLATION
click here ro read album review
Hi Marco, I'm Roby Comanducci, founder of the Cathouse Italy Rock'n'Roll Project, a project that organizes events throughout Italy, DJ sets and also has an intense journalistic activity since 1997 (this interview will be published on our website official WWW.CATHOUSE.IT, The review of the album is already online at this link https://www.cathouse.it/albums/item/1042-luponero-luponero with a score of 4 out of 5, almost the maximum! ). It's a pleasure to have a chat with you.
Ciao Roby, the pleasure is mine. I just read your review. Thank you, wonderfully written!
1-) First question: talking about this new "Luponero", can you tell me how it was born, the composition and songwriting process?
Around two years ago, shortly after I had released the last album with the band Marco Luponero & The Loud Ones, I started writing new material. After the process with that album I initially thought I wouldn’t have any new music in me for a long time, but that feeling lasted for about a month. Pretty soon I was in full writing mode again. This time around though, I noticed that my writing had changed in a way. I knew I needed to approach this new art I was creating in a different manner. I had come to know producer Daniel Strang when he worked on some live recordings for us. I suggested that we’d try working on my new material and he liked the idea. So during the autumn of ’23, we were busy working down my 30-40 demos to 13 tracks. In January ´24 we held our drum tracking sessions. After that we spent more than a half year working on the stuff. The process was very much the two of us trying to remain as open to all kinds of artistic impulses as possible and just play around with all sorts of ideas in Daniel’s studio in Helsinki. Jim recorded his stuff in his home studio in the town of Jyväskylä. All in all, it was just a very beautiful creative process.
2-) One particular thing that struck me is the originality of your sound. You mix different genres, from rock to hard rock, passing through alternative rock, punk and modern rock. What do we owe this rich musical background to?
I guess a lot of it has to do with my approach to creating. I don’t set out to record a ”metal” or ”punk” album. Instead I rather try to hear what the art around me is telling me that it needs to become, if that makes any sense? Like all of us, I carry around all these different aspects of my subjective relationship with music. Personally, I happen to have been born into a single-parent, one-child family. It was just me and my mom, most of the time. So I grew up listening to the music that she introduced me to – Edith Piaf, Italian opera, Elvis… I think Michael Jackson’s Bad was my first own cassette. I loved it, still do, I think it’s one of the best albums ever. Got into heavier music in my early teens, became a real MTV kid. Then I fell in love with Motörhead, Thin Lizzy… All in all, I’m a huge consumer of music and I basically try to find the value in everything I hear
3-) On "Luponero" we range from more easy listening moments such as "Bipolaroids" to others absolutely corrosive and almost punk such as the very danceable "Helsinki Intersection Mindfunk". We can really say that your album is very varied.... Don't you think?
Oh, absolutely, it’s definitely not an easy album to compartmentalise. I actually think that’s what’s missing from a lot of music in today’s world. I don’t wanna hear a band that sounds exactly like hundreds of other bands in a similar genre, but unfortunately that happens quite often. The accessibility of all these incredible technical tools has made it possible for anyone to sound like anyone else… which is the exact opposite of what I think artists should strive for. It’s a beautiful thing to be surprised by the unexpected. I don’t mind our sound being unpredictable. Of course, there’s definitely also a certain quality in managing to build an entire generations-spanning career around the same sound, like AC/DC have so masterfully succeeded in doing, but that requires a kind of mindset that I don’t have. I’m more… well, all over the place, haha!
4-) In your songwriting Is there any particular message within it that you want to give to your audience?
Each listener of course decides what they take with them from our music, there’s no right or wrong or way to do that. Some just want to enjoy good clean rock ’n’ roll, others prefer to indulge more deeply in the meaning of the songs. From my point of view as the artist, I guess I’m trying to ask questions rather than serving easy answers on a plate. Right now, where the human race is at, I think it’s important that we have hope. I’m happy if we can give people some hope through our music. Hope, joy... and also inspiration.
5-) talking about your album, what is the most important aspect, the best feature you find in it?
The honesty of it. I think we’ve managed to create something genuine, something that I am proud to stand behind.
6-) at the end of the work are you happy or would you like to change something about this record?
I don’t think an artist can ever be 100% satisfied, at least I know I can’t. But I wouldn’t change anything in particular, that specific package became exactly what it was meant to become. Next time it’ll be something different.
