LALU “Paint The Sky”

  • Artist: LALU
  • Release Date: Venerdì, 21 Gennaio 2022
  • Genre: progressive rock
  • Production by: Frontiers Music srl
  • Voto: 4

 

 

Line-Up: Damian Wilson – vocals, Jelly Cardarelli – drums, Joop Wolters – guitars, bass, Vivien Lalu – keyboards. 

Tracklist: Reset To Preset, Won’t Rest Until The Heat Of The Earth Burns The Soles Of Our Feet Down To The Bone, Emotionalised, Paint The Sky (Feat. Steve Walsh), Witness To The World, Lost In Conversation, Standing At The Gates Of Hell, The Chosen Ones, Sweet Asylum, We Are Strong, All Of The Lights, Paint The Sky (Feat. Simon Phillips)

Ciao a tutti amici e amiche di Cathouse, come state?! Oggi, vi presento i Lalu, band progressiva stile anni 70. Lalu è un progetto musicale fondato originariamente nel 2004 dal compositore e produttore francese Vivien Lalu, figlio di Noelle e Michel Lalu (membri del gruppo progressive francese degli anni ’70 Polène). “Paint The Sky” é il primo album della band, pubblicato nell’ambito della nuova collaborazione tra Vivien e Frontiers ed il terzo album per la band. E' l’album più completo e maturo messo insieme da Vivien finora nella sua carriera. Essendo figlio di due musicisti progressisti degli anni ’70 e cresciuto circondato dalla musica progressiva, Vivien ha sempre voluto creare un vero e proprio album rock progressivo dalle radici. Ha passato molto tempo a stabilire le basi per il nuovo sforzo e insieme a questo nuovo album arriva un cambio di cantante appositamente progettato per questa versione più progressiva di LALU. Ma ora parliamo un pò di “Paint The Sky”, personalmente l’album è ben fatto e le influenze anni 70 si sentono appieno. Inoltre, due canzoni mi hanno colpito in particolar modo: “Witness To The World” é il primo di quello che direi un devastante uno-due di brani che sono più immediatamente accessibili grazie a melodie meravigliose. Il basso in particolare gioca un ruolo importante nella canzone che trascorre molto tempo in un territorio a combustione lenta. La voce accattivante di Wilson, il basso rimbombante e semplicistico e la sensazione sensibile, quasi minimalista della canzone si uniscono per creare melodie scintillanti che alla fine si liberano in un territorio più pesante condito da un sontuoso assolo di chitarra solista. Segue “Lost In Conversation”, ancora più sbalorditiva. Ha una qualità più simile al pop grazie agli hook scelti all’interno del ritornello tinto di AOR, ma sembra così maturo e disinvolto, come se, in questa song, tutto quello che la band ha toccato si fosse trasformato in oro. Amo lo stravagante minimalismo prog in cui la traccia scende per un pò, prima di ricostruire e poi rilanciarsi nel caldo abbraccio della melodia del ritornello. Questa é facilmente una delle canzoni dell’anno finora e mi aspetto pienamente che rimarrà così per tanto tempo. Alla prossima!

La Glo