LALU: nuovo album in arrivo per i progsters francesi!
I Lalu, potente band francese di progressive rock, sono lieti di annunciare che il loro nuovo album, "A Mythmaker's Demise", uscirà il 31 luglio 2026 per Frontiers Music Srl. Il primo singolo e il relativo visualizer video, "Prince With The Swift Warning", sono già disponibili e offrono un assaggio del sound del disco.
FATAL VISION “Four Sides For Every Story”
FATAL VISION
“Four Sides For Every Story”
(Escape Music)
release date: 22 -05 - 2026
genere: melodic rock/AOR
voto: 8
Line up: Simon Marwood – vo1als, Juan Miguel Gomez Montant – guitars, Andrew Burns – bass, Alex Wickham – drums.
Tracklist: Girl Against the World, All That Glitters, Run With Me, Turn Around, No More Tears to Cry, If This Is Who You Are, Maybe Someday, Out Of the Blue, After All These Years, Do You See Me, Every Time I Think of You, Too Close to The Sun, Fly, The Best Is Yet to Come
Un po’ di storia, per chi non ancora non conoscesse la band: come una fenice, i Fatal Vision sono tornati alla ribalta nel 2021 dopo una pausa di trent'anni. La band era nata originariamente nei giorni esaltanti in cui l'hard rock dominava MTV e le arene di tutto il Nord America. Originari di Ottawa, in Canada, il cantante Simon Marwood e i suoi compagni di band hanno fuso il loro amore per band come Asia, Europe, i Journey, i Survivor e i Van Halen per creare un sound rock fresco e melodico. Dopo un periodo di stop, piuttosto lungo, finalmente nel 2019 Marwood ricevette un regalo di compleanno inaspettato: una sessione di registrazione in uno studio locale. Anziché scegliere una cover, rispolverò decenni di quaderni scritti a mano pieni di brani originali. Con la benedizione dei membri originali, queste sessioni hanno riacceso il motore dei Fatal Vision, ora alimentato da una nuova formazione composta da Andrew Burns (basso), Juan Miguel Gomez Montant (chitarre) e Alex Wickham (batteria). Il loro ritorno è stato col botto: con i loro singoli hanno scalato le classifiche mondiali e sono stati in tour nel 2023 e nel 2024 in Canada e nel Regno Unito, facendo il pieno di pubblico. I Fatal Vision sono diventati famosi anche per la loro ambiziosa narrazione continua raccontata attraverso più di trenta video musicali a lungometraggio, tutti con attori ricorrenti che interpretano gli stessi personaggi. L'album rappresenta il lavoro più ambizioso e scenografico realizzato finora dalla band, combinando un potente sound rock melodico con un concept visivo incentrato sulla narrazione che è diventato un tratto distintivo delle recenti del gruppo. Sull'onda del successo del loro acclamato album “Three Times Lucky”, i Fatal Vision continuano ad ampliare la loro visione artistica con un disco che esplora la complessità emotiva delle relazioni, del dolore per una delusione amorosa e della redenzione. Il titolo stesso dell'album riflette l'idea che ogni storia possa essere vista da diverse prospettive, un approccio che caratterizza sia la narrazione musicale che quella visiva alla base del progetto, “quattro prospettive per ogni storia” appunto. L'album contiene quattordici brani, ciascuno accompagnato da un proprio video musicale, che costituiscono la quarta stagione della serie cinematografica di video di Fatal Vision. Nel loro insieme, i video raccontano la storia del percorso di una giovane donna dopo una delusione amorosa, con gli stessi attori che interpretano gli stessi personaggi lungo tutta la saga dell'amore perduto e ritrovato. Dal punto di vista musicale, “Four Sides To Every Story” rimane saldamente radicato nella tradizione intramontabile del rock melodico che contraddistingue i Fatal Vision, traendo ispirazione da gruppi classici come Survivor, Bad English, Heart, Van Halen, Journey e Asia, pur introducendo al contempo elementi sonori innovativi. Diversi brani esplorano arrangiamenti più progressive, caratterizzati da cambi di tempo e sezioni contrastanti che ampliano la tavolozza musicale della band senza perdere il loro caratteristico senso della melodia e il forte impatto emotivo. L'album vanta una formazione impressionante di musicisti ospiti e collaboratori provenienti da tutta la scena internazionale del rock melodico, tra cui: Phil X (Bon Jovi, Triumph), David Forbes (Boulevard), Harry Hess (Harem Scarem), Jeff Scott Soto (Journey, Trans-Siberian Orchestra), Paul Laine (Danger Danger, The Defiants), Alessandro Del Vecchio (Edge Of Forever, Hardline), JK