THE DEAD DAISIES “Holy Ground”

  • Artist: THE DEAD DAISIES
  • Release Date: Venerdì, 22 Gennaio 2021
  • Genre: hard rock
  • Production by: Spitfire Music /SPV
  • Voto: 4.5

 


Line up: Glenn Hughes - vocals and bass, Doug Aldrich - lead guitar, David Lowy - rhythm guitar, Deen Castronovo – drums.

Tracklist: Holy Ground (Shake The Memory), Like No Other (Bassline), Come Alive, Bustle And Flow, My Fate, Chosen And Justified, Saving Grace, Unspoken, 30 Days In The Hole, RighteousDays, Far Away.

Eccolo, è arrivato finalmente il nuovo capitolo della saga di questa all stars band, i 'Daisies, in auge dal 2012 che ha annoverato una folta schiera di eccelsi musicisti e cantanti dove l'unico membro fisso è da sempre stato il fondatore e chitarrista David Lowy. Dopo l'esordio con Jon Stevens e poi il periodo con il bravo Corabi ecco il turno nientepopodimeno che Mr. “The Voice” Glenn Hughes!!! Eh si ragazzi, lo zio Glenn dall'alto (beh non molto visto la sua fisicità hehehe....nda) del suo immenso background e ancora baciato dalla Dea Fortuna delle corde vocali, si appresta a deliziarci coi suoi vocalizzi e il suo eccelso bass working, sicuramente la ciliegina sulla torta che, forse, prima era mancata nelle precedenti line up. I nostri escono quindi col loro quinto full lenght album che non lesina in quanto ad energia e potenza e ci dimostra come un sound direttamente derivativo dai seventies possa, con le tecnologie attuali e un arrangiamento attuale e moderno, ancora annichilire qualsiasi detrattore del sano ed incontaminato hard rock. Perchè di true hard sound è formato questo splendido “Holy Ground” e sembra voler sfidare qualsiasi produzione o band dell'ultima ora per dimostrare che il rock vero, sudato e suonato con maestria non tramonterà mai. In assoluto menzione d'onore per la pulsante 'Like No Other (Bassline)' dove uno stratosferico Hughes da una lezione a vocalist vari e soprattutto esegue per tutta la durata della song un poderoso bass working da antologia. Coadiuvato poi da quella 'macchina umana' che risponde al nome di Castronovo dietro le 'pelli' capirete su quale livello si attesta questo “Holy Ground” in quanto a sezione ritmica e pulsante adrenalina. Non c'è una song sottotono in questo disco e le due chitarre, quella solista di Aldrich accmpagnata dalla fedele ritmica di Lowy cesellano riff e un guitar work corposo e 'compresso' al punto giusto. Non riesco ad estrapolare (eccetto la già menzionata 'Like no Other...') una o più canzoni, l'album è da ascoltare tutto d'un fiato e vi assicuro che alla fine ripartirete ad ascoltarlo immediatamente!

Roby Comanducci