Apr 25

MUSIC BUSINESS

Written by  0 comment

Il mondo della musica è in fermento. Lo è da anni direte voi....ed avete anche ragione, però in questo nuovo millennio (con oramai due decadi già archiviate) che tanti cambiamenti ha portato anche la musica sembra averne preso parte. Non voglio intessere un discorso su cosa eravamo, come eravamo e cosa/dove andremo/diventeremo. No, no. Sto solo pensando, siccome la musica va avanti a cicli, quale sarà il prossimo (...e importante) ciclo musicale a venire. Quale? Molti dubbi s'infiltrano nella mia mente e, sinceramente, non saprei rispondervi; eppure nel 'giro della musica' ci sono oramai da diverso tempo, e la mia età non è certamente delle più giovini.... Onestamente pensavo che questo fosse un periodo di transizione, ma 'rimangio' tutto. Non credo che sia così: troppi cambiamenti che poi - effettivamente - non apportano nulla di nuovo, non supportano niente che possa divenire un qualcosa di concreto e soprattutto duraturo. Questo music biz è basato su una sorta di 'hungry music': tutto e subito senza compromessi. Non esiste più la band che crea un movimento, che crea una carriera longeva, il tutto inizia-finisce nell'arco di poco tempo, pochi album e via. Una musicalità usa e getta che non fa ben sperare, magari può piacere ai teenager che vivono una vita 'day by day' e soprattutto riflessa da solo quello che viene proposto con meticolosa e quasi aberrante iniezione mediatica. Se valutiamo quest'ultima ipotesi allora sì che il mondo della musica è in fermento, ma non per appoggiare solamente l'arte, ma specificatamente per fare crescere l'offerta di un prodotto chiamato musica, che quando verrà ben sfruttato manterrà sempre lo stesso nome cambiando però i soggetti. La qualità è molto scarsa, musicalmente parlando. Musicalmente scarsa quella che noi sentiamo continuamente, quella che la gente, la massa, percepisce. L'underground invece è ricchissimo di talenti, ma anche se si continua a parlare di ritorni alle origini, di nuove sensazioni musicali, di generi musicali dai nomi alquanto 'assurdi', il tutto si chiude e si infossa perchè probabilmente "deve " essere così. Ci vorrebbe una grossa scossa, non so da chi, come e quando: qualcuno che capisca che, ben venga la musica 'usa e getta' ma accompagnata - anche se in modo minore - da una situazione artistica più forte e delineata, dove si possa ancora discutere e assaporare quest'arte nel vero senso della parola.

Roby Comanducci

Rate this item
(0 votes)
Read 51 times Last modified on Domenica, 25 Aprile 2021 23:26

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.