DEGREED
“Curtain Calls”
(Frontiers Music S.r.l)
release date: 10 – 04 - 2026
genere: AOR/melodic hard rock
voto: 8.5
Line up: Robin Eriksson – bass/vocals, Mats Eriksson – drums, Mikael Blanc – keyboards, Daniel Johansson – guitars
Tracklist: One Helluva Ride, Holding On To Yesterday, Believe, Guiding Light, My Blood, Curtain Calls, The Rambler, Matter Of The Heart, Broken Dreams, Promise Me
I rocker svedesi Degreed sono entusiasti di annunciare l'uscita del loro nuovo album in studio “Curtain Calls”, con uscita il 10 aprile 2026 per Frontiers Music Srl. I Degreed pubblicano musica acclamata dalla critica sin dall'inizio della loro carriera con il loro primo album “Life, Love, Loss” nel 2010. Nel corso della loro carriera, la band è andata sempre più rafforzandosi con ogni uscita, cimentandosi in tour e conquistando fan in tutto il mondo. Il loro sound mescola il classico melodico e l'hard rock. Il cantante Robin Eriksson ha commentato così la title track: “Questa canzone mostra un lato più oscuro e profondo dei Degreed. Il testo è molto personale per me. L'ho scritto pensando al mio ritorno alla vita dopo anni di dipendenza”. Parlando del nuovo album, Eriksson ha dichiarato: “Questo è davvero uno dei migliori album con abbiamo mai realizzato. Sì, è un cliché. Sì, molte band lo dicono di ogni nuovo disco che realizzano. Ma credo davvero che questo sia uno dei nostri migliori, se non IL migliore. Non sono mai stato così concentrato durante la realizzazione di un album come lo sono stato per questo”. Con “Curtain Calls”, i Degreed realizzano uno degli album più forti e concentrati della loro carriera. La band rimane fedele al suo sound consolidato, perfezionandolo con precisione: una produzione potente e contemporanea, performance tecnicamente solide e, soprattutto, un eccezionale senso della melodia e dell'accessibilità. Prodotto da Mats Eriksson, l'album raggiunge un eccellente equilibrio tra maestria tecnica e appeal immediato per l'ascoltatore. Le canzoni sono energiche e raffinate ma sempre accessibili e mettono in mostra uno stile di scrittura sicuro che fonde un sound AOR molto moderno e attuale con la sensibilità melodica dell'hard rock classico. Ascoltando l’album per la prima volta ho notato una citazione abbastanza esplicita, musicalmente parlando (traccia 7, “The Rambler”) a qualcosa di apparentemente lontano dal sound dei Degreed, ovvero un riff introduttivo di chitarra acustica che ricorda l’intro di “Ring Of Fire” di Johnny Cash, tanto è vero che mi sono detta: “Ma guarda che bella cover completamente rivisitata!”. E invece è un pezzo dei Degreed; davvero un bel lavoro di rivisitazione, introspettivo e potente, in cui la band mette tutta se stessa, rielaborando le proprie esperienze musicali e di vita e mettendo in campo il proprio background di musicisti e di persone. Altri pezzi, come “Broken Dreams” ad esempio, sono un impasto molto ben riuscito di melodia, hard rock “Swedish Style”, in cui le tastiere danno quel tono epico di solennità da saga letteraria nordica, pennellata da cori molto ben armonizzati e schitarrate energiche e pulite. “Curtain Calls” si posiziona come una release molto competitiva nell'attuale panorama dell'hard rock melodico: coerente, ben prodotto e fortemente orientato al pubblico, pur conservando pienamente l'identità della band. Non ci resta che gustarceli dal vivo al “Frontiers Music Festival”. “Delad glädje är dubbel glädje! Delad sorg är halv sorg!” (Proverbio svedese che recita: “La gioia condivisa è doppia gioia! Il dolore condiviso è mezzo dolore!”).
Ayryn83
NARIA
“Lyra‑La”
(self produced)
genere: pogressive rock, alternative rock
release date: 03 – 04 - 2026
voto: 7
Line Up: Marc Eisele – composer, production, guitar, vocals; Tobias Süsser – guitar; Rouven Sadler – bass/vocals; Sebastian Säuberlich – drums.