7-) For decades now, your land, Northern Europe, has become the hub of the majority of rock and metal bands, a bit like Los Angels or Seattle were in the 80s and 90s. What is, in your opinion, the main reason that gave birth to this strong rock scene in your country?
There are many different factors. It goes way back, I think... There were so many exciting things happening in the Nordic countries in the ’90s and I think a lot of what we’re seeing today has to do with what happened then. Like, the Norwegians gave birth to an enormous black metal scene, in Sweden you had all this awesome death metal being created, and then there was this sort of rebirth of rock ’n’ roll with the Hellacopters and those guys, while in Finland there was plenty of focus on melodic heavy metal, power metal, but also more brutal stuff… One of the more commercially important culminations of all this was when Lordi won the Eurovision in 2006. After that hard rock and heavy metal really became accepted on a new level, I would say. When artists have that sort of cultural foundation to build on, I think a lot of the newer ones maybe dare to believe in themselves more, you know?
8-) a particular question. How would you define yourself with the help of a single adjective as an artist and as a person....and why?
Wow, that’s a tough one… ”Energetic", maybe. Or ”inspiring”, I think – or, well, I hope – that I can be able to inspire people... Maybe ”crazy”, haha! I dunno... Would be nice to know that I make people feel good.
9-) Do you have other upcoming projects besides the promotion of the record. Live tour or something else? Will you go to Italy??
We’re heading out on a two-week tour next Monday, actually. We’re playing Sweden, Germany, Luxemburg, Poland and Lithuania. In June we’ll be at a festival here in Finland, and we’ll probably do a couple more domestic shows during late summer. We have some plans for the autumn, but I’ll have to come back to those later on. We're really working on doing a Southern European tour as well, but I can’t say for sure when it’s going to be. I’m half-Italian, so of course I need to come play there soon!
10-) well....it was a pleasure...do you have something to say to your italian fans???
Thank you. Ragazzi, I hope you enjoy our new record and I hope to see you soon. Be kind to each other, rock on!
INTERVISTA APRIL ART
by: Iven
photo by: Reaper Label Management - Gregor Rothermel
per leggere la review del disco click here
Abbiamo cercato di intervistare la female singer della new sensation April Art, Lisa, ma purtroppo c'è stato un problema e alle nostre risposte ha dato forma il chitarrista Chris Bunnel
*****************************************************

Nel vostro album mescolate molto bene l'elettronica con le chitarre metal vecchio stile, pensi che evolverete il vostro sound futuro in una delle due direzioni?
Dipende da come ci sentiamo mentre scriviamo la nostra musica. Usare l’elettronica è come condire il pasto. A volte avrai bisogno di un po’ più o un po’ meno “pepe”. Per quanto riguarda la chitarra, non pensiamo che sia heavy metal vecchio stile. Per noi è più un tipo moderno di "riff djenty" con accordatura bassa. ;D
Collegandomi alla domanda precedente, pensi che il progetto iniziale, musicalmente, sia cambiato rispetto a come siete oggi? Se sì, per quale motivo?
Sì. Il nostro primo album “Rise & Fall” è un album rock ed è molto più morbido di quanto suoniamo adesso. Non abbiamo quasi avuto reazioni all'album. Sapevamo che dovevamo cambiare molto e diventare molto più creativi. Durante la crisi 2020 abbiamo lavorato sull'immagine e sul suono della nostra band. Volevamo suonare più pesanti e interessanti, quindi abbiamo abbassato l'accordatura delle chitarre e siamo diventati più creativi con l'elettronica. Band come Wage War, I Prevail e Falling in Reverse ci hanno ispirato molto.
In molte canzoni si sentono molti passaggi con chitarre metal molto riconoscibili in gruppi come System of a down o Korn, ci sono gruppi che vi hanno influenzato in queste direzioni? O forse altri per altri motivi?

I Korn e molte altre band, come ho menzionato nella domanda precedente, sono ovviamente una grande ispirazione per il suono e i riff di chitarra metal.
Avete mai scartato qualche canzone per un album? Se sì, vi siete pentiti della scelta? Utilizzerete quel materiale per produzioni future?
