Aprile 2021

Gli L.A. Guns, con Phil Lewis e Tracii Guns insieme (!!!), hanno annunciato che pubblicheranno un nuovo album dal vivo, "Cocked & Loaded Live" il 9 luglio 2021. Come suggerisce il titolo, la performance celebra il prezioso secondo album della band, "Cocked & Loaded". Potete avere il primo assaggio della performance con il brano "Malaria" live version. "Cocked & Loaded Live" precederà l'uscita di un nuovissimo album in studio di Lewis, Guns & company, previsto per questo autunno. 
Questo live album esce in periodo Covid: la band infatti aveva annunciato un concerto speciale al Fremont Country Club di Las Vegas, NV che avrebbe celebrato il 31 ° anniversario del loro amato album, "Cocked and Loaded". L.A. Guns, alias Phil Lewis, Tracii Guns, Ace Von Johnson, Johnny Martin e Scotty Coogan, si sono quindi esibiti in uno spettacolo unico nel suo genere che è stato trasmesso in streaming in tutto il mondo ai fan nel comfort delle loro stesse case. La band ha eseguito tutti i classici brani in studio di Cocked & Loaded e, come al solito, ha offerto uno spettacolo killer. 

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Giovedì, 29 Aprile 2021 21:14

SONIC HAVEN "Vagabond"

 

 

Line up: Herbie Langans – vocals, Carsten Stepanowicz – guitars,  Dominic Stotzem – bass, Andre Hilgers - drums.  

Tracklist: Vagabond, Back to mad, Nightmares, Keep the flame alive, End of the world, The darker side, I believe, Save the best for last, Blind the enemy, From white to black, Striking back

I Sonic Haven sono una band tedesca capitanata da Herbie Langhans, teutonico singer già all’opera con numerosi act della scena power melodica tedesca quali Avantasia e Voodoo circle. Chiudo qui con le note dalla bio perché quanto è importante lo ho già detto (se volete però, curiosate per andare a vedere il resto, inclusi i trascorsi importanti degli altri membri); ovvero, intendo, parliamo di un esperto esponente della mai sopita vena power che viene dal cuore del nostro continente, e che intende procedere nel genere. Ecco, pragmatismo e mancanza di originalità ai nostri cugini teutonici non mancano mai, (lo dico per evitare troppi giri di parole) per cui chiediamoci semplicemente se il risultato vale l’ascolto, già conoscendo bene le coordinate musicali ove andremo a finire: e vi anticipo, nonostante alcuni svarioni (su cui torno dopo) il risultato è molto accattivante e gradevole, mostra capacità e classe dei suoi esecutori, e va a prendere esattamente dove serve per un ottimo lavoro di questo (sì, la parola corretta è “abusato”) genere nel 2021. L’album si apre con il riff molto aggressivo di “Vagabond”, utile a introdurci allo stile della band, che non disdegna un certo orientamento vicino al classic/heavy più ottantiano, scandito da numerose ritmiche dello stesso timbro, tra Saxon e Priest. Certo non mancano song più strutturate ed elaborate melodicamente, ma è su uno stile asciutto e diretto che la cifra stilistica della band è costruita, e grazie a tale stile la potenza vocale del singer riesce a esprimersi. Si vanno a cercare altri spunti, più melodici, in alcune tracks come la quasi conclusiva “From the black” ma sono eccezioni in una sequela ove lo stile è ben delineato sui canoni citati; non mancano gli svarioni di cui dicevo inizialmente, ad esempio scadere nella banalità di certe liriche (“Keep the flame alive” … ok …  ) oppure forse il mancare la ricerca di un pezzo davvero più originale. Su questo ultimo punto, per chiarire, intendo dire che proprio dal lato più heavy, quasi thrash, mi sarei atteso una sorpresa in più, un pezzo che più attirasse l’attenzione, date le indubbie capacità tecniche ed esecutive dimostrate. Un discorso simile vale per la produzione, che è molto pulita e rende bene la potenza della band, ma non trova mai la combinazione giusta per davvero risaltare un pezzo. Sto chiedendo troppo? Non lo so, ma è l’osservazione che mi deriva dall’ascolto di questo disco, che comunque permane, ricordiamolo, di ottima caratura. Concludendo e riassumendo, questo è sicuramente un gran bel disco, scritto e suonato da ottimi musicisti, lo consiglio e certamente non annoierà neppure i patiti del genere; quanto ne traggo però è che con la dovuta focalizzazione questi ragazzi possono ulteriormente perfezionarsi e fare un lavoro ancora migliore in futuro. E finisco, ovviamente, dicendo che davvero conto di poter verificare la loro abilità live presto.

