Line-up: Inés Carolina Vera Ortiz – vocals, Guillermo de Medio - keyboards and programming, Nicholas Papapicco – drums, Andrea Seveso – guitars, Mitia Maccaferri - bass
Tracklist: Massive Drain, Fair War, Hunt You, Aftermath, Dance With Shades, Drown Me, If You Dare, Stain The Sea, The Bridge, Last Drink, Real
Il progetto Inner Stream nacque nel 2008 in Argentina per idea della female vocalist Inés Carolina Vera Ortiz e suo fratello. Dopo qualche cambio in line up e l'entrata del keys player e produttore Guillermo De Medio, con l'aiuto del nostrano producer e polistrumentista Alessandro Del Vecchio, ecco che vede la luce questo nuovo e fiammante full lenght album. Troviamo in queste song il giusto connubio tra nu metal, gothic rock e symphonic metal ed è soprattutto quest'ultimo genere a farla da padrone dando alle song quel tocco di pomposità e sinfonicità stemperata da ottime dosi di guitar work, il tutto avvolto da un manto eufonico e armonico creato dal keyboards sound. Indubbiamente la nota di maggior valore è la voce della brava e bella Inés che si destreggia amabilmente e con molta grinta nelle varie song; dotata di un'ugola ammaliante anche se non eccessivamente tecnica riesce a conferire carattere e il giusto appeal per “stregare” l'ascoltatore. Le tracce presenti in questo “Stain The Sea” nell'insieme danno un bel senso di completezza al disco che scivola via all'ascolto ed al termine si sente subito il bisogno di schiacciare nuovamente il tasto 'play'. Songs come l'opener 'Massive Drain', 'Aftermath' e 'Fair War' riescono bene a riassumere il lavoro che questa band ha fatto e sicuramente sono convinto che troveranno molti estimatori del loro sound!
Roby Comanducci
Line up: Jørgen Bergersen- vocals, Daniel Olaisen – guitars, Frank Ørland – guitars, Miguel Pereira – bass, Frank Nordeng Røe – drums
Tracklist: The Rush, Dark Rider, Testify, I Will Fall, Running Away, Conception, Winds Of The Road, Heart’s Like A Lion, Graveyard Love, How Dark Does It Get
Amici e amiche di Cathouse, anche con questo caldo non vi abbandoniamo. Oggi, voleremo nella terra dei fiordi e dell’aurora boreale, per la precisione in Norvegia coi Big City e il loro nuovo album. La band si ispira a gruppi del calibro di Firewind, Queensryche, Magnus Karlsson's Free Fall, Europe, Fair Warning, alcuni dei membri del gruppo hanno collaborato con Satyricon, Blood Red Throne e un nuovo gruppo in uscita i Withem. Ma ora, dopo questa breve descrizione incominciamo a parlare di quello che ci interessa di più, ossia il loro terzo album “Testify-X”. L’album è un mix di troppe cose e generi, non ha una linea ben definita, si passa da suoni un po' più cupi che a tratti ricordano un’altra band proveniente anch’essa dalla Norvegia come gli Him in “Dark Rider” e “Testify” a sonorità più soft e più dolci con “I Will Fall”, “Running Away” addirittura rimanda agli In Flames. Di per sé l’album non possiede un grandissimo impatto sull’ascoltatore ma comunque si lascia ascoltare in maniera scorrevole, i riff di chitarra sono validi e contribuiscono a dare il valore aggiunto al disco. Spero di avervi incuriosito all’ascolto, alla prossima recensione.
