SMITH/KOTZEN “Smith/Kotzen”

  • Artist: SMITH/KOTZEN
  • Release Date: Venerdì, 26 Marzo 2021
  • Genre: hard rock-blues - guitar oriented
  • Production by: BMG
  • Voto: 4

 



Line up: Adrian Smith – guitars, vocals, keyboards, Richie kotzen – guitars , vocals, keyboards and drumkit. Guest artists: Tal Bergman – session drummer and special quest Nicko McBrain - drums

Tracklist: 'Taking My Chances', , Running, Scars, Some People, Glory Road, Solar Fire, You Don’t Know Me, I Wanna Stay, ‘Til Tomorrow

Una bella sorpresa questa al stars band formata da un eccelso duo di autentiche 'pietre miliari' del music world: Adrian Smith, storico guitar man degli Iron Maiden e il guitar hero Richie Kotzen, Poison, Mr.Big, ma soprattutto una folgorante carriera solista con mille collaborazioni e album fantastici (non per ultimo il superlativo triplo cd “50 For 50” uscito l'anno scorso, nda). Il sottoscritto si è avvicinato a questo album con molta curiosità (visto e considerato il mio smodato amore per il guitar working e gli artisti della sei corde!) e volevo testare cosa avessero potuto partorire due menti così brillanti: beh, il risultato è sicuramente appagante e in linea con le aspettative. Un autentico album di sano hard rock venato da forti tinte blues che accarezzano il passato riproponendoci atmosfere calde ed ammalianti con però una piccola punta di modernismo che non guasta mai. Proprio bravi, anche a livello vocale oserei dire; su Kotzen già sapevo, ma sentire bene il buon Adrian solista che sfoggia una timbrica elegante e armonica al punto giusto è stata una sorpresa. Le nove tracce presenti in questo debut self titled album incollano l'ascoltatore alla sedia e non lo liberano finché il suddetto non schiaccerà il tasto stop dello stereo. Energia, grande pathos, calde eufonie nei brani più blues oriented ma anche tanta grinta nelle partiture più heavy rock come 'Solar Fire' o la bellissima opener 'Taking My Chances'. Come non amare l'hard blues di 'Scars' che rimanda molto ai seventies e a un certo signore dal nome Glenn Hughes oppure gustarsi la più moderna e conclusiva rock song 'Til Romorrow'. Un album da ascoltarsi tutto d'un fiato e alla fine, bersi una birretta e schiacciare nuovamente play!

Roby Comanducci