Nikki

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Giovedì, 29 Aprile 2021 00:16

TEMPLE BALLS “Pyromide”

 



Line-up: Arde Teronen – vocals, Jimi Välikangas – bass, Jiri Paavonaho – guitar, Niko Vuorela – guitar, Antti Hissa – drums

Tracklist: Thunder From The North, Long Ways Long Lies, T.O.T.C, Fallen Youth, Bad Bad Bad, What Is Dead Never Dies, Unholy Night, Heart Of A Warrior, You Better Run, If Only I Could, Something To Die For

E' sempre un piacere constatare che il buon hard rock, in questo caso anche strizzante l'occhio ad un certo street metal di stampo ottantiano, ma sempre e comunque graffiante e accattivante, faccia capolino sulla mia scrivania e quindi, poi, nel mio stereo (eh si.....io me li sento ancora con un “modesto” Hi-Fi gli album!!). Questo trattasi del terzo full lenght album degli ottimi rockers finlandesi Temple Balls e, in questo caso, il primo per la sempre attivissima label Frontiers Music srl. Dietro alla produzione di questo lavoro troviamo nientepopodimeno che Mr. Jona Tee (H.E.A.T.) che ha donato indiscutibilmente carattere, la giusta commerciabilità e tanto groove a “Pyromide”. Un disco che incalza song dopo song e si fa subito canticchiare con melodie ficcanti, ritmi a volte catchy, hook- lines e anthem rock songs. I nostri, tra l'altro, in questi cinque anni di attività hanno suonato in lungo ed in largo per il mondo arrivando anche in Ucraina e Giappone e hanno fatto da supporto a band altisonanti quali Deep Purple, Uriah Heep, Sonata Arctica. Sicuramente tutte queste esperienze live si riflettono anche nello spirito di questa band, nella loro musica che definirei un godurioso party hard'n'roll capace di galvanizzare anche un defunto. Non si riesce proprio a star fermi all'ascolto dell'opener 'Thunder From The North', pura anima street rock/metal scaturisce dalla bella ' T.O.T.C' e l'accoppiata ' Bad Bad Bad' e 'What Is Dead Never Dies' ci regalano eufonie commerciali ma anche ruffiane. Il ritornello di 'Bad...' poi non vi lascerà immuni e lo sognerete anche di notte; tutto il disco trasuda party rock, divertimento e atmosfere indubbiamente “Losangelene” di tempi oramai passati. Se volete godere senza pensare a nulla regalandovi del sano street/hard rock non dovete assolutamente perdervi questo “Pyromide”!

Roby Comanducci

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Il sabato 19 giugno a Parma (Capitale Europea della Cultura 2020-2021) si terrà, all’interno della 27° edizione della Festa della Musica, che si celebra in tutta Europa il 21 giugno, si terra’ la sesta edizione della Festa della Musica dei Giovani, evento musicale rivolto ai giovani e agli emergenti provenienti da ogni parte d’Italia che si svolge dal 2016 nella Capitale Culturale d’Italia dell’Anno. La  giornata di concerti è ideata e organizzata dal MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, la più importante manifestazione dedicata alla scena musicale indipendente italiana, che quest’anno festeggerà la sua 26° edizione a Faenza dal 1 al 3 ottobre 2021, in collaborazione con il Comune di Parma e la Casa della Musica di Parma, all’interno della Festa della Musica Promossa da AIPMF, Mic e tanti altri partner.

