Maggio 2021

Gli svedesi Cruzh sono tornati con un nuovo cantante, Alex Waghorn, e un nuovo album, "Tropical Thunder", che uscirà il 6 agosto 2021 tramite Frontiers Music Srl. Intanto potete gustarvi il nuovo video/single "We Go Together". 

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Domenica, 30 Maggio 2021 00:35

ANTIHELD “Disturbia"

 

 

 

Luca Opifanti - vocals & guitar, André Zweifel – guitar, Matze Brendle – bass, Sven Fischer – drums, Henry Kasper - accordion & piano

Tracklisting: Sommer unseres lebens, Motten um licht, My only friend, Irgendwo stirbt grad ein kind, Himmelblau, Standing in line, Chaos, Alles gute für den winter, Oh bitte, mach mich ein letztes mal kaputt, Alles nichts, Wiegenlied, Von schmerz & apotheken

Indubbiamente interessante questo nuovo full lenght album della band di Stoccarda Antiheld che, passata da poco sotto etichetta Arising Empire, ha evoluto il suo sound su stilemi più rock oriented. Il loro mix musicale va a pescare dall'indie rock al pop, da un pizzico di grunge a qualche spruzzata di punk e alternative/modern rock con rimandi a band quali Thrice e Highly Suspect, il tutto -piacevolmente- cantato in lingua madre (tedesco) che conferisce la giusta verve e carattere ad un lavoro già di per se originale e avvolgente in diversi frangenti. E' sicuramente piacevole la “melanconia” che traspare in certe song, un'attitudine sonora che evoca atmosfere introspettive e stuzzica l'immaginazione dell'ascoltatore. Quanto appena scritto calza a pennello per spiegare le eufonie intimiste della bella 'Irgendwo stirbt grad ein kind', ma anche in altri brani i nostri tedesconi riescono a dare quella verve di magnetismo dalle tinte pop rock ma sempre e comunque arrangiato con maestria e carico di pathos. E' questo il caso dell'interessante 'Standing in line' che inizia con un cantato lento e “parlato”, quasi “recitato”, per poi prendere vigore ma sempre rimanendo su partiture melodiche e melanconiche, quasi fosse una specie di riflessione in musica impreziosita da delle chorus line in Linkin Park style. Particolare e tecnica è la breve intro 'Chaos', poco più di un minuto, dove di contorno ad un parlato filtrato si dipanano passaggi jazz e fusion per poi far partire la song 'Alles gute für den winter', buon esempio di new modern rock. Se invece volete un poco di pulsante adrenalina servitevi immediatamente dell'opener 'Sommer unseres lebens', commerciale al punto giusto senza essere banale e dedita ad un pop-rock intrigante e bel elaborato. Una band assolutamente diversa dal marasma di acts musicali che stanno uscendo in questo periodo e che merita assolutamente di essere presa in cosiderazione. Bravi!

Roby Comanducci

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I leggendari hard rocker Night Ranger pubblicheranno il loro dodicesimo album in studio, "ATBPO" il 6 agosto 2021 tramite Frontiers Music Srl. "ATBPO" sta per And The Band Played On, un'ode al fare musica durante l'era covid. Sarà disponibile su CD e vinile (diverse edizioni limitate, versioni in vinile a colori), nonché in digitale su tutte le piattaforme di streaming. Oggi, godetevi il loro primo assaggio dell'album con l'uscita di "Breakout", il primo singolo e video musicale.

Line up: Line-Up: Jack Blades - Bass and Vocals, Kelly Keagy - Drums and Vocals, Brad Gillis - Guitars, Eric Levy - Keyboards, Keri Kelli – Guitars

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Martedì, 25 Maggio 2021 20:14

SUNBOMB - "Evil and Divine"



Line up: Tracii Guns – guitars, Michael Sweet – vocals, Mitch Davis – bass, Johnny Martin - bass on 'They Fought', Adam Hamilton - drums

Tracklist: Life, Take Me Away, Better End, No Tomorrows, Born To Win, Evil And Divine, Been Said And Done, Stronger Than Before, Story Of The Blind, World Gone Wrong, They Fought

