Roberto

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IL NOSTRO 2025 MUSICALE: OPINIONI E CONSIDERAZIONI 

by: Roby Comanducci

 

Ciao a tutti. Questo articolo NON ha la pretesa di essere il giudice dei migliori lavori discografici o di quanto sia accaduto in questo 2025 appena conclusosi.

Se volevo, avrei potuto fare un articolo più dettagliato ma, onestamente, mi sono limitato a citare (in ordine sparso, tra l'altro...) alcuni album che mi sono rimasti più “impressi” nella testa. Di sicuro l'anno appena terminato è stato ricco di avvenimenti importanti; importantissimi festival e concerti di autentiche icone ancora in auge. Ma....come qualcuno saprà, sono sempre stato attaccato al passato, il mio background proviene da li con, però, anche iniezioni di modernismo che, se fatto bene, contribuisce sempre a sensibilizzare i miei padiglioni uditivi. Quindi ben vengano e lode ai cosiddetti “mostri sacri” ma occhio alle nuove leve e tendenze. Sui concerti che dire: sono diventati oramai il mammasantissima del nostro settore – una volta il music biz si basava molto sulla vendita dei dischi ma, purtroppo, causa internet e mille altri fattori che non sto qui ad elencare, si vendono veramente pochi, pochissimi album. Però, ho notato, che tutta questa voglia di “vintage” che alberga nel nostro settore, sta iniettando fiducia ad alcune case discografiche e artisti che, gioia e gaudio, hanno ripreso a pubblicare i nuovi album anche (seppur in quantità ridotte) in vinile!!! Con questo, comunque, ben vengano i live, sicuramente sono un momento “importante” di comunione d'intenti tra fans e artista, forse il momento clou che permette agli appassionati di verificare effettivamente la bravura e le capacità dei loro beniamini. In ogni caso di ottimi live o reunion ce ne sono stati: tra tutti citerei Helloween, Satriani/Vai al Comfort Festival, il Frontiers Festival, senza dimenticare l'energia dell'inimitabile Eric Sardinas. Viceversa come album ne abbiamo ricevuti tantissimi e di medio-alta qualità. Come sapete la politica di recensioni sul Cathouse è quella di scrivere e pubblicare solo album da noi consigliati. Evitiamo le stroncature e non troverete mai, sulle nostre pagine, dischi mediocri. Perlomeno, trattiamo album che crediamo possano essere un valido acquisto per chi deve spenderci anche un po' di soldini. Ok, qualche voto basso lo mettiamo ma in quel caso si tratta di artisti che devono per forza – data l'importanza e il nome – comparire sulle nostre pagine e, quindi, se non eccellono si “beccano” un voto mediocre. Come potrete leggere nei dischi citati sotto c'è varietà di stili musicali. Dal guitar oriented all'hard rock per finire all'alternative rock. Questo fa capire che il panorama da noi trattato e valutato è ampio; non ci fermiamo sempre e solo ai nostri generi di punta quali street/glam, class metal, hard rock, r'n'r, blues rock, heavy rock, melodic rock ma, se ci sono musicalità che “stuzzicano” positivamente le nostre orecchie....ben vengano. Ultimo caso è stata la recensione dell'ottimo album di Droidglow, un concentrato di darksynth, metal, cyberpunk che riprende i Midnight Ranger (visti live con gli H.e.a.t) e ha energia da vendere pur non essendo un disco di rock duro. Poi ci sono stati tanti album che non ho mezionato nei “fatidici 7” elencati sotto: album quali “Chosen” di Glenn Hughes, “In Vertigo” Shiraz Lane, “Horror Vacui” Sick'N Beautiful, il frizzante e accattivante album di cover blues “Lookin' For Trouble” dei The Dead Daisies, “V” ultimo parto dei bravi Inglorious, “The Way It Burns “ Ginger Evil, “Thrill Of The Bite” Crazy Lixx. Ce n'è per tutti i gusti e palati musicali, come potete vedere. In definitiva sono soddisfatto del 2025 e mi auguro che quest'anno la situazione migliori ancora di molto.

