ANDY AND THE ROCKETS
“Casino”
(Delapop)
release date: 10 -10 - 2025
genere: hard rock
voto: 7
Line up: Andreas Forslund - lead vocals and guitar, Filip Westgärds - bass guitar and backing vocals, Robin Lagerqvis - lead guitar and backing vocals, Max Marcusson- drums
Tracklist: I'm Alive, Your Touch is Too Much, I'll Die if You're Done, The Other Side, Cyanide, Wild Ones, Creatures of the Dark, Dirty Love, Seven Years of Bleeding, Ride or Die, In From The Cold, Heartbreak City
Nuovo album per questo combo di artisti Svedesi (....oramai la Svezia è il paese culto del rock d'autore!) che, con l'aiuto al songwriting dell'onnipresente mammasantissima del music biz nord Europeo, Mr. Erik Martensson (Eclipse) hanno sicuramente dato nuova linfa vitale al già loro particolare sound; questo “Casino” è un bel disco di elegante rock, a tratti eufonico e radiofonico e in altri momenti più elettrico ed heavy rock. Il loro è un eccellente mix tra D.a.D – su “Ride or Die” il giro di chitarra iniziale è praticamente identico a “Sleeping My Day Away - Eclipse, Gotthard – ascoltate la granitica “ Heartbreak City” e mi direte - e nei momenti più leggeri i Nickelbeck (più duri....perdonate lo strano giro di parole...nda). Ma sono influenze ed accenni, poiché Andreas Forslund e soci hanno comunque dalla loro una discreta originalità e si riescono a fare apprezzare per spunti dettati da qualità e capacità esecutiva. Un album che parte sicuramente in “pompa magna” con una delle song “clou” di tutta la tracklist, “I'm Alive”, autentica arena song, dal refrain accattivante e dal riff di chitarra che si conficca nel cervello e non va più via per intere giornate. Medesima energia ma dal sapore più street la troviamo nella successiva “Your Touch is Too Much” con strizza l'occhio agli HCSS ma rimane sempre ben salda allo stile dei 'Rockets. Ma, in definitiva, è l'intereo prodotto che piace, ammicca, stuzzica l'ascoltatore sia nei momenti più spudoratamente pop (rock) come “I'll Die if You're Done”, nelle ballate edulcorate ma mai banali come ”In From The Cold” o negli ottimi passaggi heavy rock di “The Other Side” o fm rock di “Seven Years of Bleeding”. Non ci si annoia di sicuro ascoltando “Casino” e questo è indubbiamente un grande pregio.
Roby Comanducci