LaGlo
Line-up: Johnny Gioeli – lead vocals, Alessandro Del Vecchio - keyboards, backing vocals, Mario Percudani – guitars, Anna Portalupi – bass, Marco Di Salvia – drums
Tracklist: Fuel To The Fire, Surrender, If I Could I Would, Like That, Heavenly, Waiting For Your Fall, The Curse, Heartless, Searching For Grace, ‘80s Moment, We Belong
Nati nel lontano 1992 a Los Angeles, la band dei fratelli Gioeli ha sfornato in tanti anni di attività solamente sei album compreso quest'ultimo “Heart....” ma sicuramente ha dato vita a piccoli ed interessanti dischi dediti ad un pop rock-hard rock a volte tendente al fm rock ed altre all'adult oriented rock. Nati come supergruppo, nel primo album hanno militato Neal Schon e Deen Castronovo, hanno poi effettuato diversi cambi di line up compresa anche la fuoriuscita del chitarrista co-fondatore Joey Gioeli. Si sono avvicendati in line up ulteriori axe man come Joey Tafolla, Josh Ramos, ma anche bassisti come Rudy Sarzo o batteristi del calibro di mike Terrana per arrivare ai giorni nostri con un solo membro originario, il leader e fondatore Johnny Gioeli alle vocals e una band di musicisti 'made in Italy' dove spicca il talentuoso songwriter, arrangiatore e polistrumentista Alessandro Del Vecchio. Il risultato è sicuramente buono; “Heart, Mind And Soul” è un gustoso mix di rock anthemico, pop rock, fm e Aor che regala scosse di adrenalina sempre stemperate da un arrangiamento arioso e solare a volte quasi pomposo. 'Waiting For Your Fall' dimostra quanto appena scritto come anche il granitico hard rock dell'opener 'Fuel To The Fire' o il corposo hair metal di '‘80s Moment'. Ci sono anche momenti lenti e ispirati come la finale e semi acustica (nella prima parte del brano) 'We Belong' ma in definitiva è il prodotto nella sua totalità che ci regala 50 minuti di classe e maestria compositiva. Menzione particolare alla sempre bella voce del singer ed al prezioso guitar work di Mario Percudani.
Roby Comanducci
Line up: Noora Louhimo e Netta Laurenne - vocals, Nino Laurenne - guitars, Sampo Haapaniemi-drums
Tracklist: Time to kill the night, The reckoning, Tongue of dirt, Strike like a thunder, Bitch fire, Hurricane love, To the wall, Vyper's kiss, Walk through fire, Dancers of truth,
Il platter che vi vado a recensire oggi nasce da un progetto comunque originale come concezione, ovvero la combinazione in ambito metal di un duo di voce femminili, Noora Louhimo e Netta Laurenne, entrambe finlandesi e native di Tampere, la seconda città del paese dei mille laghi dopo la capitale Helsinki. A supportare le due ragazze Nino Laurenne alle chitarre e Sampo Haapaniemi alla batteria. All’ascolto il disco risulta gradevolmente variato tra classic power di matrice teutonica e finnica di fine anni ’90 (Blind Guardian/Stratovarius) e numerosi accenni a pilastri del genere ben più datati, come i mostri sacri Judas Priest e Scorpions. Non mi dilungo con i paragoni oltre, ma come i lettori avranno notato abbiamo quindi un combo che dalla generica definizione di “melodic power metal” trae differenti spunti; questi sono elaborati e amalgamati col proposito di sfruttare quello che è l’elemento che fa la differenza, per questo gruppo, cioè il talento delle due singer. E in effetti da loro otteniamo una grande estensione, potenza, e una buona interpretazione che dà vero spessore alle song. La combinazione di una linea più aspra e una più ampia e possente è ben sfruttata a più riprese, con forse il suo culmine in “Vyper’s kiss”. L’aspetto musicale risulta però egualmente interessante per le varie tipologie di song, dalle priestiane “Walk through fire”/”Bitch fire” alle ballad come l’appena nominata “Vyper’s kiss”, passando a sfruttare i più vari stili di classic/power visti negli anni. Devo dire che la vena ispirativa della band risulta fruttuosa e ci dà delle interessanti composizioni, ove la nota più positiva è la varietà degli stili, con poche ripetizioni e diversi metodi per sfruttare bene le linee vocali delle singer. Il disco va a chiudersi con “Dancers of truth”, marcia lenta e imponente che sfrutta effetti e tastiere per creare un vero tappeto sonoro per le linee vocali, in modo epico e molto evocativo, e decisamente adatto a chiudere le danze. Nota finale per la produzione che ho molto apprezzato, e che risulta pulita e adatta al riffeggio possente e alle importanti linee vocali che sentiamo. Un gran bel lavoro che consiglio a tutti i nostri lettori, e come non aggiungere che attendiamo il duo alla prova live presto. Buon ascolto!
Nikki
