Maggio 2021

In uscita il prossimo 16 Luglio 2021 "Stain The Sea", il nuovo album degli Inner Stream della female singer Inés Vera Ortiz, by Frontiers Music srl per la quale la band ha firmato un contratto multi-album. "Le influenze musicali per questo album sono symphonic metal, elettronica, goth e nü metal, tra le altre. Band come Lacuna Coil, Evanescence e Within Temptation sono forse le band più correlate che posso nominare, ma come grande fan del metal, il mio elenco di brani personali è pieno di cose diverse che mi hanno sempre ispirato. Korn, Deathstars, Disturbed, The Birthday Massacre, Portishead, Massive Attack, Symphony X, Angra, Sonata Arctica, Queensrÿche, Bring Me The Horizon e così via... ". Questo afferma la cantante Inés Vera Ortiz sulle sue influenze musicali. Ascoltatevi il nuovo video single "Massive Drain".

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I paladini della New Wave of British Heavy Metal nonchè leggendari esponenti della musica hard 'n' heavy nel mondo sono stati esclusi e non entreranno nella Rock And Roll Hall Of Fame nel 2021. I membri della giuria erano circa 1200 tra artisti, esperti, e gente del music business. Viceversa faranno la loro entrata artisti quali FOO FIGHTERS, THE GO-GO’S, Tina Turner e altri. 

Allora: a prescindere da coloro che sono entrati, non voglio entrare nel 'merito artistico' di questi bensì capire la motivazione che questi "luminari" della giuria hanno tirato fuori per estromettere Dickinson e soci ?!!?!?! Inammissibile è la sola parola che mi viene fuori. Perchè succede questo? La musica deve essere tutelata da persone intelligenti. Come si fa ad escludere una band che va oltre il suo genere; gli Iron sono un baluardo, un esempio, hanno caratterizzato un'epoca, una svolta musicale, hanno contribuito a creare uno stile musicale. Sono basito quando vengo a conoscenza di tali notizie. Io non so cosa ne pensate voi, ma per me è un vero sopruso!

(Steve Harris on stage Gods of Metal 2000 - photo by Roby Comanducci)

Roby Comanducci  

 

 

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I bravi svedesi Rian, melodic rock band d'eccezione, hanno firmato per un multi deal album con Frontiers Music srl e il primo disco "Twenty Three" uscirà il 16 Luglio 2021. Ascoltatevi il singolo "Stop" estratto dall'album

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Martedì, 11 Maggio 2021 00:10

ROBIN MCAULEY “Standing On The Edge”



Line-up: Robin McAuley – vocals, Andrea Seveso – guitars, Alessandro Del Vecchio - bass, keyboards, backing vocals, Nicholas Papapicco – drums, Howard Leese - guitars on “Supposed To Do Now”

Tracklist: Thy Will Be Done, Standing On The Edge, Late December, Do You Remember, Say Goodbye, Chosen Few, Run Away, Supposed To Do Now, Wanna Take A Ride, Like A Ghost, Running Out Of Time,

Lo ammetto, ero proprio curioso di vedere quello che il nostro arzillo sessantottenne fosse ancora in grado di fare. Di sicuro ero rincuorato dalle sue ultime prove in studio con l'eccelso progetto Black Swan (insieme a Reb Beach, Jeff pilson, Matt Starr) e tante altre collaborazioni tra cui l'onnipresente (nella sua carriera) Michael Shenker. L'Irlandese in questione è un autentico “mostro sacro” del panorama hard rock e melodic rock mondiale; tutti ci ricordiamo i suoi vocalizzi negli albums “Perfect Timing”, “Save Yourself” e “MS.G.” targati McAuley Shenker Group. Ma era alla sua prova solista (la seconda, la prima risale al 1999 “Business as Usual”) che volevo testare la sua classe: e di classe Robin ne ha ancora da vendere. Voce inattaccabile dall'usura e dal tempo, sempre tagliente e penetrante come trent'anni fa. Un vero marchio di fabbrica assoluto! In questo album il singer si avvale della supervisione e direzione del boss della Frontiers Records, Serafino Perugino, e della produzione e arrangiamenti dell'onnipresente Alessandro Del Vecchio che suona anche basso e keyboards. Una menzione d'onore, comunque, va a tutta la band, tutti musicisti nostrani, assolutamente validi e degni delle migliori line up straniere con le quali McAuley ha registrato e partorito album memorabili. Da “Standing On The Edge” mi aspettavo un come back agli eighties ed in effetti c'è stato ed anche in modo rilevante; le atmosfere e le eufonie che questo cantante e questa band ci regalano sono preziose e ci riportano indietro nel tempo dell'hair metal con però, attenzione, arrangiamenti moderni, più attuali e rifiniti. Ma il sound è quello: catchy al punto giusto, melodico ed ammaliante nelle chorus line ad effetto ma comunque energico e pulsante senza disdegnare un buon tecnicismo di base e una grandissima capacità nel confezionare song in bilico tra l'heavy rock e il rock da classifica. La grinta di 'Running Time', l'edulcorato fm rock di 'Late December', la suadente e magica ballad 'Run Away', il granitico hard sound dell'opener 'Thy Will Be Done', l'elegante rock di 'Say Goodbye' sono tutti momenti che indicano l'attuale longevità artistica di questo stupefacente cantante. Disco da avere assolutamente.

