ENEMY EYES "History's Hand"

  • Artist: ENEMY EYES
  • Release Date: Venerdì, 18 Novembre 2022
  • Genre: metal/hard rock
  • Production by: Frontiers Music s.r.l
  • Voto: 4

 

 

Line up: Johnny Gioeli - vocals, Marcos Rodrigues - guitar, Alessandro del Vecchio - bass, vocals, Fabio Alessandrini - drums

Tracklist: Here we are, History's hand, Peace and glory, The chase, Preying on your weakness, What you say, What I believe, The Dream is gone, The miracle in you, Broken, The Rat Race

L’acclamato singer Johnny Gioeli (Hardline, Axel Rudi Pell, e una carriera solista di tutto rispetto) torna cercando una proposta musicale innovativa per i suoi trascorsi, ma non per le sue radici musicali: unire Hard d’oltreoceano alla scuola metal europea. Questa l’idea alla base di “History’s hand”, l’album del combo messo in piedi per realizzare questa sua intenzione, di cui senza altri fronzoli vado a discutere l’aspetto musicale nei dettagli. La mia impressione è che la voce aspra ma estremamente espressiva di Johnny si adatti davvero bene allo stile impostato, e il risultato diviene molto in fretta davvero piacevole da ascoltare. Io direi che siamo di fronte in realtà un metal epico e pomposo ma non pacchiano, dove risaltano numero fraseggi alla 6 corde e un riffing molto strutturato (questo sì da hard 80s di buona fattura) che non stona e anzi da molto spessore e potenza alle song. Su questa struttura, coniugata in una manciata di pezzi a mio avviso molto ben congegnati, che vanno dalla possente cavalcata della opener “Here we are” alla marcia epica di “The chase”, con varie apprezzabili sfumature, si staglia lo stile vocale del singer statunitense, enfatico ma che non perde mai di espressività, possente e al tempo stesso emozionale. Insomma trovo che questo disco faccia un’ottima impressione, lo ascolto volentieri ben oltre la minima dose necessaria per scrivere queste righe, e lo consiglio vivamente. Il lavoro di produzione rende giustizia a un suono che deve comunque di partenza essere aggressivo e rude, quindi non è cristallino ma ottiene la giusta ruvidezza necessaria per non togliere carica alle song. La tecnica dei musicisti non è mai sopra le righe, si nota comunque a mio avviso molto bene il lavoro dietro le pelli di Fabio Alessandrini, che dà molto nel rendere, anche lui, la parte di aggressività ed epica delle canzoni. Concludo senza dilungarmi inutilmente oltre che ritengo questo disco un ascolto molto azzeccato per tutti gli appassionati, e decisamente un lavoro che mi fa desiderare decisamente l’ascolto live di questa band. Buon ascolto!

Nikki