ARCHON ANGEL “Fallen”

  • Artist: ARCHON ANGEL
  • Genre: power - epic metal
  • Production by: Frontiers Records
  • Voto: 4

 

 

Line up: Zak Stevens – vocals, Aldo Lonobile – guitars, Yves Campion – bass, Marco Lazzarini – drums, Antonio Agate – piano and keyboards.

Tracklist: Fallen, The Serpent, Rise, Under the spell, Twilight, Faces of innocence, Hit the wall, Who’s in the mirror, Brought to the edge, Return of the storm

Oggi recensiamo un interessante album che, nella bio, alla voce “genere” va sotto “Heavy Metal”: ehm, un po’ generico. Più semplice ricostruire le intenzioni dei protagonisti, prima di accedere alle tracce, semplicemente presentandoli. Il progetto nasce dalle idee messe in comune da Aldo Lonobile (Secret Sphere) e, ehm, mr. Zak Stevens (Circle II Circle e Savatage) durante le registrazioni di “Return to Eden”, lavoro solista di Timo Tolkki (già con … dai, non mi fate ulteriormente ribadire l’ovvio). Già questo basterebbe e definire il concept musicale di questo lavoro, chiaramente fatto salvo che i due esperti musicisti non volevano sperimentare qualche variazione sulle loro tipiche coordinate artistiche (sarebbe stato lecito) ma cercare invece una nuova e interessante realizzazione in tema di power epico e melodico, sulla scia proprio di quel progetto meraviglioso e mai troppo rimpianto che furono i Savatage. A completare il team intervengono, ed è bene citarli per inquadrare il lavoro, come aiuto compositori, Simone Mularoni (DGM, Sweet Oblivion) e Alessandro Del Vecchio (ovviamente compagno di band di Aldo negli Edge of Forever, nonché con una lunga serie di collaborazioni alle spalle, di cui abbiamo spesso parlato su queste pagine). Mi scuso per la lunga ma doverosa introduzione, e veniamo al racconto di cosa si trova in questo album. L’ascolto delle tracce, a livello artistico, lascia una chiara e netta impressione: quello che colpisce è la eccellente prestazione vocale di Zak, una certezza nel dare espressività e pathos ai pezzi, in ottima forma e capace di rendere la giusta potenza alle song, elemento necessario per ricreare le atmosfere più pregnanti del genere proposto. Il genere, mi va di spendere qualche parola, è quel mix di heavy e melodia che ai tempi dell’esplosione del power (fine anni ’90) ha conosciuto il suo massimo successo commerciale, essendo però ben presente da prima nel panorama metal. A tal fine le linee vocali si adattano, dai momenti dove si cerca la melodia e i toni bassi (“Brought to the edge”) a quelli dove ci si avvicina di più alle radici stesse del genere, più aggressive e da metal classico (“Under the spell”). Non bisogna certo dimenticare, sebbene sia implicito, l’ottimo lavoro in sede di composizione e arrangiamento, che forse non sperimenta eccessivamente in questi ambiti, ma non è una scusa: le composizioni hanno un ottimo impatto e ripropongono bene le vecchie atmosfere che si cerca di riproporre. Possiamo trovare una linea di novità forse dopo la metà del disco, ove si ha un certo maggior sfruttamento degli effetti sonori e delle linee di tastiera, quasi ad ammiccare al genere delle colonne sonore cinematografiche, calcando il tono epico delle composizioni man mano che diventa più pregnante la narrazione del concept, stavolta narrativo, del disco, ovvero l’epica dell’”Archon Angel” a cui la band deve il nome. Non mi dilungo su tale aspetto ma vi consiglio di approfondirlo appena possibile. Completano il quadro del disco le ottime interpretazioni musicali degli strumentisti: la sezione ritmica è attenta alla precisione e a dare la giusta marzialità, dove serve, per dare la base per le linee vocali, e pure l’arrangiamento delle linee di chitarra appare in certi momenti sacrificato per dare il giusto spazio espressivo alla voce di Zak. Per il ruolo delle tastiere vale il commento precedentemente espresso sull’epicità del genere, e non si può non menzionare l’ottimo lavoro in fase produttiva, che restituisce una chiarezza cristallina dei suoni perfetta per ricreare le atmosfere epiche e melodiche del disco. Un ottimo lavoro, sognante e aggressivo alternativamente, che invoglia decisamente all’ascolto; vi consiglio decisamente questo disco, quale che sia il vostro genere di metal favorito.

Nikki