Se vi dicessi ad esempio Tracii Guns o Micheal Sweet, voi cosa pensate?! Ma sicuramente agli L.A Guns e Stryper! Ecco, ora provate a mettere questi due nomi assieme e cosa vi esce?! I SunBomb, progetto dei rispettivi dal 2019. Sia chiaro, però, niente a che vedere con le rispettive band di provenienza, e ciò lo si può notare da un attento ascolto dell’album “Evil and Divine” dove il suono è più duro rispetto al precedente. Scendendo nel dettaglio sin dalla prima canzone “Life” a “They Fought” si sente l’influenza di band del calibro di Iron Maiden, Black Sabbath, Ronnie James Dio e i Judas Priest, oltre all’immancabile bravura di Tracii. Inoltre, durante l’ascolto non ho potuto fare a meno di notare che, “Been Said and Done”, come ballad ricorda “I Remember You” degli Skid Row. Altra chicca presente è la partecipazione di Johnny Martin degli L.A Guns in “We Fought”. L’album di per sé lo si può considerare un buon prodotto, altamente consigliato ad un pubblico amante dell’heavy metal. Non vi resta che ascoltarvelo, ed immergervi nelle atmosfere heavy di questo nuovo full lenght album!

LaGlo

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Frontiers Music Srl è entusiasta di annunciare l'uscita dell'album di debutto di uno dei loro nuovi progetti più entusiasmanti, una collaborazione tra la potente vocalist finlandese Noora Louhimo (Battle Beast) e Netta Laurenne (Smackbound), sotto il moniker Laurenne / Louhimo. "The Reckoning" uscirà il 9 luglio 2021 su CD / LP / Digital. Oggi, potete avere il primo assaggio dell'album con i ritmi martellanti del singolo di debutto e del video musicale, "Bitch Fire", che presenta un assolo di chitarra del guest guitar player Samy Elbanna dei Lost Society.
 
 
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Paul Stanley e  Gene Simmons dopo ben 50 anni dalla fondazione della band raccontano e si raccontano nel loro incredibile percorso verso le vette più alte del Rock. Il film Biography kisstory racconta 5 decadi in cui due ragazzi pieni di sogni sono riusciti con strategia a fondere la musica rock' n roll con un immagine personale unica e inimitabile e creare un vero e proprio fenomeno crossmediale unico nel suo genere.

Dall' incontro con Peter Criss all'ingresso di Ace nella band fino ai cambi di formazione degli anni che hanno contribuito all'evoluzione musicale e stilistica del gruppo che tra qualche mese purtroppo darà l'addio alla scena live in maniera grandiosa con il loro END OF THE ROAD WORLD TOUR.

Il documentario che prevede anche ospiti come Dave Grohl (Nirvana- foo fighters) Tom morello (Rage against the machine) il loro storico manager e il produttore musicale Bob Ezrin, conterrà inoltre molte immagini originali provenienti dalle loro sessioni di registrazione dei loro album, filmati amatoriali, scene del dietro le quinte e anche qualche chicca inedita. 

Il documentario durerà circa 4 ore e sarà trasmesso per la prima volta in due serate 27 e 28 giugno sulla rete americana AETV.

Che dire....I love rock'n'roll all night.....voi tutti sicuramente conoscete il proseguo.

 

Stay rock 

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Domenica, 23 Maggio 2021 23:53

TOMMY LEE “Andro”

 

 

 

Line up: Tommy Lee: drums, backing vocals

Tracklsit: Knock Me Down (feat. Killvein), You Dancy (feat. Lukas Rossi), Ain’t Telling Me Nothing (feat. PAV4N), Soma Coma (feat. Shotty Horroh), When You Were Mine (Prince cover) (feat. Lukas Rossi), Hot Fudge Sundae (feat. Josh Todd), Caviar On a Paper Plate (feat. Mickey Avalon), Leave Me Alone (feat. Killvein), Demon Bitches (feat. Brooke Candy & Moon Bounce), P.R.E.T.T.Y. (feat. King Elle Noir),Tops (feat. Push Push), Make This Storm (feat. King Elle Noir), Make It Back (feat. PLYA), Tommy Lee (Tommy Lee remix) (feat. Post Malone & Tyla Yaweh)

