Mag 05

MICK MARS: 70 anni, buon compleanno leggenda vivente!

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MICK MARS: 70 anni, buon compleanno leggenda vivente!

 

Per il sottoscritto parlare di Mick Mars è un onore tanto quanto una gioia immensa. Sono letteralmente cresciuto a "pane e Motley Crue" e credo che la "Ciurmaglia Colorita" abbia avuto su di me l'effetto delle metanfetamine, quelle forti, che ti sollevano l'anima, il cervello e ti senti un petardo nel culo che sta per scoppiare!!!! Ma qui stiamo parlando del buon Mick, all'anagrafe Robert Alan Deal, nato a Terre Haute nell'Indiana il 4 Maggio 1951 che compie, appunto, ben SETTANT'ANNI in questi giorni. Non potevo quindi esimermi dallo scrivere un breve pensiero (correlato da qualche nota bio/discografica) su di lui. Lo sento come un dovere nei suoi confronti e, ovviamente, una goduria per il sottoscritto scribacchino.

Parliamoci chiaro: i quattro Motley sono una delle pochissime band sul pianeta dove ogni membro è indispensabile alla band (anche se ci sono state separazioni, dischi solisti, dischi con l'assenza di qualche membro....che comunque non hanno MAI ottenuto un successo adeguato, anche se qualitativamente validi - leggasi "Motley Crue" o New Tattoo"). Sono una 'gang' come citato nell'ultimo e unico - e bellissimo oserei dire - bio pic movie uscito due anni fa 'The Dirt', una gang di pazzi dementi che però hanno avuto la maestria di cucirsi addosso il music world creando mode, stili, tendenze; come loro nessuno mai, come loro pochissimi artisti sono entrati nel costume e nel modo di essere e pensare dei ragazzi (e non solo). Vince, il biondo cantante "strappa mutande" non propriamente “dotato” di una grande ugola ma un frontman d'eccezione. Nikki Sixx, bass player e vero mentore della band nonché principale songwriter e compositore. Tommy Lee, funambolico e tecnico nonché istrionico batterista e, per finire lui, Mick, colui che per ogni band rock che si rispetti è da sempre il cardine: il chitarrista. Eh si, la chitarra; lo strumento cardine nel mondo hard'n'heavy. Non importa se il musicista è un guitar hero o un normale esecutore, l'importante è che ci metta il cuore e sia originale. Ed è questo il caso di Mr. Deal, la sua grande capacità di trasmettere forti emozioni e creare riff taglienti pur non avendo una particolare tecnica sopraffina o essere il Malmsteen,Vai o Satriani della situazione. Il suo sound è stramaledettamente inconfondibile; dalla sua Kramer - chitarra da sempre preferita del nostro- ha cesellato migliaia di riff che sono entrati nella storia e nel collettivo comune di tanti rockers. E ve lo dice un vero appassionato di chitarra, uno che ha seguito con spasmodica voglia l'epopea Mike Varney negli eighties e l'avvento dei funamboli della sei corde. Però c'è un però (scusate il giro di parole); tecnica, velocità ok, ma in assoluto il vero 'summa' di un chitarrista è l'originalità, la timbrica sonora, la capacità di riempire il cuore dell'ascoltatore e creare in riff-rama che ti entri nel cervello e non va più' via. Questo è il caso del bravissimo Mick! Il nostro amato settantenne ha da sempre avuto la capacità di ammaliare il pubblico con pochi accordi, senza masturbazioni sonore dello strumento. Attenzione. Con questo non voglio assolutamente sminuire il guitar work del nostro che comunque si attesta su ottimi livelli ed è capace di stupire in più di una situazione. Sua è l'innata capacità di suonare la sei corde con un sound così compresso, saturo e pieno che rende quasi inutile l'esecuzione del classico solos all'interno del singolo brano. Ecco quindi che si spiega il perché della riuscita di album quali “Girls, Girls, Girls” nei quali è praticamente assente del tutto (o quasi) il classico solos di chitarra dopo il secondo ritornello e la chorus line; mi ricordo (quando comprai quest'album) che alla fine dell'ascolto ero estasiato dalla bellezza e dall'energia del sound pur costatando che non aveva mai eseguito un vero e lungo solos di chitarra in nessuna traccia. Prendete l'esempio più classico per Mick, “Wild Side”, brano dal tiro pazzesco divenuto hit single mondiale e sorretto semplicemente da un grande riff di chitarra. La cosa interessante dello stile di Mars è la capacità di eseguire una sequenza di mini-solos di pochi secondi ripetuti magari più volte all'interno della stessa song che vanno a fare da contorno alla struttura portante del granitico riff. In ogni caso il nostro ha da sempre avuto la capacità di creare un guitar work diretto come un pugno in faccia basta ascoltarsi capolavori quali 'Bastard', 'Looks that Kill', 'Live Wire', 'Shout at the Devil', 'Primal Scream', 'Use it or Lose it', 'Red Hot', Wild Side', 'Kickstart my Heart', 'All in the name of...', 'Dr. Feelgood”....ma potremmo andare ancora avanti. Un grande maestro del suo strumento quindi ma, indiscutibilmente, un grande uomo. Una persona intelligente che ha saputo far fronte ad una malattia degenerativa qual'è la spondilite anchilosante lottando a denti stretti sempre nel rispetto della sua privacy, facendosi vedere poco e facendo poco parlare di se. Dei quattro Crue è sempre stato quello più introspettivo e schivo ma, attenzione, solo per il mondo esterno, poiché il buon Mick è una persona dal forte humour e capace di stravaganti trovate in grado di far allibire anche i suoi compagni di mille avventure. Mi auguro veramente di riuscire a rivederlo dal vivo: dopo il tour d'addio avevano ben preparato il loro tritorno questi 'quattro ceffi' e devo ammettere che sarebbe stato un successo planetario ma......questa maledetta pandemia ci ha messo lo zampino e quindi è stato bloccato tutto, tour compreso. Viste le sue condizioni di salute e l'età non proprio da teenager spero che, quando ripartirà il tutto, il buon Mick riesca a regalarci ancora qualche eccelsa performance dal palco. Lo ammetto, non credo di essere solo un loro fan, io voglio bene a questi ragazzi ed in particolar modo trovo in Robert un esempio di forza, di tenacia e di energia vitale fortissima.

Ancora tanti auguri mitico Mick!

Roby Comanducci

 

Breve riassunto di partecipazioni e collaborazioni di Mick Mars fuori dal contesto Motley Crue.

 

1985 - Stars – Hear 'n Aid, 1991 - Alice Cooper – Hey Stoopid, 1992 - Glenn Hughes – L.A. Blues Authority Volume II, 1999 - Humanary Stew: A Tribute to Alice Cooper, 2006 - Welcome to the Nightmare: An All Star Salute to Alice Cooper, 2008 – Hinder – Take It to the Limit, 2008 – Crashdïet – The Unattractive Revolution, 2009 - Papa Roach – Into the Light, 2011 - James Durbin – Memories of a Beautiful Disaster, 2012 - Pop Evil – Boss's Daughter

 

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Read 673 times Last modified on Giovedì, 06 Maggio 2021 00:04

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