 

I giovani under 35 che vogliono iscriversi per suonare sabato 19 giugno a Parma possono iscriversi  direttamente alla piattaforma della Festa della Musica indicando Parma come citta’ prescelta (https://www.festadellamusica.beniculturali.it/)

ma ancora piu’ direttamente scrivendo anche alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. indicando nell’oggetto Festa della Musica dei Giovani di Parma indicando nome, cognome, indirizzo postale completo con cap e citta’, indirizzo mail e cellulare e una breve biografia sul progetto musicale con una eventuale link per ascolto e eventuale foto da visionare.  Tutte le adesioni devono pervenire entro il 30 maggio 2021.

Tutte le altre informazioni si possono trovare anche su www.meiweb.it

 

Da 27 anni il 21 giugno, solstizio d’estate, viene celebrata la musica con una Festa che coinvolge tutta Italia, organizzata ogni volta in una città diversa. Dal 2016 la manifestazione è ospitata da una Capitale della Cultura: dopo Mantova, Pistoia e Palermo, la 4a edizione della Festa della Musica dei Giovani 2019 si terrà a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. Per il quarto anno consecutivo la rassegna è organizzata dal MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti in collaborazione con AIPFM, l’Associazione Italiana per la Promozione della Festa della Musica e con il patrocinio dell’Agenzia Nazionale Giovani.

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l mitico CENTRALE ROCK PUB di Erba, locale storico tra i più longevi e rinomati nel metal music world Lombardo (ma non solo) finalmente RIAPRE!!!!!

Con l'entrata in zona gialla i boss del locale Silvano & Elena vi aspettano a partire da MARTEDì 27 APRILE

ORARI:

da martedì a venerdì : 16.00 - 22.00

sabato e domenica: 11.00 - 22.00

ingresso free!!!!

website locale

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E' uscito il 23 Aprile il self titled debut album dei californiani Dirty Honey, da molti ritenuti un'autentica rivelazione nel settore hard rock. Ascoltatevi il singolo estratto "California Dreamin' " 

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Domenica, 25 Aprile 2021 23:17

MUSIC BUSINESS

Il mondo della musica è in fermento. Lo è da anni direte voi....ed avete anche ragione, però in questo nuovo millennio (con oramai due decadi già archiviate) che tanti cambiamenti ha portato anche la musica sembra averne preso parte. Non voglio intessere un discorso su cosa eravamo, come eravamo e cosa/dove andremo/diventeremo. No, no. Sto solo pensando, siccome la musica va avanti a cicli, quale sarà il prossimo (...e importante) ciclo musicale a venire. Quale? Molti dubbi s'infiltrano nella mia mente e, sinceramente, non saprei rispondervi; eppure nel 'giro della musica' ci sono oramai da diverso tempo, e la mia età non è certamente delle più giovini.... Onestamente pensavo che questo fosse un periodo di transizione, ma 'rimangio' tutto. Non credo che sia così: troppi cambiamenti che poi - effettivamente - non apportano nulla di nuovo, non supportano niente che possa divenire un qualcosa di concreto e soprattutto duraturo. Questo music biz è basato su una sorta di 'hungry music': tutto e subito senza compromessi. Non esiste più la band che crea un movimento, che crea una carriera longeva, il tutto inizia-finisce nell'arco di poco tempo, pochi album e via. Una musicalità usa e getta che non fa ben sperare, magari può piacere ai teenager che vivono una vita 'day by day' e soprattutto riflessa da solo quello che viene proposto con meticolosa e quasi aberrante iniezione mediatica. Se valutiamo quest'ultima ipotesi allora sì che il mondo della musica è in fermento, ma non per appoggiare solamente l'arte, ma specificatamente per fare crescere l'offerta di un prodotto chiamato musica, che quando verrà ben sfruttato manterrà sempre lo stesso nome cambiando però i soggetti. La qualità è molto scarsa, musicalmente parlando. Musicalmente scarsa quella che noi sentiamo continuamente, quella che la gente, la massa, percepisce. L'underground invece è ricchissimo di talenti, ma anche se si continua a parlare di ritorni alle origini, di nuove sensazioni musicali, di generi musicali dai nomi alquanto 'assurdi', il tutto si chiude e si infossa perchè probabilmente "deve " essere così. Ci vorrebbe una grossa scossa, non so da chi, come e quando: qualcuno che capisca che, ben venga la musica 'usa e getta' ma accompagnata - anche se in modo minore - da una situazione artistica più forte e delineata, dove si possa ancora discutere e assaporare quest'arte nel vero senso della parola.

