ELECTRIC MOB “Discharge”

  • Artist: ELECTRIC MOB
  • Genre: heavy rock, alternative, modern rock
  • Production by: Frontiers Records
  • Voto: 3.5

 

 

Line-up: Renan Zonta – vocals, Ben Hur Auwarter – guitar, Yuri Elero – bass, André Leister – drums

Tracklist: Awaken, Devil You Know, King’s Ale, Got Me Runnin’, Far Off, Your Ghost, Gypsy Touch, 1 2 3 Burn, Upside Down, Higher Than Your Heels, Brand New Rope, We Are Wrong

Ottima sorpresa dal Brasile questi Electric Mob che, come un fulmine a ciel sereno, irrompono in questo inizio di una (speriamo calda e tranquilla, visto cosa stiamo passando!!! nda) estate. La band è nuova ma i musicisti sono rodati performers nei rispettivi strumenti con menzione particolare al vocalist Renan Zonta, già 'famoso' in patria per le sue partecipazioni al TV show “The Voice Brazil' che ha reso nota la sua stupenda ugola a tutti i suoi connazionali e, per fortuna, adesso at the rest of the world!! Questo debut album è molto particolare poiché i nostri si attestano su una matrice hard rock ma con innesti interessanti anche di altre musicalità: prendete i Rock City Angels, gli Extreme ed i più alternativi e moderni Audioslave, miscelate un pò il tutto e vi uscirà lo stile di questi ragazzi di Curitiba. Il disco inizia con una intro vocale 'Awaken' per partire con una slide guitar acustica stile country-western della prima poderosa hard blues song ' Devil You Know', autentico piccolo gioiellino da gustarsi con lo stereo a “palla”. Mantenendosi ben saldi ad un hard blues segue la graffiante 'King's Ale' che cede il passo poi alla settantiana 'Got Me Runnin’ (e qui viene in mente un altro eccellente e nuovo combo di musicisti i Greta Van Fleet, nda) ben arrangiata ed intrigante al punto giusto come la successiva (abbastanza simile come arrangiamento) 'Far Off'. 'Your Ghost' parte come una colonna sonora di un film di Sergio Leone, con tanto di chitarra acustica e fischiettio per poi dare spazio alla calda e rauca ma suadente voce di Renan e quindi in sequenza, sezione ritmica e brevi ma ficcanti solo di chitarra. Il ritmo si fa più energico dopo quasi quattro minuti mantenendo però sempre la cadenza iniziale con però ulteriori innesti di chitarra e vocalizzi del singer assolutamente da lodare. Come dicevo all'inizio ci sono alcune influenze ed una di queste la troviamo nella più 'moderna' 'Gypsy Touch' (per quello ho menzionato gli Audioslave, ovviamente con le dovute proporzioni) che si sviluppa su base hard ma contaminata da un groove rabbioso e più aggressive. Ritmica basso e batteria con partiture originali e moderniste le troviamo nella particolare '1 2 3 Burn' che sembra strizzare l'occhio ai gruppi della prima metà anni '90, pregevoli i cambi tempo e il guitar work anch'esso alternativo e più “sporco” e saturo, il tutto senza però scadere o uscire dal contesto musicale del disco. 'Upside Down' torna indietro di qualche anno verso fine anni ottanta e ripesca un sound dedito allo street metal più irriverente e sfacciato mentre un sano e robusto hard rock (con alcuni goduriosi innesti di fiati in alcuni frangenti) bluesato al punto giusto ma con tanta energia da un guitar work d'eccezione lo troviamo in ' Higher Than Your Heels'. Un netto salto in avanti, verso fine anni '90' ce lo fa fare la graffiante 'Brand New Rope' e quindi arriviamo alla conclusiva 'We Are Wrong' che miscela con sapienza il carattere dell'heavy rock con un pizzico di alternative rock sempre anni novanta. Un album veramente interessante che farà contenti molti di voi!!!

Roby Comanducci