MAGNUS KARLSSON'S FREE FALL “We are the night”

  • Artist: MAGNUS KARLSSON'S FREE FALL
  • Genre: guitar oriented / hard rock
  • Production by: Frontiers Records
  • Voto: 3.5

 

 

Line up: Magnus Karlsson – all instrumets and lead vocals, Anders Köllerfors – drums. Guest vocals: Dino Jelusick, Renan Zonta, Noora Louhimo, Mike Andersson, Ronnie Romero, Tony Martin

Tracklist: Hold your fire, Kingdom Falls, We are the night, Queen of fire, Dreams and scars, All the way down to the stars, One by one, Under the black star, Temples and towers, Don’t walk away, On my way back to earth, Far from over


In questo disco vediamo all’opera Magnus Karlsson, acclamato guitar hero svedese, in versione solista dopo anni e anni di apprezzatissime collaborazioni ai vari angoli del mondo. Personalmente, senza alcun timore lo dico, non ho mai apprezzato particolarmente questo genere di musicisti, non me ne sono mai trovato uno o più che davvero mi appassionassero; ovvero, per meglio dire, ho sempre preferito chi portava avanti il suo stile in una band, diventandone magari nel tempo un asse portante per il modo unico di suonare (esempi ce ne sono a decine, ma se ne devo nominare qualcuno penso a Tom Morello, come a Joe Perry o Brian May…). Il caso di Magnus Karlsson mi pare un esempio non di questa linea, nel senso che le molteplici partecipazioni ad altrui lavori nonostante periodi di “stabilità” come con i Primal Fear non hanno mai permesso al suo stile di integrarsi ed essere portante per una singola specifica band; tuttavia analizzando questo lavoro solista si vede come gli spunti creativi siano notevoli e la capacità di sfruttare i vari ospiti nelle song un ottimo viatico per creare, contro le previsioni, un lavoro dotato di carattere ed inventiva, che certo si muove con sicurezza in ambito di power metal melodico e che molto deve alla verve di chitarrista di Magnus ma non disdegna interessanti e originali digressioni; soprattutto, un lavoro dove la tecnica c’è m è un buon accompagnamento per il resto. Il lavoro è strutturato sulle qualità di polistrumentista di Magnus, coadiuvato alla batteria da Anders Köllerfors, e che interpreta anche le parti vocali in due pezzi avvalendosi negli altri di ospiti, tra i quali assolutamente spiccano Tony Martin (già nei Black Sabbath…) e Ronnie Romero (all’opera con i Rainbow). L’incedere delle song mostra un’opera comunque unitaria e ispirata da una generale rivisitazione del power con robusti innesti sinfonici (“One by one”) e con un classico stile molto tecnico (“All the way by the stars”, “Dreams and scars”); il tono è però tendenzialmente aggressivo e forte, sfociando spesso nell’epic, con possenti vocals accompagnate da riff quadrati. Tuttavia, non risente questa impostazione dell’abbondante sfruttamento di questa vena artistica nei decenni passati, riuscendo invece a mettere insieme un bel numero di pezzi con grinta e personalità; a tal proposito l’alternanza di voci aiuta a dare varietà nell’insieme, con la parte strumentale che ben si adatta ai vari stili lirici. La parte tecnica è naturalmente eccelsa in tutte le sue componenti e anche le doti vocali di Magnus, quando chiamate in causa, danno ottima prova di sé come quelle di tutti i cantanti all’opera. Per finire, può solo essere di limite al disco il fatto che un margine di citazionismo rispetto a certo power/hard tra fine anni ’70 e il primo lustro successivo sia presente. Nonostante questo, si tratta di un ottimo disco, godibilissimo e che consiglio vivamente.

Nikki