STREETLIGHT
“Night Vision”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 14 – 03 - 2025
genere: melodic rock
voto: 3.5
Line-up: Johannes Häger - lead vocals and guitars, Filip Stenlund - guitars, backing vocals, John Svensson - keys, backing vocals, Erik Nilsson - drums, backing vocals, Johan Tjernström - bass, backing vocals
Tracklist: Long-Distance Runner, Captured In The Night, Sleep Walk, Learn To Love Again, Late Night Hollywood, Leanna, Straight To Video, Fly With Eagles, Where Did Love Go, End Game
Siamo a marzo, accadono tante cose in questo mese, a volte pasqua, a cadenze regolari il mio compleanno; e in questo specifico marzo anche il nuovo album degli Streetlight intitolato “Night Vision”. Gli Streetlight sono un gruppo melodic rock di Jonkoping, Svezia. La band rimane fedele al genere, offrendo sonorità distintive e ritornelli incisivi, con grandissima ispirazione verso istituzioni come Journey, Toto e Kansas. Gli Streetlight sono fatti apposta per essere vissuti dal vivo e la band porta la sua musica in tour, suonando sia nei club che nei festival, tra cui il festival svedese AOR Malmö Melodic. Gli Streetlight vogliono mediare, facendo musica che sia divertente da ascoltare, oltre che da suonare Più che definirlo un album, “Night Vision”, potrebbe essere definito una autentica macchina del tempo che ha come anno scritto sul display di viaggio il 1980! Partiamo con il singolo che apre e promuove il disco: “Long-Distance Runner “ è gli anni 80 tutti insieme: synth protagonisti a pieno palco, voce potente e decisa, solo finale di chitarra molto southern, tutto perfettamente equilibrato in un'atmosfera malinconica ma speranzosa. Le chitarre si inaspriscono mantenendo comunque un equilibrio preciso con la voce e le tastiere in “ Captured In The Night”, dove si aggiungono i cori per non dimenticare il “mood eighties” che rappresenta perfettamente gli Streetlight. Assolo deciso che slitta in una lieve pausa pronta a tornare sul ritornello. Fade finale immancabile! “Sleep Walk” scende leggermente di tempo e apre sul ritornello aumentando di valore melodico; chitarre armonizzate seguono il percorso della voce e i cori aprono all'infinito. I synth questa volta protagonisti assoluti con un assolo d'impatto. Un po Cindy Lauper, un po Journey per “Learn To Love Again”, ballad per antonomasia, pulita e senza fronzoli, i synth, come per legge, regalano il ritmo al riff centrale che danza con la voce, lasciando gli altri strumenti un po' più in disparte. Assolo hard rock e voce potente. Molto bene ragazzi! Suggestivo inizio di tastiere e cori per “Late Night Hollywood”, quasi stile Poison, voce più potente e chitarre più spinte, ottima la salita vocale verso il solo che duetta con la voce. Poi ancora synth a rimettere tutto in riga, canzone potente! “Leanna” prende a piene mani le ritmiche dei Toto trasformando però in un suono un po' soul e un po funky, con una malinconia da ballad. Le chitarre si riposano e lasciano la voce primeggiare seguita dai synth. Middle time che apre bene nel finale. Un po' di Van Halen per “Straight To Video”, molto più hard rock delle altre, ben cadenzata e potente, assolo degno del miglior Eddie! Si rallenta e si piange con “Fly With Eagles”, dove una voce ricca di memorie nel cuore narra la sua storia e chiede aiuto alla chitarra per rendere il racconto appassionato. “Where Did Love Go” prosegue come la precedente in un inno appassionato di note di chitarra mentre la voce alza il tiro: lenta e candida ma ricca di acute performance. “End Game” sembra un videogioco anni 80 (ovviamente) e si evolve piano piano, mantenendo un canovaccio lineare e continuo, da sfogo agli strumenti come fosse una presentazione di ogni singolo elemento. Parte centrale con il sax che spiazza l'ascoltatore e da respiro in mezzo ai 7 minuti totali. Ultimo minuto rallentato, quasi inno e quasi saluto per dire grazie l'ascoltatore e mettere un bel punto finale. Come spesso capita per questi generi un po' rievocativi del passato, si sfrutta a pieno la tecnologia e le competenze della modernità, inserendola in un contesto rock dei mitici anni 80, questa cosa crea canzoni di sicuro impatto sonoro e piacevoli all'ascolto ma che spesso peccano di originalità (in un certo senso anche giustamente) prendendo spunto e a volte addirittura dei passaggi, dalle icone dei tempi gloriosi. Forse ci vorrebbe qualcosa che faccia anche storcere il naso a volte, perché le nostre orecchie non sono abituate, ma fu così anche per la musica elettronica e, per fortuna o purtroppo,
oggi è parte integrante della società musicale. Proviamoci!
Iven
