VINNIE MOORE 'Soul Shifter'

  • Artist: VINNIE MOORE
  • Genre: guitar oriented
  • Production by: Mind's Eye Music
  • Voto: 4

 

 

Line up: Vinnie Moore – guitars, bass, keyboards.
Addictional musician: Rudy Sarzo – basso, Randy McStine – basso, Michael Bean - John Cassidy – keyboards, Jordan Rudess – piano, Richie Monica – drums, John Pesson – drums.

Tracklist: Funk Bone Jam, Same Sun Shines, Kung Fu Grip, Mystified, Brother Carlos, Gainesville Station, Soul Rider, Mirage, Heard You Were Gone, Across the Ages

Oh...ma guarda che bella sorpresa, a distanza di quasi un lustro dal penultimo “Aerial Visions” torna al full lenght album l'axe ero Vinnie Moore. Allora, non nego di avere una predilezione per tutto il mondo dei guitar heroes.... gli anni ottanta (quando scoppiò il boom dei velocisti dettato dal patron Mike Varney io compravo tutto quello che usciva) era il loro momento e il qui presente cinquantaseienne allora imberbe talentuoso diede alle stampe nel 1985 “Mind's Eye”, disco di assoluto livello ma che al sottoscritto non piacque moltissimo. Consideravo il buon Vinnie un clone di Malmsteen (ed in effetti lo era) e non mi ha mai affascinato nei suoi primi lavori solisti. Poi col passare del tempo ho apprezzato maggiormente il suo sound e sono quindi felice di poter constatare che in questo 2020 siamo qui a recensire album di questa musicalità e non solo grind, nu metal o metal sinfonico con cantanti donne che urlano in growl. Spezzo subito una lancia a favore di questo strumentale “Soul Shifter”: il nostro si è dedicato, miscelando nel migliore dei modi, a diversi stili quali il rock classico, il funk, l'heavy rock, il classicismo e – ovvio- in alcuni momenti hyper speed guitar. Da notare la presenza di una folta schiera di session man che hanno dato un prezioso contributo alla riuscita di questo disco anche se è sempre il nostro guitar hero, che qui suona anche basso e tastiere, a rendere l'album un piccolo scrigno di momenti magici. Si parte con la funkeggiante opener che è un eccelso biglietto da visita per poi seguire con la più classica e non eccezionale 'Same Sun Shine' mentre si rialza il tasso di adrenalina con la stupenda 'Kung fu Grip'; un mix di funky, rock, hard che deve qualcosa a Satriani e Vai ma è resa originale dal tocco del nostro che usa il wah-wah facendo emettere alla chitarra autentici vagiti ...quasi parole. Stupenda! La successiva 'Mystified' è lenta e sognante, giusto per rilassarsi un pochino come anche 'Brother Carlos' che però è più originale nella parte finale solista più ricercata ed elegante. Un altro pezzo sopra le righe è 'Gainesville Station', un heavy rock tagliente ma molto ruffiano ricco di fraseggi e riff che rendono il brano quasi ballabile e gaudioso, menzione particolare per lo sviluppo nella parte finale del solos di chitarra che duetta con le parti di piano! Si calmano gli spiriti con l'eufonica 'Soul Rider' e 'Mirage' per arrivare alla lenta ' Heard You Were Gone' elegante nell'esecuzione e nelle armonie anche se non fa gridare al miracolo. Chiude l'album 'Across The Ages' bella song dove il nostro da sfoggio alla sua bravura per convincerci che ancora oggi, in questo periodo assai sterile di emozioni, un bel disco strumentale può essere un regalo prezioso.

Roby Comanducci