Questa è buona. Scartiamo sempre il materiale, quando scriviamo. Siamo abituati a iniziare a scrivere molte battute con una semplice progressione di accordi. Scegliamo il meglio per scrivere un'intera canzone. Alla fine cerchiamo tutti di trovare le migliori canzoni per l'album. Ma noi ricicliamo anche molte delle nostre idee. Abbiamo ancora due titoli di lavoro provenienti dalle sessioni di scrittura di "Rodeo", su cui continueremo a lavorare e che speriamo di utilizzare per le future uscite dei singoli.
Nei live e nei video siete sempre vestiti rigorosamente di rosso, la divisa è un forte segno distintivo che caratterizza molto, perché la scelta del rosso acceso? Ha un significato particolare?
Tutto è iniziato durante la crisi. Abbiamo scritto la canzone “Break the Silence” e girato un video musicale in un’arena vuota in collaborazione con #alarmstuferot (Red Alert). Dopo aver pubblicato il video, con noi vestiti di rosso abbiamo pensato che fosse una grande idea far emergere la scena metal "malvagia" vestita di nero e attenerci al codice di abbigliamento.
Nel 2024 pensi che le case discografiche possano ancora essere un trampolino di lancio per i grandi palchi o per realizzare il tuo materiale devi essere completamente indipendente? Siete disposti ad accettare compromessi? Anche solo lievi cambiamenti? Oppure radicali anche a costo di suonare nei pub?

Penso che sia molto importante avere i partner giusti al momento giusto. E penso che sia ancora più importante che tutti nel team siano entusiasti del progetto. Se è così, una casa discografica può essere un trampolino di lancio per palchi più grandi, perché aiuta a rendere le cose possibili. Non c’era stata una situazione in cui dovevamo scendere a compromessi. Siamo davvero grati di avere Reaper con noi a bordo.
Pensando alla band tra 10 anni, dove ti piacerebbe essere?
Vogliamo suonare in grandi arene ed essere gli headliner del Wacken Open Air Festival, suonare in tutto il mondo e passare più tempo possibile suonando e creando musica.
Quale band vorresti supportare?
Mi piacerebbe supportare Papa Roach o Limp Bizkit.

Ci sono paesi in cui ti piacerebbe assolutamente suonare? Oppure ci sono stati posti che ti hanno colpito particolarmente per il calore del pubblico, o addirittura il contrario: dove ti aspettavi più hype?
Personalmente mi piacerebbe fare un tour in Giappone. "April Art live at budokan" è nella mia lista dei desideri.
Considerato il nuovo cantante dei Linkin Park, cosa ne pensi del cambio di direzione verso una voce femminile? E in generale le voci femminili nel metal aumentano sempre di più, è segno di maggiore uguaglianza o semplicemente negli ultimi anni sempre più donne si avvicinano al metal?
Penso che sia una scelta eccellente. Emily Amrstrong sta facendo un ottimo lavoro e si adatta molto bene! Penso anche che sia fantastico, perché non puoi davvero paragonare una voce femminile al leggendario canto di Chester. Oltre a ciò, mi piacciono molto i gruppi rock e metal con una cantante femminile.
ENGLISH TRANSLATION
In your album you mix electronics with old-style metal guitars very well, do you think you will evolve your future sound in one of the two directions?
It depends on how we feel during writing our music. Using electronics is like seasoning the meal. Sometimes you’ll need a little more or a little less “pepper”. Guitar wise we don’t think it’s old-style heavy metal. For us it’s more a modern kind of low -tuned djenty riffing. ;D
Connecting to the previous question, do you think that the initial project, musically, has changed compared to how you are today? If so, for what reason?
Yes. Our first album “Rise & Fall” is a rock album and way softer than we sound now. We almost had no reactions to the album. We knew we had to change a lot and get way more creative. During the crisis 2020 we worked on our band image and sound. We wanted to sound heavier and more interesting, so we tuned the guitars down and also got more creative with electronics. Bands like Wage War, I Prevail and Falling in Reverse inspired us a lot.
In many songs you can hear many passages with metal guitars very recognizable in groups like system of a down or Korn, are there groups that have influenced you in these directions? Or maybe others for other reasons?
Korn and many other Bands, like I mentioned in the previous question are of course a big inspiration for the sound and metal guitar riffs.
Have you ever discarded any songs for an album? If so, have you regretted the choice? Will you use that material for future productions?