(in ordine sparso)

GABRIELE BELLINI
“Regeneration 4.0 – One Day I Will Sing Song”
(QuaRock)
release date: 2025
genere: guitar oriented

ROBIN MCAULEY
'Soulbound'
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 28 – 02 – 2025
genere: hard rock

LUPONERO
“Luponero”
(Icons Creating Evil Art)
release: 21 -03 -2025
genere: rock /alternative rock

HELL IN THE CLUB
"Joker In The Pack”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 07 – 11 – 2025
genere: hard rock, street metal

RUST N' RAGE
“Songs Of Yesterday”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 22 – 08 – 2025
genere: street/sleaze rock

MALVADA
“Malvada”
(Frontiers Music srl)
release date: 13 – 06 - 2025
genere: heavy rock


LYNCH MOB
"Dancing With the Devil"
(Frontiers Music s.r.l)
release date: 28 - 11 - 2025
genere: class metal  

CONCERTI:

ERIC SARDINAS @ DRUSO
RONNIE ROMERO @ FRONTIERS FEST
WHITE LION @ FRONTIERS FEST
SATCH/VAI (Satriani & Vai) @ COMFORT FESTIVAL

FESTIVALS/EVENTI

FRONTIERS FESTIVAL

INTERVISTE:

ANDREA BRAIDO
JOHN CORABI

PROMESSE 2026:

WASTED WIZARD

TRUE R'NR: TRE FOTO CHE "INCORNICIANO" IL NOSTRO 2025
photo by: Cristina Galeazzi

 

 

 

 

Dic 29

RONNIE ROMERO “Backbone”

RONNIE ROMERO
“Backbone”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 24 -10 - 2025
genere: hard rock
voto: 7

Line up: Ronnie Romero - lead and backing vocals, José Rubio - guitars and bass guitar, Chris Allan – drums, Alessandro Bertoni - keyboards and piano, Russ Ballard - backing vocals in “Hideaway”, Kee Marcello - lead guitar in “Hideaway”, Jiri Rambousek – guitars in “Running Over”

Tracklist: Backbone, Bring The Rock, Lost In Time, Never Felt This Way, Hideaway (Run), Lonely World, Keep On Falling, Eternally, Running Over, Black Dog

Dopo averci regalato l'ottimo live album "Live at Rock Imperium Festivals" e dopo la sua stratosferica performance all'ultimo Frontiers Festival, il grande vocalist cileno pubblica anche un nuovo album di canzoni nuove, aiutato anche, nel caso del singolo "Hideway" da due eccellenti nomi quali Russ Ballard e Kee Marcello. Inutile credo, oramai, presentare chi è costui; Ronnie è entrato di diritto nell'attuale gotha dei masters of vocals mondiale. La sua ugola – che deve molto al piccolo/grande folletto Ronnie James Dio – ci ha regalato emozioni intense nelle sue numerose interpretazioni di cover dello stesso Dio ma anche Rainbow e di tanti altri mostri sacri dell'hard rock. Ed è proprio da qui che proviene il suo background; un suo album suona come un disco dei Rainbow ma con un arrangiamento attuale che conferisce ancora più potenza al prodotto. Tutte le tracce presenti su "Backbone" sono di buona caratura; forse, l'unica "pecca" - ma perché voglio trovare il cosiddetto "pelo nell'uovo" - è una leggera uniformità dei brani: manca probabilmente qualche song che si elevi dal "mucchio" per conferire maggiore originalità all'album. Ma non ci facciamo molti problemi, il disco scorre bene e i brani hanno tutti la giusta dose di grinta ed energia. Interessante "Hideway (Run)", dove il nostro è stato aiutato nel songwriting da un altro mito, Russ Ballard, e da Kee Marcello che ci regala anche un gradevole guitar solo. Impressionante – come sempre – l'incisività dell'ugola di Ronnie nell'interpretazione della melanconica semi ballad "Lost In Time" oppure nel poderoso hard rock che scaturisce da tracce quali "Running Over", "Never Felt This Way", "Lonely World" che non avrebbe sfigurato su "Sacred Heart" di R.J.Dio, o la veloce "Black Dog". Insomma.... per chi ama incondizionatamente l'hard rock di "vecchio stampo", questo disco è un vero affare. Fatelo vostro!