Tracklist: They Can See Nothing But Sea, Dreams, Candles And Batteries For Breakfast, Lyra-La, Adrenaline Drip And Outer Walls, Epiphany Of A Drowning Man, On Waves From Below, Eucaryota, Wax Phobia I, Wax Phobia II, Archaeon, Three Kelvin
«Non vedono altro che mare». Chi cerca una bussola con i Naria troverà solo un messaggio in una bottiglia – e il consiglio di mettersi semplicemente a nuotare. Nel loro secondo album concettuale “Lyra-La”, la rock band di Karlsruhe Naria – che fa perno sul compositore, chitarrista e cantante Marc Eisele – si tuffa a capofitto nell’ignoto con ogni brano. Con una potenza grezza, un songwriting fantasioso e complesso, dinamiche immense e melodie leggere, i brani spaziano da tranquilli paesaggi sonori a sfoghi selvaggi. I Naria creano un sound rock distintivo. A metà strada tra indie, prog rock, alternative, post-rock e noise, i Naria sfuggono a una facile classificazione. La loro musica fonde narrazione sonora, gioiosa giocosità, ricche armonie vocali e colpi di scena sorprendenti che ti fanno venire voglia di continuare ad ascoltare. Fondata da Marc, Naria è nata con l’idea di creare qualcosa di unico. Guidata dalla passione per la narrazione e la creazione di leitmotiv, la band fonde arrangiamenti sorprendenti, melodie coinvolgenti e testi profondi per dare vita a brani che toccano nel profondo. L’idea era quella di realizzare quattro album legati da un concetto generale. Ciascuno dei quattro elementi – terra, aria, fuoco e acqua – rappresenta un album. Nel 2012 è stato pubblicato il loro primo doppio album, “Naria and the Fly …Waiting for Lunch”, realizzato con la collaborazione di numerosi musicisti. Questo ambizioso progetto ha gettato le basi per ciò che “Naria” rappresenta oggi. Ogni traccia contribuisce a una narrazione più ampia, invitando gli ascoltatori a immergersi in un viaggio musicale coinvolgente. Combinando melodie accattivanti, strutture intricate e una narrazione unica, “Naria” accompagna gli ascoltatori in un viaggio attraverso paesaggi musicali che affascinano sia i fan del rock progressivo che gli appassionati “occasionali” di questo genere non proprio mainstream. Con altri due album concept doppi in lavorazione, “Naria” non vede l’ora di continuare la propria esplorazione della musica e della narrazione. “Lyra‑La”, la title track, è il brano acustico più intimo e centrale del concept album in uscita il 3 aprile. Si tratta di un brano caloroso ed emozionante che si inserisce perfettamente nel panorama di Bon Iver, Steven Wilson e dei lati più delicati dei Mars Volta mentre nell’album confluiscono punte che ricordano molto con “Tool” e “A Perfect Circle” (James Keenan docet) Il brano di punta “Dreams, Candles And Batteries For Breakfast” ha già ricevuto elogi da un’importante testata britannica per i suoi ritornelli accattivanti e gli arrangiamenti complessi. L’album rappresenta l’elemento dell’acqua e racconta la storia di un uomo che sta annegando e che, alla fine, non sa più se stia davvero annegando o se stia solamente sognando momenti della sua vita. La band ha messo la terra e l’aria in rotta di collisione – due opposti legati dal suono – a metà strada tra gravità e assenza di peso, tra terra e cielo. “Naria” accoglie le deviazioni. I leitmotiv affiorano e si dissolvono. I ritmi mutevoli vagano, vacillano e ritornano. Le armonie si intrecciano, si dissolvono e permangono – tenute insieme da melodie che ti restano dentro a lungo dopo che l'ultima nota si è spenta. Moderno ma accogliente. Complesso senza perdere il filo conduttore. Pensato per chiunque ascolti con la testa e con il cuore. “Naria” non ti fornirà una bussola: ti invita a scoprire da solo. Immergiti in profondità. Finché non vedrai altro che mare!
