Dic 19

CHEZ KANE “Powerzone”

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Line up: Chez Kane – vocals, Danny Rexon - all instrumentation and production. Additional Musicians: Jesse Molloy - saxophone

Tracklist: I Just Want You, (The Things We Do) When We’re Young In Love, Rock You Up, Love Gone Wild, Children Of Tomorrow Gone, Powerzone, I’m Ready (For Your Love), Nationwide, Streets Of Gold, Guilty Of Love

“Powerzone" è il secondo album dell' inglese Chez Kane come solista pubblicato dalla Frontiers. Il disco è composto da dieci tracce basate su di un buon rock melodico ma che strizzano l'occhio al classico AoR anni '80 con qualche influenza di sonorità come Foreigner, Bryan Adams e Deff Leppard. "I Just Want You" è la canzone di apertura dell'album e ci fa fare un deciso tuffo nel passato. "(The Things We Do) When We’re Young In Love" e "Rock You Up" come ritmo sono in crescendo ma la sorpresa vera è "Love Gone Wild", una scarica di adrenalina inaspettata con una partenza a razzo e con un'ottima scelta nell'aver inserito una parte di fiati. "Children Of Tomorrow Gone" è una “leggera” pausa per poi passare alla title track. "I’m Ready (For Your Love)" e "Nationwide" si accelera di nuovo con riff interessanti e si finisce con "Streets Of Gold", "Guilty Of Love" invece è una classifica ballad posizionata come ultima canzone. Nel disco c'è pure la partecipazione di Danny Rexon frontman dei Crazy Lixx il quale ha puntato su di lei (ha prodotto anche l'album, ndr). Considerando che, per la giovane Chez, è il suo secondo disco solista le farei i complimenti. Le uniche due pecche che si possono fare sono: la scaletta delle canzoni -troppi “alti e bassi” ed anche partecipazione di Danny Rexon che poteva sicuramente ottenere qualcosina di più come arrangiamento e sound in alcuni pezzi.

Luca

 

Voto 2.5/5

 

 

 

Line up: Ozzy Osbourne - lead vocals, harmonica, Andrew Watt - guitar, bass, keyboards, piano, drums, backing vocals.
Guest musicians: Zakk Wylde - guitar, keyboards, organ (trks 1-3, 6-9, 11,12), Jeff Beck – guitar (trks 1, 6), Tony Iommi – guitar (trks 4, 10), Mike McCready – guitar (trks 2 ), Eric Clapton – guitar (trks 5), Josh Homme – guitar (trks 12) , Robert Trujillo – bass (trks 1,3,7,9-12), Duff McKagan – bass (trks 2,5), Chris Chaney – bass (trks 8), Chad Smith – drums (trks 1,2 4-6, 8-12), Taylor Hawkins – drums (trks 3,7,12)

Tracklist: Patient Number 9, Immortal, Parasite, No Escape from Now, One of Those Days, A Thousand Shades, Mr. Darkness, Nothing Feels Right, Evil Shuffle, Degradation Rules, Dead and Gone, God Only Knows, Darkside Blues

Allora. Parlare del Madman di Birmingham è sempre piacevole ma, indubbiamente, bisogna misurare ben bene le parole poiché si è al cospetto di un'autentica leggenda vivente, il mammasantissima di tutti coloro che abbiano, almeno per una volta nella loro vita, osato ascoltare musica heavy metal. Colui che è riuscito a crearsi un autentico alone tra il misterioso, l'eccentrico, il pazzoide ed il malato. Solo lui ce l'ha fatta (e forse pochi altri....ma proprio pochi....) ad arrivare alla veneranda età di 74 anni quando già a 50 lo si dava per finito e lobotomizzato. Eh si ragazzi; musicalmente parlando l'ex Black Sabbath, soprattutto in veste live, sono decenni che non c'è più, si crogiola nel suo personaggio supportato sempre da una miriade di eccelsi musicisti, da una produzione mastodontica e da un battage manageriale da far invidia a chiunque. Ma tantè. E' pur sempre Ozzy e glielo perdoniamo. Su disco, invece, la situazione è differente. Il nostro ha continuato a sfornare dischi anche se, diciamocelo, la sua voce e le sue interpretazioni canore sono ben lontane dall'essere riproposte in veste live; in studio si fanno tante “cose” e tanti aiutini e quindi il buon Ozzy sembra essere sempre in perfetta forma ma ahimè, non credo proprio che tutto questo rispecchi la verità. C'è un però. Qui stiamo valutando un artista che non ha bisogno di dimostrare nulla e ha già regalato a milioni di fans la sua musica per mezzo secolo. Valutiamo quindi l'aspetto emotivo e la caparbietà del singer di voler ancora mettersi in gioco, di scrivere canzoni (speriamo tutte di suo pugno ma anche se create in collaborazione siamo felici ugualmente) e uscire con il disco che- presumibilmente- sarà l'epilogo della sua carriera (considerato quanto sappiamo sulla sua salute e su certe dichiarazioni rilasciate dallo stesso artista). Se questo, quindi, potrebbe essere l'epilogo beh....gran bel modo di congedarsi perchè a tutto tondo “Patient Number 9” è un bel disco sotto ogni punto di vista: songwriting, vocale (fa testo quanto detto prima), strumentale e, soprattutto, emozionale. Anche in questo full lenght album una miriade di musicisti accompagnano Ozzy, il nostro è riuscito persino a “scomodare” Mr. “slowhand” Clapton e nientepopodimeno che Jeff Beck....non so se rendo idea! Gran lavoro del suo pupillo Zakk Wylde alle chitarre, ma anche ottimo il supporto di Andrew Watt, polistrumentista ed anche produttore. Le tredici song valgono l'acquisto del disco e mantengono per tutta la loro interezza un alone di heavy sound schietto, diretto, tagliente e caro a quanto fatto negli anni d'oro a cavallo tra ottanta e primi novanta. Non c'è segno di modernismi nel songwriting di Osbourne. Se ne frega se siamo nel 2022 invece che nei primi 2000 o negli anni 90 o ottanta, lui va dritto imperterrito per la sua strada. La SUA, quella che ha creato lui e che in pochi riusciranno ad imitare o eguagliare. Non saprei onestamente che pezzi scegliere in quanto nel suo insieme il disco funziona al top e non ha cadute di stile o momenti sottotono; già l'opener, la lunghissima title track (oltre 6 minuti!) riesce ad elettrizzare l'ascoltatore (anche) per merito della sei corde di Jeff Beck. Lodevole la presenza dell'ex compagno Tony Iommi che da il suo contributo su “No Escape from Now” e “ Degradation Rules” marchiando il mood delle song con il suo classico stile oscuro e corposo. L'altro mito, Clapton, offre i servigi al Madman nella più commerciale “One of Those Days” con un bel risultato d'insieme, un guitar work bluesy su un arrangiamento prettamente metal! Intrigante la cupezza quasi “dark” metal presente nella penultima “God Only Knows” questa volta merito di Watt e del suo lodevole guitar work oppure “Parasite” con una chitarra satura-compressa in stile Black Label Society sulla quale si sviluppa una song dal refrain accattivante e malizioso come solo Ozzy sa fare. Non andiamo oltre. Credo proprio che (per chi non l'avesse già fatto al momento della sua uscita) l'acquisto di questo cd sarebbe un bell'investimento per la vostra collezione personale o un gradito regalo da mettere sotto l'albero!

Roby Comanducci