GIRISH & THE CHRONICLES "Hail to the Heroes"

  • Artist: GIRISH & THE CHRONICLES
  • Release Date: Venerdì, 11 Febbraio 2022
  • Genre: hard rock
  • Production by: Frontiers Music s.r.l
  • Voto: 4

 

 

Line up: Girish Pradhan - vocals, rhythm guitar, Yogesh Pradhan - bass, keys/primary music producer, Suraj Tichatri AKA Suraz sun - lead guitars, Nagen Mombrati AKA Nagen nags - drums 

Tracklist: Primeval desire, Children of the night, I'm not the devil, Love's Damnation, Clearing the blur, Lover's traink, Rock 'n roll Jack, Hail to the Heroes (intro), Hail to the Heroes, Shaman's of time, Heaven's night, Rock 'n roll fever (feat. Chris Adler, Myrone, Rowan Robertson)

La band che vi recensisco oggi sono un acclamato gruppo hard rock/melodic rock/metal (la loro autodefinizione) proveniente dall’India, giunti al loro terzo lavoro. Non mi metto a commentare, come mia abitudine, i dettagli extra-musicali, parlo della musica che, è il caso di dirlo, il miglior biglietto da visita per questi ragazzi. Fin dalle prime track il disco è pesantemente fondato sul riffing di chitarra estremamente aggressivo e sulle ritmiche dure e quadrate, con quel tocco di orecchiabilità in certi ritornelli che ce li fa porre a metà tra i Whitesnake di “1987” e gli Skid Row di “Slave to the grind”. Certamente, si dirà, dei paragoni molto elevati, ma da quanto riesco a percepire dopo i giorni di ascolto che ho dedicato alla band, sono assolutamente quelli che trovo più adatti. Dopotutto, appena oltre il muro del riffing marziale e della ritmica quadrata e possente, sentiamo come l’asprezza della voce di mr. Girish va spesso a cercare cori catchy ma anche motivi intensi, forse in certi aspetti ricordando, appunto per le linee vocali, anche il periodo più tardo dei Twisted Sister. Non è comunque esatto dire che la vena metal della band sia poco evidente, penso agli assoli e alle liriche di “I am not the devil” ad esempio, tuttavia è opportunamente usata per costruire un sound coinvolgente e avvolgente. Le influenze sono diverse ma devo dire che è ottimo, per me, il modo in cui sono amalgamate; la band ha personalità e, se non può dirsi al 100% originale in molti riff, si ritaglia un suo spazio musicale che è ben determinato. La struttura delle song è evidentemente ben dosata e si sente un ottimo lavoro di arrangiamento in studio. La produzione cattura appieno la grinta del gruppo e credo non sia un caso che il ruolo di “Primary music producer” sia del bassista Yogesh Pradhan, il sa così fa vedere la sua abilità tecnica da entrambi i lati del mixer. Concludo quindi con un grande encomio per questa band, che decisamente da soddisfazione all’ascolto e in questo lavoro ci fa davvero desiderare non sia così difficile vederli dal vivo presto. Apprezzerei molto, personalmente!

Nikki