Roby Comanducci

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I norvegesi Terra Odium hanno pubblicato un secondo singolo "Crawling" tratto dal loro prossimo album di debutto, "Ne Plus Ultra" (in uscita 11 Giugno 2021). Sono una band di prog metal composta da due ex membri degli Spiral Architect, il cantante / chitarrista Øyvind Hægeland e il batterista Asgeir Mickelson, insieme al chitarrista Bollie Fredriksen (Manitou) e al bassista Steve Di Giorgio Official - SDG (Testament, Death). Anche il cantante dei Tristania, Kjetil Nordhus, è ospite alle vocals per tutto l'album. Se siete fan di Death, Atheist, Cynic, Watchtower questo album è per voi!

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Line-up: Tommy Clufetos - Drums, Lead Vocals on Tracks 4, 8 and 11, Eric Dover - Lead Vocals, Eliot Lorengo - Bass Guitar, Hank Schneekluth - Lead Guitar, Nao Nakashima - Rhythm Guitar, Tommy C - Saxophone on “Power Of Three”, John Schreffler - Guitar Solo on “Beat Up By Rock 'N’ Roll", Doug Organ - Hammond B3

Tracklist: Heavy Load, Welcome To The Show, You Got The Cash I Got The Flash, Make Me Smile, Do It Again, Kid Blood, Don’t Be Afraid, Beat Up By Rock N’ Roll, Got To Play Some Rock N’ Roll, The Longevity, Power Of Three

Come deve suonare un buon, anzi, un ottimo disco di hard 'n' roll? Così. Non giriamoci troppo intorno; spesso per fare dei dischi validi gli artisti devono inventarsi chissà quali alchimie, innovazioni, mischiare generi e cercare di stupire l'ascoltatore. Il bravo Tommy invece ha messo su questo bel progettino personale con due semplici formule: la sua grande abilità di batterista e la capacità di un songwriting capace di pulsare incontaminato rock duro e rock'n'roll grezzo e diretto da ogni poro. Prodotti così “genuini” non se ne sentono molti, e quando capitano, beh......tanta grazia ricevuta. Tommy Clufetos è sicuramente uno dei drummer più gettonati di questo ultimo periodo; già alla corte di Ozzy e Black Sabbath, ha prestato il suo talento anche per artisti quali Alice Cooper, Ted Nugent, John 5, Rob Zombie senza contare le svariate collaborazioni. Con questo disco il nostro ci ha voluto regalare quasi un'oretta di adrenalina coadiuvato da altri ottimi musiciti tra cui citerei Eric Dover alla voce (Jellyfish, Slash's Snakepit, Alice Cooper e Imperial Drag, nda) e, ricordiamoci, cantando lui stesso tre song, 'Make me Smile', 'Beat Up By Rock N’ Roll' e 'The Power of Three' con un risultato più che dignitoso. Per capire di che “pasta” è fatto questo album basta la “triade” in sequenza di songs 'Don’t Be Afraid', 'Beat Up By Rock N’ Roll' e 'Got To Play Some Rock N’ Roll' che da sole valgono tutto l'album e sicuramente mettono a nudo tutta la maestria e la capacità compositiva di Clufetos. 'Don't Be Afraid' è un breve (poco più di due minuti), veloce e aggressivo up tempo, dove Eric canta con attitudine quasi punk e il sound è veramente un pugno nello stomaco. Poi c'è 'Beat Up By Rock N’ Roll' che ammicca agli Ac/Dc ma senza plagiare nessuno anzi, impreziosendo il tutto con una propria originalità e quindi arriviamo al veloce rock'n'roll di 'Got To Play Some Rock N’ Roll' dove il drummer da sfoggio di una prova superba e la canzone è diretta ed energica come un razzo ipersonico. Altro momento pompato di hard rock sanguigno è la bella 'The Longevity' dove si può apprezzare l'ottimo guitar work della coppia Hank Schneekluth - Nao Nakashima (rispettivamente lead & rhythm guitar). In definitiva un disco per tutti i rockers e per tutti coloro che amano ballare e divertirsi con del sano rock!

