Gen 31

TEMPLE BALLS
“Temple Balls”
(Frontiers Music s.r.l.)
release: 13 – 02 – 2026
genere: hard rock
voto: 8+

Line up: Arde Teronen – vocals, Jimi Välikangas – bass, Jiri Paavonaho – guitar, Niko Vuorela – guitar, Antti Hissa – drums

Tracklist: Flashback Dynamite, Lethal Force, Tokyo Love, There Will Be Blood, We Are The Night, Hellbound, Soul Survivor, The Path Within, Stronger Than Fire, Chasing The Madness, Living In A Nightmare

Mettetevi comodi, perchè oggi torniamo a far baccano con i Temple Balls. Il quintetto finlandese originario di Oulu che ha incendiato i palchi di mezza Europa aprendo per mostri sacri come Sonata Artica, Deep Purple e Uriah Heep, consolidano la loro posizione nella scena hard rock contemporanea con l'uscita del loro nuovo album omonimo. Ebbene si, con questo quinto album la band ha dichiarato di aver trovato un loro “sound perfetto” che li personifica e descriva chi sono proprio per questo han deciso che era giunto il momento di pubblicare un album degno del loro nome. Prodotto ancora una volta dal "re Mida" del genere, Jona Tee degli H.E.A.T, l'album si presenta come una raccolta di undici tracce che omaggiano l'hard rock melodico degli anni '80, filtrato attraverso una prospettiva più moderna e semplice. La voce di Arde Teronen grazie al suo timbro graffiato e ad un’estensione vocale mica male, si conferma come una delle migliori attualmente in circolazione, mentre le chitarre di Jiri Paavonaho e Niko Vuorela non sono da meno, macinando un riff dopo l'altro e dando al disco quella botta di energia che serve. Tra i momenti più significativi del disco spicca l'opener "Flashback Dynamite", un brano ad alta velocità che stabilisce immediatamente il tono energico dell'intero lavoro. Abbiamo anche brani più melodici come “Soul Survivor” o il singolo “Tokyo Love” che ci dimostrano una discreta varietà nel songwriting della band. Menzione d'onore per “Hellbound” e “Chasing The Madness”, due tracce cariche di nostalgia hair metal anni '80 che esplodono nelle orecchie, è impossibile tenere basso il volume…alzi a palla e ti metti a ballare. In definitiva dobbiamo dirlo… il nord Europa regala sempre grandi emozioni, e con questo album i Temple Balls non cercano di rivoluzionare il genere, ma ne hanno perfezionato la formula. È un album solido, diretto e privo di riempitivi, che conferma la band finlandese come una delle realtà più affidabili del panorama rock europeo attuale, capace di coniugare fedeltà alla tradizione e un'energia esecutiva invidiabile. Quindi ragazzi su le cuffie e su il volume.

Sofy

JOEL HOEKSTRA’S 13
“From the fade”
(Frontiers Music s.r.l.)
Release: 27 – 02 – 2026
genere: melodic metal
voto: 8/9

Line up: Joel Hoekstra - guitars Girish Pradhan - lead vocals Vinny Appice - drums Tony Franklin - bass Derek Sherinian - keyboards Jeff Scott Soto - backing vocals

Tracklist: You Can Give, The Fall, Lifeline, Will You Remember Me, Misunderstood, Start to Fight, All I'd Do, Free To Be, The End Of Me, Quite The Ride.

