Line up: James Michael - vocals, keyboards, rhythm guitar, Nikki Sixx - bass, backing vocals, Daren Jay Ashba - guitars, backing vocals, Dustine Steinke - drums
Tracklist: Life Is Beautiful, This Is Gonna Hurt, Lies Of The Beautiful People, Pray For Me, Rise, Stars, Maybe It’s Time, Skin, Belly Of The Beast, Are You With Me Now, Girl With Golden Eyes, Accidents Can Happen, Gotta Get It Right, We Will Not Go Quietly, The First 21, Talk To Me – Radio Mix, Penetrate, Waiting All My Life, Skin – Rock Mix, Life Is Beautiful – Piano Vocal
Ebbene si, il Signor Feranna questa volta me l'ha fatta grossa. Non sto parlando in senso negativo no, no....ma, mi ha letteralmente spiazzato. Cinque album, tre Ep e diversi singoli di successo dal 2007 al 2016 e poi....il silenzio. Ok. Nikki sarà stato preso coi suoi Motley tra tour d'addio e (come avrete ben capito) la progettazione del portentoso come back andato in fumo a causa della pandemia mondiale. Ok. Sarà stato anche preso con il suo attuale trip da scrittore (assolutamente valido, dovete far vostri tutti i libri scritti dal nostro eroe!!).Ok. Ma, in un lustro, con annessa pandemia, e mai possibile che all'alba di fine 2021 la sua band esca con un best album!?!?!? Tutti, e dico tutti, aspettavamo con ansia un nuovo e fiammante album da quella che considererei, senza paura di smentite, una delle migliori modern rock band in circolazione; i Sixx:A.M hanno saputo miscelare il sound ottantiano e la verve street rock/metal con un suono assolutamente originale, moderno, all'avanguardia e diretto. Merito di Sixx in primis ma anche dei suoi compari di brigata, il guitar hero DJ Ashba e il singer-producer James Michael. L'ultima fatica in studio è stata “Prayer for the Blessed vol2” targata, appunto, 2016! Perché fare , quindi, un best per il loro ritorno su disco? Ok, trattasi di un ottimo best album con un'accurata selezione di brani, dai superclassici come 'This is Gonna Hurt', 'Stars, 'Life is Beautiful', 'Gotta Get it Right', 'We Will Not Go Quietly ' a chicche come 'Accidents Can happen' o la bellissima ' Girl With Golden Eyes'. Avrei osato inserire in questa ottima tracklist anche 'Suffocate' e 'That's Gonna leave a Scar', va beh, non pretendiamo troppo. Veniamo invece alla parte inedita. Sono sei tracce (e già ragioniamo....un mini Ep insomma, nda) con due rifacimenti quali 'Skin' che compare quindi doppia, in versione normale e 'rock mix' e la stupenda 'Life is Beautiful' anch'essa doppia in versione originale e inedita come 'piano version', assolutamente da far accapponare la pelle in quanto a pathos e carisma. Infine eccoci alle quattro vere original song: 'The First 21', 'Talk To Me – Radio Mix', 'Penetrate' e 'Waiting All My Life' dove il nostro beneamato bassista songwriter ha dato il meglio di se stesso. Song assolutamente valide e di una qualità sopraffina come da sempre ci hanno abituato i ragazzi di questa band. Non saranno ai livelli delle loro masterpieces songs ma rendono bene l'idea di un songwriting assolutamente non logoro ma attivo, fervido e tagliente. Iniziamo da 'The First 21' brano che accompagna l'uscita dell'ultimo e omonimo libro scritto da Sixx; atmosfere quasi Beatlesiane arrancano e si sviluppano nella canzone che ammalia per il gusto raffinato di melodia e viene stemperata da ottimi fraseggi di chitarra del sempre presente Ashba e chorus line ad effetto per abbellire il tutto. 'Talk to me' è un'altra chicca di modern rock con un'alternanza tra parti lente ed eufoniche e ritornelli graffianti con accelerazioni heavy rock in progressione per arrivare al chorus line – anche qui- dal forte impatto. Dal canto suo 'Penetrate' si sviluppa su un rock più alternativo e aggressive che farà prigionieri tantissimi rocker e vi caricherà di energia al punto giusto per arrivare pronti al rock più “stradaiolo” di 'Waiting All My Life' capace anch'esso di canalizzare scariche elettriche in abbondanza con un eccelso guitar work, la sempre ottima interpretazione vocale di Michael e il supporto onnipresente di Nikki. Onestamente non so come giudicare questo album. Credo fortemente che sarebbe stata l'ora di un nuovo full lenght album di inediti mentre “Hits” è “solo” un ottimo best album, curato e ben rifinito, con l'aggiunta di 6 tracce nuove. Validissimo supporto per i nuovi fans che magari dovrebbero correre a comprare subito il disco per capire l'universo Sixx:A.M e farsi – di conseguenza- tutta la discografia mentre, per chi ama la band dagli inizi è un boccone mezzo amaro; quattro canzoni inedite in cinque anni sono veramente poco. Aspettiamo con ansia, quindi, un album di inediti.