Allora amici rockettari, mettetevi comodi, ben seduti e con calma , se volete, schiacciate “play” del vostro lettore cd per l'ascolto di “Andro” (album uscito ad Ottobre 2020 ma solo adesso in mio possesso...nda!!) Ammesso e concesso che stiamo parlando di uno dei batteristi più quotati dell'intero panorama rock mondiale. Ammesso e concesso che il medesimo drummer è anche colui che picchia le pelli in una delle band rock'n'roll più famose al mondo. Ammesso e concesso che il qui presente ed arzillo sessantenne è indubbiamente un pazzo scriteriato capace di mille peripezie non solo musicali. Beh. Dopo aver appurato tutto questo veniamo incontro alla nuova fatica in studio di Mr. Tommy Lee: “Andro”. Ok. Tommy è un TAMARRO, il dato è appurato e sappiamo tutti che il personaggio in questione è da sempre stato il più “stravagante” in quanto ad influenze e gusti musicali dei quattro della “Ciurmaglia Colorita”. Già in passato con la sua project band Methods of Mayhem, Lee andò ad accarezzare sentieri industrial/nu metal/rap, con anche un discreto risultato a mio modesto parere. Inoltre sappiamo bene l'amore del drummer per la “musica nera” da ghetto e di tutto quel mondo pazzoide e colorito che gli gira intorno. Infatti questo “Andro” non c'entra assolutamente nulla con il mondo rock (se non per alcune tracce) e men che meno con l'heavy ma anche l'alternative. Scordatevi tutto questo; il qui presente album è un accurato mix di dubstep, elettronica, hip hop, rap dove Lee si avvale della collaborazione di illustri ospiti del settore e cesella quattordici tracce una diversa dall'altra senza un filo conduttore ma, credo, una gran voglia di far casino registrando le sonorità a lui più care in questo periodo. Fare una recensione di questo disco su Cathouse è abbastanza insolito, ma al buon Tommy glielo devo/dobbiamo, non per altro per tutto quello che ha fatto coi Crue! Come dicevo in queste tracce c'è ben poco rock eccetto che per l'opener 'Knock Me Down', pezzo incazzato, duro e potente, rappato al punto giusto che rimembra qualcosa dei Korn e dei suoi vecchi Methods of Mayhem. Un altro brano che si lascia ascoltare piacevolmente è la bella “You Dancy” con alla voce Lukas Rossi (già con Lee in precedenti lavori), una sorta di dubstep con elettronica raffinata e una buona personalità. La terza traccia ascoltabile dai nostri “palati rock” è l'elegante cover del brano di Prince 'When You Were Mine' interpretata egregiamente dal già menzionato Lukas Rossi. Quarta traccia interessante è lo zuccheroso pop di 'P.R.E.T.T.Y.' impreziosito dalla bella interpretazione della female singer King Elle Noir. Se poi volete immergervi in atmosfere disco dance/elettroniche con rimandi a pop, trip hop e downbeat ascoltatevi 'Make It Back '. Gli altri pezzi presenti nel disco non li menziono poiché, anche se indubbiamente suonati con maestria per il genere proposto e con l'ausilio di ottimi session man (sempre del suddetto genere), sono troppo anche per chi, come il sottoscritto, ha vedute musicali abbastanza aperte. Ma questo è Tommy Lee. Prendere o lasciare. Album sconsigliato a chi vive di solo hard'n'heavy e/o di sonorita rock et similia. Se invece avete la “mente mooooolto aperta” e siete curiosi di ascoltare beh..... provateci!

Roby Comanducci

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Il buon Nikki Sixx non perde mai occasione di far parlare (bene) di se. Eccolo quindi alle prese con questa all star band che vede il bassista dei Motley Crue insieme al singer Rob Zombie, al guitar hero John 5 e il talentuoso drummer Tommy Clufetos, tutti uniti sotto il moniker L.A RATS!!! La band ha quindi registrato una song (che poi è una cover di un brano di Geoff Mack) I’ve Been Everywhere che compare nella soundtrack di “The Ice Road“, il nuovo film di Jonathan Hensleigh. 

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Giovedì, 20 Maggio 2021 21:42

SAVE THE WORLD - "Two"



Line up: Don Tracey - vocals, electric guitars, acoustic guitars, piano, synthesizers, B3, backing vocals, percussion, Robert Wright - drums, percussion, bass, vocals, analogue synthesizers, backing vocals, additional guitars, strings

Tracklist: Camera obscura, Bones, Miss muse, Defenders of the faith, Daphne blue, When Amanda hits the stage, Man on a Island, Longer, Denslow park, Automaton, Illuminati, Who's that girl