That’s a good one. We always discard material, when we write. We are used to start writing a lot of hook-lines with a simple chord progression. We pick the best for writing a whole song. At the end we all try to find the best songs for the album. But we also recycle a lot of our ideas. We still have two work titles from the writing sessions of Rodeo, that we will keep working on and hopefully use for future single releases.
In live and videos you are always strictly dressed in red, the uniform is a strong distinctive sign that characterizes a lot, why the choice of bright red? Does it have a particular meaning?
It all started during the crisis. We wrote the song “Break the silence” and filmed a music video in an empty arena in cooperation with #alarmstuferot (Red Alert). After releasing the video, with us dressed in red we thought it’s a great idea to pop out the black dressed “evil” metal scene and stick to the dress-code.
In 2024 do you think that record companies can still be a springboard for the big stages or to make your own material you have to be completely independent? Are you willing to accept compromises? Even just slight changes? Or radical ones even at the cost of playing in pubs?
I think it’s very important to have the right partners to the right time. And I think it’s even more important, that everybody in the team is hyped about the project. If that’s the case a record company can be springboard for bigger stages, because they help making things possible. We didn’t have the situation, where we had to make any compromises, yet. We are really grateful to have Reaper with us on board.
Thinking about the band in 10 years, where would you like to be?
We want to play big arenas and headline the wacken open air festival, play all over the world and spend as much time as possible playing and creating music.
Which band would you like to support?
I would love to support Papa Roach or Limp Bizkit.
Are there countries where you would absolutely like to play? Or were there places that particularly impressed you for the warmth of the audience, or even the opposite: where did you expect more hype?
I personally would love to tour in Japan. “April Art live at budokan” is on my bucket list. I also want to be back on the 70.000 tons of metal. That was a fantastic experience!
Given the new singer of Linkin Park, what do you think about the change of direction towards a female voice? And in general, female voices in metal are increasing more and more, is it a sign of greater equality or simply in recent years more women approaching metal?
I think it’s an excellent choice. Emily Amrstrong is doing a great job and fits very well! I also think it’s great, because you can’t really compare a female voice to Chester's legendary singing. Beside that, I really enjoy female fronted rock and metal bands.
INTERVISTA: JAMES CHRISTIAN (HOUSE OF LORDS)
Written by Roberto
INTERVISTA: JAMES CHRISTIAN (HOUSE OF LORDS)
by Roby Comanducci
photo James: courtesy of Frontiers LabelGroup
LINK RECENSIONE CLICCA QUI
*****************************************

Ciao James, è un piacere per me farti qualche domanda sul nuovo album e poter parlare con te, ti informo che l'intervista sarà online sul nostro web magazine Cathouse, che è un progetto nato nel 1997 per rivitalizzare tutta la scena hard rock nel nostro paese.
- La prima domanda è molto semplice: avete fatto un ottimo lavoro in studio....puoi raccontarmi liberamente come è stato il processo di creazione e registrazione?
Ciao Roby, Il processo non è cambiato molto dall'ultimo album, iniziamo con la prima canzone. In questo caso era "Crowded Room" scritta da James Christian, Jimi Bell e Kristian Fyhr. Dal momento in cui ho sentito la traccia ho capito che era l'opener del disco. Ha gli elementi per coinvolgere gli ascoltatori fin dall'inizio. Preferisco sapere dove sta andando il disco prima che tutti inizino a scrivere tracce.
- dopo qualche ascolto oserei dire che questo album è la giusta continuazione del bellissimo "Saints and Sinners", sei d'accordo?
Sì, sono d'accordo. Questo perché abbiamo sfruttato i talenti della band per lavorare insieme come abbiamo fatto nel disco precedente. Non abbiamo mai avuto un membro nella band come tastierista, compositore e cantante dai tempi di Greg Giuffria. Penso che Mark sia stata l'aggiunta perfetta perché è uno scrittore prolifico e anche un fantastico tastierista. Anche Johan Kullberg è tornato alla batteria ed è un grande musicista. È stato molto emozionante scrivere ed eseguire questo CD perché tutti erano molto motivati nel continuare su un percorso musicale portandolo sempre avanti.
- c'è un messaggio particolare che vuoi trasmettere ai tuoi ascoltatori nella scrittura delle nuove composizioni?
