VAN ZANT
“Always Look Up”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 22 - 11 - 2024
genere: rock
voto: 4
Line-up: Johnny Van Zant - lead vocals, Donnie Van Zant - vocal, guitar, Mark Matejka - lead guitar, rhythm, slide, Carl Lindquist - lead duitar, rhythm, slide, Jimmy Carter - bass guitar, Shawn Fichter - drums & percussion, Jeffrey Roach – keyboards, Chris Hurst - keyboards, Dennis Wage – keyboards.
Tracklist: Awesome God, Stand Up, Warrior, There You Are, Speak His Name, Why God Brought Me Here, Praying, It's Up to You, Holy Moment, Leaning on the Cross, Jesus Christ.
Okok lo ammetto, ho letto il nome Van Zant, ho cercato “Sweet home Alabama” sul mio store, l'ho ascoltata a palla in macchina e poi ho recensito quest'album. Non potevo non farlo!Le icone del Southern Rock Johnny Van Zant (Lynyrd Skynyrd) e Donnie Van Zant (.38 Special), si sono riunite e hanno pubblicato il loro primo nuovo album in quasi due decenni. Always Look Up è la prima incursione del duo nella musica cristiana, pur mantenendo salde le loro radici southern rock.Iniziamo con una middle time dal sapore di ballad: AWESOME GOD, che, escludendo le tematichetrattate di facile interpretazione, risulta piacevole e con delle sonorità che ricordano proprio gli ultimi album dei lynyrd. Canzone pulita e lineare che chiude in fade-out per aprire a un nuovo fade-in con STAND UP, pianoforte in crescita assecondato dalla cassa che scandisce il tempo, fino ad arrivare a un piccolo ma incalzante inno. Assolo con chitarra e Hammond da lacrimuccia. Piacevole.Ritmo accattivante, senza accelerare troppo i bit per WARRIOR, dove i cori e il sound epico la fanno da padrone, molto curato l'arrangiamento dove voce e chitarre si sovrappongono prendendo una bella spinta in alto con il celestiale sottofondo corale.Tipicamente southern anche THERE YOU ARE, dove cori e voce insistono a più non posso sulla linea eroica e potente, la chitarra garbata accenna leggeri assoli fino a diventare acustica, preludio a SPEAK HIS NAME, ballad per eccellenza con chiari e ancora più palesati (se ancora non fosse chiaro) riferimenti divini a celebrità bibliche. Nel complesso canzone piacevole e scorrevole, ascoltabilissima mentre il tramonto interviene prepotente con le sue luci rosse sulle lunghe highways dell'Alabma e la vostra Cadillac con tettuccio aperto, vi scompiglia i capelli.Si rallenta ulteriormente mantenendo una fantastica intensità sonora con: WHY GOD BROUGHT ME HERE, piacevolissima canzone dove, come sempre, in maniera perfetta, le sonorità vocali e “strumentistiche” si siedono a tavola e banchettano senza limitarsi ma nemmeno sovrapporsi ad altricompagni di mangiata, bilanciata alla perfezione.PRAYING si libera di ogni fronzolo e parte con una voce e poco altro, fino a crescere impetuosamente e diventare anch'esso un inno, dove tutti, all'unisono, si lasciano andare a un canto angelico, guardando in alto con gioia infinita. Potente!Chitarra acustica per IT'S UP YO YOU, quasi intrinseca rispetto alle altre, più personale, come se, invece che un inno, sia una piccola preghiera per se stessi.HOLY Moment segue il filone precedente ma con un riff iniziale tagliente ed efficace, entra un charlie e un pianoforte a rafforzare la ritmica, la voce calda di Johnny esalta ogni nota in un crescendo ormai tipico di tutto l'album.Si torna angelici e catartici con LEANING ON THE CROSS, dove si riprende la stessa linea sonoraben improntata (e ovviamente per le tematiche) come a fare da fil rouge dal primo minuto.
Poi quando non te lo aspetti, la canzone più rock dell'album, JESUS CHRIST, la batteria ci prende gusto e inizia a spingere sul rullante, mentre la chitarra regala un atmosfera da vicolo buio al centro di Detroit. Entra la voce e tutto sale aprendo a un ritornello morbido, lasciando spazio a i cori. Si scende di nuovo verso la strofa granitica, un sottile Hammond in sottofondo fa capolino. Assolo che si lascia andare quasi come se si fosse trattenuto per tutto il disco. Tripudio finale all'unisono con Johnny che si sfoga come non mai.Fade.Poi si rientra con un tono di marcia tipico americano. Crescendo imponente per il finale maestoso! Si forse un po' inaspettato tutto questo richiamo al divino ma il sound tipico degli ultimi Lynyrd è comunque sempre un piacere per le orecchie e per il cuore.
Iven