I Save the world sono un interessante due americano, che include gli affermati session man e polistrumentisti Don Tracey (Alan Parsons Project) e Robert Wright (anche al lavoro come produttore e tecnico del suono), arrivato al secondo lavoro (dal titolo, diciamo, non molto originale) e che si esprime lungo le coordinate dell’Hard Rock/AOR con molteplici influssi, su cui spicca in modo netto un massiccia dose di prog 70s. Rispetto al primo lavoro la band non ha più il terzo elemento (il drummer Jon Wysoki), ma detto questo come procede la sperimentazione nel genere proposto? A mio parere decisamente bene, se intendiamo per la capacità compositiva che fa riuscir bene ai due musicisti il processo di creare una manciata di song molto caratteristiche, varie e coinvolgenti, che tocca tutti gli elementi da loro desiderati con freschezza e buoni spunti. Non stiamo neppure a discutere le ottime qualità dei due strumentisti e a mio parere la strutturazione delle song per adattarsi alle linee vocale, possneti ma aggraziati, è molto ben riuscita. Il disco vive di vari momenti ma in senso generale si cercano strutture aggressive, d’impatto, oppure “radio friendly” e ruffiane, il che ha fatto commentare come forse il primo disco fosse più sperimentale di questo. E’ probabile, ma non mi va affatto di squalificare il buon lavoro svolto. Spiccano in particolare il bilanciamento tra le tracce che le rende non ripetitive e non stancanti, come anche la già menzionata capacità di sfruttare appieno le qualità vocali dei due. Restano due punti di critica a mio modo di vedere; il primo è forse l’aver limitato proprio il carattere sperimentale che è alla base della band, ritrovandosi forse con una maggior quantità di pezzi più vicini agli ispiratori del genere. Di contro si può però dire che la qualità media è molto buona. Il secondo elemento di critica è la produzione, per me: non mi piace come diverse linee melodiche sono state rese (alcune ritmiche e a volte certe linee di tastiera), mi paiono poco pulite e riducono l’impatto delle melodie stesse. Per finire, si tratta di un buon disco? Direi certamente di sì, sia che siate grandi appassionati di AOR che no. Un buon album che si fa ascoltare volentieri molte volte senza stancare, con un livello compositivo molto buono, ve lo consiglio nonostante i difetti citati.

Nikki

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Line up: Joshua Kiszka – vocals, Jacob Kiszka – guitar, Samuel Kiszka - bass, keys, Daniel Wagner - drums

Tracklist: Heat Above, My Way, Soon, Broken Bells, Built By Nations, Age Of Machine, Tears Of Rain, Stardust Chords, Light My Love, Caravel, The Barbarians, Trip The Light Fantastic, The Weight Of Dreams

Sono stato fra i primi a lodare le gesta di questi giovani musicisti del Michigan sin dal loro album d'esordio, autentica freccia infuocata diretta al cuore di un music world a volte fermo o ripetitivo. Poi, ovviamente, la divisione della cosiddetta stampa specializzata tra coloro che li additavano come i nuovi cloni degli Zep e altri che invece li consideravano gli araldi di un nuovo hard rock ricalcante le radici del genere stesso. Dopo tre anni ecco il seguito, il tanto atteso secondo full lenght album “The Battle at Garden's Gate” che mette a nudo la qualità e la direzione stilistica che stanno intraprendendo i fratelli Kizska; senza ombra di dubbio c'è stata una “sterzata” verso un sound più ricercato, più introspettivo, esclusivamente seventies, a tratti psichedelico e anche folk (in alcuni arrangiamenti) prediligendo una linea musicale più lenta e cadenzata con song avvolgenti, ricche di pathos ma scevre del mordente hard'n'roll degli inizi. Sul fattore clone direi che i nostri scivolano sollo nella (comunque bella) 'Built By Nations', dove fa capolino la band del “Dirigibile”, per il resto hanno, lodevolmente, optato per una ricerca stilistica che li differenzi sia da Plant che da altre band attualmente in auge nel panorama musicale. Credo ci siano riusciti o meglio, credo che siano sulla buona strada per ottenere una propria e particolare originalità. L'album è composto da tracce tutte di media lunga durata e per la sua totalità siamo sui 60 minuti di musica; un bell'azzardo di questi tempi dove, spesso, i fautori di musica prediligono sound più diretti, cattivi, brutali e di facile assimilazione e consumo. Già, questo “The Battle at Garden's Gate”non è assolutamente facile da “digerire” e ci vogliono diversi ascolti, magari comodamente seduti sul divano con cuffie in testa e un bel bicchiere di vino o birra, per potersi gustare le mille sfaccettature che questa band è riuscita ad inserire nella linea musicale di questo album. E' un disco assolutamente retrò che non regala nulla al modernismo ma si concentra su atmosfere dilatate, quasi sognanti e passaggi strumentali che inglobano l'ascoltatore facendolo prigioniero. Un esempio che calza a pennello sono i sette minuti di 'Age Of Machine' o i quasi nove (!!) della conclusiva 'The Weight Of Dreams'. Ci sono anche tracce più brevi e moderatamente più hard come 'My Way, Soon' ma il risultato di questo lavoro in studio si apprezza per la sua totalità e dopo un accurato ascolto. In definitiva, comunque, un album particolare che non passerà inosservato.

Roby Comanducci

 

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