Con l'uscita a fine febbraio del suo quarto album solista Joel Hoekstra (Whitesnake, Trans-Siberian Orchestra, Cher) riconferma il suo trono nel panorama hard rock ma lo fa con una cattiveria sonora che non gli conoscevamo, queste sonorità sono influenzate dal recente periodo on the road con gli Accept, il che ha conferito all'intero album un taglio decisamente più metal rispetto ai capitoli precedenti. In questo nuovo viaggio è affiancato da eccellenti signori della musica; alle pelli Vinny Appice (Black Sabbath, Dio), al basso Tony Franklin (The Firm, Blue Murder, Quiet Riot), il virtuoso tastierista Derek Sherinian (Dream Theater, Sons of Apollo) e alla voce niente di meno che Girish Pradhan (Ghirish and the Chronicles) …scusate ma ho una personale adorazione per la sua voce…e backing vocals il grandissimo Jeff Scott Soto. Insomma, questa line-up crea un vero e proprio super gruppo. Joel dice di essersi divertito molto a realizzare quest'album e che questo progetto suona davvero come una vera band più che come un progetto solista, ha scritto questo disco pensando alle canzoni e non a esibizionismi solistici. Con "The Fall", primo singolo, il pubblico ha avuto un assaggio di ciò che ci si aspetta. Joel dichiara di usare riff e melodie che lo hanno influenzato, ovvero band come Queensrÿche e Dokken, ma che spesso dimentica di menzionare. Trattasi di  un brano hard rock dove emerge un mix perfetto di melodia e potenza, impreziosito da un assolo di tastiera di Derek Sherinian che sfida le leggi della tecnica. Il viaggio continua attraverso la solarità di "Lifeline", un brano che riporta in auge il miglior rock melodico ma con una produzione moderna molto sleaze anni 2000, dove la voce di Jeff Scott Soto ai cori eleva il tutto...questa a mio parere è una di quelle canzoni che ti entrano in testa. Il cuore pulsante del disco emerge fin dalla prima traccia "You Can Give", un pezzo guidato da un riff prepotente che non lascia scampo e che mette in mostra tutta l'estensione vocale di Girish Pradhan, mentre la sezione ritmica martella senza sosta. Quello che emerge è che "From The Fade" è un album che dall'inizio alla fine mantiene una spinta di adrenalina pura, confermando che Joel Hoekstra è uno dei pochi musicisti oggi capaci di far convivere l'anima del metal classico con le modernità di un sound che guarda al futuro senza mai voltarsi indietro.

Katia

Gen 26

BLACK SWAN
“Paralyzed”
(Frontiers Music s.r.l.)
release: 27 - 02 - 2026
genere: class metal
voto: 7/8


Line up: Robin McAuley - lead vocals, Reb Beach – guitars, Jeff Pilson – bass, Matt Starr – drums

Tracklist: When The Cold Wind Blows, Death Of Me, Different Kind Of Woman, If I Was King, Shakedown, The Fire And The Flame, I'm Ready, Paralyzed, Carry On, Battered And Bruised, What The Future Holds

Sempre belle sorprese mi procura l'inossidabile McAuley: al Frontiers dell'anno scorso è stato veramente in gamba, l'album solista l'ho inserito nella personale top ten del nostro sito....insomma, come si dice, il vino più invecchia più diventa buono. Adesso eccomi qua alle prese col nuovo album (il terzo dopo "Shake The World" targato 2020 e "Generation Mind" uscito nel 2022) della all stars band Black Swan, capitanata, guarda un po', da lui, il grande Robin. Ovviamente qui siamo al cospetto di una band con musicisti doc: Robin McAuley (McAuley Schenker Group), Reb Beach (Winger, Whitesnake), Jeff Pilson (Foreigner, The End Machine, ex-Dokken) e Matt Starr (Ace Frehley, Mr. Big), quindi grande merito a tutti (tra l'altro il songwriting è stato fatto da Robin, Reb e anche Jeff...nda), non solo al già menzionato frontman. I Black Swan sono una "creatura" spudoratamente class metal; prendete un pizzico di Dokken, Slaughter, Lynch Mob, il tutto in salsa fine ottanta primi anni novanta, ma con una produzione attualissima e in linea con quanto richiesto dal mercato in questi anni. Ecco, questo è il sound che (per chi non ha sentito i precedenti lavori) ascolterete su "Paralyzed". A detta dei membri del gruppo, questo "Paralyzed" è, del trittico, il lavoro più hard, più pesante, dove hanno cercato di enfatizzare maggiormente l'aspetto heavy; ed hanno ragione. L'album è un concentrato di adrenalina, grandi riff corposi e taglienti di chitarra sostenuti da una sezione ritmica pulsante e, ovviamente, impreziositi da una impeccabile interpretazione vocale di McAuley. Un album che fila via dritto come un treno, che non ha sbandamenti o flessioni e concessioni verso modernismi fini a se stessi o sound troppo edulcorati e preconfezionati. "When The Cold Wind Blows" apre le danze con un class metal d'eccezione, e qui i Dokken si sentono eccome; brano tirato, ritmica dirompente e un guitar work calibrato ma mai invasivo – ottimo solos del bravo Reb! "Death Of Me" prosegue su binari più cadenzati ma indiscutibilmente hard. "Different Kind Of Woman" parte con la batteria di Matt in evidenza e procede in un elegante heavy rock portandoci a "If I Was King" che parte con un corposo e saturo riff di chitarra di Reb sul quale si avviluppa la sezione ritmica per un risultato d'effetto. La successiva "Shakedown" mostra un lato leggermente più commerciale – ma sempre heavy non dubitate – e finisce con chorus line in puro arena rock style. "The Fire And The Flame" invece ritorna a un class metal americano caro agli autori di "Kiss Of Death"; song aggressiva ma sempre stemperata da un gusto melodico sopraffino sul quale svetta la voce del nostro Robin e un guitar work con rispettivo solos di chitarra superlativo. Un intro sognante di chitarra apre "I'm Ready" che parte lenta e armonica quasi da sembrare una ballad ma....tutt'altro. E' sì una song più tranquilla che, però, nel pre chorus e refrain aumenta di spessore con un impatto hard vigoroso e coinvolgente. Arriviamo al veloce up tempo della title track; brano di spessore che eleva ulteriormente la qualità del disco. Sicuramente, suonata dal vivo sarà un tripudio. "Carry On" prosegue il discorso musicale intrapreso da questo album: nessuna flessione e tanta energia e potenza, condita da ritornelli dove la voce di Robin la fa da padrone. E la ballad? Magari nelle ultime due tracce? Macché. I Black Swan non fanno sconti e sia "Battered And Bruised" che "What The Future Holds" ci regalano heavy rock e class metal a profusione. Da amante della sei corde quale sono, vorrei fare una menzione particolare al lavoro del bravissimo Reb Beach che ci ha deliziato con la sua classe e tecnica per tutte le undici canzoni. Un album da avere assolutamente!

