BONFIRE “Fistful of Fire”

  • Artist: BONFIRE
  • Genre: hard rock
  • Production by: AFM Records
  • Voto: 3.5

 

 

 

Line up: Hans Ziller - guitars/backing vocals, Alexx Stahl - lead vocals, Ronnie Parkes - bass/backing vocals, Frank Panè - guitars/backing vocals, Andrè Hilgers - drums

Tracklist: The Joker, Gotta Get Away, The Devil Made Me Do It, Ride The Blade, When An Old Man Cries, Rock’n’Roll Survivors, Fire And Ice, Warrior, Fire Etude, Breaking Out, Fistful Of Fire, The Surge, Gloryland, When An Old Man Cries (Acoustic Version)

Non posso negare la mia affezione al combo teutonico in questione. I Bonfire per il sottoscritto sono stati (ma lo sono ancora magari non più con la verve degli anni d'oro) la band hard rock per eccellenza. Li preferivo, in alcuni album, anche ai connazionali e maestri Scorpions. Inutile negare l'incommensurabile valore di una pietra miliare qual'è stata “Point Blank” nel lontano 1989 mai più (purtroppo) superata ma comunque i Bonfire dal 1986 ad ora hanno confezionato ben 25 dischi (tra studio, live, best ecc...). Questo, appunto, è il loro venticinquesimo album che cercherà di regalarci un po' di sano e robusto hard rock sempre venato dalla loro intensa armonia. Peccato che oramai dal 2015 abbia lasciato il gruppo il fantastico vocalist Claus Lessmann e questo è un punto decisamente a sfavore poiché la sua ugola avrebbe donato anche a questo “Fistful...” un mood ed un alone differente anche se il singer attuale Alex Stahl fa di tutto per farsi voler bene ed anche se la sua timbrica non ha minimamente il mordente e l'aggressività di Lessmann riesce comunque a regalarci una buona prestazione. Il disco indubbiamente è strutturato bene su 14 tracce (forse anche troppe) e da adito all'unico membro rimasto della formazione originale, il chitarrista Hans Ziller, di aver fatto un buon lavoro. La band è sinonimo di potenza miscelata a forti eufonie e arrangiamenti che rendono -a volte – il suono pomposo e 'importante'. Infatti per poter ascoltare un mood di questo tipo, lasciando perdere il bellissimo intro iniziale 'The Joker', salterei subito alla quarta traccia, 'Ride The Blade' che rimembra i vecchi fasti ed ha l'imprinting giusto per conficcarsi nella vostra testa, una song che avrei visto bene nella tracklist dell'ottimo “Free” targato 2003. C'è anche un lento (poi ripreso in versione acustica nel finale) 'When An Old Man Cries' pezzo valido, non eccezionale, ma interessante. Ma in questo album sono i brani più rocciosi a vincere la partita e quindi menzione particolare per la diretta 'Rock'n'Roll Survivors', brano semplice con delle buone chorus line da valorizzare sicuramente in chiave live. Saltiamo quindi ad un altro intro dove si dilettano i due chitarristi con un ottimo risultato strumentale, parlo di 'Fire Etude' che ci prepara al roccioso heavy rock di 'Breaking Out'. Un altro intro strumentale molto interessante 'The Surge' ci conduce invece all'aggressivo up tempo di 'Gloryland'. Questo è quanto ragazzi. Un album che supera abbondantemente la media della qualità attualmente in circolazione pur avendo qualche song sottotono ma rifacendosi alla grande nelle tracce che vi ho descritto e che valgono l'acquisto di questo disco!


Roby Comanducci