KISSIN' DYNAMITE “Not The End Of The Road”

  • Artist: KISSIN' DYNAMITE
  • Release Date: Venerdì, 21 Gennaio 2022
  • Genre: hair metal
  • Production by: Napalm Records
  • Voto: 4.5

 

 

 

Line up: Johannes (Hannes) Braun – vocals, Ande Braun – guitars, Jim Müller – guitars, Steffen Haile – bass, Sebastian Berg - drums

Tracklist: Not The End Of The Road, What Goes Up, Only The Dead, Good Life, Yoko Ono, Coming Home, All For A Halleluja, No One Dies A Virgin, Gone For Good, Defeat It, Voodoo Spell, Scars

Arrivati al pregevole traguardo del settimo album i teutonici Kissin Dynamite non smentiscono e soprattutto non deludono i tanti - soprattutto in madrepatria - fans che li seguono sin dal 2008 quando uscì il loro debut album. La band è quanto di meglio la scena attuale possa proporre in veste di hard rock 'suonato in puro hair metal style' ! I nostri non hanno mai smesso di omaggiare i fatidici anni ottanta e tutte le rockband che girovagavano per Sunset Boulevard e Los Angeles; ma pur suonando uno stile simile i Kissin' hanno dalla loro una buona dose di originalità, fattore importante che contribuisce a rendere i loro dischi non banali “ricostruzioni” degli anni che furono ma un fresco prodotto dall'aria vintage e malizioso al punto giusto con però tutta la tecnica e l'arrangiamento di questo nuovo millennio. Se proprio vogliamo fare un esempio il gruppo è un mix tra Rough Cutt, Lion, Black n' Blue e Firehouse con un pizzico di Bon Jovi e acts attuali quali Crashdiet, Crazy Lixx e The Poodles....Si parte a bomba con la scalpitante title track che ci mette subito in riga e delinea il mood dell'album che andremo ad ascoltare. “What Goes Up” è invece più “rocciosa” e cadenzata nel suo incedere e ci prepara ad una delle chicche del disco, la commerciale e ruffiana “Only The Dead”, sgamata arena song molto catchy e con un ritornello che lo canterete per una settimana intera. E' quindi il momento della prima ballad “Good Life”, brano easy listening e assolutamente radiofonico a cui fa seguito “Yoko Ono” (ma non si tratta di un omaggio alla compagna di Lennon, nda), rock song di sicuro interesse come anche la successiva “Coming Home”, dedita ad un fm rock ad ampio respiro con aperture e chorus line dal forte impatto. “All For Halleluja” ci regala un hard'n'roll anche qui sempre molto “canticchiabile” e ruffiano. Giunge il momento di un altro pezzo “da novanta” la veloce ed energica “No One Dies A Virgin” brano indiscutibilmente glamour nell'approccio e nell'esecuzione. Da ascoltare a palla sul vostro stereo ballando come matti sul divano! “Gone For Good” è un altro lento, ben strutturato con le giuste armonie che, a tratti, ricordano i migliori Gotthard. Proseguiamo con la graffiante “Defeat it” impreziosita (anche in questo caso) da un ritornello azzeccatissimo! La penultima “Voodoo Spell” ci regala altri minuti di hair metal allo stato puro e quindi ci conduce al lento finale, “Scars”, intrigante al punto giusto senza però far gridare al miracolo. Cosa dire quindi? Beh, di album di questo tipo ne avremmo bisogno a tonnellate; in un periodo assai triste come quello che stiamo vivendo la musica è sicuramente un ottimo ricostituente, se poi è così easy e spensierata allora dovremmo assumerne ingenti dosi. Bravi!!

Roby Comanducci