Roby Comanducci

SAVE THE WORLD: fantastico ritorno agli eighties, feaut. Dan Tracey (Alan Parsons live band) on Vocals, Electric Guitars, Acoustic Guitars, Piano, Synthesizers, B3, Backing Vocals, Percussion & Robert Wright on Drums, Percussion, Bass, Vocals, Analogue Synthesizers, Backing Vocals, Additional Guitars, Strings. Un grande album di arena rock dal titolo "Two" in uscita il prossimo 7 Maggio; ascoltatevi il nuovo singolo 'Miss Muse'.

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Li stavamo aspettando ed eccoci accontentati: i Buckcherry faranno uscire il loro nono album ‘Hellbound’ il prossimo 25 giugno. Il primo video single del new album è 'So Hott’, cliccate il link sotto per ascoltarlo!

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Venerdì, 23 Aprile 2021 16:11

THE TREATMENT "Waiting For Good Luck"

 

 

Line up: Tom Rampton - vocals, Dhani Mansworth - drums, Tagore Grey - guitars, Tao Grey - guitar and bass guitar

Tracklist: Rat Race, Take It Or Leave It, Lightning In A Bottle, Vampress, Eyes On You, No Way Home, Devil In The Detail, Tough Kid, Hold Fire, 10. Barman, Let’s Make Money, Wrong Way

Gli Inglesi The Treatment formatisi a Cambridge tredici anni fa tornano al full lengh album, il quinto della loro carriera discografica, e lo fanno come consuetudine con il loro grezzo heavy rock, molto sempliciotto e diretto, naturale figliastro del sound che i "canguri di Angus Young" ci hanno abituato ad ascoltare da oramai oltre quarant'anni. In effetti il disco è godibile nel suo incedere ma trattasi di un prodotto che, a mio parere, è destinato ad un tipo di pubblico molto affezionato a sonorità Ac/dc oppure ai più giovani Airbourne. Stiamo parlando quindi di riff rocciosi, crudi, spesso -anche- ripetitivi ma che riescono a far divertire e far passare quaranta minuti di allegria. Questo nuovo "Waiting For Good Luck" non si discosta molto dai suoi predecessori se non per il fatto della new entry Andy Milburn al basso (il singer Tom Rampton invece è già in line up dal precedente "Power Crazy" (2019). Siamo al cospetto di una manciata di robuste rock song senza infamia e senza lode; canzoni che faranno battere il piedino e in alcuni casi potranno galvanizzare i rockers più "focosi" con qualche spassoso air guitar ma che, in definitiva, non aggiungono nulla di nuovo o particolare nel music world. Con questo non voglio denigrare questo lavoro, tracce quali 'Vampress', la cadenzata 'Let’s Make Money', l'ottimo hard blues di 'Barman' e la granitica opener 'Rat Race' sono sicuramente graziose e cariche di energia ma, onestamente, di band e album che "suonano" in questo modo ne troviamo a migliaia. Anche se molti affermano che nel nostro beneamato settore sia stato già fatto ed inventato tutto, è pur vero che -se capita- qualcosa di leggermentre più "nuovo" ed originale fa bene al cuore. Raccomandato esclusivamente agli amanti del genere o a chi non ha eccessive pretese e vuole distrarsi con del buon hard rock suonato, comunque, da bravi professionisti.

Roby Comanducci

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