Roby Comanducci
Line-Up: Chip Z’Nuff – vocals, bass, Tony Fennell – guitars, Tory Stoffregen - guitars, Daniel Benjamin Hill – drums
Tracklist: Magical Mystery Tour, Cold Turkey, Eleanor Rigby, Live And Let Die, Dear Prudence, Helter Skelter, Jet, Revolution, Back In The U.S.S.R, With A Little Help From My Friends
Ciao a tutti amici e amiche di Cathouse, come state?! Oggi vi parlerò degli Enuff z’nuff che ancor prima dell’uscita del nuovo album “Enuff z’Nuff’s Hardrock Nite” lo scorso 12 Novembre ha fatto registrare il “sold out”. La fonte arriva direttamente dai loro canali social. Con “Enuff z’Nuff’s Hardrock Nite” gli Enuff z’nuff hanno voluto reinterpretare i brani della band britannica più conosciuta al mondo e preferita da quest’ultimi ossia i Beatles. Non solo hanno reinterpretato i successi dei Beatles, ma anche i progetti solisti di quest’ultimi come “Jet” e “Live and Let Die” di Paul McCartney e “Cold Turkey” di John Lennon. Gli Enuff z’Nuff si formarono a Chicago, in Illinois - (USA) dal bassista Chip Z’nuff e Donnie Vie nel lontano 1983. Nel 1989 pubblicarono il loro primo omonimo album di debutto con Atco/Atlantic Records che consentì loro di ottenere sin da subito un certo successo nei primi anni '90. Ed è proprio grazie al successo ottenuto che in seguito decisero di abbandonare lo stile Glam che li caratterizzò agli esordi. La critica li acclamò come la “Next Big Thing”, ovvero eredi dei Beatles ma adattati all’hard rock di fine anni '80. Ma ora torniamo a parlare di “Enuff z’nuff’s Hardrock Nite”. Ogni canzone è interpretata in maniera frizzante e perfetta, si può dire che questo nuovo gioiellino potrebbe essere apprezzato oltre che dai fan più scatenati della band, anche da chi volesse fare i primi approcci alle canzoni dei Beatles. Restate sintonizzati sui canali di Cathouse per altre nuove recensioni. Alla prossima!
La Glo
JIM PETERIK & WORLD STAGE “Tigress - Women Who Rock The World”
Written by Roberto
Line up + guests:
+Ed Breckenfeld - Drums: Tigress, Music In The Aire, Brave Is Beautiful, Against The Grain, Full Moon Crazy, Taller, Lazarus Heart, A Cappella
+Mike Aquino - Additional Guitar: Prom Night In Pontiac, Dear Life, Taller, Lazarus Heart, A Cappella, Against The Grain
+Joel Hoekstra - Additional Guitar: Strong Against The Wind, Music In The Aire, Sin To Believe A Lie
+Colin Peterik - Drums: The Best In Us
+Scott May - B3: Stronger At The Broken Places
+Tom Yankton - Additional Guitar: Full Moon Crazy
+Christian Cullen - Orchestration And Sound Design: Tigress
+Jim Peterik - Guitars, Backing Vocals, Additional Instruments: Against The Grain - Bass, Full Moon Crazy - Additional Guitar, Dear Life - Bass Synth And Bass Guitar, The Best In Us - Bass, Lazarus Heart - Mellotron
Tracklist:
1. Tigress - Kate French - Jennifer Batten - Abigail Stanshmidt (Violin)
2. Prom Night In Pontiac - Chloe Lowery - Anika Nilles (Drums) - Ashley Reeve (Bass)
3. A Cappella - Chez Kane
4. Living For The Moment - Cathy Richardson - Jennifer Batten - Linda Mcdonald (Drums)
5. Against The Grain - Rosa Laricchiuta
6. Strong Against The Wind - Kate French
7. Full Moon Crazy - Cathy Richardson - Jennifer Batten
8. Lazarus Heart - Janet Gardner
9. Taller - Leslie Hunt
10. The Best In Us - Cathy Richarson - Kimi Hayes
11. Dear Life - Lindsay Kent – Sina (Drums)
12. Walk Like Royalty - Kimi Hayes - Nile Brosh (Guitar)
13. Music In The Aire - Chloe Lowery
14. Sin To Believe A Lie - Cathy Richardson - Madden Klas (Drums)
15. Stronger At The Broken Places - Marine Lacoste - Jennifer Batten - Linda Mcdonald (Drums)
16. Brave Is Beautiful - Leslie Hunt - Mindi Abair (Sax And Harmony Vocal)
Mr. “Eye Of The Tiger” Jim Peterik ha veramente superato se stesso con questo ambizioso progetto dei suoi World Stage; ha scritto, arrangiato e confezionato sedici accattivanti rock e hard rock song per poi farle interpretare da eccelse voci femminili, tra le più quotate del melodic rock world attuale. Da sempre il nostro è estimatore delle female vocalist e qui ha dato il suo meglio per registrare un album imperniato sulle voci di queste rock woman! Come potrete leggere dalla tracklist e line up c'è stato un autentico spiegamento di forze con l'ausilio e la collaborazione di decine di strumentisti che hanno dato il loro prezioso contributo per rendere “Tigress - Women Who Rock The World” un album di ottima fattura, melodico