Lasciamo che gli ascoltatori si facciano la loro opinione. Ogni canzone può significare qualcosa di diverso per ogni persona, è questa la bellezza della scrittura delle canzoni.
- nel lunghissimo brano da dieci minuti “Castles High” si toccano diversi stili musicali, dall'Aor al progressive, dal pomp rock a certi stili rock anni settanta...nelle tastiere ho sentito alcuni passaggi in stile Deep Purple. Sei d'accordo?
Sì, abbiamo iniziato con Mark Mangold, era la sua composizione. Ma tutti i membri della band erano d'accordo nel dire che si trattava di una composizione decisamente epica. Quindi, tutti abbiamo dovuto fare la nostra parte per dargli vita, ogni passaggio della canzone scorreva senza soluzione di continuità ma poi ci siamo riusciti. Sapevamo che era un rischio registrare una canzone lunga 10 minuti, ma credo che una volta che l'ascoltatore sente l'intro, diventerà curioso di sapere dove andremo a parare. Il finale vede il grande Robin Beck cantare con me per concludere il finale del brano....
- qual è il segreto di questa tua forte longevità musicale ..
Ci sono molte idee musicali rimaste in ognuno di noi, scriviamo costantemente, non solo per questa band ma per altri progetti. È una vera passione ed è come dovrebbe essere.

- qual è la caratteristica migliore di questo album e, invece, dimmi se alla fine del lavoro avresti voluto cambiare qualcosa?
la mia traccia preferita è "Full Tilt Overdrive". Ti colpisce in faccia dalla prima nota e lo slancio è infinito. Jimi Bell e Mark Mangold suonano insieme come fratelli, l'energia di Johan è inarrestabile. Per quanto mi riguarda è stata una delle song dove ho cantato meglio a livello di interpretazione. Cosa potresti chiedere di più a una canzone? No, non cambierei nulla di questo disco..... ma però prova a richiedermelo tra qualche mese.
- fai musica dagli anni '80, hai visto mode, tendenze, artisti ma anche pubblico passare; come pensi che sia cambiato il mondo della musica ora rispetto al passato. Cosa cambieresti ora?
Tutto cambia, non solo la musica. Non possiamo rimanere bloccati negli anni '80 anche se ci sono molti ascoltatori a cui non dispiacerebbe. L'unica cosa a cui rimaniamo fedeli è il lato melodico delle tracce heavy rock. Devi evolverti un po' per soddisfare la tua creatività senza far incazzare i fan devoti che vorrebbero che la musica rimanesse così com'è. Sembra che troviamo sempre quell'equilibrio, ma non è mai al 100%, niente lo è.
- il tuo genere che è stato il vero boom negli anni '80 sembra aver subito un calo di popolarità, tra i giovani nel corso degli anni rispetto a stili più metal e aggressivi. pensi che il rock melodico sarà in grado di tornare in cima come una volta?
beh...il fatto che ci sia ancora un pubblico è molto stimolante. Per quanto ne so sono le band degli anni '80 che riempiono le arene. Ogni festival presenta principalmente musica degli anni '80, ma in termini di vendite di dischi, la maggior parte delle persone sta scaricando la loro musica. Ma il lato positivo è che amano di nuovo il vinile.

- la formazione attuale è la stessa del penultimo album; dopo così tanti cambi di formazione pensi di essere riuscito a trovare la formazione ideale?
Beh, adoro questa formazione attuale, ma amavo anche quella precedente. È solo che le persone vanno avanti e fanno altre cose e progetti. Non c'è niente di sbagliato in questo.
- una domanda particolare James: ti descriveresti come un artista e come una persona semplice con l'aiuto di un solo aggettivo che spieghi perché?
Sì, mi descrivo come un Artista e sono un Uomo Semplice che è "Umile"
- come hai strutturato la promozione dell'album a livello live? Verrai anche da noi in Italia e se sì in quale città?
Questa volta abbiamo in programma un tour in Europa e negli Stati Uniti. Poiché ho alcuni problemi di salute, ci siamo presi una pausa dai tour. Ma sono motivato a fare un tour nel 2025 per promuovere "Full Tilt Overdrive"
grazie per il tuo tempo, ci vediamo presto!!!
