RECKLESS LOVE “Turborider”

  • Artist: RECKLESS LOVE
  • Release Date: Venerdì, 25 Marzo 2022
  • Genre: glam - sleaze rock
  • Production by: AFM Records
  • Voto: 4

 

 

 

Line up: Olli Herman – vocals, Pepe - guitar, Jalle Verne – bass, Hessu Maxx - drums

Tracklist: Turborider, Eyes of a Maniac, Outrun, Kids of the Arcade, Bark at the Moon, Prelude (Flight of the Cobra), Like a Cobra, For the Love of Good Times, ’89 Sparkle, Future Lover Boy, Prodigal Sons

Ola, eccomi quindi -finalmente essendo un poco in ritardo- a recensire l'ultima fatica discografica di Olli Herman e soci, fermi dall'ultimo “Invader” targato 2016!! Oltre cinque anni quindi, un bel lasso di tempo e -credo- che molti fans della band siano stati “sulle spine” nel non vedere uscire un full lenght album per un lustro Bene, eccolo qua: “Turborider”. Ho sempre considerato questa band tra le più quotate della “nuova” scena glamour mondiale -usiamo le virgolette perché il nuovo movimento sleaze-glam scandinavo ha oramai vent'anni...ma tanté- insieme a colleghi quali Hcss, Crazy Lixx e Crashdiet su tutti. I nostri, però, hanno dalla loro un sound più catchy delle band appena menzionate, sono più “leggeri” e easy listening, più zuccherosi e -talvolta- anche troppo pop. Questo nuovo “Turborider” si presenta subito bene andando a pescare il loro classico sound glamour addizionato con i soliti momenti e refrain accattivanti ma al contempo grintosi e -in certe tracce- un pizzico di elettronica, ma solo come arrangiamento, non spaventatevi anzi, la cosa risulta piuttosto godibile e azzeccata. Lo potete infatti sentire subito nell'opener, la title track, che è veramente una grande hit; energia e melodia dosate su un up tempo veloce e dirompente che poi lascia spazio al refrain sempre “commerciale” come solo loro sanno fare e le partiture synth che vanno ad impreziosire il tutto. Originale e sicuramente piacevole! L'album va avanti su questi binari con momenti heavy rock che ci rituffano tutti in pieni anni ottanta come “Eyes of a Maniac” o l'heavy rock di “Outrun”. Troviamo anche la cover del classicissimo Osbourniano “Bark at The Moon”, qui riproposto bene e con un'ottima prova di Olli che riesce a scimmiottare Ozzy con un risultato sorprendente. Al termine della cover parte una breve strumentale “Prelude (Flight of the Cobra)” basata su un guitar solo del bravo Pepe che ci introduce “Like a Cobra”, altra ottima song squisitamente glamour ma con un ottimo arrangiamento e ruffiana al punto giusto. L'unica cosa che non mi piace dei RL e quando sfociano nel pop più “strappa-mutandine” da groupies assetate, ascoltatevi “For the Love of Good Times” e ’89 Sparkle” e capirete quanto appena scritto. Ma -probabilmente- a molti piaceranno anche per questa caratteristica. Io li preferisco più “hard” e diretti come nella conclusiva “Prodigal Sons” e, comunque, torno a ribadire che il gruppo di Kuopio ha fatto uscire un gran bel dischetto. Fatelo vostro!

Roby Comanducci