e potente al tempo stesso, eufonico e rabbioso, capace di catturare l'attenzione dal primo minuto fino alla fine. Le song qui interpretate da female vocalist d'eccezione tra cui Janet Gardner (ex-Vixen), Cathy Richardson (Jefferson Starship), Jenniffer Batten, Mindi Abair, Kate French, Kimi Hayes, Chez Kane, Rosa Laricchiuta (Black Rose Maze, Trans-Siberian Orchestra), sono veramente sopra la media; la base è un corposo (hard) rock che aleggia in tutte le composizioni per poi variare e virare verso sonorità a volte fm rock, pop rock, heavy rock o Aor insomma....ce n'è per tutti i gusti. Superlativo l'hard sound di “Full Moon Crazy” cantata dalla grintosa ugola di Cathy Richardson e impreziosita dalla sei corde dell'axe hero Jennifer Batten. Menzione particolare per la stupenda interpretazione di Chez Kane su “A Cappella” in assoluto uno dei 'must' del disco; un concentrato di fm rock, commerciale e accattivante, con un ritornello da far accapponare la pelle e respirare atmosfere che solo i grandi Survivor potevano creare. Portentosa è l'opener “Tigress” che inizia con una batteria quasi tribale per poi svilupparsi in una ottima hard rock song ma, in definitiva, tutto il disco ha il giusto appeal per far breccia dei cuori di voi cari rockettari. Un album consigliato per chi ama il rock interpretato dalla voce femminile e, soprattutto, per chi vuole godersi un'oretta di musica elegante e con quel pizzico di “commerciale” che non guasta mai.
Roby Comanducci
Line up: Alex Falk - vocals, Robert Majd - bass, Oscar Bromvall - guitar, Freddie Allen - drums
Tracklist: The Ghost of Canterville, Escape from Hell, The running man, Dial mom for murder, Life kills, Rear Window, The foreigner, Zombies in my class
La recensione di oggi riguarda un lavoro decisamente originale, non semplicemente inquadrabile secondo le coordinate musicali che usualmente citiamo. I Fans of the Dark sono un quartetto svedese che deve molto alla vena compositiva del batterista Freddie Allen, sfogatasi ampiamente durante la recente pandemia. Alla prima occasione sono stati reclutati l’ex compagno di scuola Alex Falk alla voce oltre a dei solidi veterani come Oscar Bromvall, Robert Majd e Mike Palace (rispettivamente chitarra, basso e produzione) per dare vita al primo e omonimo disco. Cosa dire di questo lavoro? Innanzitutto che non è assolutamente scontato, con un inizio molto lento e riflessivo, con ritmiche lente e riffeggi ampi e di atmosfera, con lievi accenni più aggressivi (l’opener “The ghost of Canterville” è un buon esempio); nel seguito continua lo schema ma con una generale predisposizione per una vena rock emozionale, con cori sentiti e ritmiche coinvolgenti; nel corso del disco una lieve influenza metal prende il sopravvento sulla base rock con cui il disco parte, arrivando a pezzi decisamente aggressivi come “Rear window”; prima di questa, quasi conclusiva, una manciata di pezzi che richiamano certo rock commerciale anni ’80 ma anche esprimono, specie nelle linee vocali, richiami più ampi, fino al post punk a certi tratti. Accompagnati a queste come già detto una partenza molto melodica e numerose song ove il gusto per la linea essenziale prevale ed è la voce l’unico elemento che cerca di ritagliarsi uno spazio in primo piano. Il momento di maggior aggressività verso il finale si stempera in song come “The foreigner”, ove si compone una linea di chitarra potente con un tonalità vocale malinconica ed emotiva. Cosa dire ulteriormente di questo platter? Per dare qualche giudizio tecnico, le parti ritmiche sono eccellentemente suonate, così come le linee di chitarra, generalmente in secondo piano ma con vari momenti in cui prendono un certo spazio. Il lavoro degli strumentisti è notevole, mentre per quanto molto particolare a mio avviso sulla voce ci potrebbe essere un lavoro ulteriore, visto che non mi sembra sfruttare appieno tutta l’espressività che può avere, e sembra quasi limitarsi ad arte. La produzione è tra il discreto e il buono, in generale comunque in grado di catturare l’espressività della band. A questo punto un buon banco di prove per questo particolare tipo di messaggio musicale può essere la prova live, ove dimostrare se le lievi pecche presenti nel lavoro in studio vengono superate dall’energia propria di questi momenti. Un disco comunque gradevole all’ascolto e che certamente non vi annoierà.
Nikki