*******************************************
ENGLISH TRANSLATION
Hi James, it’s a pleasure for me to ask you about the new album and to be able to talk to you; It’s been a fan of yours since the beginning and your interview will go online on our web magazine Cathouse, http://www.cathouse.it, which is a project born in 1997 to revitalize the whole hard rock scene in our country.
1) The first question is very simple: you did a great job in the studio....can you tell me freely how the creation and recording process was?
Hi Roby, The process really has not changed much since the last album, we start with the first song. In this case it was “Crowded Room” written by James Christian, Jimi Bell and Kristian Fyhr. From the moment I heard the track I knew it was the opener of the record. It has the elements to draw listeners in right from the start. I prefer to know where the record is going before everyone starts writing tracks.
2) after a few listens I would dare to say that this album is the right continuation of the beautiful “Saints and Sinners” do you agree?
Yes, I do agree. That is because we utilized the talents of the band to work together as we did on the previous record. We have not really had a member in the band as an official Keyboard sing Greg Giuffria. I think that Mark Was the perfect addition as he is a prolific writer as well as an awesome Keyboards player. Johan Kullberg is back as well on Drums, and he is such a great player as well. This CD was very exciting to write and perform because everyone was very motivated to continue on a forward musical path.
3) is there a particular message that you want to convey to your listeners in the songwriting of the new compositions?
We let the listeners make up their own mind. Each song can mean something different for each person. That’s the beauty of songwriting.
4) in the very long ten-minute track “Castles High” you touch on different musical styles,
from Aor to progressive, from pomp rock to certain seventies rock styles...in the keyboards I heard some passages style Deep Purple. Do you agree?
Yes, we started with Mark Mangolds Track. It was his composition. But all the band members were in agreement that this was an epic composition. So, we all had to do our part to bring it to life. Each passage of the song flowed seamlessly. We knew it was a risk to record a song that was 10 minutes long, but I believe once the listener hears the intro, they become curious where we will go with this. The finale has the great Robin Beck singing with me to cap off the ending of the track, Truly EPIC
5) what is the secret of so much musical longevity on your part and... how do you keep your voice still so splendid?
There are a lot of musical ideas left in all of us, we write constantly, not only for this band but for other projects. It’s a true passion and it is as it should be.
6) what is the best feature of this album and, instead, tell me if at the end of the work you would have wanted to change something else?
My Favorite track is Full Tilt Overdrive. It hits you in the face from the very 1st note. The momentum is endless. Jimi Bell and Mark Mangold play together like Brothers, Johan’s energy is nonstop. As for me its was one of my favorite vocals. What more could you ask for in a song. No, I would not change anything on this record, but ask me in a few months.
7) you have been making music since the 80s, you have seen fashions, trends, artists but also audiences pass by; how do you think the music world has changed now compared to the past. What would you change now?
Everything changes, not just music. We cannot stay locked in the 80’s although there are many listeners who wouldn’t mind that. The one thing we stay true to is the Melodic side of Heavy Rock tracks. You have to evolve a bit to satisfy your creativity without pissing off the dedicated Fans who would like the music to stay the way it is. We always seem to find that balance, but it’s never 100%, nothing is.
8) your genre that was the real boom in the 80s seems to have suffered a decline in popularity, among young people over the years compared to more metal and aggressive styles. do you think melodic rock will be able to return to the top like it once was?
Well. the fact that there is still an audience is very inspiring. As far as I see. It’s 80’s bands that are filling arenas. Every festival features mostly 80’s music, but in terms of record sales, most people are downloading their music. But on a positive side, they do love Vinyl again.
9) the current line up is the same as the penultimate album; after so many line up changes do you think you have managed to find the ideal formation?
Well, I do love this currently lineup, But I loved the prior lineup as well. It’s just that people move on and do other things and projects. There is nothing wrong with that.
10) a particular question james: would you describe yourself as an artist and as a simple
person with the help of just one adjective explaining why?
Yes, I do describe myself as an Artist and, I am A Simple Man who is “Humble”
11) how did you structure the promotion of the album at a live level? Will you also come to us in Italy and if so in which city?
This time around we plan a tour of Europe and Of the USA. It is because I have some health problems, we have taken time off from touring. But I am motivated to do a 2025 tour to promote “Full Tilt Overdrive.in the past
thanks for your time, see you soon!!!
