NORDIC UNION "Animalistic"

  • Artist: NORDIC UNION
  • Release Date: Venerdì, 12 Agosto 2022
  • Genre: hard rock
  • Production by: Frontiers Music s.r.l
  • Voto: 4

 

 

Line up: Ronnie Atkins - lead and backing vocals, Erik Martennson - lead and rythm guitar, bass, keyboards and backing vocals. Additional musicians: Fredrik Folkare - lead guitar, Enrik Eriksson - drums, Tomas Larsson - lead guitar

Tracklist: On this day I fight, In every waking hour, If I could fly, Riot, This means war, Scream, Animalistic, Wildfire, Shot in the dark, Last man alive, King for a day

Capitanati nientemeno che da Ronnie Atkins dei Pretty Maids, eccoci al terzo album di questo combo hard’n heavy, principalmente frutto del lavoro del frontman e del noto produttore Erik Martennson (Eclipse, W.E.T.). Cosa contraddistingue questa band? Partendo dalla band di origine, il singer danese cerca di trovare una nuova via in quello che mi viene da definire hard rock “epico”, decisamente orientato al riffeggio potente, alla grinta degli anthem, ai cori pieni, e al contempo ai ritmi accattivanti, al drumming quadrato, e con il giusto contorno di linee soliste alla sei corde graffianti e veloci (decisamente, ma molto, 80s, si veda la quasi iniziale “If I could fly”). Qualcosa di già sentito dunque? Certamente sì, non raccontiamo storie, ampi stralci di un passato che (fortunatamente) non va mai via tornano prepotentemente; d’altra parte c’è modo e modo di fare le cose, e questo è un modo decisamente convincente. Innanzitutto grazie al lavoro sulle linee vocali di Mr.Atkins, sempre presente a dare personalità ai singoli pezzi sfruttando il proprio stile possente, che dà un vera e propria impronta al disco; su di esso si crea la verve potente del riffing e delle linee ritmiche; la produzione da spessore al tutto e rende le canzoni appunto epiche grazie al suono creato; in quest’ultima componente, probabilmente, il citazionismo verso gli 80s è più spinto, e in questo io colgo un piccolo difetto, nel senso che si forza un po’ lo stile sporcando a volte troppo il suono, che finisce per non essere davvero naturale ma troppo tirato su un certo stile. Cosa aggiungere ancora? Io penso si possa dire che è un grandissimo lavoro, e che i fan dei Pretty Maids apprezzeranno di certo. Per gli altri è un ottimo lavoro di Hard’n Heavy e merita un po’ di attenzione, perché oltre il primo impatto dallo stile fin troppo riconoscibile, fa emergere delle vere e proprie gemme tra i pezzi, ad un ascolto attento. Di certo comunque una band che sentiremmo volentieri dal vivo, per la grinta espressa. Quindi comunque, un ascolto consigliato.

Nikki