Roby Comanducci 

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Resurrection Kings, composto dai membri principali Craig Goldy (chitarra), Chas West (voce) e Vinny Appice (batteria), hanno annunciato il loro ritorno! "Skygazer", il seguito del loro omonimo album di debutto, riprende da dove avevano interrotto, offrendo un magnifico set di canzoni con riff grandi e pesanti accoppiati a carichi di hook e melodie orecchiabili. L'album uscirà il 16 luglio 2021 tramite Frontiers Music Srl. Oggi, la band ha pubblicato il primo assaggio di musica dall'album, un singolo e un video per la title track.

 
 
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I The Phantom Rockets sono un power duo di Milano. La formazione vede Stefano Cascioli alla voce e alla chitarra e Mattia Giambini alla batteria. Il duo propone un caleidoscopico mix di rock, blues e alternative rock che crea un sound moderno e aggressivo.
Il 5 Maggio 2021, la band è orgogliosa di presentare il suo primo singolo "Criminal" disponibile su tutte le piattaforme streaming digitali. Ecco il visualizer di 'Criminal' creato in collaborazione con il canale YouTube The Betrayed Tracks Revenge.

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MICK MARS: 70 anni, buon compleanno leggenda vivente!

 

Per il sottoscritto parlare di Mick Mars è un onore tanto quanto una gioia immensa. Sono letteralmente cresciuto a "pane e Motley Crue" e credo che la "Ciurmaglia Colorita" abbia avuto su di me l'effetto delle metanfetamine, quelle forti, che ti sollevano l'anima, il cervello e ti senti un petardo nel culo che sta per scoppiare!!!! Ma qui stiamo parlando del buon Mick, all'anagrafe Robert Alan Deal, nato a Terre Haute nell'Indiana il 4 Maggio 1951 che compie, appunto, ben SETTANT'ANNI in questi giorni. Non potevo quindi esimermi dallo scrivere un breve pensiero (correlato da qualche nota bio/discografica) su di lui. Lo sento come un dovere nei suoi confronti e, ovviamente, una goduria per il sottoscritto scribacchino.