Northrup (King Kobra, XYZ), Michael Shotton (Von Groove), Marc LaFrance (Loverboy, Mötley Crüe), David Cagle (Silent Tiger), Christine Corless, che dà quel tocco femminile molto gradevole e potente nei cori e nelle armonizzazioni vocali. La composizione dei brani è affidata principalmente a Simon Marwood e Juan Miguel Gomez Montant, con la collaborazione di Alessandro Del Vecchio, Michael Shotton e alcuni membri dei Boulevard. Per la prima volta nella storia della band, anche il bassista Andrew Burns e il batterista Alex Wickham contribuiscono alla composizione di due brani. L'album include anche “Turn Around”, il primo singolo in assoluto dei Fatal Vision, che ha già superato le 150.000 riproduzioni in streaming e che ora compare per la prima volta in un album. La produzione di “Four Sides To Every Story” è stata curata da Marwood, Montant e JK Northrup, mentre il missaggio è stato affidato a JK Northrup e al leggendario produttore Ron Nevison, noto per la sua collaborazione con artisti quali Heart, Survivor ed Europe. Mike Shotton ha supervisionato la produzione delle parti vocali principali, mentre Alessandro Del Vecchio si è occupato della produzione dei cori, contribuendo alle ricche armonie stratificate e ai potenti arrangiamenti vocali dell’album. Le parti vocali si armonizzano perfettamente a quelle strumentali di chitarre, basso, batteria, sassofono (in alcuni brani), tastiere, contribuendo a delineare perfettamente quel suono dal sapore “Eightees” che tanto amiamo. Appassionante e coinvolgente, fin dal primo ascolto.
Ayryn83
PRIDE OF LIONS: uscito il visualizer ufficiale in attesa dell'ottavo album a luglio
SPREAD EAGLE: il nuovo e quarto album è in uscita questo mese
Gli Spread Eagle sono entusiasti di annunciare l'uscita del loro nuovo album "The Brutal Divine", disponibile dal 12 giugno 2026 tramite Frontiers Music Srl. "The Brutal Divine" è il tanto atteso quarto album in studio degli Spread Eagle e un nuovo, intenso capitolo nella loro inconfondibile storia. Noti per la loro energia grezza, l'attitudine da strada e le esplosive performance dal vivo, dimostrano ancora una volta perché rimangono una forza vitale nell'hard rock moderno.
LYNCH MOB “The Final Ride (Live)”
LYNCH MOB
“The Final Ride (Live)”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 29 – 05 – 2026
genere: class metal
voto: 7
Line up: George Lynch - guitars, Gabriel Colon - vocals, Jaron Gulino - bass, Jimmy D’Anda – drums.
Tracklist: Lightning Strikes Again, River Of Love, No Good, Caught Up, Hell Child, Let The Music Be Your Master, Time After Time, Paris Is Burning, Rain, Street Fighting Man, It's Not Love, Wicked Sensation.
Il sipario cala ufficialmente sulla gloriosa epopea dei Lynch Mob con "The Final Ride (Live)", pubblicato tramite Frontiers Music. Registrato al The Guild Theater di Menlo Park, in California, durante il tour del 2024, questo album si propone come l’ultimo, energico testamento live della creatura guidata dal leggendario chitarrista George Lynch. Così come gli album precedenti della band, anche quest’ultimo brilla innanzitutto per la devastante forma tecnica del suo leader. George Lynch è un titano assoluto: il suo timbro inconfondibile, i riff affilati e gli assoli fulminanti dominano la scena dall'inizio alla fine; supportato da una sezione ritmica d'acciaio composta da Jaron Gulino e Jimmy D'Anda. La scaletta è una vera e propria celebrazione che pesca a piene mani dal repertorio storico, regalando gemme dei Dokken come “Lightning Strikes Again” e “Paris Is Burning”, fino a tracce iconiche come “Wicked Sensation”. La produzione, affidata a Chuck Alkazian, è eccellente, mantenendo intatta la carica grezza e l'urgenza di uno show dal vivo. Il frontman Gabriel Colon è indubbiamente un cantante solido, dotato di grande estensione e di un'attitudine marcatamente metal. Tuttavia, confrontarsi con l'eredità di vocalist storici non è un compito semplice. Se da un lato Colon se la cava egregiamente sui pezzi più pesanti, dall'altro fatica a replicare quel feeling squisitamente hard rock e quel calore bluesy che caratterizzavano i vecchi classici della band. Non fa assolutamente un brutto lavoro, sia chiaro, ma a tratti il suo stile risulta un po' distante dal mood originale dei brani. "The Final Ride" resta un documento storico godibile e un acquisto obbligato per i fan. Un'ottima scarica di energia power-rock che celebra degnamente una carriera straordinaria.
Sofya
