MICHAEL MONROE "I live too fast to die young"

  • Artist: MICHAEL MONROE
  • Release Date: Venerdì, 10 Giugno 2022
  • Genre: glam, hard rock
  • Production by: Silver Lining Music
  • Voto: 4

 

 

Line up: Michael Monroe - lead vocals, harmonica, Steve Conte - guitars, vocals, Rich Jones - guitars, vocals, Karl Rockfist - drums, Sami Yaffa - bass, vocals 

Tracklist: Murder in the summer of love, Young drunks & Old alcoholics, Derelict Palace, All fighter, Everybody's nobody, Antisocialite, Can't stop falling apart, Pagan prayer, No guilt, I live too fast to die young, Dearly departed

Venti anni fa esatti in questo periodo si diffondeva la notizia bomba della reunion degli Hanoi Rocks, inclusiva di tour europeo, a quasi un altro ventennio dalla fine dei fasti 80s della storica band finlandese; personalmente la ricordo come una delle notizie musicali che più mi ha shockato nell’apprenderla (nonché nel viverla, nel senso del susseguente live; ma magari ci torniamo un’altra volta, visto che il Cathouse era assolutamente presente allo storico evento…). E non troverei giusto non ricordare questo nel momento in cui recensisco l’ultimo lavoro della loro voce storica, Michael Monroe, che prosegue la sua illustre carriera solista con un nuovo lavoro che ci apprestiamo a commentare. Quindi, senza esagerare coi panegirici (anche se nel caso sarebbero decisamente meritati…) parliamo del disco. Allora diciamo innanzitutto che è una nuova ed eccellente prova nel solco, secondo me, ancora di quell’eccellente lavoro che era “Watcha Want” (uscito nel 2003, di fatto in contemporanea con la reunion appena menzionata), forse una specie di spartiacque musicale per la carriera di Michael: in esso lo stile glam di partenza si è fortemente contaminato con altre influenze, che qui ritroviamo: un rock aggressivo, a tratti quasi metal, (“All fighter”, “Pagan prayer”), momenti in cui il ritmo scema in modo evidente (l’eccellente “Antisocialite”, dove la voce di Michael resta su registri bassi ma perfettamente si intona con la ballad) o ancora momenti più vicini al sleaze 80s come la opener “Murder in the summer of love” o la stessa title track. In mezzo, canzoni che rimescolano questi elementi, nel nome di un rock che certo resta ancorato ad alcuni caposaldi, ma cerca sempre di reinventarsi.  Quello che è certo è che, a mio avviso, nella storia musicale di Mr. Monroe vi è sempre un buon bilanciamento tra "tradizione" e nuovi influssi, non riesco a trovare mai ripetitivi i suoi lavori nonostante restino ancorati, da un lato, al classico sleazy rock, ma ogni volta riesce a rinverdirsi aggiungendo davvero qualcosa alla sua musica. In questo senso rimarca come pur rimanendo legato alla band che ha contribuito a lanciare (a sua volta influenzando schiere di band d’oltre oceano…) e non mancando di restare su tali atmosfere a tratti, non possono mancare nel suo discorso musicale ampie e varie divagazioni che richiamano di volta in volta diversi punti del suo passato. I fan di Michael Monroe sanno cosa troveranno e per loro il disco è immancabile, per chi magari lo conosce solo come voce degli Hanoi Rocks, sappia che troverà quello e molto altro. E comunque a mio avviso non resterà affatto deluso. Buon ascolto!


Nikki