MICHAEL MONROE
“Outerstellar”
(Silver Lining)
genere: sleaze, rnr
release date : 20 – 02 - 2026
voto: 7+
Line up: Michael Monroe - lead vocals, harmonica, Steve Conte - guitars, vocals, Rich Jones - guitars, vocals, Karl Rockfist – drums, Sami Yaffa - bass, vocals
Tracklist: Rockin' Horse, Shinola, Black Cadillac, When The Apocalypse Comes, Painless, Newtro Bombs, Disconnected, Precious, Pushin' Me Back, Glitter & Dust, Rode To Ruin, One More Sunrise
E' uscito il nuovissimo album solista del grande Michael Monroe, autentica icona del glamour ottantiano e assoluto punto di riferimento per tutto il nostro beneamato genere rock/glam/sleaze. Lo fa con la medesima formazione – stabile - dal disco "Blackout States", uscito nel 2015. L'intesa tra i musicisti, dopo diversi album e anni insieme, si sente, e i vocalizzi e l'attitudine del biondo rocker finlandese sono ancora degni di nota. Sessantatré anni e non sentirli: dicono che il rock mantiene giovani beh...come dargli torto? Questo album esce a quattro anni di distanza dall'ultimo "I Live To Fat To Die Young! (2022) ed è valsa l'aspettativa, considerato il prodottino che Michael ci ha servito sul piatto. "Outerstellar" suona bene, fila via liscio e graffiante al punto giusto. Le canzoni sono ben strutturate: durata medio breve, feeling, armonia e aggressività dosate con intelligenza e quel pizzico di verve punk che ha da sempre contraddistinto il nostro singer sia da solista che coi memorabili Hanoi Rocks. L'album fa leva su due mood: da una parte un rock più ragionato, meno selvaggio e da vasto airplay come la bella "When The Apocalypse Comes", la lenta e melodica (ma non è una ballad) "Painless" o "Glitter & Dust", rock ballad di sicuro effetto, e poi su una verve rock-sleaze con accenni punk. Ovviamente è in quest'ultima verve che apprezziamo maggiormente il suddetto full lenght album. Infatti, l'adrenalinica partenza con "Rockin' Horse" mette subito le carte in tavola e ci fa capire che il singer è ancora un leone. "Black Cadillac" nel suo incedere cadenzato accomuna energia e gusto melodico con un guitar work acido e tagliente, mentre una delle chicche dell'album, "Newtro Bombs", ci colpisce come un pugno nello stomaco con la sua velocità e aggressività punk. Eccelsa. Ma non finisce qui; "Disconnected" ci riporta ai tempi del bellissimo "Not Fakin' it" (album solista del 1989 che conteneva la perla "Dead, Jail or Rock'N'Roll ", nda). Sempre su stilemi fortemente true rock ascoltiamo "Precious, impreziosita anche da un solo di armonica di Michael, brano che rimembra qualcosa di Iggy Pop. Unica traccia di lunga durata (oltre sette minuti!) è la conclusiva "One More Sunrise"; inizio lento che si sviluppa in un rock più sostenuto ma anche "radiofonico" per poi rallentare e dar spazio a un solo di sax che inietta ulteriore pathos alla song e fa poi partire un guitar solo lodevole. Ulteriore stop sulle note di un pianoforte con la voce di Monroe che si fa più intensa per poi, però, ripartire aumentando nuovamente il ritmo e concludere la song con il giusto groove. Insomma... il buon Michael ci ha nuovamente deliziato con un album che, pur non essendo un masterpiece, è in grado di regalarci del buon sano rock'n'roll.
Roby Comanducci