Roby Comanducci

Dic 27

LYNCH MOB “Dancing With The Devil”

LYNCH MOB
“Dancing With The Devil”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 28 – 11 – 2025
genere: class metal
voto: 7.5

Line up: George Lynch – guitars, Gabriel Colon – vocals, Jaron Gulino – bass, Jimmy D’Anda – drums

Tracklist: Dancing With The Devil, Pictures Of The Dead, Saints And Sinners, Lift Up Your Soul, Love In Denial, Machine Bone, Follow Me Down, Golden Mirror, Sea Of Stones, The Stranger, Somewhere (Bonus Track)

La superband creata dal' axe-men George Lynch ci ha regalato il suo ultimo capitolo, dopo il quale chiuderà i battenti, conscia di aver regalato a milioni di fans nove album e tantissime emozioni. Il loro esordio è targato 1990, la band è praticamente la creatura di Lynch che, abbandonati i Dokken, ha voluto cimentarsi in un suo progetto. Ed ha avuto ragione. Il gruppo ha avuto numerosi avvicendamenti di line up, tra tutti citerei la presenza - in passato - del bravissimo Oni Logan e Mark Mason alla voce, Mick Brown alla batteria, James Lomenzo e Marco Mendoza al basso....ma la lista si grandi artisti potrebbe continuare ancora per molto. Una carriera di 35 anni inframezzata da due stop/scioglimenti e successive reunion, che hanno comunque permesso alla band di rimanere ben salda nel music world senza mai essere dimenticata dai numerosi fans. In questo ultimo atto "Dancing With The Devil" troviamo la medesima line up del penultimo e interessante "Babylon" (2023) ed anche l'energia e la creatività espressa non sono da meno. L'album è un puro esempio di class metal americano: chitarre taglienti, sezione ritmica pulsante, parti vocali cristalline e ammalianti, refrain accattivanti e, ovviamente, un guitar world da primi della classe. E' veramente bello poter paragonare questo ultimo full lenght album all'esordio, il mitico "Wicked Sensation"; il fattore basilare di George è quello di essere stato capace di mantenere il marchio del suo sound senza mai sterzate preoccupanti di stile. Se uno si appresta all'ascolto dei Lynch Mob sa già bene cosa troverà e difficilmente rimarrà deluso. Ok, alcuni album sono stati autentici masterpiece, altri meno, ma la qualità media è sempre stata di elevata caratura e, per fortuna, "Dancing..." non è da meno. Assolutamente! Gabriel Colon, il singer, non ha nulla da invidiare a tanti suoi illustri predecessori e qui dà una prova veramente superlativa di potenza sì, ma, soprattutto, modulabilità, colori e carisma. Il disco parte alla grande con il potente class metal di "Dancing With The Devil" ma non perde mai un colpo. Altre song da segnalare sono "Saints And Sinners", "Machine Bone", l'intrigante e ammaliante strumentale "Golden Mirror", dove George – senza strafare – ci da un saggio della sua bravura ma, soprattutto, del suo gusto nel creare con la sua sei corde momenti di assoluto pathos. D'effetto anche la lenta "Sea Of Stones" dove atmosfere eteree e ipnotiche mettono in risalto la voce di Gabriel. Chiude l'album una bonus track "Somewhere" che riprende il classico stile del gruppo e ci saluta consegnandoci ancora una volta un disco tutto da ascoltare e assaporare. Grazie George, grazie Lynch Mob!

