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Ott 25

INTERVISTA: BLACK STARS

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INTERVISTA: BLACK STARS

By: Roby Comanducci

 

Abbiamo fatto una bella chiacchierata con il vocalist Antonio Pacere con ci ha raccontato passato presente e futuro di questa eccellente hard rock band italiana!

Seguite la band su Instagram. Link https://www.instagram.com/blackstars80s?mdxt=MTY4MGJpbjVscG5iMA==

Link etichetta discografica per vedere/ascoltare e acquistare il disco https://www.undergroundsymphony.it/black-stars-black-stars/  


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Il vostro eccelso debut album, uscito a fine 2025, ha ottenuto consensi positivi all'unanimità. Merito sicuramente del sound che riprende gli anni '80 con una forte influenza hard rock (album straconsigliato anche dal sottoscritto... fatelo vostro). A distanza di quasi un anno come sta andando... siete appagati?

Possiamo dire sicuramente di essere soddisfatti: i riscontri dall'uscita del disco sono sempre positivi e ci stanno dando carica e ottimismo, soprattutto per i live che ne sono scaturiti. Un trend crescente culminato con la nostra esibizione al Cart & Horses di Londra, la casa degli Iron Maiden, che ci ha visto aprire per i Rhabstallion, storica band britannica, e con l'apertura per Marco Mendoza (ex Whitesnake, ex Thin Lizzy) a La Cripta di Cusano. Una gran bella soddisfazione che spero sia la prima di una lunga serie. Abbiamo la giusta carica da infondere alle canzoni che comporranno il prossimo disco, sulle quali abbiamo già cominciato a lavorare.

Per chi ancora non vi conosce, mi raccontate in breve la vostra storia, come siete nati ecc.?

L'idea parte da Max (Adams, uno dei due guitar player..nda) nel 2022, ma gli covava dentro da tempo. Dopo anni di attività nella scena, sentiva l'esigenza di tornare alle radici di quel sound che ama e che tanto ha contribuito alla sua storia musicale. I tempi erano maturi, così ha cominciato a saggiare chi potesse far parte di questo progetto, sia in base alle sue conoscenze, sia in base al comune amore per un certo tipo di sonorità. Quando il nucleo della band era praticamente formato mi ha contattato e subito mi sono dimostrato entusiasta, sia per le sonorità, sia per una certa impostazione umana, in reazione alla deprecabilità di certe esperienze passate. A quel punto, nonostante la difficoltà di trovare un batterista che coadiuvasse adeguatamente il sound e si integrasse nella band, ci siamo concentrati sulla stesura dei brani. In questa fase è stato fondamentale il lavoro di Wolf (Alberto presotto, altra chitarra e tastierista...nda) in sala macchine. Durante la fase finale di lavorazione sui brani, è arrivata la proposta della Underground Symphony che ci ha spronato a concludere celermente i lavori per arrivare alla pubblicazione del disco e a tutto quello che ne è derivato.

Come nasce una vostra canzone? Parlatemi di come e dove traete ispirazione ma anche, poi, del processo di produzione, registrazione ecc.

La stesura dei brani, dalla fase embrionale fino al brano finito, è stata abbastanza articolata nei due anni che hanno preceduto il nostro debut album, e non è detto che con la nuova formazione, ormai consolidata, non si renda necessario qualche piccolo aggiustamento nel metodo, che tenga conto dell'apporto di tutti. Tendenzialmente comunque si è partiti da idee di Max e Wolf, che stabilivano una struttura iniziale abbastanza conforme alla "forma canzone" con le sue parti canoniche: intro, strofa, pre-ritornello, ritornello, eventuale bridge, assolo e chiusura. Su questa matrice si gioca un po' in base alla sensibilità e al gusto di ognuno, ma cambia ovviamente da traccia a traccia. Ci sono brani dove la struttura non è cambiata rispetto alla stesura di partenza, e altri che invece sono stati stravolti persino nell'ultimo passaggio delle linee vocali, perché cantandole ci si rendeva conto a feeling che il pezzo non girava al meglio; così abbiamo provato diverse soluzioni finché, di pancia, non sentivamo che il risultato finale ci convinceva. Wolf ha gestito le registrazioni e il mix con dedizione per assecondare le indicazioni emerse dagli ascolti. È un'alchimia che unisce e mescola l'esperienza tecnica di anni al feeling soggettivo. Quella che avevamo chiara era però la volontà condivisa di recuperare lo spirito ottimista che ci ha fatto amare le cavalcate ottantiane.

 



Qual è l'aspetto basilare che deve avere una song dei Black Stars per essere pubblicata su un disco?

