INSANIA - "V (Preparatus supervivet)"

  • Artist: INSANIA
  • Release Date: Venerdì, 12 Novembre 2021
  • Genre: Power Metal
  • Production by: Frontiers Music s.r.l
  • Voto: 5

 

 

Line up: Ola Halén - vocals, Dimitri Keiski - vocals, Peter Östros -guitar, Niklas Dahlin - guitar & keyboard, arrangements, Mikko Korsbäck - grums & keyboard, Tomas Stolt - bass  

Tracklist: Preparatus supervivet, Solur, Prometheus rise, Moonlight shadows, My Revelation, We will rise again, Like a rising star, Blood, Tears and agony, Entering paradise, Power of the dragonborn,The last Hymn to life.

C'era un anno in cui tutto quella che luccicava era oro, nel rock ’n roll, e come tutti sanno, era il 1972; ci sono stati altri anni magici, un po’ di più o di meno, e ognuno ha i suoi. Con meno scalpore forse globale ma notevole tra gli appassionati, io credo che tra i metalheads … ehm … attempati, in pochi non ricordino l’anno di grazia 1998, o tuttalpiù il biennio 1997-1998, in cui nel volgere di pochi mesi almeno una mezza dozzina di lavori portanti del Power/Epic uscirono per restare per anni nel cuore degli appassionati. Qualcuno storse il naso, qualcuno invece era entusiasta e lo è rimasto, qualcuno parlò di puro plagio di vari antesignani, eccetera… ecco allora c’era comunque una forte discussione ed era decisamente un segno di vitalità dell’intero movimento metal. Mi fermo qua. La colpa, chiamiamola così, di questo disco, è di richiamarsi così fortemente ad alcuni passi di quei momenti, da non poter non meritare un accenno alla cosa. Lasciamo lì il discorso e veniamo a questo lavoro proveniente dalla pluri-celebrata, in ambito musicale, Svezia. Gli Insania sono ormai una band esperta e col suo quinto lavoro ci offre un suo nuovo spaccato, ovviamente, di Power/Epic di ottima fattura. La loro storia peraltro affonda in pieno negli anni ’90 essendo stati fondati nel 1992, avendo proseguito un onorevole carriera fino al 2007, salvo poi di fatto sciogliersi per tornare col presente lavoro.  Parliamo di quanto troverete nel disco dunque: beh, essenzialmente pregevole power metal, pesantemente influenzato da Stratovarius e Angra, ma anche variato e non monotono nel suo discorso musicale. Certo la doppia cassa e le classiche cavalcate imperversano (ottima ad esempio “Moonlight shadows”) ma vi sono vari registri, con ballad o pseudo tali (“Blood tears and agony”) e apprezzabili cambi di ritmo (“My revelation”) a rivelare una certa inventiva e una buona dose di talento compositivo. Apprezzo tutte le parti, dal cantato ai vari strumenti, che riescono a essere incisivi senza diventare barocchi come capita a volte; le linee di chitarra ad esempio sono fortemente aggressive ma non scadono mai nell’eccesso per quanto riguarda lo sfruttare le parti soliste: un ottimo esempio in questo senso sono i fraseggi della già menzionata “Blood tears and agony”. Anche la produzione è eccellente, i suoni sono tutti curatissimi e hanno una resa perfetta. Andando a concludere, un lavoro certamente di un’ottima tecnica, curato e preciso in tutte le sue parti, non ultima quella compositiva: il disco si fa ascoltare e riascolta più e più volte, fino a farsi ampiamente citare i momenti in cui il citazionismo per i mostri sacri degli anni ’90 diventa davvero evidente. Quindi, non aggiungerei altro, è un ottimo lavoro che vale tanto per i molto appassionati del genere come per chi non lo ama specificamente ma apprezza una digressione in queste sonorità. Buon ascolto!

Nikki