Roby Comanducci

Gen 23

AUSTEN STARR
“I Am The Enemy”
(Frontiers Music s.r.l.)
release: 13 -02 - 2026
genere: hard rock, heavy rock
voto: 7

Line up: Austen Starr – vocals, Joel Hoekstra - guitars (Whitesnake, Revolution Saints, Iconic, Cher, Trans-Siberian Orchestra), Chris Collier – drums/bass (Mick Mars, Lita Ford), Steve Ferlazzo - keyboards (Hugo's Voyage, Avril Lavigne), Chloe Lowery – background vocals (Trans-Siberian Orchestra)

'Tracklist: Remain Unseen, Medusa, I Am The Enemy, Read Your Mind, Get Out Alive, Effigy, Running Out Of Time, All Alone, Not This Life, The Light, Until I See You Again

Austen Starr autentica bionda female singer fa il suo esordio con questo debut album impreziosito da una collaborazione e una line up d'eccezione: Joel Hoekstra (Whitesnake, Revolution Saints, Iconic, Cher, Trans-Siberian Orchestra), che si occupa anche di tutte le chitarre dell'album, Chris Collier (Mick Mars, Lita Ford) al basso e alla batteria, Steve Ferlazzo (Hugo's Voyage) alle tastiere e Chloe Lowery (Trans-Siberian Orchestra) nei cori. Insomma, la cantante ha cercato di fare le cose "in grande" e sicuramente il prodotto sfornato è un grazioso dischetto che spazia da musicalità pop rock a frangenti indubbiamente hard, con punte di class metal e heavy rock soprattutto in certi passaggi dove il fuoriclasse Hoekstra da il suo meglio. Il disco è commerciale al punto giusto, adatto anche a un vasto airplay radiofonico, ascoltatevi il singolo "Medusa" e capirete, oppure la scoppiettante opener "Remain Unseen ", il gradevole fm rock di "I Am The Enemy", il morbido e avvolgente approccio della ballad "Read Your Mind", interpretata molto bene da Austen. Un ottimo class metal americano lo ascoltiamo su "Get Out Alive" mentre "Effigy" ci coinvolge nel suo up tempo veloce basato su un heavy rock frizzante ed energico dall'ottimo refrain. "Running Out Of Time" è un piacevole hard rock, sempre e comunque venato da ritornelli che si imprimono facilmente nella testa dell'ascoltatore, e questa caratteristica è di sicuro il punto forte di Austen e di questo album. Si va avanti con l'ottimo rock di "All Alone" e "Not This Life" per arrivare alla penultima traccia, "The Light", un'altra ballad che però non "brilla" come la precedente "Read...". L'album si chiude con un altro brano di energico heavy rock con sempre presente quel "pizzico radiofonico" che rende il tutto più accattivante. La registrazione, produzione e arrangiamento sono di buona caratura e il lavoro sia in fase di ritmica che solista dell'axe men Joel Hoekstra contribuisce a dare un importante tocco di qualità. Album interessante!

Roby Comanducci