KHYMERA “Master of Illusions”

  • Artist: KHYMERA
  • Genre: melodic - hard rock
  • Production by: Frontiers Records
  • Voto: 4

 

 

Line up: Dennis Ward – vocals & bass, Michael Klein – guitars, Eric Ragno – keyboards, Pete Newdeck – drums.

Tracklist: Walk Away, The first time, Master of Illusion, The sun goes down, Paradise, The rhythm of my Life, Follow the sun, Father to son, After all this time, Victim of your love, Just let it happen

Un gradito ritorno quello che ho per le mani oggi da recensire (e mi scuso se, complice la confusione di quest’ultimo periodo, abbiamo atteso un poco per scrivere qualche riga su questo lavoro che trovate presso i principali canali di distribuzione già da qualche giorno), ovvero i Khymera, interessante progetto melodic/hard nato anni fa dalla collaborazione tra il produttore nostrano Daniele Liverami e l’ex Kansas Steve Walsh; dopo un periodo di pausa di circa un lustro, la band ritorna con dietro al microfono un’altra vecchia conoscenza, il bassista e singer Dennis Ward (Magnum, Pink Cream 69). La proposta che ci viene dalla band dell’esperto musicista statunitense prende a piene mani da un certo stile molto ruffiano e orecchiabile tipico del rock radio-friendly anni ’80, tuttavia sorprende al ripetersi degli ascolti perché dipana nel tempo le proprie caratteristiche risultando originale e non scontato mano a mano che ci si prende confidenza. Come ci si aspetta da un lavoro che cerca la melodia come primo ingrediente, le linee di effetti e tastiere sono quasi sempre in primo piano nel definire la struttura melodica dei pezzi; questo viene tuttavia fatto con impeccabile buon gusto, e nonostante il peso di tali ingredienti nel bilancio melodico sia assolutamente preponderante, non risultano mai eccessivi, e invece preparano una base melodica che viene ben sfruttata dalle altre linee strumentali e dalla voce. La parte ritmica innanzitutto, nonostante debba essere leggermente sacrificata per permettere il giusto risalto agli effetti, è comunque incisiva e non uno scontato accompagnamento, e il tiro offerto dal lavoro del drummer Pete Newdeck è decisamente notevole. Il lavoro della sei corde è abbastanza essenziale invece e si produce in una serie di riffeggi abbastanza classici e in parti soliste ottimamente suonate, ma che hanno il compito di fatto di fare da accompagnamento alle linee sonore già create. La produzione è assolutamente sopra le linee e la qualità dei suoni molto buona, con anche una certa attenzione a creare un buon insieme che sfrutti opportunamente le doti di Mr. Ward. La voce del frontman non è forse di quelle che immediatamente risaltano per il timbro originale, tuttavia ha una buona estensione ed esegue un buon lavoro di interpretazione in ciascun pezzo. Caratterizza infatti, direi, con ottimi risultati la sequenza dei pezzi, riuscendo in ciascuno di essi a dare un’impronta emotiva molto specifica. L’insieme prodotto dai singoli elementi descritti è decisamente ben riuscito, e anche nell’ambito di un genere che ha una lunga storia dietro di se riesce a colpire e emozionare gli ascoltatori. Quindi, cosa aggiungere ancora? Solo che si tratta comunque di un ottimo disco e non dovete farvi disilludere dal genere troppo “classico” o già ascoltato: è un disco con delle qualità notevoli che non tarderete a scoprire.

Nikki