COMFORT FESTIVAL
mercoledì 9 Luglio 2025
live e photo report by Iven

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Quando scopri un nuovo mondo, piccolo piccolo ma affascinante, non puoi che tesserne lodi. Già all'entrata si assapora aria di calma e tranquillità: nome azzeccatissimo! I food track sparsi un pò dappertutto regalano gusti e sapori da tutte le zone del bel paese mentre la musica sale notevolmente di livello. I LIFE IN THE WOODS aprono le danze in modo delicato ma energico, lasciando spazio ai DIRTY HONEY, che portano sul palco una grinta losangelina davvero incredibile, con una presenza sul palco e una potenza sonora d'altri tempi. Nonostante il pubblico non sia ancora arrivato del tutto e la luce solare toglie un po di atmosfera, i 4 ragazzi regalano una performance da Woodstock, con una voglia matta di suonare sopra ogni cosa, ma dimostrando anche una ottima attitude nell'organizzazione di uno show molto ben curato. Qualche parolina in italiano da parte di un cantante carismatico ma che sa perfettamente lasciare spazio ai suoi colleghi senza mai prenderne il sopravvento. Voce incantevole, senza mai esagerare ma regalando calcetti nel deretano a certe altitudini, autotune chi? Il buon cibo sgorga nell'esofago e viene aiutato a scendere da fiumi di birra, intanto il sole cala e l'atmosfera si fa più vibrante, la gente arriva e il parco si riempie.

Facciamo un giro tra gli stand del merchandising e la vendita di vinili e chitarre artigianali. Ormai è l'imbrunire e sul palco scricchiola il suono di una chitarra un po retrò, una batteria che sembra minuscola davanti a un omone in salopette e capelli alla beatles, inizia a scaldare i primi colpi, mentre un basso ricco di fuzz parte a tirare calci! Eccoli!

I WOLFMOTHER, senza nemmeno uno striscione sul fondo (che i predecessori avevano), iniziano a colpire forte con alcune loro hit indiscusse, Andrew è in grande forma ma deve inchinarsi di fronte a una ritmica che gli permette di fare quello che vuole. Uno show davvero vecchio stile, fatto di jack attaccato ad un cavo, niente in ear, e accordature sistemate tra una canzone e l'altra. Ci si concede una sigaretta e un altra birra sul palco, noi facciamo lo stesso. Apoteosi finale con i cantanti di tutte e tre le band a regalarci camei di mostri sacri come AC DC e sopratutto LED ZEPPELIN.
Il concerto fila via liscio e deciso come un olio di oliva fatto in casa nel sole della calabria. Ma ci troviamo nel milanese più D.o.c. che esista. Conclusione? Beh che dire, ottimi gruppi, gente che ha ancora voglia di suonare, una piccola lode va fatta ai prezzi abbordabili sia del biglietto che della ristorazione: basta essere polli da spennare per sentire musica. Location perfetta. Non so che gruppi ci saranno l'anno prossimo ma non ho intenzione di mancare!