Parliamoci chiaro: i quattro Motley sono una delle pochissime band sul pianeta dove ogni membro è indispensabile alla band (anche se ci sono state separazioni, dischi solisti, dischi con l'assenza di qualche membro....che comunque non hanno MAI ottenuto un successo adeguato, anche se qualitativamente validi - leggasi "Motley Crue" o New Tattoo"). Sono una 'gang' come citato nell'ultimo e unico - e bellissimo oserei dire - bio pic movie uscito due anni fa 'The Dirt', una gang di pazzi dementi che però hanno avuto la maestria di cucirsi addosso il music world creando mode, stili, tendenze; come loro nessuno mai, come loro pochissimi artisti sono entrati nel costume e nel modo di essere e pensare dei ragazzi (e non solo). Vince, il biondo cantante "strappa mutande" non propriamente “dotato” di una grande ugola ma un frontman d'eccezione. Nikki Sixx, bass player e vero mentore della band nonché principale songwriter e compositore. Tommy Lee, funambolico e tecnico nonché istrionico batterista e, per finire lui, Mick, colui che per ogni band rock che si rispetti è da sempre il cardine: il chitarrista. Eh si, la chitarra; lo strumento cardine nel mondo hard'n'heavy. Non importa se il musicista è un guitar hero o un normale esecutore, l'importante è che ci metta il cuore e sia originale. Ed è questo il caso di Mr. Deal, la sua grande capacità di trasmettere forti emozioni e creare riff taglienti pur non avendo una particolare tecnica sopraffina o essere il Malmsteen,Vai o Satriani della situazione. Il suo sound è stramaledettamente inconfondibile; dalla sua Kramer - chitarra da sempre preferita del nostro- ha cesellato migliaia di riff che sono entrati nella storia e nel collettivo comune di tanti rockers. E ve lo dice un vero appassionato di chitarra, uno che ha seguito con spasmodica voglia l'epopea Mike Varney negli eighties e l'avvento dei funamboli della sei corde. Però c'è un però (scusate il giro di parole); tecnica, velocità ok, ma in assoluto il vero 'summa' di un chitarrista è l'originalità, la timbrica sonora, la capacità di riempire il cuore dell'ascoltatore e creare in riff-rama che ti entri nel cervello e non va più' via. Questo è il caso del bravissimo Mick! Il nostro amato settantenne ha da sempre avuto la capacità di ammaliare il pubblico con pochi accordi, senza masturbazioni sonore dello strumento. Attenzione. Con questo non voglio assolutamente sminuire il guitar work del nostro che comunque si attesta su ottimi livelli ed è capace di stupire in più di una situazione. Sua è l'innata capacità di suonare la sei corde con un sound così compresso, saturo e pieno che rende quasi inutile l'esecuzione del classico solos all'interno del singolo brano. Ecco quindi che si spiega il perché della riuscita di album quali “Girls, Girls, Girls” nei quali è praticamente assente del tutto (o quasi) il classico solos di chitarra dopo il secondo ritornello e la chorus line; mi ricordo (quando comprai quest'album) che alla fine dell'ascolto ero estasiato dalla bellezza e dall'energia del sound pur costatando che non aveva mai eseguito un vero e lungo solos di chitarra in nessuna traccia. Prendete l'esempio più classico per Mick, “Wild Side”, brano dal tiro pazzesco divenuto hit single mondiale e sorretto semplicemente da un grande riff di chitarra. La cosa interessante dello stile di Mars è la capacità di eseguire una sequenza di mini-solos di pochi secondi ripetuti magari più volte all'interno della stessa song che vanno a fare da contorno alla struttura portante del granitico riff. In ogni caso il nostro ha da sempre avuto la capacità di creare un guitar work diretto come un pugno in faccia basta ascoltarsi capolavori quali 'Bastard', 'Looks that Kill', 'Live Wire', 'Shout at the Devil', 'Primal Scream', 'Use it or Lose it', 'Red Hot', Wild Side', 'Kickstart my Heart', 'All in the name of...', 'Dr. Feelgood”....ma potremmo andare ancora avanti. Un grande maestro del suo strumento quindi ma, indiscutibilmente, un grande uomo. Una persona intelligente che ha saputo far fronte ad una malattia degenerativa qual'è la spondilite anchilosante lottando a denti stretti sempre nel rispetto della sua privacy, facendosi vedere poco e facendo poco parlare di se. Dei quattro Crue è sempre stato quello più introspettivo e schivo ma, attenzione, solo per il mondo esterno, poiché il buon Mick è una persona dal forte humour e capace di stravaganti trovate in grado di far allibire anche i suoi compagni di mille avventure. Mi auguro veramente di riuscire a rivederlo dal vivo: dopo il tour d'addio avevano ben preparato il loro tritorno questi 'quattro ceffi' e devo ammettere che sarebbe stato un successo planetario ma......questa maledetta pandemia ci ha messo lo zampino e quindi è stato bloccato tutto, tour compreso. Viste le sue condizioni di salute e l'età non proprio da teenager spero che, quando ripartirà il tutto, il buon Mick riesca a regalarci ancora qualche eccelsa performance dal palco. Lo ammetto, non credo di essere solo un loro fan, io voglio bene a questi ragazzi ed in particolar modo trovo in Robert un esempio di forza, di tenacia e di energia vitale fortissima.

Ancora tanti auguri mitico Mick!

Roby Comanducci

 

Breve riassunto di partecipazioni e collaborazioni di Mick Mars fuori dal contesto Motley Crue.

 

1985 - Stars – Hear 'n Aid, 1991 - Alice Cooper – Hey Stoopid, 1992 - Glenn Hughes – L.A. Blues Authority Volume II, 1999 - Humanary Stew: A Tribute to Alice Cooper, 2006 - Welcome to the Nightmare: An All Star Salute to Alice Cooper, 2008 – Hinder – Take It to the Limit, 2008 – Crashdïet – The Unattractive Revolution, 2009 - Papa Roach – Into the Light, 2011 - James Durbin – Memories of a Beautiful Disaster, 2012 - Pop Evil – Boss's Daughter

 

Tesla Shamans sono orgogliosi di presentarvi il loro primo singolo "Shamans" presente sul loro album di debutto "Electric Storm" in uscita il 17 Maggio 2021. La band nasce a cavallo tra il 2018 e il 2019; alla voce troviamo Steve Crow - ex Mr Riot -, alla chitarra Paul Gun - ex Østili - mentre al basso c’è Tom - ex Mr Riot, Karnar -. Si aggiunge solo in un secondo momento il batterista Bellix - ex Niamh, Østili -. Il progetto spazia dall’Hard Rock tipico degli anni ottanta e contaminato da influenze Blues, a Riff ricercati amalgamati sapientemente con Synth dal suono più contemporaneo, il tutto immerso in uno scenario sciamanico travolto dalle frequenze della Terra.

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