Ago 26

DOUBLE VISION “Double Vision”

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DOUBLE VISION
“Double Vision”
(Frontiers Music s.r.l.)
release: 11 - 07 - 2025
genere: Rock / AOR / Pop-Rock
voto: 7

Line up: Chandler Mogel - vocals‎, Scott Duboys - drums, Scott Metaxas - bass, Chris Schwartz - guitar, Paul Baccash - guitar, Alex Lubin - keyboards

Tracklist: Prison of Illusion, No Fool for Love, The Man You Make Me, I Know the Way, Youphoria, Look Out for Me, Transient Times (Instrumental), Silence is Louder, Church of the Open Mind, Once Before, A Stranger's Face, This Day and Age, Love Could Rule

Disco d’esordio per i Double Vision, primo album di inediti per questa band nata come fedele tributo dei Journey: tredici brani in vero stile rock ‘80, con influenze del gruppo di riferimento e tante altre sfumature interessanti, attraverso un’impronta comunque personale e relativamente moderna, soprattutto a livello sonoro. La line-up è formata da alcuni tra i migliori musicisti e volti conosciuti nella scena rock newyorkese, i quali avevano maturato nel tempo il desiderio di realizzare musica inedita, confluita poi in questa pubblicazione sotto etichetta Frontiers Music. “Prison of Illusion”, prima traccia e primo singolo, pezzo rock “suadente” un po’ evocativo che si muove tra tonalità minori e maggiori attraverso transizioni sospese: particolari i fraseggi di saxofono eseguiti dal tastierista con un suono ad hoc (parzialmente realistico ma abbastanza credibile), che ritroveremo anche in altri brani. Andamento simile per “No Fool for Love” (al pari di “This Day and Age”), ma struttura ritmica ancora più movimentata, con stacchi di batteria e “di insieme” su intro, strofe e ritornelli (“ostinato” incalzante della tastiera), molto bello e interessante l’assolo di chitarra, un misto di virtuosismo, melodia ed espressione. La traccia n. 5, “Youphoria”, oltre al nome derivante da un geniale gioco di parole rappresenta a mio parere la vera hit (e la mia personale preferenza), quella che in effetti ricorda maggiormente lo stile dei Journey: un rock dal ritmo sostenuto, in equilibrio tra fine 80 e inizio 90 con un “mood” synthwave e scenario sonoro allo stesso tempo emozionante e malinconico. Il brano “Silence is Louder”, invece, ricorda molto uno stile Queen / English / “Elegant Rock”, mentre “The Man You Make Me” (stile pop, vagamente Take That) e “I Know the Way” (folk-rock), eleganti ed avvolgenti, fanno parte di un insieme di ballad e power ballad che comprende “Look Out for Me”, “A Stranger's Face”, “Once Before”, ma soprattutto “Church of the Open Mind” (influenze per me evidenti seppur molto differenti tra di loro quali Rolling Stones, Joey Tempest, Bon Jovi) e “Love Could Rule” in chiusura del set, di fortissima derivazione Tears for Fears: lo strumentale “Transient Times” segna a grandi linee la divisione tra la prima e seconda parte della serie (nonchè dell’album stesso). Tra le sfumature generali si possono infine annoverare anche Elton John e U2. Considerando il prodotto nella sua interezza, va fatto un plauso al gruppo per composizione, scrittura e scelta dei suoni, gli arrangiamenti risultano spesso coinvolgenti mentre l’esecuzione è ottima se non impeccabile nonostante a volte risulti un po’ “scolastica”: la produzione è anch’essa di ottima fattura anche se non sempre convincente ai miei occhi (e alle mie orecchie ^_^), in particolare in certi frangenti l’insieme risulta fin troppo “secco e asciutto”, secondo me avrebbe bisogno di “respirare” un po’ di più (un tocco leggermente diverso nell’uso dei reverberi in fase di registrazione e mixaggio). In definitiva, la valutazione finale deriva dalla media tra i vari elementi e il risultato va comunque a promuovere questo disco, che si ascolta volentieri dall’inizio alla fine. Approvato

Fra 'ZMG'

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Additional Info

  • Artist: DOUBLE VISION
  • Release Date: Venerdì, 11 Luglio 2025
  • Genre: Rock / AOR / Pop-Rock
  • Production by: Frontiers Music s.r.l.
  • Voto: 7

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