Ti ho implicitamente già risposto. Quello che cerchiamo è suonare la musica che ci diverte, che amiamo e che ci soddisfa; nel solco di quella che è la musica con cui abbiamo cominciato a muovere i primi passi come musicisti, quindi sì, sicuramente radicata dagli anni Ottanta a seguire, guardando ai grandi classici che abbiamo nel cuore, ma con un piede nella modernità. Questo ci consente di recuperare il passato con la freschezza del presente, per plasmare un nostro trademark sonoro che abbia qualche richiamo vintage ma che suoni fresco e personale.

Se non erro ci sono stati change in line-up... se sì... adesso vi siete stabilizzati?


Vero. Come accennavo prima, trovare un batterista è stata un po' un'odissea, ma con Simone credo che non potessimo aspirare a una persona migliore per legarsi all'alchimia della band, così come il precedente arrivo di Gianluca ci ha consentito di completare e arricchire il nostro impatto sonoro in vista dei concerti. Questa stabilità si sta dimostrando proficua anche per l'apporto che stanno dando nella costruzione dei nuovi pezzi.

So che sta per uscire il vostro nuovo singolo. È già pronto? Hai un link da poter scrivere qui in modo tale da indirizzare i vostri fan all'ascolto?

Ehi, aspetta, no, non è ancora pronto, ci stiamo ancora lavorando, ahahah! Ti scrivo dopo una sessione di prove dove ci siamo concentrati proprio sulla definizione delle diverse parti del singolo, e devo dire che ne siamo usciti abbastanza convinti. Credo che possiamo entrare nella fase di affinamento e abbellimento dell'arrangiamento, dato che la struttura di “Who Dares Wins" è ormai ben definita. Max è una fucina di idee e l'ispirazione per il riff gli è venuta quando siamo stati ai John Henry's Studios di Londra per i preparativi del concerto al Cart & Horses. Abbiamo deciso di dedicarci subito alla stesura del brano per catturare immediatamente in musica l'energia elettrica che quei posti storici ci hanno trasmesso. In attesa della pubblicazione è possibile comunque ascoltare il nostro disco sulle piattaforme e seguire la band sui nostri profili social, dove carichiamo qualche spezzone di concerto, foto e notizie sui prossimi nostri passi.

Quindi... il sound del nuovo album ricalcherà il precedente o dobbiamo aspettarci evoluzioni o sorprese?


L'identità sonora nel complesso resterà nel solco tracciato dal primo disco. Non ci saranno deviazioni o colpi di scena troppo distanti dalla strada che abbiamo deciso di intraprendere; non ci metteremo certo a fare roba lugubre, ahahah! Parlerei piuttosto di un arricchimento. L'innesto di Gianluca e Simone porterà sicuramente qualche novità per valorizzare il loro apporto.

 



Avete una forte attività live... immagino che dal vivo (anche perché c'ero al vostro release party, hehe) riusciate a dare il 100% ancor più che su disco, giusto?

È quello che cerchiamo di fare. Dare tutto senza risparmiarci. Dopo l'uscita del disco era imperativo tornare sul palco, e farlo proponendo uno show rock al 100%, in cui la gente possa divertirsi grazie allo scambio di energia che riusciamo a dare e di conseguenza a ricevere. Per riuscirci è stato essenziale avere un tastierista che amasse il genere e le nostre canzoni, capace di completare il sound live altrimenti scarno, portandolo verso la pienezza delle versioni in studio senza però riproporle pedissequamente; e in Gianluca abbiamo trovato proprio questo. Stesso discorso per Simone: con il suo drumming roccioso ha colto perfettamente il nostro mood rock ed essenziale, e alle prove e durante i live si sente la cura che lui e Walter al basso mettono per scolpire la sezione ritmica. L'obiettivo è proporre delle versioni sincere, adattate al contesto live ma fedeli all'impatto delle versioni in studio.

Per ultimo vorrei chiedervi di riassumere la vostra band e la vostra attitudine con l'ausilio di un singolo aggettivo e spiegarci il perché.

Vintage. E lo diciamo con enorme orgoglio. In un'epoca musicale dominata da basi pronte, autotune e canzoni usa e getta pensate per i social, ormai spesso realizzate con l'IA, noi andiamo controcorrente e portiamo avanti con fierezza il sound, le cavalcate e la cura artigianale degli anni Ottanta. Abbiamo un piede nel presente ma il cuore saldamente radicato in un'era in cui la musica era autenticamente umana e si faceva sudando in sala prove e spaccando gli amplificatori.

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Roberto

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