Ayryn83
XTASY
“Phoenix”
(Art of Melody Music / Burning Minds Music Groups)
release date: 10-04-2026
genere: melodic hard rock
voto: 8
Line up: Silvia Idoate - vocals, Jorge Olloqui - guitars, Carles Salse - guitars, David Zarzosa - bass, Javi Herrero - drums
Tracklist: Too Late, Can’t Get Enough, If I Fall, Good Enough, We Live and Die for Rock ‘n Roll, No One Like You, Time We Won’t Forget, Carry On, Save Me, One Heart, One Fire
La band spagnola di hard rock melodico XTASY torna più forte che mai con il suo nuovo esplosivo album in studio “Phoenix”, in uscita il 10 aprile 2026. Formatisi in Navarra (Spagna) nel 2011, gli Xtasy hanno trascorso l’ultimo decennio costruendosi un fedele seguito in Europa e in Giappone, grazie al loro potente songwriting, ai dinamici concerti dal vivo e alla costante collaborazione con il produttore Erik Mårtensson (Eclipse), che ha mixato e masterizzato tutte le loro uscite fino ad oggi. Gli Xtasy si sono formati nel 2011 e hanno pubblicato il loro cd di debutto, “Revolution”, presso i Blowout Studios di Stoccolma. L’album è stato pubblicato in tutto il mondo nell’ottobre 2014 dalla Melodic Rock Records, riscuotendo un grande successo a livello di critica internazionale. Nel 2014-2015, hanno tenuto 25 concerti in Spagna, come gruppo spalla di band come Eclipse, Helix, Dare o icone nazionali come Barón Rojo o Obús. Nel 2016, gli Xtasy sono tornati in studio e hanno registrato “Second chance”, con Erik Märtensson nuovamente al mixaggio e alla masterizzazione. L’album è stato pubblicato nel marzo 2017 tramite The Fish Factory in Spagna, Anderstein Music in Giappone e in tutto il mondo tramite l’etichetta tedesca “The Junction”. Nel loro “Second chance Tour” hanno girato l’Europa con Eclipse, Hardline o Ammunition, tra gli altri. Si sono esibiti anche a festival come “Leyendas del Rock”, concludendo il loro tour nel febbraio 2019 dopo 37 concerti. Nel 2019, la band ha scritto il suo terzo album, “Eye of the storm”, insieme a Erik Märtensson in qualità di co-compositore e ancora una volta responsabile del mixaggio e del mastering dell’album. Pubblicato in tutto il mondo il 6 marzo 2020 tramite Metalapolis Records e in Giappone tramite Bickee Music. A causa della pandemia globale, il loro “Eye of the Storm Tour” è stato rinviato al 2021-22-23, consentendo loro di registrare il loro primo album live alla fine del tour. “Live of the storm” è stato pubblicato nell’ottobre 2023 in formato cd/dvd ed è stato il culmine finale del loro ultimo tour, con oltre 30 concerti in Germania, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi e Spagna. “Phoenix” è il culmine di quel percorso, una raccolta audace e anthemica di dieci brani inediti, co-scritti da Silvia Idoate, Carles Salse, Jorge Olloqui e dallo stesso Erik Mårtensson durante sessioni creative in Svezia. Ancora una volta, Mårtensson si è occupato del missaggio e del mastering presso i suoi Mass Destruction Studios a Sölleron, conferendo all’album un caratteristico impatto ed una limpidezza scandinava veramente potente. Phoenix segna un nuovo capitolo per la band, non solo musicalmente ma anche in termini di formazione. Due nuovi membri si uniscono agli XTASY per questa uscita: Javi Herrero (Zenobia) alla batteria e David Zarzosa al basso. Sulla scia del successo del loro cd/dvd live “Live of the Storm”, che documenta un tour europeo di oltre 30 date, la band tornerà sul palco con il Phoenix Tour attraverso Spagna, Germania, Svizzera, Belgio e Francia. La pennellata di Erik Mårtensson si sente eccome nelle melodie e nei riff, che potrebbero stare benissimo in un album degli “Eclipse”, da me peraltro amatissimi. La voce femminile di Silvia conferisce però quel’alone epic/power sinfonico, senza però mai scadere nello stucchevole, dato che è una voce pulita ma graffiante nel medesimo istante. Un album equilibrato che si colloca a metà strada tra l’hard rock ed il melodic hard rock; la band mostra maturità e passione nella scelta e nell’esecuzione dei brani, svelando anche un lato intimista fatto di lati vulnerabili, conflitti interiori e capacità di resistenza alle peggiori tempeste emozionali. La scrittura dei brani è potente a livello di testi, a livello di melodia e di cori ma anche a livello vocale; non a caso in copertina abbiamo una fenice color fuoco, simbolo mitologico di rinascita, immortalità e resilienza che rappresenta la vittoria della vita e della vitalità sulla morte, il rinnovamento continuo, la speranza e la capacità di superare le avversità. “Post fata, resurgo”sembra dirci: “Dopo un destino avverso, torno a rialzarmi”. Gli Anni 80 non sono morti ma continuano a rivivere con le nuove leve che rinnovano quel sound da noi tanto amato; tra queste nuove leve possiamo annoverare sicuramente anche gli Xtasy, una band decisamente da tenere d’occhio, sperando in una loro performance live anche nel Belpaese.
