Line up: Satin - vocals, all instruments
Tracklist: Going Your Way, Angels Come, Angels Go, Waiting For Another Man, Everybody Needs To Be Loved, A Dream Coming True, Looking At You, Pearly Gates, Jenny (I'm Bringing You Down), Still Waiting, Fight Again
Ma guarda che bella sorpresa. Onestamente non conoscevo molto questo artista scandinavo che invece è già al suo terzo album “Appetition” uscito a distanza di cinque anni dal penultimo “It's About Time”. Ringrazio quindi Aom & BM per avermi fatto avere il promo di questo polistrumentista, cantante nonché produttore! Qui siamo al cospetto di un album che ci rapisce sin dal primo ascolto con la ruffiana e catchy “Going Your Way”, brano assolutamente da antologia in quanto a carattere commerciale, refrain accattivante, melodia e airplay radiofonico. In tutto il disco, comunque, si respira un'aria di forte positività; sembra un mix tra Bon Jovi, Loverboy, Paul Sabu, Michael Bolton (solo del primo disco, attenzione!!) e il tutto viene sapientemente miscelato con sapienza e intelligenza dal nostro artista per realizzare un prodotto finale che trasuda anni ottanta ad ogni singola nota e passaggio ma con il “piglio” moderno, una produzione attuale e un arrangiamento al passo coi tempi. Si passa con disinvoltura da atmosfere commerciali di gustoso pop rock quali “Everybody Needs To Be Loved” - canticchierete il refrain per giorni interi- a brani più fm rock come “Looking At You” o “Pearly Gates” dove si apprezza anche il guitar work, sempre elegante, mai esagerato e al servizio della canzone. Ci sono anche ottime ballad ma in definitiva si apprezza l'album per la sua totalità; capita raramente di avere un disco così fresco ma al contempo ammiccante in tutto e per tutto all'epopea d'oro degli eighties. Inutile proseguire, l'unico consiglio è di correre a far vostro questo album, sarà la colonna sonora dei vostri momenti speciali. Garantito!
Roby Comanducci
Line up: Scarlet Dorn – vocals, Bengt Jaeschke – guitars, chorus, Benjamin Mundigler - basso, chorus, Gared Dirge – piano, Henrik Petschull - drums
Tracklist: Falling, Born To Suffer, Queen Of Broken Dreams, Your Highness, A Light That Blinds The Truth, Meteor, Unstill Life, When You See Me Again, Love Wasn_t Made For Me, What Are We To Do, Tonight, A Million Miles Away
Formatisi nel 2016 la band capitanata dalla brava vocalist Scarlet Dorn pubblica il suo nuovo full lenght album “Queen Of Broken Dreams” e ci regala un'oretta di di buona musica, elegantemente suonata, egregiamente arrangiata e dalle ricche eufonie che contribuiscono a creare un velo magico nel songwriting di questa band. La bella voce, melodica, suadente e coinvolgente di Scarlet fa sì che le melodie insite in tutti i pezzi avviluppino l'ascoltatore e lo facciano viaggiare con la mente verso sogni e realtà alternative; il sound dei nostri spazia tra rock, symphonic rock, gothic e new romantic style. Le keys e il piano svolgono infatti un ruolo basilare nel tessere queste sonorità che, di base, sono melanconiche e pregne di pathos ma non disdegnano passaggi comunque rock “Your Highness,” o sinfonici “Unstill Life”, “A Light That Blinds” anche se il guitar work e molto ritmico e riempitivo, non certo il punto forte del disco. Basti ascoltare con attenzione il gioiellino “Meteor”, song melodica e sinfonica con ariose aperture e una interpretazione vocale della nostra female singer sopra le righe: un suono che ben si adatta all'autunno che sta facendo breccia e ci sta preparando al freddo inverno. Ascoltando brani come questo si riesce a carpire i profumi di questa stagione e la sua intrinseca magia. Ed in definitiva questa potrebbe essere l'esemplificazione del mood che vige nella “Regina dei Sogni Infranti”; un album sicuramente non adatto a metallari incalliti o glamsters festaioli, bensì a tutti coloro che cercano atmosfere introspettive ed emotivamente forti.
