CLEANBREAK "Coming Home"

  • Artist: Cleanbreak
  • Release Date: Venerdì, 08 Luglio 2022
  • Genre: Heavy Metal
  • Production by: (Frontiers Music s.r.l)
  • Voto: 4

 

 

Line up: James Durbin - Vocals, Mike Flynts - guitar, Perry Richardson - bass, Robert Sweet - Drums.  Guest: Alessandro Del Vecchio - keyboards/background vocals 

Tracklist: Coming Home, Before the fall, Dying breed, We are the warriors, Dream Forever, Man of older soul, Still fighting, The pain of goodbye, Cleanbreak, Find my way, No other Hearth

I Cleanbreak sono un gruppo creato sostanzialmente attorno alla figura del singer James Durbin, che dopo l’esordio sotto il moniker Durbin viene qui supportato da una formazione stabile per creare un nuovo album che rimanda alle radici del metal classico USA. Prima di addentrarci nella musica, una volta tanto una nota sulla formazione, alla sezione ritmica troviamo Perry Richardson e Robert Sweet degli Stryper, e già questo ci dice il livello della formazione di cui stiamo parlando. Lascio a voi la ricerca sulle note biografiche del resto della band, aggiungiamo giusto un doveroso riferimento all’ospite d’eccezione, il nostro Alessandro Del Vecchio che collabora come produttore, compositore e guest alle backing vocals e alle tastiere (la schiera degli ospiti è ben nutrita e vi consiglio di verificarla, troviamo anche il polistrumentista cileno Nasson i cui Chaos Magic vi abbiamo recensito poche settimane fa). E veniamo finalmente al sound della band, un iconico metal con punte street ma con un riffeggio di fondo decisamente grintoso e che va a richiamare classici come gli Stryper stessi o i Judas Priest del periodo 80s. Lo stile è in generale orecchiabile e va a cercare cori coinvolgenti e un certo groove nei pezzi, ma questo assolutamente non esclude un tipo di suoni molto ‘eavy; si ha un certo bilanciamento tra le parti più accattivanti e quelle più aggressive, con la seconda che prevale in specifici pezzi come “Still Fighting”. In tale situazione a mio modo di vedere (o meglio sentire) si sfrutta al massimo lo stile vocale graffiante di Mr. Durbin, ed è anche forse il momento in cui alcune influenze come gli stessi Stryper sono più evidenti. Venendo alle singole linee strumentali, la chitarra è essenziale e non eccede mai nel cercare il proprio spazio solista; basso e batteria eseguono con notevole precisione la propria parte, e le tre assieme creano uno stile essenziale ma non per questo meno efficace. La produzione a sua volta non eccede, probabilmente cerca di ottenere quel sound 80s, arricchito rispetto alla ruvidezza, per dire, di certo NWOBHM, ma senza eccedere come oltreoceano si usava in quegli anni in generi molto prossimi. Traendo un’impressione generale, direi che si tratta di un ottimo disco, innanzitutto dal punto di vista compositivo per come suonano convincenti le canzoni sia singolarmente che come insieme. La classe vocale del singer si esalta decisamente, con un timbro alto ma che non perde di espressività, e tutte le parti strumentali sono ottimamente eseguite ma senza mai essere prolisse. Si tratta di un combo, o meglio di un super gruppo come recita la bio (ed effettivamente è) molto interessante di cui molto, molto volentieri valuterei la qualità in sede di live.

Nikki