LAURENNE/LOUHIMO
"Falling Through Stars"
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 18 April 2025
genere: metal
voto: 4
Line up: Netta Laurenne - lead & backing vocals, Noora Louhimo - lead & backing vocals, Sampo Haapaniemi – drums, Pasi Heikkilä – bass, Vili Itäpelto - Kkyboards & programming, Mikko Kosonen - solo/acoustic/lead & additional guitars, Nino Laurenne - rhythm & solo guitars
Tracklist: Falling Through Stars, Damned, To The Dark, All For Sale, The Cradle, Rotten Gold, FTS, Let The Light Be Free, Loud And Clear, Wait, David Bowie & Clyde
Laurenne/Louhimo, la collaborazione tra le potenti cantanti finlandesi Noora Louhimo (Battle Beast) e Netta Laurenne (Smackbound), annunciano l'uscita del loro secondo album "Falling Through Stars", la cui uscita è prevista per il 18 aprile 2025 tramite Frontiers Music Srl. Offre agli ascoltatori un mix di tracce heavy metal e hard rock che esplora la varietà del genere, mantenendo al contempo un fascino diretto e facile da apprezzare. "Falling Through Stars" ha sfumature di tutte le epoche dei Rainbow qua e là, così come dei Judas Priest e di molte altre icone degli anni '80 dello stile, tutte queste influenze sono sapientemente filtrate nel modo di comporre musica di Netta e Noora. “Falling Through Stars” sembra partire come la solita intro di benvenuto e invece dopo pochi secondi la voce melodica ma aggressiva prende il controllo della situazione, a braccetto con i synt, sicuramente preponderanti fino al solo: breve e deciso. Ultimo minuto ricco di armonizzazioni, sia tra le chitarre che le voci in un crescendo epico. Buon inizio. Si vira decisi su un hard rock più classico con “Damned”. Voci e chitarre si sovrappongono e i synt fanno capolino senza primeggiare. Il tutto appare melodico grazie alle calde voci femminili che si alternano tra loro dando talvolta spazio alla chitarra che si rende protagonista senza mai entrare in competizione “To The Dark” prosegue come la precedente con un tiro deciso e hard rock, melodico ma preponderante. Ritornello aggressivo che la rende ufficialmente la canzone da macchina di questo album! Chitarra sempre più incisiva e coinvolta come a prendere lo spazio lasciato dalla possente presenza delle due incredibili voci! “All For Sale” cambia imprinting, un po' Alanis morrisette, un po' Bon Jovi, chitarra acustica e voci. Quasi a far capire chi sono i protagonisti di quest'album, si prendono la scena e mandano tutti a bersi una birra mentre duettano tra loro in un simbolico rapporto d'amore eterno. Cambio di atmosfere e tempi per “The Cradle”: una middle time ma nemmeno troppo, melodica a più non posso, con una morbidezza strumentale che rasenta il pop. Chitarra che si adatta perfettamente al contesto ma senza perdere incisività. Gradevole. Risaliamo un po' di tono e cattiveria con “Rotten Gold”, dove già al primo accenno vocale si sente la distorsione delle corde vocali, come a dire: "ok basta, si torna a spingere". Lo fanno davvero! Le voci arrivano a un altezza da bombola di ossigeno, e ovviamente la chitarra non si lascia sfuggire il guanto della sfida, regalando passaggi pregevoli. “FTS” inizia quasi punk e sfocia nell'epic metal, rallentando e accelerando all'unisono, i synt sono più presenti e la voce regala una performance davvero imponente! La chitarra cambia imprinting e diventa solita e granitica mentre la voce é pulita e cristallina per “Let The Light Be Free”, canzone che regala atmosfere nuove rispetto alle canzoni precedenti, un bel crescendo porta al ritornello molto melodico e impattante! Il rallen “Loud And Clear“, pezzo pulito e preciso, senza fronzoli, dove le voci duettano in un romantico abbraccio e tutto il resto arretra di un passo per non dare fastidio, anche la chitarra é intimidita, limitandosi a un leggero e casto assolo. WAIT é tranquilla e garbata, sale leggermente di ritmo ma mantiene un austera calma quasi a non voler cambiare troppo ritmo rispetto alle canzoni circostanti. La chitarra però riprende vigore e fa salire i beat portandosi dietro le voci sul finale. “David Bowie & Clyde” chiude il disco con dolcezza e rimpianto, un bel disco, fatto di sonorità molto varie e continui sali scendi di ritmo, senza mai strafare anzi a volte trattenendosi un pochino
Iven
