REVOLUTION SAINTS “Rise”

  • Artist: REVOLUTION SAINTS
  • Genre: hard rock
  • Production by: Frontiers Records
  • Voto: 4

 

 

Line up: Deen Castronovo – vocals, drums, Jack Blades – additional vocals, bass, Doug Aldritch – guitars. Guest musician: Alessandro del Vecchio- keyboards, chorus, Lunakaire- additional vocals on “Talk to me”

Tracklist: When the heartache has gone, Price we pay, Rise, Coming home, Closer, Higher, Talk to me,It’s not the end (it’s just the beginning), Million Miles, Win or lose, Eyes of a child

No davvero, non avrei saputo immaginare un modo migliore di iniziare l’anno se non con questo splendido disco. I Revolution Saints sono un super-gruppo (mia definizione, ma non credo ci siano dubbi) che vede alla voce Deen Castonovo (Journey, Bad English) in collaborazione, dietro il microfono, con Jack Blades (Night Ranger); i due si occupano anche della sezione ritmica della band rispettivamente alla batteria e al basso. La formazione della band è completata da un nome che non necessita presentazione, parliamo signori nientemeno che di Mr. Doug Aldritch! Al lavoro ha poi contribuito fortemente una nostra vecchia conoscenza, ovvero Alessandro Del Vecchio ancora una volta al lavoro con autentici miti della scena Hard’n Heavy. La collaborazione nel caso è stata decisamente importante, avendo Alessandro prodotto il disco, suonato le tastiere nonché collaborato alla composizione di parte delle song. Dopo una così lunga introduzione meglio non perdere ulteriormente tempo e dedicarsi a parlare di musica. Melodic Hard rock con fortissime influenze 80s, ma con accenni heavy molto forti e tinte aggressive nella maggior parte delle song: questo in estrema sintesi quanto troverete in questo lavoro, e tutto è creato di una qualità eccelsa. Penserete stia esagerando, e ammetto onestamente che è possibile, come sempre quando si accoglie un lavoro con una certa dose di entusiasmo. Vado allora a spiegarvi come mai ho questa opinione. Il lavoro si presenta con un’ottima attenzione per l’orecchiabilità e la carica “empatica” dei pezzi, che puntano tutto sulla melodia così come, comunque, su una certa aggressività ritmica, basando il nucleo portante del disco su ritmi veloci ben supportati dall’ottima sezione melodica. Accanto a diversi interessanti lenti (su tutti direi la song #7, “Talk to me”) abbiamo così numerosi pezzi che fanno orecchiare il miglior hard da classifica 80s, naturalmente corroborato da una prestazione vocale decisamente sopra le righe di Mr. Castronovo, la cui estensione vocale ed espressività danno sicuramente una marcia in più ai pezzi. A livello tecnico la prestazione è decisamente ineccepibile in tutte le parti, mentre la produzione è a ottimi livelli, e permette di sottolineare con cristallina chiarezza tutte le linee sonore. Notevole a mio modo di vedere come riesca a unire linee di tastiere espressive e linee ritmiche di chitarra comunque aggressive (traccia #6, “Higher”, ad esempio). La pecca di questo disco si può trovare ed è probabilmente un deficit nell’innovatività del sound: la band si appoggia comunque a ben rodate strutture espressive, come detto, riuscendo ovviamente a gestirle in modo altamente appetibile. Si tratta dunque di un ascolto consigliatissimo e che sicuramente rimanda alla speranza di un live nei prossimi mesi nel nostro paese. Vedremo!

Nikki