Roby Comanducci
Line up: Alex Falk - vocals, Oscar Bromvall - guitars, Rickard Gramfors - bass, Freddie Allen - drums
Tracklist: Night of the living dead, The pirates of Maine, Fantasia, Sick! Sick! Sick!, Fright Night, Fans of the dark, The Goblin king, Restless soul
Ed eccoci al secondo disco dei Fans of the Dark, sedici mesi dopo l’esordio. Perché torniamo a parlare di questa band svedese, ovviamente come sempre per segnalarvela? Per un motivo molto semplice. Si tratta di una band di talento e che riesce a essere originale, anche basandosi su idee musicali su cui io difficilmente avrei scommesso. Il disco in oggetto riprende e in un certo senso perfeziona l’esordio, proponendo quello che io definirei un onesto power/pop rock ricco di influssi dall’epoca d’oro di molti generi musicali, la metà degli anni ’80. A mio modo di giudicare è l’hard più melodico a essere maggiormente citato, cosa che risulta evidente dal bilanciamento musicale delle melodie assolutamente a favore di effettistica e tastiere, mentre il riffing di matrice Hard’n ‘eavy per quanto presente non è mai davvero preponderante, e il disco non avrebbe assolutamente lo stesso sound se la prima componente non ci fosse. In questo filone tuttavia va detto che la band è abile a esprimersi, con riffing azzeccati e song che facilmente entrano in testa, con un’alternanza non forzata tra pezzi più di impatto (“Fantasia”) e altri più d’atmosfera (la opener “Night of the living dead”). In tutto ciò io penso che il risultato migliore ottenuto dai quattro ragazzi nordici sia di essersi ritagliati un proprio spezzone musicale, certo forse non davvero innovativo ma che comunque li distingue assolutamente dalla maggior parte delle band ‘eavy di oggi. Il disco è orecchiabile e si fa ascoltare molto più che volentieri in effetti, e ciò è anche assolutamente dovuto alla loro qualità di compositori e arrangiatori, nonché alla franchezza con cui se da un lato si ancorano a certe atmosfere, ovviamente 80s, dall’altro sanno farle rivivere con freschezza senza proporre una revisione banale. Per questo promuovo e sostengo i Fans of the Dark, e aspetto la possibilità di vedere un loro live, che immagino assolutamente coinvolgente e grintoso. Buon ascolto!
Nikki
Line up: Christoffer Stjerne - vocals, various instrumentation, Ken Hammer - guitars, various instrumentation, Claus Langeskov - bass (Track 1, 3, 4, 5), Mat Sinner -bass (Track 2 & 11), Anders Kirkegaard - drums (Track 1)
Tracklist: Flames, Bleeding, Learning To Breathe, Demons, Into The Sun, Powerless, It’s About Time, See You Again, Sensational, Daydream, In My Head (Bonus Track)
Sicuramente interessante questo nuovo combo musicale che altri non è che il nuovo progetto di due autentici “must” quali il bravissimo frontman degli H.E.R.O nonché produttore, cantautore e ingegnere, Christoffer Stjerne, e il grande Ken Hammer, al mondo conosciuto per essere il fondatore e, chitarrista, dei longevi Pretty Maids! Un disco fresco e accattivante, basato su un frizzante heavy rock, con chorus line, hook melodici e refrain radiofonici che vanno ad abbracciare un guitar work corposo e carico di riff taglienti e “hard” al punto giusto. La bellezza di questo omonimo debut album è l'armonia e l'eufonia che scaturiscono da tutte le song presenti riuscendo a dare la “scossa” all'ascoltatore accarezzandolo al tempo stesso. Ascoltatevi la melodica (ma non una ballad attenzione!!) “Into The Sun” e capirete subito il potenziale di questo fantastico duo (anche se poi la band è composta da altri tre eccellenti musicisti, nda). A volte capita di sentire echi dei Pretty Maids, soprattutto negli arrangiamenti più hard, mentre l'interpretazione vocale del singer la fa da padrone su tutte le tracce donando quel pizzico di “commerciabilità” che non guasta mai se dosata a dovere e con maestria e, in questo caso, potrei accostarli ai bravi Eclipse. Sempre di Eclipse potrei parlare dopo l'ascolto della pulsante - e ruffiana al tempo stesso - “Demons”, ricca di chorus line pompose capaci di far ballare tutti sul divano di casa. Bravi anche nelle melodic song, infatti nella conclusiva ballad “Daydream” riescono a confezionare un prodotto(song) zuccherosa sì ma non melensa e, soprattutto, coinvolgente. Un album di sicuro effetto che presumibilmente farà felici molti rockers!
Roby Comanducci