Ayryn83
HOT ROD
“Harder Faster Glitter”
(Street Symphonies Records / Burning Minds Music Group)
release date: 13 -03-2026
genere: street/glam rock
voto: 7+
Line up: Giuseppe Costa – vocals, Christian Balsamo – guitars, Mirko Di Bella – guitars, Valeria Caudullo – bass, Cristina Settembrino - drums
Tracklist: Wild Wheels, Wasted, Little Dirty Blonde, Clandestine, HeadbanGirl, Shot Of Love, Turning Blue, Don’t Wanna Be Like You, Jenny, Rock The House, Bullet Speed
Ulteriore proposta discografica della sempre attenta Street Symphonies Records / Burning Minds Music Group. Infatti il debut di questi ragazzi – che comunque sono in attività dal 2006 – è una scarica di elettricità di spessore, sicuramente il summa di tanti anni di concerti in italia e all'estero e anche dei due precedenti demo pubblicati. La band ha dalla sua una coppia di ottimi guitar player, un cantante dotato di una voce rauca e graffiante in stile Joel O'Keeffe e la sezione ritmica, tutta al femminile, pesta come un martello compressore ed è precisa come un metronomo. Il sound è fortemente incanalato nel periodo anni '80 e anni '90 con iniezioni della prima decade del nuovo millennio; troviamo stilemi glam rock, street rock ma anche hard rock. Un eccellente mix tra Airbourne, Skid Row, Jetboy, un incontro tra il passato e il rock più attuale, sempre e comunque stemperato da una vena di party rock e anche da momenti più veloci, quasi heavy. L'opener "Wild Wheels" è un veloce up-tempo che presenta la band al meglio del suo potenziale, mentre la seconda, "Wasted", è un brano quasi anthemico, incalzante e potente che rimembra gli Airbourne. "Little Dirty Blonde" ripesca invece l'attitudine party song dell'hair metal ottantiano, mentre "Clandestine" si attesta su discreti stilemi hard rock. Altro discorso invece per la corrosiva e veloce " HeadbanGirl"; ottimo riff di chitarra e guitar work, per una song in chiaro street metal style che strizza l'occhio a Skid Row et similia. Si prosegue sempre su una buona media qualitativa con "Shot Of Love", " Turning Blue" e " Don't Wanna Be Like You" di chiara impostazione glam rock; energiche, ammiccanti e ruffiane al punto giusto. È il turno di "Jenny", rock song che alterna parti più lente ad altre hard senza però colpire nel segno. Di altro spessore "Rock The House" che ci fa saltare sulla sedia con il suo street metal grintoso e ficcante. L'album si chiude con un'altra song speedy "Bullet Speed", dal sound granitico che sarà sicuramente un cavallo di battaglia ai loro show live. In definitiva, un lavoro sopra la media che ci fa rivivere la golden age dell'hair metal stemperando il tutto, però, con arrangiamenti attuali e l'energia giusta. Un plauso particolare va fatto alla coppia di axe men Christian e Mirko che, sovente, come nell'appena menzionata "Bullet Speed", si cimentano in assoli a due chitarre, alternandosi nelle parti per un risultato veramente ottimo.
Roby Comanducci