Roby Comanducci

Dic 22

STRYPER “The Greatest Gift Of All”

STRYPER
“The Greatest Gift Of All”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 21-11- 2025
genere: class metal
voto: 7 +

Line up: Michael Sweet - lead vocals/lead & rhythm guitar, Robert Sweet – drums & percussion, Oz Fox - vocals/lead and rhythm guitar, Perry Richardson - vocals/bass

Tracklist: The Greatest Gift Of All, Go Tell It On The Mountain, Heaven Came (On Christmas Day), Little Drummer Boy, Still The Light, Silent Night, On This Holy Night, Joy To The World, Reason For The Season, Winter Wonderland

Domanda, credo, assai banale: chi dovrebbe fare un disco di Natale, metal, con tutti i "crismi"? Semplice, gli Stryper! Ed invece la christian metal band per eccellenza, dopo 40 anni di onorata carriera, oltre 10 milioni di dischi venduti e una corposa discografia alle spalle, non ha mai esaudito questa che – tra l'altro – è da sempre stata una forte richiesta da parte dei propri fans. Oh bene... alla fine il Natale 2025 ha fatto in modo che Mr. Sweet and Co. ci regalassero il loro album di Natale. Al momento in cui scrivo – purtroppo – il buon Michael Sweet ha comunicato al mondo di avere un tumore alla tiroide e si sta curando a dovere per cercare di venirne fuori al più presto, non intendendo minimamente abbandonare progetti e lavori in corso – grandissima forza di volontà!!!! Noi siamo tutti con lui e glielo auguriamo; lo vogliamo al 100% al prossimo Frontiers Festival, dove la band sarà uno dei tre headliners! Forza Michael! Ok, torniamo ad argomenti più belli ed è proprio il caso di dirlo dopo l'ascolto di "The Greatest Gift Of All". L'album è stato strutturato in dieci song, metà delle quali ripescano grandi hit natalizie rivisitate in chiave Stryper e le altre cinque sono brani originali. Quattro di ultima incisione ed una, "Reason For The Season" originalmente scritta nel 1985 Il risultato finale è sicuramente interessante e fila via liscio senza intoppi; le song "natalizie" sono metallizzate al punto giusto – tranne la sacrosanta "Silent Night" che viene riproposta sempre in versione melodica ma con una bella interpretazione vocale del singer – e le song originali sono di buona caratura, soprattutto la corposa e veloce opener /title track, un up tempo che ripesca l'aggressività dei primi periodi, "Soldiers Under Command" et similia. Le altre nuove song sono: "Heaven Came (On Christmas Day)", un elegante heavy rock, "Still The Light", puro class metal, "On This Holy Night", un hard rock che non eccelle ma si lascia ben ascoltare e la già menzionata "Reason For The Season" qui ripresa e ri-arrangiata. Viceversa ho notato che la scelta delle song di Natale ha accostato brani super conosciuti come la famosa "Silent Night" ad altri più sconosciuti, perlomeno dalle nostre parti. Tra tutti ho apprezzato molto la cadenzata "Little Drummer Boy" dal risultato incisivo e corposo, e la bellissima " Winter Wonderland" un brano del 1934 qui stravolto in un pezzo veloce sorretto da un drumming possente e coinvolgente e un ritornello interpretato dai nostri che fa venir voglia a tutti di fare festa. Sicuramente uno dei momenti top dell'intero disco, insieme alla title track! Se volete farvi un regalo, mettete sotto l'albero "The Greatest Gift Of All", farete sicuramente felice qualcuno.

Roby Comanducci

Joel Hoekstra (Whitesnake, Trans-Siberian Orchestra, Revolution Saints) ha fatto uscire “You Can Give”, il nuovo singolo e video ufficiale tratto dal quarto album del suo progetto solista Joel Hoekstra's 13, “From The Fade”, in uscita il 27 febbraio 2026, via Frontiers Music Srl. Joel Hoekstra’s 13 ritorna con il suo quarto album in studio, “From the Fade” - una collezione dinamica di 10 brani completamente nuovi che combinano melodie ascendenti, riff tonanti e la musica di alto livello che i fan si aspettano. Ancora una volta, il chitarrista e compositore Joel Hoekstra è affiancato da un cast d’élite di veterani del rock: il potente batterista Vinny Appice (Black Sabbath, Dio), il leggendario bassista Tony Franklin (The Firm, Blue Murder), il virtuoso tastierista Derek Sherinian (Dream Theater, Sons of Apollo), e il bravo vocalist Girish Pradhan (Girish and The Chronicles, The Nail).

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